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    <title>Novità normative, giurisprudenziali e fiscali</title>
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    <description>In questo blog vengono pubblicate le novità normative, fiscali e giurisprudenziali inerenti il settore immobiliare, societario e in genere notarile.</description>
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      <title>Novità normative, giurisprudenziali e fiscali</title>
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    <item>
      <title>Imposta fissa per la ricognizione di debito</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Risposta a interpello n.52 del 25 febbraio 2026 conformemente a quanto statuito nella SSUU n.7682 del 16 marzo 2023, afferma che la ricongnizione di debito contenuta in una scrittura privata registrata senza autentica di firma sconta l'imposta fissa di registro in quanto la ricognizione non ha natura sostanziale (non costituisce di per se fonte autonoma di obbligazione) ma meramente probatoria (inversione onere della prova sulla reale esistenza della fonte di obbligazione).  Ai sensi dell'art. 5 TUR (Caso d'uso) e dell'art. 6 (tassazione secondo natura dell'atto) pertanto l'atto sconta l'imposta fissa se non contenuta in un atto notarile soggetto a registrazione in termine fisso e sconta l'imposta dell'1% se in tale scrittura vi è modifica dell'obbligazione originaria 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:23:43 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>L'enunciazione di impresa familiare può avvenire anche prima che impresa individuale di riferimento  venga attivata</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Circ. Min. Fin. 17/5/2000/98/E e la Circ. Min. Fin. 19 dicembre 1976/40 l'atto di enunciazione dell'impresa familiare formalizzato in data anteriore all'inizio dell'attività avrà effetto fiscale a decorrere dal periodo d'imposta successivo alla data dell'atto di enunciazione stesso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:11:57 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ppc anche per gli agriturismi</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La corte di giustizia di secondo grando dell'Emilia Romagna con sentenza 724/09/2025, ricollegandosi a quanto detto dalla Cass. 719/2025, afferma che le agevolazioni spettano anche per i fabbricati agrituristici a prescindere dal valore rapportato al valore dei terreni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 14 Jan 2026 15:43:31 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Legittima la rinunizia alla proprietà</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass SS.UU.n.23093 /2025 legittima la rinuncia alla proprietà immobiliare, precisando che: 1 NON si applicano all'atto di rinuncia A FAVORE DELLO STATO tutti gli apparati normativi su conformità urbanistica (leggi 47/85 e 380/2001) , conformità catastale (122/2010) e attestato di prestazione energetica ; 2 l'atto è esente da imposte di donazione, ipotecaria e catastale, quindi pagherà solo euro 230 di bollo telematico e 90 di tassa di trascrizione: tutto ciò in quanto l'acquisto da parte dello Stato è considerato a titolo originario. Inoltre è consigliata la trascrizione contro il rinunciante e a favore del Demanio dello Stato C.F 97905320582, per conferire alla nota di trascrizione efficacia anche di voltura! DIVERSAMENTE, invece, anche se questa conclusione non viene espressamente enunciata, per la rinuncia di quota di comproprietà che va non allo Stato, ma a favore di altri comproprietari: in tal caso l'atto ha natura traslativa e quindi si applica tutta la normativa urbanistica e catastale e l'atto è soggetto ad imposta di donazione, ipotecaria e catastale sul valore dichiarato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 15:47:35 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Le spese condominiale deliberate prima del rogito sono a carico del venditore anche se il pagamento avviene dopo da parte dei condomini</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo è quanto stabilisce - seppur in tema di spese caldaia - la Cass 24236 del 30 giugno 2025
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 15:44:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L'abitazione non idonea (inidonea) non impedisce le agevolazioni Prima casa salvo che fu acquistata anch'essa con lagevolazioni</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo è quanto stabilisce la Cass 24478/25
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 15:40:59 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>La sospensione dei termini Covid si interrrompe e i termini ripartono  per tutti i casi dal 30 ottobre 2023</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-sospensione-dei-termini-covid-si-interrrompe-e-i-termini-ripartono-per-tutti-i-casi-dal-30-ottobre-2023</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo la Risposta a interpello AE 230 del 3 settembre 2025 la sospensione dei termini a causa Covid, operante dal 23 febbraio 2020 al 30 ottobre 2023, è valido per tutte le ipotesi successive i cui termini scadenti in questo periodo ripartono a decorrere dal 30 ottobre 2023 e precisamente decorrono da tale data: 1. il termine di 18 mesi (oppure 30 mesi se l’immobile è stato oggetto di lavori di efficentamento energetico superbonus di cui all’art. 19 del D.L. 34/2020); 2. il termine di 1 anno dalla vendita infraquinennale di una Prima Casa per riacquistarne una nuova; 3. il termine di 2 anni per rivendere la vecchia prima casa sia per evitare le decadenze sia per godere del credito d’imposta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 15:39:30 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Redditi Diversi e non plusvalenza in caso di cessione di usufrutto</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/redditi-diversi-e-non-plusvalenza-in-caso-di-cessione-di-usufrutto</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con la risposta dell’Agenzia n. 133 del 14 maggio 2025 l'Agenzia ricorda le modifiche apportare al Tuir dalla legge di Bilancio 2024. Nel dettaglio l'articolo 67, comma 1, del Tuir, modificando l'articolo 9, comma 5, stabilisce che “Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente: ...omissis... «[...] h) i redditi derivanti dalla concessione in usufrutto, dalla costituzione degli altri diritti reali di godimento [...] di beni immobili[...]». L’Agenzia quindi, alla luce della normativa e della giurisprudenza richiamate, ritiene che i due negozi siano autonomi dal punto di vista del diritto civile e pertanto siano soggetti autonomamente a tassazione. Di conseguenza il corrispettivo derivante dalla costituzione a titolo oneroso dell'usufrutto costituirà reddito diverso (articolo 67, comma 1, lettera h), del Tuir), la plusvalenza derivante dalla cessione della nuda proprietà dell'abitazione sarà tassabile ai sensi del citato articolo 67, comma 1, lettera b), del Tuir, secondo i criteri indicati nel successivo articolo 68 del Tuir, nel caso in cui la cessione avvenga entro 5 anni dall’acquisto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 23 May 2025 11:31:02 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>plusvalenza di 5 anni e non di 10 anni in caso di acquisto casa ricostruita e poi venduta</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/plusvalenza-di-5-anni-e-non-di-10-anni-in-caso-di-acquisto-casa-ricostruita-e-poi-venduta</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Risp. a interprello n. 137/2025 l'A.E. precisa che non vi è plusvalenza rafforzata nel caso in cui il soggetto abbia acquistato un immobile ricostruito dalla ditta venditrice (a cui è stato ceduto il credito con lo sconto in fattura) dal momento che tale plusvalenza rafforzata vale solo in  caso di prima cessione (ossia quella che fa il soggetto che ha ricostruito) e non anche per le successive
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 23 May 2025 11:25:57 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Non vi è nullità del preliminare  per assenza della polizza se l'immobile in costruzione nel frattempo è stato concluso</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-nullita-del-preliminare-per-assenza-della-polizza-se-l-immobile-in-costruzione-nel-frattempo-e-stato-concluso</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Cass 3817/2023 ha affermato che l'azionde di nullità proposta dopo la fine dei lavori va rigettata per violazione della buona fede oggettiva e carenza di interessa ad agire se non c'è insolvenza del venditore
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 08 May 2025 11:46:32 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Agevolazioni ppc iap all'1% anche su fabbricati non rurali purchè pertinenziali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolazioni-ppc-iap-all-1-anche-su-fabbricati-non-rurali-purche-pertinenziali</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass. con ord. 6178/2005 depositata il 7 marzo 2025 estende l'agevolzione ppc  ex art. 2 comma 4 bis D.L. 194/2009 prevista per i fabbricati rurali anche ai fabbricati non rurali purchè pertinenziali. Circa il concetto di pertinenzialità si richiama la ris. AE 26/E/2015 che prevede il ricorrere sia dell'elemento soggettivo (volontà) sia di quello oggettivo (bene oggettivamente accessorio). La Cassazione al riguardo ha ribadito che in agricoltura il concetto di pertinenzialità del fabbricato deve ormai essere interpretato estensivamente  e non limitata al concetto di "insistenza" diretta sul terreno. Quindi l'agevolazione è estensibile ai fotovoltaici anche se ubicati su aree edificabili, purchè pertinenziali a terreni agricoli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 08 May 2025 11:41:15 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Difformità dopo il decreto salva casa</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/difformita-dopo-il-decreto-salva-casa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con il D.L. 69/2024 al fine di evitare invalidità delle cessioni si è resa più agevole la pratica per sanare difformità urbanistiche. Conseguentemente la nullità in presenza di tutte le formalità e dichiarazioni ricorrerebbe solo quando non vi sia o sia erraqta la menzione relativa a "ricostruzioni " o  ristrutturazioni "pesanti", rientrando tutte le altre ipotesi in casi di garanzie per vizi che il venditore deve offrire per legge (prima Cass 8230/2019)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 08 May 2025 11:33:07 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Rivendita estesa a 2 anni anche per chi avesse acquistato prima del 2025</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rivendita-estesa-a-2-anni-anche-per-chi-avesse-acquistato-prima-del-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risp. a interpello 127/2005 estende retroattivamente la possibilità di rivendita nei 24 mesi successivi e quindi l'applicabilità dell'art. 1 comma 116 della L. 207/2004 anche alle situazioni pregresse quindi precedenti al 1 gennaio 2025 purchè il vecchio termine di 12 mesi per la rivendita non sia decorso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 08 May 2025 11:23:06 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Valida la clausola di esonero spese condominiali del costruttore</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/valida-la-clausola-di-esonero-spese-condominiali-del-costruttore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass con ord. 10362/2025 ha affermato la validità dei patti contrattuali che richiamano clausole del regolamento le quali prevedano una esenzione (90% nel caso in esame) dalle spese condominiali per gli appartamenti del costruttore ancora non venduti il cui termine coicide con la venduti delle unità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 08 May 2025 11:19:20 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Diritto di superficie al 9% anche su terreni agricoli</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/diritto-di-superficie-al-9-anche-su-terreni-agricoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risoluzione n.23/E del 3 aprile 2025 si uniforma alla Cass. 3461/2021 e 27293/2024
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 16 Apr 2025 13:51:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Facoltativa l'annotazione dell'accollo garantito da ipoteca</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/facoltativa-l-annotazione-dell-accollo-garantito-da-ipoteca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ove accettato dai competenti uffici dei RRII si potrebbe (ma non vi è un obbligo) annotare l'accollo di debito ipotecario qualora sia liberatorio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 02 Apr 2025 15:00:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Rideterminazione valore terreni per plusvalenza ormai a regime</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rideterminazione-valore-terreni-per-plusvalenza-ormai-a-regime</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la le Legge 207/2024 la misura in questione diventa strutturale, e pertanto entro il 30 novembre di ciascun anno i contribuenti potranno optare, ai fini dell’applicazione dell’art. 67, comma 1, lett. a) e b) del D.P.R, 22/12/1986 n. 917 (TUIR), per l’applicazione di un’imposta sostitutiva relativamente ai terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° gennaio dello stesso anno. L’imposta sostitutiva può essere rateizzata fino al massimo di tre rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data del 30 novembre (sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo da versarsi contestualmente a ciascuna rata). La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il termine del 30 novembre dell’anno di esercizio dell’opzione. Il valore determinato in perizia non può essere incrementato degli oneri inerenti a eccezione della spesa sostenuta per la redazione della perizia (Circ. Agenzia delle Entrate n. 1/E del 22 gennaio 2021). Possono beneficiare della particolare disciplina in tema di rivalutazione del valore di terreni mediante pagamento dell’imposta sostitutiva: persone fisiche (che possiedono il terreno non in regime di impresa); società semplici (comprese le società e associazioni a esse fiscalmente equiparate ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 – T.U.I.R.);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           enti non commerciali (con riferimento a operazioni effettuate al di fuori delle attività commerciali eventualmente effettuate);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            soggetti non residenti le cui plusvalenze sono imponibili in Italia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Circa situazione particolare di precisa quanto segue:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DIRITTI EDIFICATORI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con la Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/E del 15 febbraio 2013 (Telefisco 2013) si è precisato che la procedura di rideterminazione del valore si applica anche ai diritti edificatori di cui all’art. 5 del D.L. 70/2011;  al riguardo si precisa che in tema di imposte indirette, con la risposta a interpello n. 69 del 18 gennaio 2023 e poi lo stesso legislatore con gli artt. 2 e 3 del D.Lgs. 18/09/2024 n. 139 si sono allineati al nuovo orientamento delle SS.UU. della Cassazione (in tema di imposte indirette, infatti, si è ora stabilito che i contratti che trasferiscono diritti edificatori comunque denominati sono soggetti all’imposta di registro del 3% prevista dall’art. 9, T.U.R. – DPR. 131/1986 e alle imposte di trascrizione e catastale in misura fissa).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           COMPROPRIETARI - NUDI PROPRIETARI E USUFRUTTUARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con la Circolare Agenzia delle Entrate n. 81/E del 6 novembre 2002 si è precisato che è possibile per i comproprietari rivalutare il valore delle rispettive quote di comproprietà; che per i nudi proprietari e gli usufruttuari è possibile rivalutare il valore dei rispettivi diritti; che è possibile anche la rivalutazione solo di una porzione della medesima particella catastale (per esempio nel caso in cui solo parte di una particella sia stata dichiarata edificabile). Poi con la Circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E del 9 maggio 2003 si è precisato che in caso di consolidazione dell’usufrutto alla nuda proprietà nel corso del 2003 il valore affrancabile è quello della nuda proprietà al 1° gennaio 2003.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VALORE INIZIALE PER BENI DERIVANTI DA SUCCESSIONI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E del 9 maggio 2003 si è ribadito che nel caso di terreni oggetto di successione o donazione il loro valore iniziale è quello indicato negli atti di successione e donazione (con la conseguenza che la eventuale rivalutazione effettuata dal defunto rimane priva di qualsiasi effetto e non potrà essere sfruttata dai successori in caso di vendita dei terreni caduti in successione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NON REVOCABILITA' DELLA RIVALUTAZIONE AVVIATA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione ha stabilito che l’opzione per l’imposta sostitutiva è una scelta volontaria che non può essere revocata dal contribuente, con la conseguenza che, ove quest’ultimo non tenga conto del valore rideterminato, non ha diritto al rimborso dell’imposta versata ed è tenuto, nell’ipotesi di pagamento rateale, a effettuare i versamenti delle rate successive (Cass., Sez. V, 18 gennaio 2019 n. 1323; Cass. 1 dicembre 2020, n. 27387).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VALORE DA CONSIDERARE IN PRESENZA DI FABBRICATO DA DEMOLIRE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 23/E del 29 luglio 2020 ha mutato la propria posizione sull’argomento, escludendo che la cessione di un fabbricato da demolire possa essere equiparata, ai fini della determinazione della plusvalenza tassabile, alla cessione di un’area edificabile. Nella Circolare suddetta l’Agenzia conclude affermando che “in considerazione dell’indirizzo assunto dalla giurisprudenza di legittimità̀, da ritenersi consolidato, e tenuto conto dei pareri con cui l’Avvocatura generale dello Stato ha ritenuto non opportuna la prosecuzione in Cassazione dei giudizi in materia, devono considerarsi superate le indicazioni contenute nella Risoluzione n. 395/E del 2008 e, più̀ in generale, non ulteriormente sostenibili le pretese dell’Amministrazione in contrasto con i principi espressi dalla giurisprudenza richiamata”. Stessa soluzione è stata confermata dall’Agenzia delle Entrate nella successiva risposta a interpello n. 312/2020 del 4 settembre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 02 Apr 2025 14:54:33 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Proroga della trascrizione del preliminare entro un anno dalla scadenza</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-della-trascrizione-del-preliminare-entro-un-anno-dalla-scadenza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass 7634 del 22 marzo 2025 afferma che la trascrizione del preliminare perde efficacia se il contratto modificativo non è trascritto entro un anno dalla data originariamente prevista per la stipula del definitivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 02 Apr 2025 14:41:28 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Novità 2025</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/novita-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Assegnazioni e cessioni a soci di società e trasfromazioni in ss agevolate sino al 30 settembre 2025;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - Estromissione beni da ditte agevolate
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - tassazione uniformata a 0,50% per caparre e acconti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vendita della vecchia prima casa entro 2 anni dall'acquisto della nuova prima casa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - rivalutazione per plusvalenze per terreni e quote sino al 30 novembre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - numero di fattura in lugo di importo come indicazione in atto notarile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per iscrizione nuove società occorre che l'amministratore abbia una propria pec
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - imposta di successione deve essere autoliquidata dal contribuente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la franchigia per la successione non tiene conto dei valori di quanto donato in vita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - nel trust si deve scegliere se pagare l'imposta di donazione al momento del conferimento o successivamente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - consolidamento usufruttoa automatico e gratuito con il decesso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 29 Jan 2025 13:44:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/novita-2025</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Non vi è decadenza dalle agevolazioni Prima Casa se si vende il primo immobile senza trasferirvi la residenza e si riacquisti entro 1 anno il secondo immobile in altro Comune</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-decadenza-dalle-agevolazioni-prima-casa-se-si-vende-il-primo-immobile-senza-trasferirvi-la-residenza-e-si-riacquisti-entro-1-anno-il-secondo-immobile-in-altro-comune</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò è quanto statuito nella Cass 22 luglio 2024 n. 20158
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:57:15 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>nullità del contratto vitalizio in mancanza di alea concreta</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-del-contratto-vitalizio-in-mancanza-di-alea-concreta</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
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          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:55:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Plusvalenza in caso di acquisto di edificio dichiarato da demolire o già parzialmente inesistente</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/plusvalenza-in-caso-di-acquisto-di-edificio-dichiarato-da-demolire-o-gia-parzialmente-inesistente</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
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          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:55:40 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La comunione de residuo tra coniugi divorziati è solo obbligatoria e non reale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-comunione-de-residuo-tra-coniugi-divorziati-e-solo-obbligatoria-e-non-reale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' quanto statuito dalle SSUU 15889/2022 cui si rinvia. Si veda anche studio CNN del 15 novembre 2023
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:37:59 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Enunciazione finanziameto socio non tassato se estinto con imputazione a capitale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/enunciazione-finanziameto-socio-non-tassato-se-estinto-con-imputazione-a-capitale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
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          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:27:34 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Alienabili le terre private con usi civici non ancora liquidati</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/alienabili-le-terre-private-con-usi-civici-non-ancora-liquidati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte Cost n. 119/2023 dichiara l'incostituzionalità dell'art. 3 comma 3 della legge 20 novembre 2017 n. 168 nella parte in cui, riferendosi ai beni di cui a tale art. non esclude dal regime di inalienabilità le terre di privati sui quali i residenti del Comune esercitano usi civici non ancora liquidati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:13:50 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Trasformazioni transfrontaliere novità dalla Commissione societaria del Consiglio di Milano</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/trasformazioni-transfrontaliere-novita-dalla-commissione-societaria-del-consiglio-di-milano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Commissione società del Consiglio notarile di Milano ha pubblicato nuove massime n. 210, 211, 212 del 27 dicembre 2024 aventi ad oggetto le operazioni trasfrontaliere di società estere in Italia e viceversa, affermando che i dati rilevanti per l'iscrizione nel RI italiano ove non contenuti nella delibera di trasformazione o nel relativo verbale possono esere forniti con diverse modalità. Oltre ciò si rinvia a tale documento e a quanto previsto nel D.Lgs 19/2023  per ulteriori dettagli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 16:06:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il minore che ha accettato con beneficio non può rinunziare e decade dal beneficio se non lo rinnova entro 1 anno dalla maggiore età</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-minore-che-ha-accettato-con-beneficio-non-puo-rinunziare-e-decade-dal-beneficio-se-non-lo-rinnova-entro-1-anno-dalla-maggiore-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le S.S.U.U. n.31310 del 6 dicembre 2024 hanno affermato che Il minore che ha accettato con beneficio non può rinunziare e decade dal beneficio se non lo rinnova entro 1 anno dalla maggiore età
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 15:56:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/il-minore-che-ha-accettato-con-beneficio-non-puo-rinunziare-e-decade-dal-beneficio-se-non-lo-rinnova-entro-1-anno-dalla-maggiore-eta</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Esclusione dalla comunione legale del bene ottenuto in cambio della cessione di bene personale proveniente da successione anche senza intervento del coniuge</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esclusione-dalla-comunione-legale-del-bene-ottenuto-in-cambio-della-cessione-di-bene-personale-proveniente-da-successione-anche-senza-intervento-del-coniuge</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Ai sensi della Cass. 10855 del 5 maggio 2010 in caso di permuta di bene immobile di cui sia certa l’appartenenza ad un coniuge (es per provenienza ereditaria) del bene ceduto è da ritenersi escluso dalla comunione legale anche il bene acquisito in cambio a prescindere dall’intervento del coniuge non proprietario
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2025 15:57:10 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Agevolazioni Prima Casa: 2 anni per rivendere vecchio immobile agevolato</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolazioni-prima-casa-2-anni-per-rivendere-vecchio-immobile-agevolato</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con le modifiche apportate dall’art. 1 comma 116 del D.Lgs n. 139/2024, a far data dal 1 gennaio 2025 ai fini delle agevolazioni Prima Casa il termine per rivendere il vecchio immobile agevolato è di due anni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2025 15:41:21 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>dal 1 gennaio 2025 anche gli acconti allo 0,50%</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
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          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2025 15:38:27 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>TASSAZIONE AL 3%  PER GLI ATTI DI TRASFERIMENTO DEI DIRITTI EDIFICATORI O DI CUBATURA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-al-3-per-gli-atti-di-trasferimento-dei-diritti-edificatori-o-di-cubatura</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo lo Studio del 20 dicembre 2024, n. 116-2024/T del Notariato, ai sensi del nuovo art. 9 della Tariffa parte I allegata al DPR 131/86 (post riforma ed Dlgs 139/24) a far data dal 1 gennaio 2025 gli atti di trasferimenti di diritti edificatori scontano l’imposta di registro al 3% (e ipotecaria fissa e esenti da catastale). Tale tassazione si desume dal nuovo tenore letterale della noram che parla di atti diversi da quelli altrove indicati (quindi quelli traslativi) ed aventi contenuto patrimoniali e quindi comprenderebbe quelli costitutivi e modificativi di diritti reali e si desume anche dalla natura non reale del contratto traslativo di tali diritti secondo quanto statuito dalla SSUU n 16080 del 9 giugno 2021. Anche l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 69/2023 avvalorando indirettamente la teoria della natura obbligatoria e non reale della cessione dei diritti edificatori disattendendo i precedenti (ris 233/2009 e circ 27/2012) sembrerebbe accettare tale tassazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2025 15:27:47 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Nullità e convertibilità in ordinario del mutuo fondiario eccedente i limiti legali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-e-convertibilita-in-ordinario-del-mutuo-fondiario-eccedente-i-limiti-legali</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7509/2022, torna ad occuparsi delle conseguenze del superamento del limite di finanziabilità previsto per il mutuo fondiario dall'art. 38 T.U.B., questione peraltro rimessa di recente dall'ordinanza n. 4117/2022 alle Sezioni Unite.La sentenza in oggetto si discosta dall’orientamento giurisprudenziale finora prevalente poiché ha affermato che il mancato rispetto del limite de quo non determina la nullità del contratto di mutuo fondiario, ma solo la disapplicazione della relativa disciplina di favore. Secondo la Corte, infatti, la sanzione della nullità del mutuo “eccedentario” è da ritenersi irragionevole e sproporzionata e parimenti non sembra corretto convertire ex art. 1424 c.c. il mutuo fondiario nullo in mutuo ordinario, in quanto il mutuo fondiario non è un tipo contrattuale autonomo e irriducibilmente diverso dal mutuo ordinario; la Corte sottolinea, inoltre, come il valore del bene e la proporzione con esso della somma mutuata sono elementi aleatori tali da determinare una pericolosa ed intrinseca instabilità del contratto, recuperata solo in parte ed imperfettamente con il meccanismo della conversione del negozio nullo.La Corte ritiene invece che il mutuo fondiario “eccedentario” debba riqualificarsi come mutuo ordinario con conseguente automatica inapplicabilità della disciplina speciale della fondiarietà. Anche il Consiglio Nazionale del Notariato negli studi del 1992 e del 2018 ha sostenuto la tesi dell'esclusione della nullità del mutuo fondiario eccedentario, ritenendo tuttavia, (diversamente dalla pronuncia in esame della Corte) quale conseguenza della violazione dei limiti, solo l'irrogazione delle sanzioni previste dall'ordinamento bancario, ovvero essere fonte di eventuale responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:33:57 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>esente da imposte il mutuo stipulato in esecuzione di omologhe di separazione personale ex coniugi</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esente-da-imposte-il-mutuo-stipulato-in-esecuzione-di-omologhe-di-separazione-personale-ex-coniugi</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate, con la risposta al quesito n. 260 dell’11 maggio 2022, ha chiarito che anche il contratto di mutuo espressamente destinato agli accordi di separazione, nei limiti dell’ammontare da destinare all’ex coniuge e indicato nei predetti accordi, è soggetto all’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa o tributo prevista dall’art. 19 della L. n. 74 del 1987 per “tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.” A parere dell’Agenzia delle Entrate, dunque, anche il contratto di mutuo - nel caso di specie inscindibilmente e necessariamente collegato al trasferimento della casa familiare all’ex coniuge mutuatario - rientra tra quelle operazioni volte alla definizione non contenziosa dei rapporti patrimoniali della famiglia alla cui agevolazione mira la predetta normativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:31:28 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Esclusa l'azione di restituzione (verso l'acquirenti) in caso di donazioni indirette</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esclusa-l-azione-di-restituzione-verso-l-acquirenti-in-caso-di-donazioni-indirette</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione, con ordinanza pubblicata il 2 dicembre 2022, n. 35461, sconfessa quanto sostenuto da una precedente criticata sentenza (Cass. civ. n. 4523/2022) che, in contrasto con l’orientamento prevalente della Corte, aveva ammesso l’esperibilità dell’azione di restituzione anche con riferimento alle donazioni indirette.La Corte ribadisce pertanto quanto affermato in modo costante dal 2010 (a partire dalla Cass. civ. n. 11496/2010), ossia l’inammissibilità della pretesa restitutoria in relazione agli acquisti di beni derivanti da donazioni indirette. Nel caso in cui il donatario beneficiario della disposizione lesiva abbia alienato l’immobile donatogli, il legittimario, se ricorrono le condizioni stabilite dall’art. 563, c.c., può chiederne la restituzione anche ai successivi acquirenti. Diversamente questi ultimi sono invece al riparo da ogni pretesa restitutoria del legittimario nell’ipotesi di riduzione di una donazione indiretta (ad esempio nel caso di intestazione di beni in nome altrui); infatti nella donazione indiretta, come chiarito dalla Suprema Corte dal 2010, poiché l’azione di riduzione "non mette in discussione la titolarità del bene (...) il valore dell’investimento finanziato con la donazione indiretta dev’essere ottenuto dal legittimario leso con le modalità tipiche del diritto di credito".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:25:44 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Momento in cui sorge il diritto alla provvigione del mediatore o agenzia di mediazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/momento-in-cui-sorge-il-diritto-alla-provvigione-del-mediatore-o-agenzia-di-mediazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Suprema Corte, con sentenza n. 2385 del 26 gennaio 2023, ha riaffermato che il diritto alla provvigione del mediatore sorge quando tra le parti poste in relazione dal mediatore medesimo sia costituito un vincolo giuridico che consenta alle stesse di agire per l’esecuzione specifica del negozio ex art. 2932, c.c. o per il risarcimento del danno derivante dal mancato conseguimento del risultato utile del negozio programmato. Sarebbe da escludere perciò che tale diritto possa sussistere quando vi è solo un vincolo idoneo a dare impulso alle fasi precedenti la conclusione dell’affare, come nel caso di sottoscrizione della proposta di acquisto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:23:50 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Atto notorio: efficacia e rilevanza delle dichiarazioni rese</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/atto-notorio-efficacia-e-rilevanza-delle-dichiarazioni-rese</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, con sentenza n. 25646/2022 interviene sulla efficacia probatoria dell’atto notorio. L’atto di notorietà è un atto pubblico con il quale due soggetti ("attestanti"), estranei rispetto ai soggetti interessati all’atto, dichiarano, previo giuramento, una determinata verità a loro conoscenza. Esempio tipico di atto notorio è quello richiesto all’apertura di una successione al fine dell’individuazione degli eredi. L’atto notorio, che deve essere annotato a repertorio e registrato, può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di notorietà, ai sensi del d.p.r. n. 445/2000 (non registrata), nei casi in cui quest’ultima deve essere prodotta alla pubblica amministrazione (oppure a privati o banche, a condizione che queste ultime vi consentano e non esigano l’atto notorio). La Corte sottolinea come, a livello probatorio, l’atto notorio fa fede, fino a querela di falso, solo con riferimento all’attestazione dell’ufficiale rogante di aver ricevuto le dichiarazioni in esso contenute dai soggetti indicati, previa loro identificazione. In relazione, invece, al contenuto delle dichiarazioni, l’atto notorio ha un’efficacia meramente indiziaria, salvo che la legge preveda diversamente: di conseguenza, rispetto alla dichiarazione sostitutiva, non può contenere una confessione stragiudiziale liberamente valutabile ex art. 2735 c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:22:33 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Spazi parcheggio condominiali requisiti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/spazi-parcheggio-condominiali-requisiti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di cassazione, con sentenza n. 31799 del 27 ottobre 2022 , si è pronunciata sulla portata e identificazione delle “aree parcheggio” anche ai fini del rispetto degli standard urbanistici e criteri guida contenuti nella circolare esplicativa della L. n. 1150/1942. La Suprema Corte afferma che per “aree di parcheggio” pertinenti a fabbricati urbani devono intendersi sia gli spazi necessari alla sosta che quelli necessari alla manovra e all’accesso dei veicoli ovverosia i corridoi carrabili per accedere ai posti auto escludendo espressamente dalla stessa categoria le rampe carrabili se esterne al fabbricato. Tali spazi possono consistere, in base alle caratteristiche edilizie, in un’area scoperta (c.d. posto auto) o in un’area coperta, chiusa su tre lati (box) o su tutti i lati (garage). La Corte di Cassazione afferma altresì che tali spazi devono essere considerati nel loro complesso ai fini della verifica del rispetto degli standard urbanistici purché sia garantito un numero minimo di parcheggi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:20:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La cancellazione di ipoteca avvenuta non atto invalido rimane ferma</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-cancellazione-di-ipoteca-avvenuta-non-atto-invalido-rimane-ferma</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Suprema Corte, con ordinanza n. 33740 del 16 novembre 2022 , in tema di ipoteca e di formalità pubblicitarie, ha affermato che la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria anche se concessa o ordinata in maniera invalida ovvero originata da un atto inesistente, nullo o inefficace, oppure effettuata in difetto di ragione giustificatrice, estingue l’ipoteca. L’unico modo per far rivivere l’ipoteca è provvedere ad una sua reiscrizione in forza del medesimo titolo, ma con grado dalla data della nuova iscrizione. La Corte di Legittimità riconosce in ogni caso la possibilità di esperire l’azione risarcitoria nei confronti del Conservatore dei registri immobiliari o del dirigente del corrispondente odierno ufficio pubblico in tutte le ipotesi in cui la cancellazione sia imputabile alla sua responsabilità, sulla base e nei limiti di cui all’art. 232-bis, disp. att. c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:18:22 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Nuove clausole compromissorie e adeguamento automatico degli statuti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nuove-clausole-compromissorie-e-adeguamento-automatico-degli-statuti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (in attuazione della L. 26 novembre 2021, n. 206L. 26/11/2021, n. 206, recante delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata) ha abrogato – con l’art. 10, comma 2 - gli artt. da 34 a 37, D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell’articolo 12 della L. 3 ottobre 2001, n. 366) e, nel contempo, ha introdotto – con l’art. 3, comma 55 - nel codice di procedura civile il nuovo capo VI- bis, contenente negli artt. da 838 bis a 838 quinquies la nuova disciplina dell’arbitrato societario. Tali disposizioni hanno effetto a decorrere dal 28 febbraio 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a detta data, mentre ai procedimenti pendenti alla data del 28 febbraio 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti.  Le nuove norme si limitano a riprodurre la previgente disciplina, relativa alle clausole compromissorie statutarie e alle clausole con le quali si deferiscono ad uno o più terzi i contrasti sulla gestione della società, senza apportare alcuna modifica di natura sostanziale. Conseguentemente, le clausole presenti negli statuti societari esistenti alla data di entrata in vigore delle nuove norme non necessitano di adeguamento (purché conformi alla previgente disciplina che di fatto è stata trasfusa nelle nuove norme) e, pertanto, un eventuale rinvio formale agli artt. 34 - 37, D.Lgs. n. 5/2003 è da ritenersi sostituito con un riferimento agli artt. 838 bis e 838 quinquies, c.p.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:16:38 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Requisiti affinchè il vano sottotetto possa considerarsi proprietà esclusiva dell'ultimo piano  e non condominiale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/requisiti-affinche-il-vano-sottotetto-possa-considerarsi-proprieta-esclusiva-dell-ultimo-piano-e-non-condominiale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’ordinanza n. 10269 del 18 aprile 2023, la Corte è tornata a pronunciarsi sui criteri per la determinazione della natura del vano sottotetto, che deve considerare innanzitutto il diritto di proprietà e, solo sussidiariamente, l’effettiva funzione attribuita al bene. Infatti, se il vano sottotetto ha la funzione di isolare e proteggere l’appartamento situato all’ultimo piano dal caldo, dal freddo e dall’umidità, fungendo da camera d’aria isolante, allora deve essere considerato di proprietà esclusiva del titolare dell’appartamento. Tuttavia, se il vano sottotetto ha dimensioni e caratteristiche strutturali che consentono la sua utilizzazione come spazio autonomo, che potenzialmente può essere utilizzato in comune o per fornire un servizio di interesse comune, allora è di proprietà del condominio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:12:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/requisiti-affinche-il-vano-sottotetto-possa-considerarsi-proprieta-esclusiva-dell-ultimo-piano-e-non-condominiale</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Non vi è presunzione di donazione nei passaggi di denaro genitore figlio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-presunzione-di-donazione-nei-passaggi-di-denaro-genitore-figlio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Giudice di legittimità esclude, con la sentenza 4 luglio 2023, n. 18814, che i versamenti di denaro effettuati tra madre e figlia conviventi debbano riconoscersi quali aventi natura giuridica di donazione, quanto invece conferimenti vicendevoli in ragione del sostenimento delle spese comuni, con la conseguenza che detti versamenti sono esclusi dall’obbligo di collazione e non concretano alcuna lesione della quota di legittima degli eredi della conferente. Presupposto dell’obbligo di collazione è infatti l’aver ricevuto beni o diritti dal de cuius a titolo di liberalità, tramite esborsi direttamente o indirettamente effettuati da quest’ultimo, non essendo invece soggette a tale obbligo – né a riduzione a tutela della quota di legittima - le attribuzioni o elargizioni patrimoniali senza corrispettivo operate a favore di persona convivente, ove non sia accertato che le stesse fossero poste in essere per spirito di liberalità, e cioè con la consapevole determinazione dell’arricchimento del beneficiario, e non invece per adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:10:17 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Registro testamenti olografi</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/registro-testamenti-olografi</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dal giorno 6 novembre 2023 è divenuto operativo il Registro volontario dei testamenti olografi la cui funzione è quella di raccogliere tutti i dati relativi ai testamenti olografi depositati fiduciariamente presso un qualsiasi notaio. Tale strumento ha come scopo la semplificazione dell’iter volto alla ricerca di un testamento olografo nonché la possibilità di conoscerne il contenuto in tempi più celeri, garantendo, al tempo stesso, la piena sicurezza in relazione alla conservazione di dati ed informazioni sensibili. Giova evidenziare che la possibilità di avvalersi di tale registro non ha portata obbligatoria ma meramente facoltativa, nel senso che il testatore, dopo aver depositato fiduciariamente il proprio testamento olografo presso un notaio, può autorizzare lo stesso a trascrivere sul registro in oggetto i dati relativi al testamento, prestando contestualmente il proprio consenso in relazione al trattamento dei dati personali. I dati oggetto di trascrizione sono i dati anagrafici del testatore, la data di redazione del testamento olografo, la data del deposito fiduciario (con la relativa ricevuta rilasciata dal notaio al testatore). In qualsiasi momento il notaio depositario, previo consenso del testatore, potrà modificare la registrazione laddove il testamento venga revocato dal testatore oppure trasferito presso altro notaio (per pensionamento o altro). È opportuno sottolineare che il contenuto e le singole disposizioni testamentarie non saranno oggetto di trascrizione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per effettuare la ricerca su tale registro è necessario che il soggetto interessato, munito di un certificato di morte del de cuius, si rechi da un notaio e gli chieda di effettuare la relativa ricerca. Qualora la ricerca dia esito positivo al notaio depositario arriverà, in automatico, una comunicazione che lo informerà che il testatore è deceduto e che un soggetto interessato ha effettuato la relativa ricerca. Il registro volontario dei testamenti olografi è accessibile tramite la RUN ed è disponibile per i soli notai; la registrazione dei dati del testamento è gratuita mentre la ricerca ha un costo di 5,00 Euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:09:22 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Plusvalenze da superbonus</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 1, commi 64-66, della Legge di bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) introduce all’art. 67, comma 1, lett. b) bis, T.U.I.R. una nuova fattispecie di plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili che sono stati oggetto del c.d. “SuperBonus”, con decorrenza dal 1° gennaio 2024 e, dunque, conseguite con le cessioni poste in essere a partire da tale data. L’ambito applicativo della norma è circoscritto alle plusvalenze realizzate mediante cessioni a titolo oneroso, restando, quindi, escluse le cessioni a titolo gratuito nonché le plusvalenze relative a immobili acquistati per successione e agli immobili che siano stati adibiti ad abitazione principale del cedente o dei suoi famigliari per la maggior parte dei dieci anni antecedenti alla cessione o, qualora tra la data di acquisto o di costruzione e la cessione sia decorso un lasso di tempo inferiore ai dieci anni per la maggior parte di tale periodo. Quanto agli ulteriori presupposti giova ricordare che la cessione, affinché rilevi alla luce della presente disciplina, deve avere ad oggetto degli immobili per i quali il cedente o gli altri aventi diritto abbiano eseguito degli interventi fruendo delle agevolazioni di cui all’art. 119, D.L. 19 maggio 2020, n. 34, ossia abbiano fruito delle detrazioni di imposta “SuperBonus” per interventi di efficientamento energetico o riduzione del rischio sismico o per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Inoltre, si ricordi che sono tassabili le plusvalenze derivanti da una cessione posta in essere entro il termine di dieci anni dalla data di conclusione dei lavori; a tal riguardo, qualsiasi documento predisposto nell’ambito del procedimento per il riconoscimento delle agevolazioni “SuperBonus” può essere utilizzato per dimostrare la data di conclusione dei lavori (a titolo esemplificativo, potrebbe considerarsi la comunicazione di fine lavori). Con riferimento alla modalità di calcolo della plusvalenza, la finanziaria ha modificato anche l’art. 68, T.U.I.R. prevedendo che in caso di plusvalenze da “SuperBonus”, ai fini della determinazione dei costi inerenti al bene: - nel caso in cui gli interventi agevolati ai sensi dell’art. 119, D.L. n. 34/2020D.L. 19/05/2020, n. 34 si siano conclusi da non più di cinque anni all’atto della cessione, non si tiene conto delle spese relative a tali interventi, qualora si sia fruito dell’incentivo nella misura del 110% e siano state esercitate le opzioni di cui all’articolo 121, comma 1, lettere a) e b), del citato D.L. n. 34/2020 (sconto in fattura o cessione del credito); - nel caso in cui gli interventi agevolati si siano conclusi da più di cinque anni all’atto della cessione, nella determinazione dei costi inerenti al bene si tiene conto del 50 % di tali spese, qualora si sia fruito dell’incentivo nella misura del 110 % e siano state esercitate le opzioni di cui al periodo precedente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:03:15 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Non tassabilità dell'enunziazione di versamenti o finanziamenti soci in sede di aumento di capitale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-tassabilita-dell-enunziazione-di-versamenti-o-finanziamenti-soci-in-sede-di-aumento-di-capitale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione, con sentenza n. 1960/2024 , pur confermando il principio espresso dalle Sezioni Unite, con sentenza n. 7682/2023, in tema di responsabilità del notaio per il pagamento dell’imposta relativa all’atto enunciato, ribadisce quanto affermato da altre recenti pronunce (Cass. n. 3839/2023 e n. 3841/2023) in tema di imposta di registro relativa ad aumenti di capitale mediante imputazione di finanziamenti soci, conclusi in forma orale con la società. In particolare, si afferma che la delibera di cui sopra non è assoggettabile all’imposta, anche laddove sia ravvisabile l’enunciazione del precedente finanziamento non registrato, poiché l’imputazione determina cessazione degli effetti propri del finanziamento, in ragione del predetto utilizzo, integrandosi la causa di non imponibilità di cui all’art. 22, comma 2, D.P.R. n. 131/1986. L’art. 22, comma 1, T.U.R. dispone che «se in un atto sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati e posti in essere fra le stesse parti intervenute nell’atto che contiene la enunciazione, l’imposta si applica anche alle disposizioni enunciate. Se l’atto enunciato era soggetto a registrazione in termine fisso è dovuta anche la pena pecuniaria di cui all’art. 69», ai sensi del comma 2 «l’enunciazione di contratti verbali non soggetti a registrazione in termine fisso non dà luogo all’applicazione dell’imposta quando gli effetti delle disposizioni enunciate sono già cessati o cessano in virtù dell’atto che contiene l’enunciazione». Pertanto, nel caso in esame, poiché la convenzione enunciata (il finanziamento) ha cessato i suoi effetti a seguito della definitiva imputazione a capitale della somma già versata dal socio alla società, che ha mutato la causa della datio e che ha determinato l’estinzione dell’obbligo restitutorio della società nei confronti del socio, se non anteriormente, quantomeno contestualmente o in esecuzione dell’atto enunciante, deve ritenersi integrata la causa di non imponibilità individuata dal comma 2 dell’art. 22, del D.P.R. n. 131/1986.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:00:09 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Ammissibilità della servitù di parcheggio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/ammissibilita-della-servitu-di-parcheggio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Le Sezioni Unite, con sentenza n. 3925/2024, intervenendo sulla questione dibattuta relativa all’ammissibilità della servitù di parcheggio, hanno aderito all’orientamento favorevole e più recente della giurisprudenza, respingendo la teoria secondo cui il parcheggio di autovetture su un'area poteva costituire legittima manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, ma non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, diritto caratterizzato dalla cosiddetta "realitas", intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso: si riteneva, infatti, che la mera "commoditas" di parcheggiare l'auto per specifiche persone con accesso al fondo (anche numericamente limitate) non potesse in alcun modo integrare gli estremi della utilità inerente al fondo stesso, risolvendosi, viceversa, in un vantaggio personale dei proprietari. La posizione della dottrina è, invece, sempre stata prevalentemente favorevole alla costituzione della servitù di parcheggio, ritenendo che la facoltà di parcheggiare l’auto sul fondo servente fosse certamente idonea ad arrecare una utilità al singolo, ma allo stesso tempo idonea ad arrecare un vantaggio per il fondo dominante rendendolo maggiormente utilizzabile. Pertanto, la costituzione di servitù avente ad oggetto il parcheggio di un'autovettura su fondo altrui è da ritenersi ammissibile a condizione però che il diritto costituito presenti: 1) il requisito dell’immediatezza (nel senso che il titolare del fondo dominante debba potersi avvalere dell’utilitas derivante dalla servitù), 2) il requisito dell’inerenza al fondo servente, 3) il requisito della vicinanza, 4) il requisito dell’utilitas ossia deve costituire uno strumento per migliorare l’utilizzazione del fondo dominante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 15:49:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Motivazioni precise necessarie per la sottoposizione all'Amministrazione di Sostegno</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/motivazioni-precise-necessarie-per-la-sottoposizione-all-amministrazione-di-sostegno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             La Cass. civ., Sez. I, ord. 17 gennaio 2024, n. 1782, ha affermato che la nomina di un amministratore di sostegno deve essere giustificata da specifiche motivazioni qualora le misure predisposte attengano a limitazioni della capacità di agire relative all’esercizio di diritti a contenuto economico o all’esercizio di diritti in sede giudiziaria ex art. 374, c.c., affinché dei soggetti lucidi o, comunque, non bisognosi di tale misura di sostegno non vengano lesi nell’esercizio dei propri diritti costituzionali. A tal riguardo, è principio consolidato che "in tema di amministrazione di sostegno, nel caso in cui l'interessato sia persona pienamente lucida che rifiuti il consenso o, addirittura, si opponga alla nomina dell'amministratore, e la sua protezione sia già di fatto assicurata in via spontanea dai familiari o dal sistema di deleghe (attivato autonomamente dall'interessato), il giudice non può imporre misure restrittive della sua libera determinazione, ove difetti il rischio una adeguata tutela dei suoi interessi, pena la violazione dei diritti fondamentali della persona, di quello di autodeterminazione e la dignità personale dell'interessato." Infatti, l'amministrazione di sostegno, ancorché non esiga che il beneficiario versi in uno stato di vera e propria incapacità di intendere o di volere, nondimeno presuppone una condizione attuale di menomata capacità che lo ponga nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi: è da escludersi invece il ricorso all'istituto in oggetto nei confronti di chi si trovi nella piena capacità di autodeterminarsi, pur in condizioni di menomazione fisica, in funzione di asserite esigenze di gestione patrimoniale, in quanto detto utilizzo implicherebbe un'ingiustificata limitazione della capacità di agire della persona, tanto più a fronte della volontà contraria all'attivazione della misura manifestata da un soggetto pienamente lucido. É stato, inoltre, puntualizzato che l'amministrazione di sostegno, ove ricorrano i presupposti per la sua applicazione, vada graduata e proporzionata in ragione delle esigenze di tutela della persona, trattandosi di uno strumento di assistenza che ha lo scopo di sacrificare nella minor misura possibile la capacità di agire dell'amministrato 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 15:42:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>esenzione da imposte per le donazioni indirette informali o senza atto</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esenzione-da-imposte-per-le-donazioni-indirette-informali-o-senza-atto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 7442 del 20 marzo 2024 ha chiarito che le donazioni informali e indirette, effettuate tra genitori e figli, sono esentasse se inferiori alle franchigie attualmente previste dalla legge. Il motivo di tale decisione risiede nel fatto che le donazioni indirette e informali possono avvenire anche senza l’osservanza della forma dell’atto pubblico, tipizzata dall’art. 769, c.c., e, dunque, non sono soggette all’obbligo di registrazione. Inizialmente, la Suprema Corte ha chiarito che per donazioni indirette o informali debba farsi riferimento a quegli atti di liberalità mediante i quali viene realizzato un arricchimento del donatario, correlato a un impoverimento di parte donante e ciò senza l’adozione della forma solenne prescritta, invece, dall’art. 769, c.c., per le donazioni formali di non modico valore. Tali atti sono, comunque, indice di una manifestazione di capacità contributiva e, pertanto - come afferma la Cassazione – vanno sottoposti ad imposta con aliquota all’8%, in presenza di una dichiarazione resa dall’interessato nell’ambito di procedimenti diretti all’accertamento dei tributi, solo se di valore superiore alle franchigie esistenti (ovverosia Euro 1.000.000 per coniuge e parenti in linea retta, Euro 100.000 per fratelli e sorelle, Euro 1.500.000 per persone portatrici di handicap). Tale sentenza ha, inoltre, il merito di superare la Circolare n. 30/E dell’11 agosto 2015 dell’Agenzia delle Entrate relativamente alla parte sulla tassazione delle donazioni, dal momento che imporrebbe un generalizzato obbligo di registrazione sia delle donazioni risultanti da atti soggetti a registrazione, sia delle liberalità derivanti da atti non soggetti a registrazione perché non formati per iscritto (ovvero le donazioni indirette o informali). Si ricorda, infatti, che dalla circolare summenzionata si evince genericamente che l’imposta di donazione si applica alle “liberalità tra vivi che si caratterizzano per l’assenza di un atto scritto (soggetto a registrazione)”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 15:32:11 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Domanda di sanatoria in caso di fabbricato costruito su demanio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/domanda-di-sanatoria-in-caso-di-fabbricato-costruito-su-demanio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cass 23 febbraio 2024 n. 4914 in caso di abusiva costruzione su terre demaniali l'eventuale sanatoria può configurarsi solo in forma di concessione su terreno demaniale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:57:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Donazioni mediante bonifici bancari</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/donazioni-mediante-bonifici-bancari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Circa la natura giuridica delle donazioni effettuate in modo informale mediante bonifici bancari, la Cassazione Tributaria 20 marzo 2024 n. 2024 n. 7442  afferma che trattasi di donazioni indirette valide poichè intercorse tra donante e banca con effetti liberali indiretti per il destiantario e di donazioni dirette nulle come per la Cassazione civilistica  (SSUU 27 luglio 2027 n. 18725). Circa l'applicabilità della tassazione punitiva all'8%  vedasi i requisiti evidenziati dalla Cass 12 aprile 2022 n. 11831. La Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 7442/2024 ha stabilito la non tassabilità delle donazioni informali o indirette tra genitori e figli in assenza dell’obbligo di egistrazione. La pronuncia supera la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 30/2015 che riteneva applicabile l’imposta di donazione anche alle liberalità tra vivi in assenza di un atto scritto soggetto a registrazione. La Suprema Corte chiarisce che la donazione indiretta o informale rileva ai fini dell’imposta di donazione solo se risulta da atto soggetto a registrazione o se registrata volontariamente oppure, quando, superando il milione di euro viene dichiarata dal contribuente in sede di accertamento tributario. La Corte sottolinea inoltre che, solo in questo ultimo caso, sorge l’obbligo di registrazione dell’atto di donazione indiretta che risulta da atto soggetto a registrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 16:10:54 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IVA per gli alloggi delle coperative</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/iva-per-gli-alloggi-delle-coperative</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con risposta 70/2024 l'Agenzia delle Entrate afferma che sono soggetti ad IVA le sole asseganzioni a soci fatte dalle cooperatice a proprietà divisa ossia di quelle finalizzate alla realizzazione e assegnazione in proprietà ai soci e non a quelle indivise per le quali si prevede l'assegnazione in godimento anche se poi date in proprietà poichè IVA è esclusa dall'art. 4 comma 5  lett. a del Decreto IVA che esclude da detta tassazione le unità gestite da cooperative che diano in godimeno a canoni bassi o gratuitamente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 16:05:35 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>vendita di immobili ATER in edilizia popolare economica a prezzo libero e non imposto: condizioni</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/vendita-di-immobili-ater-in-edilizia-popolare-economica-a-prezzo-libero-e-non-imposto-condizioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 5 gennaio 2024 n. 377 afferma che le abitazioni ATER possono essere vendute senza prezzo imposto ed art. 35 legge 865/1971 se non vi sia una espressa clausola di richiamo nella convenzione stipualta tra costruttore e Comune o comunque in assenza di criteri oggettivi per la determinazione del prezzo stesso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:59:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tassazione degli atti non registrati enunciati in atto pubblico (enunciazione atti - versamenti socio - liberalità indirette)</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-degli-atti-non-registrati-enunciati-in-atto-pubblico-enunciazione-atti-versamenti-socio-liberalita-indirette</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Circa la tassazione delle
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            enunciazioni dei versamenti socio nei verabli notarili le SSUU 31 gennaio 2024 n. 2910 affermano che non sono soggette a tassazione se generiche (ossia senza riferimento alla onerosità o gratuità) in quanto detta tassazione richiede il dettaglio dell'atto richiamato che può desumenrsi solo nell'atto e non da indagini extratestuali postume. La Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 7442/2024 ha stabilito la non tassabilità delle donazioni informali o indirette tra genitori e figli in assenza dell’obbligo di egistrazione. La pronuncia supera la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 30/2015 che riteneva applicabile l’imposta di donazione anche alle liberalità tra vivi in assenza di un atto scritto soggetto a registrazione. La Suprema Corte chiarisce che la donazione indiretta o informale rileva ai fini dell’imposta di donazione solo se risulta da atto soggetto a registrazione o se registrata volontariamente oppure, quando, superando il milione di euro viene dichiarata dal contribuente in sede di accertamento tributario. La Corte sottolinea inoltre che, solo in questo ultimo caso, sorge l’obbligo di registrazione dell’atto di donazione indiretta che risulta da atto soggetto a registrazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:53:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Imposte ipotecarie e catastali fisse in caso di permuta tra immobili IVA strumentali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imposte-ipotecarie-e-catastali-fisse-in-caso-di-permuta-tra-immobili-iva-strumentali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 19 febbraio 2024 n. 4379 afferma che in una permuta tra soggetti IVA pur essendo l'imposta IVA applicabile in alternativa a quella di registro per quanto riguarda le imposte ipotecarie e catastali esse in quanto autonome scontano l'imposto fisso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:53:34 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Nuove norme per le agevolzioni ai cittadini AIRE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nuove-norme-per-le-agevolzioni-ai-cittadini-aire</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’articolo 2 del D.L. 13 giugno 2023 n. 69 entrato in vigore il 14 giugno 2023, ha modificato la disciplina delle agevolazioni “prima casa” invocabili da chi si è trasferito all’estero. In conseguenza di ciò sono modificati i requisiti per la richiesta delle agevolazioni per tali soggetti e di seguito vengono indicate le dichairazioni che sarebbe opportuno rendere in atto pubblico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La parte acquirente chiede di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 1, co. 1 e 3, della Tariffa Parte I allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 e relativa Nota II-bis, trattandosi di acquisto di casa di abitazione non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e comunque non avente caratteristiche di lusso, e relativa pertinenza appartenente alla categoria catastale … ed, a tal fine, dichiara:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.1) di essersi trasferito in … (indicazione del comune e dello Stato straniero) dove svolge la propria attività lavorativa con mansioni di … alle dipendenze di … (indicazione dell’impresa);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.2) nei cinque anni precedenti il trasferimento, e precisamente dal … al …, è stato residente in … (indicazione del comune italiano)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ovvero
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.2) che nei cinque anni precedenti il trasferimento, e precisamente dal … al …, ha svolto nel comune di … la seguente attività … (descrizione dell’attività svolta prima del trasferimento);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.3) che l’immobile acquistato è ubicato nel proprio comune di nascita;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ovvero
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.3) che l’immobile acquistato è ubicato nel comune dove risiedeva prima del trasferimento all’estero;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ovvero
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a.3) che l’immobile acquistato è ubicato nel comune dove esercitava la propria attività prima del trasferimento all’estero;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile acquistato con il presente atto;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata con i benefici fiscali di cui alla citata Nota II-bis e di tutte le altre norme che, in passato, hanno disciplinato le agevolazioni “prima casa” in materia di imposta di registro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La parte acquirente dichiara, infine, di essere a conoscenza delle ipotesi di decadenza dai benefici fiscali previste dal comma 4 della citata Nota II-bis per il caso di mendacio o di trasferimento, a titolo oneroso o gratuito, degli immobili acquistati con il presente atto prima del decorso del termine di cinque anni da oggi, fatta eccezione per il caso in cui, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:38:07 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Valida la clausola di continuazione automatica nella quota per gli eredi del socio defunto</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/valida-la-clausola-di-continuazione-automatica-nella-quota-per-gli-eredi-del-socio-defunto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo il Trib. di Bologna 28 ottobre 2023 n. 2188 detta clausola è valida in quanto il subentro degli eredi non avviene mortis causa ma in virtù di accordo inter vivos in cui subentrano gli eredi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:30:05 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Agevolzioni Prima Casa anche per i terreni pertinenziali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolzioni-prima-casa-anche-per-i-terreni-pertinenziali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione ha ribadito l’applicabilità delle agevolazioni prima casa in caso di acquisto di un terreno pertinenziale all’abitazione principale, anche se censito separatamente.La Suprema Corte sottolinea come il carattere di pertinenzialità debba essere valutato secondo la nozione civilistica e dunque debba fondarsi sulla destinazione effettiva del bene pertinenziale a servizio ed ornamento del bene principale. La pronuncia è molto importante poiché contrasta con quanto sostenuto dell’Agenzia delle Entrate che, al contrario, richiede l’accorpamento catastale o la graffatura del terreno pertinenziale ai fini dell’applicazione delle agevolazioni prima casa. Nel caso dei terreni, infine, al contrario di quanto avviene per alcune categorie catastali, non si applica il limite di una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:27:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Plusvalenze in caso di cessione di terreni con vincoli ambientali e paesaggistici</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/plusvalenze-in-caso-di-cessione-di-terreni-con-vincoli-ambientali-e-paesaggistici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’unico limite a sottoporre a tassazione l’operazione di cessione sussiste con riferimento alle fattispecie in cui sia stato apposto un 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vincolo assoluto di inedificabilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ad esempio nelle ipotesi in cui vincoli ambientali o paesistici o idrogeologici, che neutralizzino in concreto ogni utilizzazione edificatoria del terreno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, anche in questo caso è necessario accertare se il limite assoluto su determinate superfici operi con 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           compensazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ossia con lo scambio e maggiorazione degli 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           indici di fabbricabilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            riconosciuti a favore di terreni limitrofi, che tornino utili anche al cedente. In tal senso si è precisato che una spia dell’utilizzabilità edificatoria del terreno (ancorché indiretta ed in senso puramente economico) è data proprio dal 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           corrispettivo della cessione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , quando esso, nonostante l’apparente assoluta inedificabilità, venga ceduto ad un prezzo ben più elevato del normale valore agricolo corrente nella zona in cui l’operazione economica si è perfezionata.Nel caso di specie, la CTR si è attenuta a tali principi quando ha affermato che il terreno oggetto della cessione, se pure era gravato da vincoli paesaggistici ed idrogeologici, era 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           potenzialmente edificabile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , come attestato dal certificato di destinazione urbanistica e ha aggiunto che di tali vincoli le parti avevano tenuto conto nella 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           contrattazione del prezzo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            che era stato fissato ad un prezzo ritenuto non compatibile con il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           valore di un terreno agricolo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Da qui il rigetto del ricorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:22:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Nuovi criteri di preferenza per esercizio della prelazione agraria</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nuovi-criteri-di-preferenza-per-esercizio-della-prelazione-agraria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La legge in vigore dal 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10 aprile 2024
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            prevede 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nuove agevolazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            in materia di imposte e di diritto di prelazione, per i giovani
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            imprenditori agricoli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Le novità interessano gli imprenditori agricoli diretti o professionali iscritti alla relativa gestione previdenziale, con età compresa tra i 18 e i 41 anni, organizzati in forma individuale, societaria o cooperativa. Le imposte di registro, ipotecarie e catastali applicabili all’acquisto o alla permuta di terreni agricoli e relative pertinenze vengono abbattute del 40%. La norma è applicabile dal 1 gennaio 2024, con conseguente nascita d un 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           diritto al rimborso  ell’eccedenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            per coloro che hanno già versato le suddette imposte. Di rilevante conto è anche il godimento di una posizione di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vantaggio rispetto agli altri prelazionari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            confinanti che non presentano le medesime caratteristiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:17:51 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Agevolazioni Prima casa anche anche per chi ha semplice dimora in Comune diverso da quello di residenza per motivi assistenziali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolazioni-prima-casa-anche-anche-per-chi-ha-semplice-dimora-in-comune-diverso-da-quello-di-residenza-per-motivi-assistenziali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
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          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Apr 2024 15:02:43 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tassazione della collazione in valore e in natura per la divisione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-della-collazione-in-valore-e-in-natura-per-la-divisione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con risposta della D.R.E. a inteperpello n. 911-484/2022 si considera non soggetta a tassazione la collazione per imputazione in quanto operazione necessaria alla quantificazione delle quote di fatto da assegnare  
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 14 Jan 2024 15:35:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Donazioni di denaro con bonifico e tassazione</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le liberalità indirette, attuate mediante un trasferimento di somme di denaro detenute su conti correnti esteri, sono soggette all’imposta di donazione con l’aliquota dell’8% anche se sussiste un rapporto di parentela tra le parti. Questo è il principio espresso dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 5802 del 24 febbraio 2023. Nel caso in cui la donazione di non modico valore sia effettuata con semplice bonifico bancario, senza cioè l’atto notarile, essa è nulla. La Cassazione, tuttavia, ha ribadito nel tempo che dal punto di vista tributario le imposte vanno ugualmente pagate (come in precedenza hanno affermato: la sentenza della Cassazione n. 809/2014 per il versamento di somme su un conto cointestato; n. 10991/2013 per la co-intestazione di buoni postali fruttiferi; n. 26983/2008 per la co-intestazione di un libretto bancario; n. 3499/1999 per la co-intestazione di somme di denaro (Cfr. anche Cass. sent. n. 634/12 e n. 22118/10). paragrafo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 14 Jan 2024 15:21:43 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Novità presentazione interpello</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Decreto legislativo n 219 del 30 dicembre 2023, pubblicato in GU n. 2 del 3 gennaio 2024, in attuazione della Riforma Fiscale, ha apportato modifiche allo statuto del contribuente. L'art 11 dello statuto del contribuente (Legge n 212/2000) prevede che il contribuente può interpellare l'amministrazione finanziaria per ottenere una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente alla:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla loro corretta interpretazione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) corretta qualificazione di fattispecie alla luce delle disposizioni tributarie ad esse applicabili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) disciplina dell'abuso del diritto in relazione a una specifica fattispecie;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d) disapplicazione di disposizioni tributarie che, per contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta, o altre posizioni soggettive del contribuente altrimenti ammesse dall'ordinamento tributario, fornendo la dimostrazione che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non possono verificarsi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e) sussistenza delle condizioni e valutazione della idoneita' degli elementi probatori richiesti dalla legge per l'adozione di specifici regimi fiscali nei casi espressamente previsti dalla legge;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           f) sussistenza delle condizioni e valutazione della idoneita' degli elementi probatori richiesti dalla legge ai fini dell'articolo 24-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'interpello di cui alla lettera e) del comma 1 è riservato ai soggetti che aderiscono al regime di cui agli articoli 3 e seguenti del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, e ai soggetti che presentano le istanze di interpello di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presentazione dell'istanza di interpello è in ogni caso subordinata al versamento di un contributo, destinato a finanziare iniziative per implementare la formazione del personale delle agenzie fiscali, la cui misura e le cui modalità di corresponsione sono individuate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze in funzione della tipologia di contribuente, del suo volume di affari o di ricavi e della particolare rilevanza e complessità della questione oggetto di istanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agli effetti del comma 1, non ricorrono condizioni di obiettiva incertezza quando l'amministrazione finanziaria ha fornito, mediante documenti di prassi o risoluzioni, la soluzione per fattispecie corrispondenti a quella rappresentata dal contribuente. L'amministrazione finanziaria, ferma la facoltà di chiedere documentazione integrativa da produrre secondo le modalità e i termini di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 156, risponde alle istanze di interpello nel termine di novanta giorni che, in ogni caso, è sospeso tra il 1° e il 31 agosto e ogni volta che e' obbligatorio chiedere un parere preventivo ad altra amministrazione. Se il parere non è reso entro sessanta giorni dalla richiesta, l'amministrazione risponde comunque all'istanza di interpello. Il termine per la risposta che cade il sabato o un giorno festivo e' senz'altro prorogato al primo giorno successivo non festivo. La risposta, scritta e motivata, vincola ogni organo dell'amministrazione finanziaria con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell'istanza e limitatamente al richiedente. Quando la risposta non e' comunicata al contribuente entro il termine previsto, il silenzio equivale a condivisione della soluzione prospettata dal contribuente da parte dell'amministrazione. Gli atti, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio difformi dalla risposta, espressa o tacita, sono annullabili. Gli effetti della risposta alla istanza di interpello si estendono ai comportamenti successivi del contribuente riconducibili alla fattispecie già oggetto di interpello, salvo rettifica della soluzione interpretativa da parte dell'amministrazione con valenza esclusivamente per gli eventuali comportamenti futuri dell'istante. La presentazione della istanza di interpello non incide sulle scadenze previste dalle norme tributarie nè sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione. La risposta alla istanza di interpello non e' impugnabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 14 Jan 2024 15:14:02 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tassazione della ricognizione di debito</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Sezioni Unite, 16 marzo 2023, n. 7682 hanno analizzato l’art. 6 TUR il quale prevede che “(s)i ha caso d'uso quando un atto si deposita, per essere acquisito agli atti, presso le cancellerie giudiziarie nell'esplicazione di attività amministrative o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga ai fini dell'adempimento di un'obbligazione delle suddette amministrazioni, enti o organo ovvero sia obbligatorio per legge o per regolamento”. La Corte osserva che la norma in analisi non ha (come invece faceva in passato) inteso ricomprendere il deposito, a meri fini probatori, tra le ipotesi del caso d’uso. Chiarita la nozione di caso d’uso, la Corte si è concentrata sul profilo della tassazione della ricognizione di debito, rilevando, come anticipato, ben tre filoni giurisprudenziali contrastanti sulla questione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) La prima tesi ritiene che l’istituto debba farsi rientrare nell’ambito dell’art. 9 della Tariffa parte I, che assoggetta ad imposizione in termine fisso proporzionale nella misura del 3% gli “atti diversi da quelli altrove indicati aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale”;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) La seconda tesi ritiene applicabile l’art. 3, della Tariffa parte I, alla stregua di quanto fatto dall’Ufficio nella fattispecie concreta (1%);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) La terza impostazione ritiene che la ricognizione di debito debba farsi rientrare nell’alveo dell’art. 4 della Tariffa parte II, secondo cui, sono assoggettate, in caso d'uso, ad imposta di registro in misura fissa, per quanto qui rileva, le scritture private non autenticate non aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La soluzione del contrasto giurisprudenziale – sostengono le SSUU – deve partire da un’analisi della natura della ricognizione di debito quale atto di natura dichiarativa. Infatti, nel genus degli atti di natura dichiarativa, sono ravvisabili tre categorie:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) Atti o negozi dichiarativi riferibili a fattispecie nelle quali, come nella divisione, si abbia per effetto del negozio dichiarativo una modificazione della situazione giuridica preesistente;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) Atti o negozi ricognitivi finalizzati a manifestare la consapevolezza in ordine ad una data situazione giuridica, non incerta, preesistente all’atto ricognitivo;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) Atti o negozi di accertamento la cui funzione sia quella di rimuovere un’oggettiva situazione d’incerta riconosciuta dalle parti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ricognizione di debito, allorché sia finalizzata a riaffermare un rapporto obbligatorio preesistente, sul quale non vi è incertezza, si inquadra nella categoria sub b). Non scaturendo da essa alcun effetto reale o obbligatorio, né avendo un autonomo rilievo patrimoniale (e derivandone solo l’agevolazione per il creditore sul piano dell’onere della prova), le Sezioni Unite hanno ritenuto di aderire al terzo orientamento tra quelli esposti; per l’effetto, la ricognizione di debito contenuta in una scrittura privata non autenticata deve essere ricondotta, ai fini dell’imposta di registro, all’art. 4 della Tariffa parte II. La Corte di Cassazione ha quindi enunciato i seguenti principi di diritto: “Il deposito di documento a fini probatori in procedimento contenzioso non costituisce &amp;lt;caso d'uso&amp;gt; in relazione al D.P.R. n. 131/1986, art. 6” e “La scrittura privata non autenticata di ricognizione di debito che, come tale, abbia carattere meramente ricognitivo di situazione debitoria certa, non avendo per oggetto prestazione a contenuto patrimoniale, è soggetta ad imposta di registro in misura fissa solo in caso d'uso”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 14 Jan 2024 15:01:46 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>I comuni in faso di rilascio del cdu attestano l'esistenza di usi civici</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/i-comuni-in-faso-di-rilascio-del-cdu-attestano-l-esistenza-di-usi-civici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai sensi dell'art. 3 comma 6 della L. 168/2017 i Comuni in possesso di verifica in materia , in sede di rilascio del CDU attestano la presenza di gravami di uso civico. Per l'Abruzzo ai sensi della legge regionale 47/2022 si sono individuati i Comuni che hanno chiesto il conferimento delle funzioni amministrative in materia di legittimazione degli usi civici (Sante Marie, Palmoli, Palena, Paglieta, Elice, Scurcola Marsicana, Morino, Villa Celiera, Pereto, Farindola, Gessopalena, Trasacco, Atessa, Tagliacozzo, Orsogna, San Vincenzo VR, Pollutri, Schiavi d'Abruzzo, Celano)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 15:08:37 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>E' possibile modificare un fondo patrimoniale inserendo la calusaola di libera circolazione senza autorizzazione giudiziale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/e-possibile-modificare-un-fondo-patrimoniale-inserendo-la-calusaola-di-libera-circolazione-senza-autorizzazione-giudiziale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cass. 32484 del 22 novebre 2023 è legittimo modificare senza autorizzazione giudiziale l'atto istitutivo del fondo patrimoniale al fine di inserirvi la clausola per la quale l'alienazione dei beni vincolati nel fondo sia possibile senza autorizzazioni am solo con il consenso dei coniugi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 14:59:23 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Coarcervo da effetturasi solo per le donazioni e non anche per le successioni</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/coarcervo-da-effetturasi-solo-per-le-donazioni-e-non-anche-per-le-successioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la circolare AE dn. 29/E del 19 ottobre 2023 e della Cass. 17623/2022, ai fini del calcolo delle imposte si dovranno considerare le donazioni precedenti solo in presenta di nuova donazione (eccettuate ovviamente qulle nel periodo transitorio tra il 25 ottobre 2001 e il 28 novembre 2006 nel quale si pagavano le imposte di registro per abrogazione dell'imposta di donazione), non anche in caso di successioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 14:52:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Obbligatoria la trascrizione della servitù contenuta nella compravendita ai fini della sua opponibilità</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/obbligatoria-la-trascrizione-della-servitu-contenuta-nella-compravendita-ai-fini-della-sua-opponibilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione n. 28694 del 16 ottobre 2023 per l'opponibilità a terzi estranei all'atto ai fini dell'opponibilità a questi ultimi di una servitù in essa contenuta è necessaria la trascrizione non risultando sufficente la menzione della stessa nel quadro D
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 14:44:29 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>AIRE Agevolazioni limitate ai soli immobili dell'originario Comune di nascita, di residenza italiana o di lavoro</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/aire-agevolazioni-limitate-ai-soli-immobili-dell-originario-comune-di-nascita-di-residenza-italiana-o-di-lavoro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’articolo 2 del D.L. 13 giugno 2023 n. 69, entrato in vigore il 14 giugno 2023 ha modificato la disciplina delle agevolazioni “prima casa” invocabili da chi si è trasferito all’estero. In particolare, oggi, il requisito della residenza non deve essere rispettato dal contribuente, qualunque sia la sua cittadinanza, che si sia trasferito all’estero per motivi di lavoro, purché lo stesso abbia risieduto in Italia per almeno cinque anni o, per un arco temporale della medesima durata minima, vi abbia svolto la propria attività. Quanto al primo requisito soggettivo, nulla essendo mutato sotto il profilo lessicale, possono ritenersi ancora valide le conclusioni cui era giunta l’Amministrazione finanziaria nell’interpretazione della pregressa fattispecie agevolativa: in altre parole, il contribuente deve essere un lavoratore subordinato alle dipendenze di un soggetto non necessariamente munito della qualifica di imprenditore. E forse potrebbero mutuarsi gli orientamenti interpretativi espressi con riferimento ad analoghe fattispecie anche per il secondo requisito soggettivo richiesto dalla norma in commento. Pertanto, il soggetto trasferito all’estero potrà accedere alle agevolazioni “prima casa” a condizione che, per almeno cinque anni, abbia avuto in Italia la propria residenza anagrafica o vi abbia svolto una qualunque attività, anche non retribuita e, quindi, anche di studio, di volontariato o sportiva. Altra fondamentale differenza rispetto alla precedente disciplina riguarda
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’ubicazione dell’immobile agevolato. Non è più possibile che esso si trovi in qualunque luogo dello Stato italiano o nel comune in cui ha sede o esercita l’attività il datore di lavoro del contribuente, ma occorre che vi sia un legame più stretto tra l’acquirente e il territorio in cui si trova l’immobile abitativo. Pertanto, al ricorrere delle citate condizioni, potrà essere acquistato con le agevolazioni “prima casa” solo l’immobile che si trovi nel comune di nascita del contribuente o, alternativamente, nel luogo in cui il medesimo, prima del trasferimento all’estero, avesse la propria residenza o svolgesse la propria attività. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 14:44:25 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Fabbricati diruti e collabenti - accatastamento o meno</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/fabbricati-diruti-e-collabenti-accatastamento-o-meno</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai sensi dei "chiarimenti operativi" dell'Agenzia delle Entrate, consapevoli delle dichiarazioni false o reticenti previa ammonizione fatta da me notaio ai sensi e per gli effetti del DPR. 445/2000,le parti dichiarano precisano che a quanto in oggetto non si applicano le disposizioni di cui alla citata legge 27 febbraio 1985, n. 52, articolo 29 comma 1 bis, in qunato detti fabbricati, censiti nel catasto terreni, sono praticamente ruderi ed in condizioni di totale inagibilità per i quali non è possibile procedere all'accatastamento pnelc atasto fabbricati come unità collabenti ed allo stato presentano crolli nelle strutture orizzontali e verticali ed il cui recupero prevede la loro talale e completa demolizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 14:44:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Possibilità di chiedere l’IVA con le agevolazio “prima casa” nel caso di pre-possidenza di altro immobile acquistato con l’aliquota ridotta</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/possibilita-di-chiedere-liva-con-le-agevolazio-prima-casa-nel-caso-di-pre-possidenza-di-altro-immobile-acquistato-con-laliquota-ridotta</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per l’ufficio Studi del Notariato (D. Fasano, risposta a quesito, in Notiziario CNN del 17 luglio 2023) vi è la possibilità di chiedere l’IVA agevolata per la “prima casa” nel caso di pre-possidenza di altro immobile acquistato con l’aliquota ridotta (ma non con richiesta Prima Casa che non esisteva) prima del 22 maggio 1993, in quanto ferma restando l’assenza di una posizione dell’Amministrazione finanziaria secondo la quale sarebbe ostativa al conseguimento dell’agevolazione “prima casa” la possidenza di un’abitazione acquistata con aliquota ridotta IVA, prima del 22 maggio 1993, situata in un Comune diverso rispetto a quello ove è sita quella oggetto del nuovo acquisto, non può sottacersi che la stessa Agenzia delle entrate, richiamando le posizioni di “apertura” assunte in passato in tema di credito di imposta e di pertinenze – con la circ. n. 19/E del 1° marzo 2001- ha riconosciuto- con una risposta ad interpello- l’applicabilità delle agevolazioni “prima casa”, ai sensi del comma 4-bis cit., nel diverso caso del prepossesso, nel medesimo Comune di residenza, di un’altra abitazione non acquistata con le agevolazioni “prima casa” elencate nella lett. c) della predetta Nota II-bis in quanto acquistata con atto soggetto ad aliquota Iva al 4% prima del 22 maggio 1993 (sussistendo però, all’epoca dell’acquisto, i requisiti successivamente prescritti dalla normativa sulle agevolazioni “prima casa”), a condizione che l’abitazione preposseduta venga alienata entro l’anno dal nuovo acquisto agevolato (risposta ad interpello n. 377 del 10 settembre 2019). Va, tuttavia, osservato che le argomentazioni dell’Agenzia delle entrate contenute nel suddetto documento di prassi- peraltro non chiarissime- si riferiscono alla condizione di cui alla lett. b) della Nota II-bis cit.; ciò, pertanto, potrebbe leggersi, a contrario, nel senso che per la stessa Amministrazione finanziaria non è ostativa al conseguimento dell’agevolazione “prima casa”- ai sensi della lett. c) della nota II-bis cit.- la titolarità di un’abitazione, ubicata in un Comune diverso rispetto a quello ove è situata quella oggetto del nuovo acquisto, acquistata con aliquota ridotta IVA prima del 22 maggio 1993. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 26 Jul 2023 08:03:23 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>PROROGA TAIC FIDEIUSSIONE NUOVE COSTRUZIONI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-taic-fideiussione-nuove-costruzioni</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’obbligo di conformare le polizze assicurative decennali alle disposizioni del decreto MISE 20/07/2022 n. 154 (adeguamento della polizza allo schema tipo Allegato A al decreto, più scheda tecnica conforme all’Allegato B e Attestazione di conformità conforme all’Allegato C) sussiste solo nel caso di compravendite aventi per oggetto immobili da costruire il cui titolo edilizio sia stato rilasciato dopo il 5 novembre 2022. Deve trattarsi ovviamente del titolo con il quale è stata autorizzata la costruzione. Irrilevanti sono eventuali titoli successivi (posteriori al 5 novembre 2022) di approvazione di eventuali varianti in corso d’opera (a meno che si tratti di varianti radicali, che prevedano di fatto la sostituzione del progetto originario con un nuovo e diverso progetto). Per le costruzioni il cui Permesso sia stato rilasciato in data successiva le garanzie fideiussorie stipulate dal 16 marzo 2019 e sino alla data del 23 settembre 2022 conservano la loro efficacia sino alla scadenza. In caso di rinnovo, esse sono rese conformi al modello standard.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre l’art. 12, comma 6-bis, del D.L. 20 dicembre 2022 n. 198 (cd. decreto Milleproroghe 2023), ha introdotto una nuova disciplina transitoria per la decorrenza ( a partire al 31 dicembre 2023) dell’obbligo di conformazione della polizza assicurativa decennale al modello standard di cui all’art. 4, c. 1bis, del D.lgs. 20/06/2005, n. 122, in deroga a quella a suo tempo dettata dall’art. 3 del decreto MISE 20/07/2022 n. 154.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 26 Jul 2023 06:55:41 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tassazione al 3% per i versamenti socio richiamati negli atti notarili con solidarietà del notaio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-al-3-per-i-versamenti-socio-richiamati-negli-atti-notarili-con-solidarieta-del-notaio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Sezioni Unite della Cassazione n. 14432 del 24 maggio 2023 affermano che vi è responsabilità diretta del notaio per il versamento delle imposte al 3% relativamente ai versamenti socio citati nei verbali e atti pubblici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 20 Jun 2023 15:23:25 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Sono cedibili i beni gravati da uso civico anche senza affranco</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/sono-cedibili-i-beni-gravati-da-uso-civico-anche-senza-affranco</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte Costituzionale n. 119 del 15 giugno 2023 ha affermato che il regime di inalienabilità delle terre di proprietà privata su cui insistono usi civici di cui alla'rt. 3 comma 3 della Legge 168/2017, che non era previsto dalla legislazione antecedente a quella del 2017, “si dimostra totalmente estraneo alla tutela di interessi generali (violazione art. 3 e 42 COST) ... sotto qualunque prospettiva lo si consideri”: l’inalienabilità non ha alcuna ragionevole connessione con lo scopo di assicurare la funzione sociale della proprietà privata. Conclusivamente, la norma censurata determina una “irragionevole conformazione e, di riflesso, una illegittima compressione della proprietà privata”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jun 2023 14:18:16 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Divisione valida anche in assenza dell'indazione del formale rilascio di permesso di sanataria purchè vi sia ciitazione di documentazione alternativa</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/divisione-valida-anche-in-assenza-dell-indazione-del-formale-rilascio-di-permesso-di-sanataria-purche-vi-sia-ciitazione-di-documentazione-alternativa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione,  4 aprile 2023, n. 9255, sostiene che la domanda di condono corredata della prova dell'avvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione costituisce documentazione alternativa rispetto alla concessione in sanatoria tale da comportare il venir meno dell'impedimento giuridico alla divisione di un fabbricato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 11 Jun 2023 13:28:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Diritto di mantenere le donazioni e i lagati in caso di rinunzia all'eredità anche se vi è rappresentazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/diritto-di-mantenere-le-donazioni-e-i-lagati-in-caso-di-rinunzia-all-eredita-anche-se-vi-e-rappresentazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo la Cass. 11 maggio 2023, n. 12813, ai sensi dell’articolo 552 c.c. il legittimario che rinuncia all’eredità ha diritto di ritenere le donazioni o di conseguire legati a lui fatti anche nel caso in cui operi la rappresentazione, senza che i beni oggetto dei legati o delle donazioni si trasmettano ai rappresentanti, fermo restando però l’onere di questi ultimi di dover imputare le stesse disposizioni alla quota di legittima nella quale subentrano iure repraesentationis.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 11 Jun 2023 13:21:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Fabbricati rurali non rientranti nelle categorie D/10 e A/6 e agevolazioni ppc</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/fabbricati-rurali-non-rientranti-nelle-categorie-d-10-e-a-6-e-agevolazioni-ppc</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Possono godere delle agevolazioni ppc anche i fabbricati non rientrati nelle  categorie D/10 e A/6 dopo la  procedura prevista dal decreto del Ministero dell’Economia del 26 luglio 2102 e dalla circolare dell’Agenzia del Territorio n. 2/T/2012 la cui presentazione della dichiarazione relativa alla sussistenza dei requisiti di ruralità era prevista entro il termine del 30 settembre 2012 e che consentiva di qualificare il fabbricato come rurale ai fini fiscali, ai fini dell’applicazione delle specifiche agevolazioni sull’Imu, a partire dal 1° gennaio 2012, ma anche per evitare la richiesta di pagamento dell’Ici per i cinque anni precedenti. Al fine di ottenere l'agevolazioni di seguito si indicano i requisiti e potenziali clausole da inserire in atto:  Il fabbricato in oggetto – pur non rientrando nelle categorie A/6 o D/10 - gode delle agevolazioni fiscali previste per la piccola proprietà contadina ex art. 2, comma 4-bis, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con la legge 26 febbraio 2010, n. 25, in quanto rurale poichè a servizio del terreno sopra descritto ed utilizzato in modo strumentale all’attività di coltivazione oppure in quanto utilizzato ad abitazione dell’imprenditore agricolo. Per esso sono presenti tutti i requisiti di cui all’art. 9 del d.l. 30 dicembre 1993, n. 557, convertito dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e modificato dall’art. 42-bis del d.l. 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PRIMA VARIANTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In particolare in quanto trattasi di fabbricato strumentale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si dichiara che esso è necessario allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento; d) all’allevamento e al ricovero degli animali; e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           h) ad uso di ufficio dell’azienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l) all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SECONDA VARIANTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare in quanto trattasi di fabbricato abitativo ricorrono le seguenti condizioni: 1) il fabbricato è utilizzato quale abitazione da uno dei seguenti soggetti: dal titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno, avente la qualifica di imprenditore agricolo e iscritto nel registro delle imprese, per esigenze connesse all’attività agricola svolta; dall’affittuario del terreno stesso o dal soggetto che con altro titolo idoneo conduce il terreno a cui l’immobile è asservito, avente la qualifica di imprenditore agricolo e iscritto nel registro delle imprese; dai familiari conviventi a carico dei soggetti di cui sopra, risultanti dalle certificazioni anagrafiche, oppure da coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali; da pensionati a seguito di attività svolta in agricoltura; da uno dei soci o amministratori delle società agricole (di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99), aventi la qualifica di imprenditore agricolo professionale e iscritte nel registro delle imprese; 2) il terreno cui il fabbricato è asservito ha una superficie non inferiore a 10.000 metri quadrati ed è censito al catasto terreni con attribuzione di reddito agrario, con la precisazione che se sul terreno siano praticate colture specializzate in serra o la funghicoltura o altra coltura intensiva, ovvero il terreno è ubicato in comune considerato montano ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1994, n. 97, il suddetto limite viene ridotto a 3.000 metri quadrati; 3) il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo, determinato senza far confluire in esso i trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura; se il terreno è ubicato in comune considerato montano (ai sensi della legge n. 97/1994), il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore ad un quarto del suo reddito complessivo (il volume d’affari dei soggetti che non presentano la dichiarazione ai fini dell’IVA si presume pari al limite massimo previsto per l’esonero dall’articolo 34 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633); 4) in ogni caso non possono essere considerati rurali i fabbricati ad uso abitativo che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari urbane appartenenti alle categorie A/1 ed A/8, ovvero le caratteristiche di lusso previste dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969, n. 1072.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 17 May 2023 12:46:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Rinunzia all'eredità del legittimario e imputazione donazioni in caso di rappresentazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rinunzia-all-eredita-del-legittimario-e-imputazione-donazioni-in-caso-di-rappresentazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 12813/2023 afferma che in caso di rinuncia all’eredità da parte di un legittimario e trasmissione della delazione ai suoi discendenti, il rinunziante stesso può trattenere le donazioni e i legati fatti in suo favore ma il suo discendente subentrato che consegue l’eredità deve imputare tali donazioni e legati alla quota di legittima nella quale egli subentra per rappresentazione. Quindi ad oggi possono verificarsi i seguenti casi. In caso di rinuncia all'eredità al rinunziante restano i legati e le donazioni fatte in vita dal de cuius. Se però scatta la rappresentazione , colui che subentra nello stesso grado del rinunziante deve, se le donazioni sono fatte con dispensa da imputazione, computarle sulla disponibile e per l'eccedenza sulla legittima; se invece non prevedono la dispensa da imputazione, calcolarle in conto di legittima, se poi ,infine, come di prassi scriviamo nei nostri atti, a titolo di legittima e per l'eventuale supero a titolo di disponibile, con dispensa in tal caso da collazione e imputazione, calcolarle sulla legittima e, se questa è esaurita, sulla disponibile, con il risultato che esse sarebbero soggette a riduzione solo se esaurissero la legittima ed eccedessero pure la disponibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 17 May 2023 12:27:26 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Natura della dichiarazione del coniuge non acquirente per l'esclusione dalla comunione legale: limiti alla contestazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/natura-della-dichiarazione-del-coniuge-non-acquirente-per-l-esclusione-dalla-comunione-legale-limiti-alla-contestazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Cassazione, 29 novembre 2022, n. 35086, afferma che la dichiarazione del coniuge non acquirente possa assumere portata confessoria quando risulti descrittiva di una situazione di fatto esistente, mentre è da qualificarsi come avente natura ricognitiva (senza il valore probatorio della confessione) quando è una mera dichiarazione di intenti. In questo secondo caso, l’evento dirimente al fine di comprendere se l’acquisto effettuato in costanza di matrimonio dai coniugi in regime di comunione appartenga alla medesima comunione, in presenza di una dichiarazione del coniuge non acquirente circa la destinazione ad uso personale del bene, è costituito dall’effettivo impiego dello stesso. Quando invece l’intervento del coniuge non acquirente assume il significato di riconoscimento dei già esistenti presupposti di fatto dell’esclusione del bene dalla comunione, l’azione di accertamento presupporrà la revoca di quella confessione stragiudiziale, nei limiti in cui è ammessa dall’art. 2732, c.c. Al riguardo, la Corte ha ribadito che per poter assegnare alla dichiarazione del coniuge non acquirente, verbalizzata nell’atto pubblico di compravendita, valore di confessione di un fatto storico (pagamento del prezzo con il ricavato del trasferimento di beni personali), è necessario fornire una indicazione precisa della provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisto dal prezzo ricavato dal trasferimento di beni personali ai sensi delle lettere a), b), c), d), e) ed f) dell’art. 179, comma 1, c.c.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 17 Apr 2023 09:14:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/natura-della-dichiarazione-del-coniuge-non-acquirente-per-l-esclusione-dalla-comunione-legale-limiti-alla-contestazione</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Cessione contestuale di proprietà e abitazione su immobile senza previa rinuniza al diritto di abitazione</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con lo Studio del Consiglio Nazionale del Notarialo n. 2344 approvato dalla Commissione in data 22 giugno 1999, si sostiene che sia possibile una cessione congiunta di diritti da parte di abitatore e proprietario e al fine di reinterpretare il negozio come contenente una duplice disposizione giuridico-fiscale (iniziale rinunzia dell'abitatore e successiva vendita da parte del solo proprietario) vi è la ripartizione proporzionale del prezzo di cessione tra abitatore e proprietario stesso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 12 Apr 2023 08:12:57 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Niente nullità per mancato rilascio di fideiussione se l'immobile è ultimato</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 8 febbraio 2023, n. 3817, afferma che l
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a domanda di nullità del contra
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           tto preliminare di vendita di immobili da costruire, per mancato rilascio della garanzia fideiussoria ex art. 2 del d.lgs. n. 122 del 2005, non può essere accolta, per violazione della clausola di buona fede oggettiva e per carenza di interesse ad agire, allorché essa sia proposta dopo l'ultimazione dei lavori e senza che nelle more si sia manifestata l'insolvenza del promittente venditore o senza che risulti altrimenti pregiudicato l'interesse del promissario acquirente, alla cui tutela è preposta la nullità di protezione prevista dalla norma in esame.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 12 Apr 2023 08:01:24 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>ATTO NOTORIO: CHIARIMENTI DELLA CASSAZIONE</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, con sentenza n. 25646/2022 , interviene sulla efficacia probatoria dell’atto notorio nel quale due soggetti ("attestanti"), estranei rispetto ai soggetti interessati all’atto, dichiarano, previo giuramento, una determinata verità a loro conoscenza. Esempio tipico di atto notorio è quello richiesto all’apertura di una successione al fine dell’individuazione degli eredi. L’atto notorio può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di notorietà, ai sensi del d.p.r. n. 445/2000 (non registrata), nei casi in cui quest’ultima deve essere prodotta alla pubblica amministrazione (oppure a privati o banche, a condizione che queste ultime vi consentano e non esigano l’atto notorio). La Corte sottolinea come, a livello probatorio, l’atto notorio fa fede, fino a querela di falso, solo con riferimento all’attestazione dell’ufficiale rogante di aver ricevuto le dichiarazioni in esso contenute dai soggetti indicati, previa loro identificazione. In relazione, invece, al contenuto delle dichiarazioni, l’atto notorio ha un’efficacia meramente indiziaria, salvo che la legge preveda diversamente: di conseguenza, rispetto alla dichiarazione sostitutiva, non può contenere una confessione stragiudiziale liberamente valutabile ex art. 2735 c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 29 Mar 2023 06:44:12 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>NIENTE AZIONE DI RESTITUZIONE IN CASO DI DONAZIONI INDIRETTE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/niente-azione-di-restituzione-in-caso-di-donazioni-indirette</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           The body content of your post goes here. To edit this text, click on it and delete this default text and start typing your own or paste your own from a different source.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 20 Mar 2023 10:51:34 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>PROROGA TERMINE DELIBERE ASSEMBLEARI IN VIDEOCONFERENZA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-termine-delibere-assembleari-in-videoconferenza</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La legge di conversione (Legge 24 febbraio 2023, n. 14) del c.d. decreto Milleproroghe 2023 (D.L. 29 dicembre 2022, n. 198) ha introdotto un’ulteriore proroga al 31 luglio 2023 del termine di cui all’art. 106, comma 7, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27. La disciplina di cui all’art. 106, comma 7, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 ha subito diverse proroghe fino alla data del 31 luglio 2022 (con D.L. n. 228/2021, convertito con Legge n. 15/2022), senza più essere poi prorogato fino alla suddetta Legge n. 14/2023 in sede di conversione del citato D.L. n. 198/2022. Pertanto, ad oggi fino alla data del 31 luglio 2023, tornano ad applicarsi con effetto retroattivo le disposizioni emergenziali previste dall’art. 106, tra le quali in particolare quella che riconosce la possibilità di tenere le assemblee di società ed enti esclusivamente mediante mezzi di comunicazione anche in mancanza di disposizioni statutarie che ne prevedano la facoltà e a prescindere dalla sussistenza dei presupposti per l’assemblea totalitaria. Inoltre, risulta parimenti prorogata l’applicazione delle altre disposizioni contenute nel citato art. 106 quali quelle in tema di voto elettronico e per corrispondenza, quelle relative al consenso scritto e alla consultazione in forma scritta per le società a responsabilità limitata e quelle relative al rappresentante designato per le società quotate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 13 Mar 2023 17:09:06 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Proroga della sospensione dei termini di decadenza del periodo Covid</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-della-sospensione-dei-termini-di-decadenza-del-periodo-covid</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il DL n. 198/2022 (Milleproroghe) che verrà convertito in legge entro fine mese prevede che: “I termini previsti dalla nota II-bis all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nonché il termine previsto dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casa, sono sospesi nel periodo compreso tra il 1° aprile 2022 e il 30 ottobre 2023. Sono fatti salvi gli atti notificati dall’Agenzia delle entrate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, emessi per il mancato rispetto dei termini di cui alla nota II-bis all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e del termine di cui all’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e non si fa luogo al rimborso di quanto già versato”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 15 Feb 2023 14:03:43 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Quesiti classici: Quali spese connesse ad un acquisto prima casa sono detraibili  (detrazioni spese prima casa)</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/quesiti-classici-quali-spese-connesse-ad-un-acquisto-prima-casa-sono-detraibili-detrazioni-spese-prima-casa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           The body content of your post goes here. To edit this text, click on it and delete this default text and start typing your own or paste your own from a different source.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 12 Feb 2023 14:28:02 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Pluvalenza in caso di cessione di immobile con bonus fiscale ottenuto anche tramite sconto in fattura</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/pluvalenza-in-caso-di-cessione-di-immobile-con-bonus-fiscale-ottenuto-anche-tramite-sconto-in-fattura</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Risposta n. 204/2021 l’A.E. ha precisato che tutti i costi inerenti il superbonus vanno detratti dal calcolo della plusvalenza anche se in fase di acquisto se ne è beneficiato mediante sconto in fattura, ossia se il venditore che ne ha goduto non gli ha mai sostenuti direttamente. Il comma 1 del successivo articolo 68 del TUIR statuisce che tali plusvalenze sono costituite «dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo di imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del bene ceduto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene medesimo.». Quindi, condizione per l'imponibilità della plusvalenza è che la cessione dell'immobile intervenga entro cinque anni dall'acquisto o dalla costruzione del cespite, salvo particolari eccezioni, ossia con esclusione dei beni acquisiti per successione e delle unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l'acquisto o la costruzione e la cessione sono adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari. La ratio sottesa alla norma in esame è quella di assoggettare a tassazione i guadagni (rectius, la plusvalenza) derivanti dalle cessioni immobiliari poste in essere con l'intento speculativo, che si presume sussistere quando intercorre un arco temporale inferiore a cinque anni tra la data di acquisto o costruzione dell'immobile e quella di vendita dello stesso (cfr. circolare n. 23/E del 29 luglio 2020). In ordine alle modalità di calcolo della plusvalenza ex articolo 68 citato, la Corte di Cassazione, richiamando precedenti pronunce, ha affermato, con la sentenza n. 16538 del 22 giugno 2018, "premesso che il prezzo di acquisto od il costo di costruzione deve essere incrementato dei soli costi inerenti al bene, (...) sono a tal fine rilevanti le spese incrementative. Per spese incrementative, in giurisprudenza, s'intendono "quelle spese che determinano un aumento della consistenza economica del bene o che incidono sul suo valore, nel momento in cui si verifica il presupposto impositivo". Non possono, quindi, essere incluse tra le spese incrementative quelle che non apportano maggior consistenza o maggior valore all'immobile, perché attengono solo alla manutenzione e/o alla buona gestione del bene". Sulla base di tale principio, la Corte di Cassazione conclude affermando che "sono costi inerenti al bene, in quanto tali deducibili ai fini della determinazione della plusvalenza tassabile, solo quelli che attengono al costo di acquisto (spese notarili, di mediazione, imposte di registro, ipotecarie e catastali, cioè i costi inerenti al prezzo di acquisto (...) o che si risolvono in aumento di valore del bene, perdurante al momento in cui si verifica il presupposto impositivo (ad esempio, le spese sostenute per liberare l'immobile da oneri, servitù ed altri vincoli, oppure le spese che abbiano determinato un aumento della consistenza economica del bene). D'altro canto, non rientrano negli oneri deducibili le spese che attengono alla normale gestione del bene e che non ne abbiano determinato un aumento di valore, perdurante al momento in cui viene realizzata l'operazione imponibile. L'onere della prova della deducibilità del costo grava sul contribuente, che deve dimostrare, non solo di aver sostenuto le spese, ma anche la loro inerenza ed il carattere incrementativo del valore del bene". Tanto premesso, nel caso di specie si ritiene che le spese per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico e di efficientamento energetico, deliberati dall'assemblea del condominio, per la parte imputata all'Istante, nonché le spese sostenute per la sostituzione dei serramenti nel proprio appartamento, rientrano tra le spese incrementative, nell'accezione formulata dalla Cassazione nella richiamata sentenza, trattandosi di spese che non attengono alla normale gestione del bene e che ne hanno determinato un aumento di valore, perdurante al momento in cui viene realizzata l'operazione imponibile. Tali spese, pertanto, possono essere considerate, ai fini del calcolo della plusvalenza della cessione infraquinquennale dell'immobile, ai sensi del citato articolo 68 del TUIR, tra i costi inerenti all'immobile medesimo. Risulta irrilevante, ai predetti fini, la circostanza che le spese in questione diano diritto al Superbonus di cui al citato articolo 119 del decreto Rilancio, in presenza dei requisiti richiesti dalla normativa appena richiamata. Risulta, altresì, irrilevante, ai medesimi fini che per le predette spese l'Istante eserciti l'opzione, ai sensi del citato articolo 121 del medesimo decreto Rilancio, per il cd. sconto in fattura, trattandosi di una modalità alternativa alla fruizione diretta della detrazione. D'altra parte, una diversa interpretazione, determinerebbe de facto una tassazione del beneficio derivante dalla fruizione della detrazione fiscale - ancorché fruito sotto forma di sconto in fattura - mediante la tassazione di una maggiore plusvalenza ex articolo 68, comma 1, del TUIR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 12 Feb 2023 14:14:47 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nullità dell'atto in presenza di dichiarazione urbanistica ante 67 non vera</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione, 17 ottobre 2022, n. 30425, ha ribadito quanto espresso dalle SS.UU. n. 8230/2019, secondo cui la nullità comminata dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 46, e dalla L. n. 47 del 1985, artt. 17 e 40, è da ricondursi nell'ambito dell'art. 1418, co. 3, c.c. di cui costituisce una specifica declinazione, e deve qualificarsi come nullità "testuale". Con tale espressione si deve fare riferimento, in stretta adesione al dato normativo, ad un'unica fattispecie di nullità che colpisce gli atti tra vivi elencati nelle norme che la prevedono, volta a sanzionare la mancata inclusione in detti atti degli estremi del titolo abilitativo dell'immobile, titolo che, tuttavia, deve esistere realmente e deve esser riferibile, proprio, a quell'immobile; in presenza nell'atto della dichiarazione dell'alienante degli estremi del titolo urbanistico, reale e riferibile all'immobile, il contratto è valido a prescindere dal profilo della conformità o della difformità della costruzione realizzata al titolo menzionato. La sentenza in oggetto sottolinea che tali principi risultano altresì applicabili nel caso di costruzione iniziata anteriormente al 1° settembre 1967, per i quali la L. n. 47 del 1985 art. 40, co. 2, prevede, in luogo della menzione in atto degli estremi della concessione, la dichiarazione da parte del proprietario o altro avente titolo, nella forma sostitutiva dell'atto notorio, attestante che l'opera risulta iniziata in data anteriore al 1° settembre 1967. Al riguardo, in presenza di tale dichiarazione, la nullità comminata dalla legge urbanistica può ritenersi esistente solo nel caso in cui tale dichiarazione non risulti riferibile all'immobile oggetto dell'atto traslativo ovvero nell'ipotesi in cui quanto dichiarato non corrisponda alla realtà.
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      &lt;span&gt;&#xD;
        
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      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sat, 11 Feb 2023 07:29:31 GMT</pubDate>
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      <title>Non vi è recesso ad nutum nelle società di capitali con durata oltre la vita media</title>
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
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      <title>Agevolazioni per territori montani anche a IAP non iscritti in gestioni previdenziali</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il Comma 111 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L prevede modifiche in tema di agevolazioni per i territori montani. È sostituito il secondo comma dell’art. 9 d.p.r. n. 601/1973 in tema di agevolazioni per gli acquisti di fondi rustici in territori montani (senza più il riferimento allo scopo di arrotondamento o accorpamento di proprietà diretto coltivatrici), applicabili a favore di coltivatori diretti e IAP iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale. Le agevolazioni sono applicabili anche ai trasferimenti a favore di soggetti che, pur non essendo iscritti nella suddetta gestione previdenziale e assistenziale, con apposita dichiarazione nell’atto di acquisto, si impegnano a coltivare o a condurre direttamente il fondo per un periodo di cinque anni, decadendo dalle agevolazioni se, prima che siano trascorsi cinque anni dalla stipula degli atti di acquisto, alienano volontariamente i terreni o cessano di coltivarli o condurli direttamente. Le stesse agevolazioni si applicano anche a favore delle cooperative agricole che conducono direttamente i terreni. Con riguardo al regime fiscale applicabile, è espressamente prevista anche l’esenzione dall’imposta di bollo (oltre all’esenzione dall’imposta catastale e alla debenza delle imposte di registro e ipotecaria in misura fissa, come nella precedente formulazione). A  proposito dell'individuazione dei territori montani alla stregua della ‘lettera b)’ di cui sopra, l'Istat ha emesso un apposito comunicato per ribadire che la classificazione per grado di montanità, che prevede la suddivisione dei comuni in "totalmente montani", "parzialmente montani" e "non montani", &amp;lt;&amp;lt;non è una "classificazione Istat" ma l'esito dell'applicazione dell'art. 1 della legge 991/1952 - Determinazione dei territori montani (Si veda in proposito http://www.simontagna.it/portalesim/comunimontani.html#LetteraC). Tale classificazione è stata trasmessa all’Istat dall'UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), come viene anche specificato nelle note dell'elenco pubblicato, ed è stata inclusa tra le informazioni di interesse ai fini dello studio statistico del territorio comunale congiuntamente ai codici statistici comunali. La legge 991/1952, oltre a stabilire i criteri di classificazione geomorfologici (l'80% della superficie al di sopra dei 600 metri o un dislivello maggiore di 600 metri) e di tipo reddituale dei terreni (reddito imponibile medio per ettaro inferiore a 2.400 lire), disponeva che la commissione censuaria centrale istituita presso il Ministero delle Finanze fosse incaricata di stilare e mantenere il conseguente elenco dei comuni montani e poteva includere tra i territori montani anche comuni che, in deroga alle condizioni sopra citate, fossero già classificati come montani dal catasto agrario o danneggiati da eventi bellici (art 1) o appartenenti a comprensori di bonifica montana (art. 14). Ma l'abrogazione degli articoli 1 e 14, avvenuta con una successiva norma (legge 142/1990), ha di fatto impedito la possibilità di rivedere e/o aggiornare tale classificazione.»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:03:24 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>Agenvolazioni pcc per under 40</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Comma 110 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L prevede l’applicazione delle agevolazioni (imposte di registro e ipotecaria in misura fissa, imposta catastale nella misura dell’1 per cento) di cui all’art. 2, comma 4-bis, d.l. n. 194/2009, conv. in l. n. 25/2010, anche agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti, a favore di persone fisiche di età inferiore a quaranta anni che dichiarino nell’atto di trasferimento di voler conseguire entro 24 mesi l’iscrizione nell’apposita gestione previdenziale e assistenziale prevista per i coltivatori diretti e gli IAP.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:01:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>rideterminazione valore terreni ai fini della plusvalenza</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Commi 107-109 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L prevedono anche per il 2023 la facoltà di rideterminare il valore di acquisto di terreni (edificabili e con destinazione agricola) e partecipazioni, ai fini della determinazione delle plusvalenze di cui all’art. 67 t.u.i.r., mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva (numerosi sono gli approfondimenti e i chiarimenti relativi a diverse questioni interpretative poste dalla normativa sulla rideterminazione, quali ad esempio i rapporti fra corrispettivo della cessione e valore di perizia, la valenza dell’indicazione di quest’ultimo nell’atto di cessione, le conseguenze nel caso in cui il contribuente si avvalga più volte nel tempo della facoltà di rideterminazione. In tema cfr., fra gli altri, segnalazione novità in Cnn Notizie del 1° febbraio 2021, L’Agenzia delle entrate fa il punto sulla rivalutazione di partecipazioni e terreni, est. S. Cannizzaro; segnalazione novità in Cnn Notizie del 7 febbraio 2020, Secondo la Cassazione a Sezioni Unite la mancata dichiarazione in atto del valore di perizia non disattiva il “meccanismo” della rivalutazione, est. S. Cannizzaro; studio n. 32-2017/T, Novità in materia di plusvalenze immobiliari: aspetti notarili, est. F. Raponi). La rideterminazione prevista dalla legge in esame presenta tuttavia delle novità, ossia l’aumento della misura dell’aliquota e l’ampliamento dell’ambito oggettivo. In particolare:- i terreni e le partecipazioni devono essere posseduti alla data del 1° gennaio 2023; - la perizia di stima deve essere redatta e giurata entro il 15 novembre 2023; - le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo a decorrere dal 15 novembre 2023; - le aliquote delle imposte sostitutive sono fissate nella misura del 16 per cento. A differenza delle precedenti rideterminazioni, quella prevista dalla presente legge può avere ad oggetto anche titoli, quote o diritti negoziati in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione; in tali casi l’imposta sostitutiva si applica sul valore normale determinato ai sensi dell’art. 9, comma 4, lett. a), t.u.i.r., ossia con riferimento alla media aritmetica dei prezzi rilevati nel mese di dicembre 2022 (comma 107).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:59:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      <title>Agevolazioni per l'estromissione dei beni da ditta individuale</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Comma 106 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L regola l’estromissione agevolata dei beni dal regime d’impresa richiamando le disposizioni di cui all’art. 1 comma 121 legge di Stabilità per il 2016, applicabili alle esclusioni dal patrimonio dell’impresa dei beni ivi indicati posseduti alla data del 31 ottobre 2022, poste in essere dal 1° gennaio 2023 al 31 maggio 2023 (sul tema cfr. studio n. 20-2016/T cit.).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:56:20 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>Agevolazioni per le assegnazioni a soci fatte entro il 30 settembre 2023</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Commi 100-105 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L prevedono agevolazioni per assegnazioni e cessioni ai soci, trasformazione in società semplice. Le s.n.c., s.a.s., s.r.l., s.p.a. e s.a.p.a., che entro il 30 settembre 2023 assegnano o cedono ai soci immobili diversi da quelli indicati nell’art. 43 comma 2 primo periodo t.u.i.r. (diversi cioè da quelli utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa) o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività dell’impresa, possono applicare un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP (l’imposta sostitutiva deve essere versata per il 60% entro il 30 settembre 2023 e la restante parte entro il 30 novembre 2023). Per le assegnazioni e le cessioni di cui sopra le aliquote dell’imposta proporzionale di registro eventualmente applicabili sono ridotte alla metà. Le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa. La normativa si applica a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro soci, ove prescritto, alla data del  30 settembre 2022 o che siano iscritti entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge in forza di titoli di trasferimento aventi data certa anteriore al 1° ottobre 2022. Le medesime agevolazioni si applicano alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei beni di cui sopra e che si trasformino in società semplice entro il 30 settembre 2023. I commi in esame ripropongono la disciplina già prevista in passato per le medesime operazioni, pertanto può essere utile fare riferimento ai precedenti approfondimenti (tra gli altri, cfr. studio n. 20–2016/T, Art. 1 commi 115-120, legge di Stabilità 2016: Assegnazioni/Cessioni di beni ai soci e Trasformazione in società semplice, est. F. Raponi; studio n 92-2016/T, Trasformazione di società commerciale immobiliare in società semplice – problematiche fiscali, est. F. Raponi; studio n. 73-2017/T, Assegnazioni, cessioni e trasformazione agevolate: profili fiscali nella scelta della soluzione, est. F. Raponi. Cfr. altresì segnalazione novità in Cnn Notizie del 3 giugno 2016, Disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci, della trasformazione in società semplice e dell’estromissione dei beni dell’imprenditore individuale. I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate con la circolare n. 26/E del 2016, est. F. Raponi; segnalazione novità in Cnn Notizie del 21 settembre 2016, Assegnazioni agevolate ai soci e commento alla circolare n. 37/E dell’Agenzia delle entrate, est. F. Raponi).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:53:44 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>Detrazione IVA al 50% per gli acquisti sino al 31 dicembre 2023</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Comma 76 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L prevede la detrazione Irpef del 50% dell’IVA corrisposta per gli acquisti dalle imprese costruttrici entro il 31 dicembre 2023 di immobili residenziali. La disposizione in esame prevede, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, una detrazione dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, pari al 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto effettuato entro il 31 dicembre 2023 di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o B cedute da OICR immobiliari o dalle imprese che le hanno costruite. Si tratta di una misura di favore che ricalca quanto già disposto dall’art. 1, comma 56, l. 28 dicembre 2015, n. 208, per gli acquisti effettuati nel 2016 e nel 2017. Al riguardo per chiarimenti, tra l’altro, in ordine ai presupposti soggettivi, e in particolare, quanto al cedente, in relazione alla nozione di impresa costruttrice (considerata tale non solo quella che ha realizzato l’immobile ma anche l’impresa “ristrutturatrice”, di cui all’art. 10, comma 1, n. 8-bis d.p.r. n. 633/1972), in ordine all’estensione del beneficio fiscale anche alla pertinenza, e al calcolo della detrazione, si rinvia a studio n. 7-2016/T, L’acquisto di immobili residenziali: detraibile il 50 per cento dell’IVA ai fini delle imposte sui redditi, est. N. Forte; Agenzia delle entrate, circ. 18 maggio 2016, n. 20/E. La formulazione del comma 76 presenta, però, una novità rispetto alla previgente normativa, relativa al presupposto soggettivo del cedente, in quanto accanto “alle imprese che le hanno costruite” (espressione utilizzata invece della precedente “imprese costruttrici delle stesse”) sono aggiunti gli “organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) immobiliari”. Trattandosi di un beneficio parametrato all’Iva corrisposta sull’acquisto di immobili abitativi e, quindi, dovendo essere il cedente una “impresa che applica l’Iva all’atto del trasferimento” (v. circ. n. 20/E), è da valutare quale possa essere l’ambito applicativo della misura in esame nel caso di cessioni di abitazioni da parte di OICR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:49:21 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/detrazione-iva-al-50-per-gli-acquisti-sino-al-31-dicembre-2023</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Proroga agevolazioni under 36</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-agevolazioni-under-36</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Comma 74 dell’art. 1 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2022, n. 303, suppl. ord. n. 43/L. proroga delle cd. agevolazioni prima casa under 36. Sono prorogate per l’anno 2023 le agevolazioni previste dall’art. 64 d.l. n. 73/2021, conv. in l. n. 106/2021, per gli acquisti e i finanziamenti relativi alla prima casa di abitazione a favore di giovani “che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età nell’anno in cui l’atto è rogitato e che hanno un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 40.000 euro annui” (sul tema cfr. Agenzia delle entrate circolare 14 ottobre 2021 n. 12/E; segnalazione novità in Cnn Notizie del 10 novembre 2021, I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sugli acquisti ‘prima casa’ da parte dei giovani, est. A. Lomonaco – D. Barone). A seguito della proroga, dunque, ai sensi del comma 9 dell’art. 64 cit., «le disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8 si applicano agli atti stipulati nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della presente disposizione e il 31 dicembre 2023».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:46:38 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Sospensione termine per riduzione di capitale al fine di evitare lo scioglimento di società</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/sospensione-termine-per-riduzione-di-capitale-al-fine-di-evitare-lo-scioglimento-di-societa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il comma 9 dell’art. 3 del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198 (Decreto Milleproroghe), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2022, estende all'esercizio in corso al 31 dicembre 2022 i benefici temporanei previsti in materia di riduzione del capitale sociale (compresa l'esclusione della causa di scioglimento della società per riduzione o per perdite). In particolare, la norma modifica il comma 1 dell’articolo 6 del decreto-legge 8 aprile 2020 n. 23, sostituendo alle parole “31 dicembre 2021” le parole “31 dicembre 2022”: in tal modo risulta estesa alle “perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2022” la sospensione dell’applicazione sia degli obblighi di riduzione del capitale per perdite in materia di società di capitali (artt. 2446, commi 2 e 3, 2447, 2482-bis, commi 4, 5 e 6, 2482-ter c.c.), sia della causa di scioglimento di cui agli artt. 2484, comma 1, n. 4 e 2545-duodecies c.c., rispettivamente per le società di capitali e cooperative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:40:30 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>DEBITI E SRL CANCELLATA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/debiti-e-srl-cancellata</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione, 13 dicembre 2022, n. 36407, in tema di effetti della cancellazione di società di capitali dal registro delle imprese nei confronti dei creditori sociali insoddisfatti, il disposto dell'art. 2495 c.c., comma 2, implica che l'obbligazione sociale non si estingue ma si trasferisce ai soci, i quali ne rispondono nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione, sicché grava sul creditore l'onere della prova circa la distribuzione dell'attivo sociale e la riscossione di una quota di esso in base al bilancio finale di liquidazione, trattandosi di elemento della fattispecie costitutiva del diritto azionato dal creditore nei confronti del socio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:36:18 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PROBLEMATICHE IN CASO DI VENDITA DI CHIOSCO EDICOLA: menzioni catastali e urbanistiche ; natura del diritto sul manufatto</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/probalmatiche-in-caso-di-vendita-di-chiosco-edicola-menzioni-catastali-e-urbanistiche-natura-del-diritto-sul-manufatto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quesiti Pubblicistici n. 121-2022/P in tema di Vendita di chiosco Risposta del 15 luglio 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           PRIMO QUESITO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con riferimento alla cessione di un’azienda comprensiva di un chiosco bar (imbullonato al suolo) insistente su strada comunale facente parte del centro urbano, si chiede se detto chiosco sia da considerare bene immobile e se, quindi, devono essere rispettate le norme in materia di conformità catastale e in materia urbanistico – edilizia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Risposta: Sembrerebbe che il descritto chiosco sia da ritenere un bene immobile soggetto alle prescrizioni di cui alla normativa catastale e urbanistica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SECONDO QUESITO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si chiede inoltre qual è il diritto reale avente ad oggetto il chiosco in assenza di un atto pubblico di costituzione della proprietà superficiaria, e se l’autorizzazione comunale ad installare il chiosco può essere ritenuta costitutiva del diritto di proprietà del chiosco disgiunto dalla proprietà del suolo che continua a essere del Comune.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Risposta: Il privato titolare della concessione di area demaniale, autorizzato dall’ente concedente a costruire sull’area stessa (opere rimuovibili e non), sarebbe titolare di un diritto reale su beni demaniali “assimilabile” al diritto di superficie regolato dall’art. 952 c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ARGOMENTAZIONI PRIMO QUESITO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal punto di vista catastale, può richiamarsi anzitutto il Regolamento recante norme in tema di costituzione del catasto dei fabbricati e modalità di produzione ed adeguamento della nuova cartografia catastale (D.M. 02/01/1998, n. 28), il quale all’art. 2 stabilisce che «1. L’unità immobiliare è costituita da una porzione di fabbricato, o da un fabbricato, o da un insieme di fabbricati ovvero da un’area, che, nello stato in cui si trova e secondo l’uso locale, presenta potenzialità di autonomia funzionale e reddituale. (…) 3. Sono considerate unità immobiliari anche le costruzioni ovvero porzioni di esse, ancorate o fisse al suolo, di qualunque materiale costituite, nonché gli edifici sospesi o galleggianti, stabilmente assicurati al suolo, purché risultino verificate le condizioni funzionali e reddituali di cui al comma 1. Del pari sono considerate unità immobiliari i manufatti prefabbricati ancorché semplicemente appoggiati al suolo, quando siano stabili nel tempo e presentino autonomia funzionale e reddituale». Menzione merita inoltre la Circolare 16 maggio 2006, n. 4, con cui la Direzione dell’Agenzia del Territorio ha dato conto di come, «la prassi vigente prevede di attribuire la categoria E/3, che comprende “costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche”, anche alle stazioni di servizio per la vendita dei carburanti e ai chioschi per bar ed edicole. È evidente che segnatamente, per le due ultime fattispecie, tale modalità operativa può essere confermata solo in presenza di costruzioni aventi caratteri “singolari” per tipologia costruttiva (precaria per l’uso di materiali leggeri), nonché per dimensione e diffusione ordinariamente contenuta. Solo dette costruzioni sono qualificabili propriamente come chioschi, che sotto il profilo catastale vengono censiti in E/3». Questo indirizzo ha trovato conferma nella successiva Circolare della stessa Agenzia, del 13 aprile 2007, n. 4/T, laddove si ricorda come con la circolare n. 4/T del 16 maggio 2006 «erano stati già anticipati indirizzi tecnici e procedurali concernenti unità immobiliari a destinazione particolare» [Circolare - 13/04/2007, n. 4/T]. Quanto alla normativa edilizia, può ritenersi consolidato l’orientamento secondo il quale la precarietà di una costruzione non si identifica con l’assenza d’ancoraggio del bene al suolo, affermandosi infatti che è assoggettato alla concessione edilizia un chiosco prefabbricato per lo svolgimento di un’attività commerciale non infisso al suolo, ma allo stesso aderente in modo stabile, e destinato ad un’utilizzazione perdurante nel tempo [Consiglio di Stato, 16/02/2011, n. 986,]. Anche l’ampliamento di un chiosco bar per uso stagionale è stato considerato intervento di nuova costruzione richiedente il permesso di costruire, «in considerazione del carattere ontologicamente “non temporaneo” di una struttura destinata all’esercizio di un’attività commerciale e di somministrazione e della permanente idoneità ad alterare lo stato dei luoghi che un manufatto di dimensioni non trascurabili è idoneo a determinare, anche a prescindere dalla rimozione per alcuni mesi l’anno» [Cons. Stato, 9 giugno 2020, n. 3697]. La giurisprudenza Cass. pen., 7/05/2015, n. 9925 è costante nel ritenere che «la natura di opera “mobile” o “precaria” (non soggetta al titolo abilitativo) riposa non nelle caratteristiche costruttive ma piuttosto in un elemento di tipo funzionale, connesso al carattere dell’utilizzo della stessa» [Cass. pen., 7/05/2015, n. 9925]; la precarietà di un manufatto non dipende dal tipo di materiale adoperato, ma dalle esigenze che quel manufatto è destinato a soddisfare; vale a dire dalla stabilità dell’insediamento indicativa dell’impegno durevole ed effettivo del territorio. Per verificare se una determinata opera abbia carattere precario, che è condizione per l’accertamento della non necessarietà del relativo permesso di costruire, occorre dunque verificare la destinazione funzionale e l’interesse finale al cui soddisfacimento essa è destinata (Cons. Stato, 18 marzo 2020, n. 1924, e Cons. Stato, 7 dicembre 2017, n. 5762)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ARGOMENTAZIONI SECONDO QUESITO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Relativamente al diritto che si andrebbe a trasferire, sul presupposto che la strada su cui insiste il chiosco appartenga, come sembra essere, al demanio comunale, va premesso che i beni pubblici, per la loro destinazione alla diretta realizzazione di interessi pubblici, sono assoggettati ad uno speciale regime che si diversifica notevolmente dal diritto comune. In particolare, il godimento di tali beni può essere legittimamente attribuito ad un soggetto diverso dall’ente pubblico che ne è titolare, solo mediante concessione amministrativa, nel rispetto di certi limiti e per alcune utilità. La giurisprudenza ha ripetutamente affermato che l’attribuzione a privati dell’utilizzazione di beni del demanio o del patrimonio indisponibile dello Stato o dei Comuni, quale che sia la terminologia adottata nella convenzione ed ancorché essa presenti elementi privatistici, è riconducibile alla figura della concessione - contratto [Cons. Stato, 11 gennaio 2021, n. 382,]. Mancando in questa sede la conoscenza della fattispecie concessoria del caso specifico, si ritiene possa essere utile la consultazione di due precedenti Studi del CNN (M. Leo, Studio n. 220-2011/C, Atti dispositivi su beni realizzati su area demaniale, Approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 7 aprile 2011; M. Velletti, Studio n. 2821, Natura e regime giuridico dei diritti nascenti dalle concessioni amministrative di beni demaniali. Brevi cenni sul contratto di ormeggio, Approvato dalla Commissione studi il 7 febbraio 2001, entrambi in Banca Dati Notarile Gallizia), che con la presente si allegano per comodità. In tali Studi, relativamente alla natura dei diritti nascenti in capo al concessionario di beni demaniali, si è ritenuto che, ferma restando la qualificazione dettata dal provvedimento o dalla legge, nel caso di concessioni di suolo pubblico con facoltà di edificare, sia da condividere la ricostruzione giurisprudenziale che assimila i diritti riconosciuti al concessionario ai diritti reali su cosa altrui, e in particolare al diritto di superficie. Viene riportata la giurisprudenza la quale, pur ammettendo che la concessione ad aedificandum su un’area demaniale può, in astratto, determinare la costituzione sul bene sia di un diritto di natura reale sia di un diritto di natura personale, ha frequentemente ribadito il principio secondo cui il concessionario di un’area demaniale, sulla quale abbia ottenuto l’autorizzazione ad edificare, è titolare di una proprietà superficiaria, sia pure avente natura temporanea e soggetta ad una peculiare regolamentazione in ordine al momento della sua modificazione, estinzione o cessazione. In sostanza il privato titolare della concessione di area demaniale, autorizzato dall’ente concedente a costruire sull’area stessa (opere rimuovibili e non), sarebbe titolare di un diritto reale su beni demaniali “assimilabile” al diritto di superficie regolato dall’art. 952 c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 16:43:51 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>La reiscrizione dell'ipoteca cancellata perchè errata non retroagisce</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-reiscrizione-dell-ipoteca-cancellata-perche-errata-non-retroagisce</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
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          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 17 Jan 2023 11:38:40 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Autorizzazioni e licenze per la vendita dei beni ecclesiastici: sintesi</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/autorizzazioni-e-licenze-per-la-vendita-dei-beni-ecclesiastici-sintesi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quanto il valore dei soli beni immobili è compreso tra quello minimo determinato dal Vescovo diocesano con il decreto dato a norma del canone 1281, § 2, seconda parte e la somma minima stabilita dalla CEI (attualmente determinata in 250.000 euro) occorre la licenza dell’ordinario diocesano; quanto il valore del bene è compreso tra la somma minima e la somma massima stabilita dalla CEI (attualmente determinate rispettivamente in 250.000 euro fino a 1.000.000 euro. Cfr. cann. 1291-1295) occorre l’autorizzazione del Vescovo diocesano con il consenso del Consiglio diocesano, quanto il valore del bene supera la somma massima stabilita dalla CE I (attualmente determinata in 1.000.000 euro) o si tratta di ex voto o di beni preziosi per arte o storia occorre la licenza anche della Santa Sede (cann. 1291-1292 e 1295)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 30 Dec 2022 07:37:55 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Interprete del sordo oggi nominato anche dal notaio incaricato della stipula</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/interprete-del-sordo-oggi-nominato-anche-dal-notaio-incaricato-della-stipula</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 35 del D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, pubblicato in Supplemento Ordinario n. 38 alla Gazzetta Ufficiale 17 ottobre 2022, n. 243, in attuazione della L. 26 novembre 2021, n. 206, con effetto a decorrere dal 30 giugno 2023, ha modificato il co. 2 dell’art. 56, L. 16 febbraio 1913, n. 89 (Ordinamento del notariato e degli archivi notarili), prevedendo l’inserimento, dopo le parole “che sarà nominato dal presidente del tribunale”, delle seguenti parole “o dal notaio individuato per la stipula dell’atto”. Con tale provvedimento normativo è stata così prevista la possibilità per il notaio, in competenza concorrente con il presidente del tribunale, di provvedere alla nomina dell’interprete in tutti i casi in cui intervenga in un atto notarile una persona interamente priva dell’udito che non sappia leggere. La suddetta modifica si colloca all’interno di una serie di aggiornamenti normativi in un’ottica di snellimento dei procedimenti e riduzione del carico giudiziario, creando, per le materie che esulano dalla competenza esclusiva dell’Autorità Giudiziaria, un sistema a doppio binario e consentendo alle parti di scegliere liberamente se continuare ad affidarsi al giudice o, viceversa, al notaio, con il pregio, nel caso di scelta del notaio, di non essere gravati dal vincolo del domicilio o della residenza della persona nel cui interesse il provvedimento è richiesto. Unico limite sembra essere, come si evince dal dettato normativo, che sarà lo stesso pubblico ufficiale al quale ci si rivolge per l’atto ad essere abilitato al rilascio dell’autorizzazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 30 Dec 2022 07:31:46 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SRL e SRLS online se capitale in denaro</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/srl-e-srls-online-se-capitale-in-denaro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 luglio 2022, n. 155 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 21 ottobre 2022, n. 247) in attuazione dell'art. 2, co. 3, del D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 183, ha introdotto la possibilità che l'atto costitutivo delle società a responsabilità limitata e delle società a responsabilità limitata semplificata, aventi sede in Italia e con capitale versato mediante conferimenti in denaro, sia ricevuto dal notaio, per atto pubblico informatico, con la partecipazione in videoconferenza delle parti richiedenti o di alcune di esse, mediante l'utilizzo di una piattaforma telematica predisposta e gestita dal Consiglio nazionale del notariato. È prevista in ogni caso la possibilità che il notaio interrompa la seduta in videoconferenza ogni qualvolta dubiti dell’identità dei richiedenti o rilevi il mancato rispetto delle norme riguardanti la capacità di agire e la capacità dei richiedenti di rappresentare una società. In tali circostanze, il notaio dovrà richiedere la presenza fisica delle parti per la stipula dell’atto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 30 Dec 2022 07:26:17 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>usucapione delle quote degli altri coeredi</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/usucapione-delle-quote-degli-altri-coeredi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione,  3 novembre 2022, n. 32413, afferma che  i
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l coerede che, dopo la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            morte del de cuius, sia rimasto nel possesso del bene ereditario può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri eredi, senza necessità di interversione del titolo del possesso; a tal fine, però, egli, che già possiede animo proprio ed a titolo di comproprietà, è tenuto ad estendere tale possesso in termini di esclusività, godendo del bene con modalità incompatibili con la possibilità di godimento altrui e tali da evidenziare un'inequivoca volontà di possedere uti dominus e non più uti condominus, risultando
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a tal fine insufficiente l'astensione degli altri partecipanti dall'uso della cosa comune.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 30 Dec 2022 07:26:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Donazione di denato: atto di donazione o obbligo di restituzione indebito</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/donazione-di-denato-atto-di-donazione-o-obbligo-di-restituzione-indebito</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione  n. 5488 del 18 febbraio 2022 ha ribadito la nullità del contratto di donazione di somma di denaro non di modico valore concluso senza la forma dell’atto pubblico. Il vizio di forma, nel caso di specie, invalida tanto l’atto di donazione, quanto il mandato con rappresentanza conferito al mandatario del donante, per il quale ai sensi degli art. 1704 e 1392 c.c. è richiesta la stessa forma prescritta per il negozio principale. Di conseguenza, data l’invalidità del negozio, il mandatario è obbligato a ripetere al mandante la somma predetta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 29 Nov 2022 14:46:53 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sintesi prelazione del confinante</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/sintesi-prelazione-del-confinante</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il diritto di prelazione agraria è oggi riconosciuto al confinante che sia alternativamente:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - coltivatore diretto (art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - imprenditore agricolo professionale (Iap) iscritto nella previdenza agricola (art. 1, terzo comma, della legge 28 luglio 2016, n. 154, che ha introdotto il numero 2-bis nel primo comma dell’art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’estensione del diritto di prelazione agraria all’imprenditore agricolo confinante, in vigore dal 25 agosto 2016, ha portato una piccola rivoluzione per il mondo agricolo, modificando la regola tradizionale, consolidata da oltre cinquant’anni, secondo cui il diritto di prelazione agraria spettava soltanto ai coltivatori diretti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nuova disciplina della prelazione agraria del confinante favorisce la creazione di aziende agricole di maggiori dimensioni, consentendo anche agli imprenditori agricoli professionali di ampliare la propria azienda acquistando i fondi limitrofi a quelli di loro proprietà, ma rende più complesso il procedimento per la vendita dei terreni agricoli, e le verifiche preliminari, essendo aumentato il numero dei soggetti aventi diritto alla prelazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il diritto di prelazione agraria riconosciuto all’imprenditore agricolo professionale è espressamente limitato all’ipotesi della vendita di un fondo confinante, a differenza di quanto previsto per il coltivatore diretto, che ha il diritto di prelazione agraria anche sulla vendita del fondo di cui egli è affittuario. L’imprenditore agricolo professionale, dunque, ha diritto di prelazione quando è venduto un fondo agricolo confinante con quello di sua proprietà, ma non in caso di vendita del fondo da lui condotto in affitto. La prelazione sul fondo condotto in affitto rimane riservata all’affittuario che abbia la qualifica di coltivatore diretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La legge, inoltre, dispone espressamente che il diritto di prelazione spetta soltanto all’imprenditore agricolo professionale iscritto nella previdenza agricola, un requisito che non è invece richiesto per il coltivatore diretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche in seguito all’estensione del diritto di prelazione all’imprenditore agricolo professionale, rimangono ferme le regole già previste per la prelazione agraria del confinante coltivatore diretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817 dispone che il diritto di prelazione previsto dal primo comma dell'art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, “spetta anche (…) al coltivatore diretto proprietario di terreni confinanti con fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti od enfiteuti coltivatori diretti”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa norma prevede il diritto di prelazione agraria a favore del proprietario di un fondo confinante con quello offerto in vendita, ma solo se questo non è condotto da un affittuario coltivatore diretto. La finalità prevalente rimane infatti quella di consentire la riunione in un unico soggetto della proprietà e della conduzione del fondo agricolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché sia riconosciuto il diritto di prelazione, l’art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817 richiede che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il proprietario del fondo confinante lo coltivi direttamente;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sul fondo offerto in vendita non sia insediato un affittuario coltivatore diretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Devono inoltre essere presenti le condizioni previste dall’art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, pertanto:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il confinante deve coltivare il fondo da almeno due anni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il confinante non deve aver venduto, nel biennio precedente, altri fondi rustici di imponibile fondiario superiore a lire mille (pari a 0,52 euro), salvo il caso di cessione a scopo di ricomposizione fondiaria;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il fondo per il quale il confinante intende esercitare la prelazione, in aggiunta a tutti gli altri da lui posseduti in proprietà od enfiteusi, non deve superare il triplo della superficie corrispondente alla capacità lavorativa della sua famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il requisito relativo alla capacità lavorativa della famiglia, tipico del coltivatore diretto, potrebbe restringere il numero degli imprenditori agricoli professionali che potranno effettivamente esercitare il diritto di prelazione, dato che per ottenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale non è previsto un rapporto tra forza lavorativa propria e della famiglia ed estensione dei terreni posseduti, tuttavia questo limite è espressamente richiamato dalla legge ai fini del diritto di prelazione agraria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il diritto di prelazione riconosciuto al proprietario del fondo confinante con quello offerto in vendita è quello che si più si presta a suscitare dubbi nell’applicazione pratica, generando conflitti tra il potenziale acquirente e il confinante che intende esercitare il diritto di prelazione. Sotto questo profilo, infatti, la posizione dell’affittuario coltivatore diretto è molto più semplice, non solo perché è sempre altamente probabile che siano presenti tutti i requisiti richiesti dalla legge (e dalla giurisprudenza) perché sussista il diritto di prelazione, ma anche perché è assai difficile che qualcuno sia interessato ad acquistare un fondo agricolo in presenza di un affittuario coltivatore diretto, senza aver prima raggiunto un accordo con questo, dato che egli, anche se non intendesse esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto, continuerebbe a coltivare il fondo in virtù del contratto di affitto. In tale situazione, l’acquirente sarebbe penalizzato anche sotto il profilo fiscale, non potendo richiedere le agevolazioni concesse esclusivamente a chi coltiva direttamente il terreno acquistato. E’ molto probabile, dunque, che l’acquirente di un fondo condotto in affitto sia lo stesso affittuario, oppure che il terzo acquirente si accordi con l’affittuario per il rilascio del terreno, contestualmente o subito dopo l’atto di acquisto (eventualmente al termine dell’annata agraria).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al contrario, la presenza di coltivatori diretti, o imprenditori agricoli professionali, confinanti con il fondo offerto in vendita è quasi una costante nella pratica, e il raggiungimento di un accordo tra essi e il potenziale acquirente, pur se auspicabile, non è affatto scontato, anzi sono frequenti le situazioni di conflitto. Risulta dunque essenziale la verifica della presenza o meno dei presupposti per la sussistenza del diritto di prelazione in capo all’affittuario, sia sotto il profilo soggettivo sia sotto il profilo oggettivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno degli aspetti essenziali è pertanto la verifica della qualità di confinante. La legge fa riferimento ai “terreni confinanti con fondi offerti in vendita” (art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817). Ma quando un terreno si considera “confinante” con un altro? La risposta a questa domanda, apparentemente semplice, ha impegnato i giudici di merito e di legittimità per oltre quarant’anni. Le sentenze, anche da parte della Corte di Cassazione, sono numerose, e da esse possiamo trarre molte indicazioni utili a risolvere i più disparati casi che si presentano ogni giorno nella pratica, pur tenendo sempre presente che nel nostro sistema giuridico i precedenti giurisprudenziali, per quanto autorevoli, non sono vincolanti per i giudici nelle controversie future, quindi non si possono escludere, a priori, interpretazioni differenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La giurisprudenza prevalente considera due fondi come “confinanti” esclusivamente quando tra di essi esiste una contiguità fisica e materiale, cioè hanno una comune linea di demarcazione, escludendo dunque il diritto di prelazione nel caso della semplice contiguità funzionale, cioè quando due fondi, pur se fisicamente separati, potrebbero essere utilmente accorpati in un’unica azienda (si veda, per esempio, Cass. 26 marzo 2003, n. 4486; Cass. 17 luglio 2002, n. 10337; Cass. 9 novembre 1994, n. 9319).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nessun dubbio che siano confinanti due fondi che si toccano su un lato, cioè hanno una linea di confine in comune. Maggiori dubbi ha invece sollevato l’ipotesi in cui i due fondi si tocchino solo in uno spigolo, cioè, da un punto di vista strettamente geometrico, abbiano un comune un solo punto, anziché una linea. In questo caso la giurisprudenza ha ritenuto che i fondi non fossero confinanti (Cass. 20 gennaio 2006, n. 1106).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E’ piuttosto frequente che lungo il confine tra fondi agricoli di proprietà diverse sia presente una strada, di solito destinata al solo passaggio dei mezzi agricoli, ma a volte divenuta, con il passare del tempo, di uso pubblico, o addirittura una strada pubblica a tutti gli effetti. In molte realtà agricole, inoltre, lungo i confini del fondi esistono fossi, canali o rogge destinate all’irrigazione dei fondi stessi. In tutti questi casi non è così facile stabilire quando un fondo è “confinante” con un altro, e quando
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           invece la presenza di un elemento estraneo, quale la strada o la roggia, impedisce di considerare i fondi come fisicamente contigui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strada pubblica e ferrovia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La presenza di una strada pubblica (comunale, provinciale, statale, o addirittura un’autostrada) o di una ferrovia lungo il confine tra due fondi esclude sempre il diritto di prelazione, secondo la giurisprudenza prevalente, poiché fa venir meno la contiguità materiale tra i fondi (Cass. 26 novembre 2007, n. 24622; Cass. 20 dicembre 2005, n. 28235; Cass. 17 luglio 2002, n.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10377; Cass. 6 agosto 2002, n. 11779; Cass. 9 febbraio 1994, n. 1331; Cass. 4 dicembre 1982, n. 6644).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strada interpoderale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La situazione è più complicata quando lungo il confine tra due fondi corre una strada privata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nelle zone agricole sono ampiamente presenti le cosiddette “strade interpoderali”, chiamate anche “carrarecce”, “carreggiate” o “tratturi”, denominazioni che nelle diverse zone geografiche indicano le stradelle private (normalmente in terra, battuta dal passaggio stesso dei mezzi agricoli, o al massimo consolidata con il riporto di ghiaia, sassi o frammenti di varia origine), create dagli agricoltori per le proprie necessità di coltivazione e trasporto dei prodotti agricoli al momento del raccolto. A volte queste stradelle sono interne al fondo, e quindi appartengono a un unico proprietario, che è il solo legittimato ad utilizzarle (salva la presenza di una servitù di passaggio a favore di terzi), anche se create in prossimità del confine. La presenza di una strada creata dal proprietario del fondo destinando a tale scopo una porzione del terreno di sua proprietà non esclude la contiguità materiale con il fondo limitrofo, e quindi non esclude il diritto di prelazione agraria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo stesso può dirsi per le strade interpoderali realizzate lungo il confine tra più fondi, in seguito all’accordo tra i proprietari frontisti, ciascuno dei quali ha fornito l’area necessaria alla realizzazione di una metà della strada, pertanto il confine tra i due fondi coincide con la mezzeria della strada (sulla quale può essere presente una servitù di passaggio a favore di terzi). Anche in questo caso c’è contiguità materiale, e dunque si ritiene prevalentemente che sussista il diritto di prelazione agraria (Cass. 29 settembre 1995, n. 10272; Cass. 3 settembre 1985, n. 4590).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strada vicinale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diversa è la situazione della cosiddetta “strada vicinale”, cioè quella strada che, pur essendo originariamente di proprietà privata (di solito dei proprietari frontisti), nel corso del tempo è stata assoggettata al diritto di transito pubblico a favore della collettività. Ciò avviene, normalmente, quando la strada, anziché essere destinata esclusivamente al servizio di uno o più fondi agricoli, è diventata anche una via di accesso a una piccola frazione (gruppo di case) o cascina. Le strade vicinali soggette a uso pubblico sono normalmente iscritte nell’apposito elenco tenuto dal Comune, e spesso sono riportate sulle mappe catastali con l’indicazione di strada vicinale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la giurisprudenza, i fondi agricoli presenti ai lati della strada vicinale non possono essere considerati contigui, e pertanto è escluso il diritto di prelazione (Cass. 26 novembre 2007, n. 24622; Cass. 14 gennaio 1998, n. 265).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Normalmente per strada vicinale si intende esclusivamente quella soggetta a pubblico transito. In alcuni casi, tuttavia, è stato escluso il diritto di prelazione anche per i fondi separati da una cosiddetta “strada vicinale non aperta al pubblico transito”, cioè
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da una strada interpoderale formata dai frontisti mettendo in comune la proprietà di varie strisce di terreno. In questo caso, secondo una parte della giurisprudenza, la strada, pur rimanendo privata, non è di proprietà dei frontisti per singole porzioni, ma rappresenta un bene autonomo, di proprietà comune a diversi soggetti, e quindi esclude la contiguità materiale dei fondi (Cass. 27 settembre 2011, n. 19747; Cass. 26 novembre 2007, n. 24622; Cass. 19 gennaio 2007, n. 1191; Cass. 17 luglio 2022, n. 10377). Questo tipo di strada interpoderale si avvicina alle caratteristiche della “strada vicinale”, pur non essendo aperta al pubblico transito. Si tratta, però, di una situazione piuttosto difficile da dimostrare nella pratica, specialmente se la strada non è segnata sulle mappe catastali, quindi ciascun caso deve essere analizzato facendo riferimento alla specifica realtà locale, ed è comunque opportuno tenere presente che, in mancanza di una qualificazione ufficiale della strada come “vicinale”, è molto probabile che sia riconosciuto al confinante il diritto di prelazione (Cass. 8 gennaio 1996, n. 58).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Corsi d’acqua
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la giurisprudenza, manca la contiguità materiale tra i fondi, e dunque è escluso il diritto di prelazione, quando questi sono separati da un fiume, da un torrente o comunque da un corso d’acqua naturale, oppure da un canale o roggia demaniale, indipendentemente dal fatto che esso sia incluso nell’elenco delle acque pubbliche, che non ha carattere costitutivo ma solo dichiarativo (Cass. 14 marzo 2008, n. 7052; Cass. 20 febbraio 2001, n. 2471; Cass. 23 giugno 1989, n. 2983; Cass. 10 febbraio 1987, n. 1433).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fossi e canali di scolo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si considerano invece confinanti i fondi separati da un semplice fosso o da un canale di scolo delle acque. Questo può appartenere a uno dei due fondi oppure essere comune alle due proprietà (art. 897 c.c.), che si estendono fino alla mezzeria del fosso o canale. In questo caso, dunque, sussiste il diritto di prelazione (Cass. 26 marzo 2003, n. 4486; Cass. 17 dicembre 1991, n. 13558).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Striscia di terreno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La contiguità materiale tra i fondi è ovviamente esclusa dalla presenza di una striscia di terreno di proprietà di terzi, per quanto piccola. Non dobbiamo però pensare che il venditore possa eludere il diritto di prelazione del confinante frazionando e riservandosi la proprietà di una piccola porzione di terreno in prossimità del confine. In questo caso, infatti, se il terreno frazionato, per la sua forma e la sua dimensione, non risulta idoneo a una coltivazione separata, è stato comunque riconosciuto il diritto di prelazione del confinante (Cass. 9 aprile 2003, n. 5573; Cass. 13 agosto 1997, n. 7553; Cass. 27 luglio 1990, n. 7579; Cass. 17 ottobre 1989, n. 4152). La prelazione non spetta, invece, se i fondi sono separati da un appezzamento di terreno che ha una propria autonomia strutturale e funzionale (Cass. 25 luglio 1990, n. 7503).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 29 Nov 2022 14:43:30 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/sintesi-prelazione-del-confinante</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Limiti al trasferimento dei parcheggi della “Legge ponte” anteriori al 16 dicembre 2005 (trasferibili solo a condomini) e di quelli “Tognoli-privati” (trasferibili solo come pertinenza di abitazione n</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/limiti-al-trasferimento-dei-parcheggi-della-legge-ponte-anteriori-al-16-dicembre-2005-trasferibili-solo-a-condomini-e-di-quelli-tognoli-privati-trasferibili-solo-come-pertinenza-di-abitazione-n</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 27 ottobre 2022, n. 31799 afferma quanto segue in riferimento alla circolazione separata dei parcheggi dagli appartamenti di riferimento: a) I parcheggi realizzati ai sensi della Legge ponte (art. 41 sexies comma 2 della Legge 1150/1942) - ossia quelli realizzarsi per ciascuna nuova costruzione in misura pari a un metro quadro per ogni dieci metri cubi di costruzione (risultando invece liberi quelli realizzati in eccedenza rispetto a tale limite) – possono essere ceduti separatamente dall’appartamento solo se riferiti a edifici realizzati dopo il 16 dicembre 2005 (data di entrata in vigore della Legge 246/2005) mentre gli altri possono essere ceduti solo a condomini; b) il trasferimento dei parcheggi realizzati successivamente alla realizzazione dell’edificio ai sensi della Legge Tognoli (DL 5/2012), se realizzati su proprietà privata (in proprietà piena) possono essere ceduti solo a soggetti proprietari di appartamenti nello stesso Comune, mentre se realizzati su proprietà pubblica 8in proprietà superficiaria) non possono trasferirsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:49:10 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Superamento del limite di finanzi abilità del mutuo fondiario</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/superamento-del-limite-di-finanzi-abilita-del-mutuo-fondiario</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SS.UU. n.33719 del 16 novembre 2022 hanno affermato che il superamento del limite alla finanziabilità ex art. 38 comma 2 del T.U.B. non inficia sulla validità del contratto di mutuo fondiario e non consente al giudice di riqualificare d’ufficio detto contratto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/e636315d5e48c0844c4204796f68b31a.jpg" length="91520" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:33:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Definizione di parcheggi ai fini del numero minimo richiesto dagli standard urbanistici per la realizzazione di un edificio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/definizione-di-parcheggi-ai-fini-del-numero-minimo-richiesto-dagli-standard-urbanistici-per-la-realizzazione-di-un-edificio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 27 ottobre 2022, n. 31799, ai fini della realizzazione del numero minimo dei parcheggi ai fini del rilascio del Permessi a Costruire, afferma che si definiscono "parcheggi" gli spazi necessari tanto alla sosta quanto alla manovra e all'accesso dei veicoli: tale spazio può consistere in un'area scoperta (c.d. posto auto) o in un'area coperta, chiusa su tre lati (c.d. box) o su tutti i lati (c.d. garage); superfici che devono essere considerate nel loro complesso ai fini della verifica del rispetto degli standard urbanistici, purché sia garantito un numero minimo di parcheggi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:29:52 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Non vi è nullità se vi è menzione del titolo abilitativo esistente e riferito all’immobile sebbene non rispettato nella concreta realizzazione (abuso).</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-nullita-se-vi-e-menzione-del-titolo-abilitativo-esistente-e-riferito-allimmobile-sebbene-non-rispettato-nella-concreta-realizzazione-abuso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 17 ottobre 2022, n. 30425, afferma che la nullità prevista dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 46, e dalla L. n. 47 del 1985, artt. 17 e 40, e deve qualificarsi come nullità "testuale", volta a sanzionare la mancata inclusione in detti atti degli estremi del titolo abilitativo dell'immobile, titolo che, tuttavia, deve esistere realmente e deve esser riferibile, proprio, a quell'immobile; in presenza nell'atto della dichiarazione dell'alienante degli estremi del titolo urbanistico, reale e riferibile all'immobile, il contratto è valido a prescindere dal profilo della conformità o della difformità della costruzione realizzata al titolo menzionato. Tali principi risultano altresì applicabili nel caso di costruzione iniziata anteriormente al 1 settembre 1967, per i quali L. n. 47 del 1985 art. 40, comma 2, prevede, in luogo della menzione in atto degli estremi della concessione, la dichiarazione da parte del proprietario o altro avente titolo, nella forma sostitutiva dell'atto notorio, attestante che l'opera risulta iniziata in data anteriore. In presenza di tale dichiarazione la nullità comminata dalla legge urbanistica può ritenersi esistente solo nel caso in cui tale dichiarazione non risulti riferibile all'immobile oggetto dell'atto traslativo ovvero che quanto dichiarato non corrisponda alla realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:25:45 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-nullita-se-vi-e-menzione-del-titolo-abilitativo-esistente-e-riferito-allimmobile-sebbene-non-rispettato-nella-concreta-realizzazione-abuso</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Agevolazioni PPC anche per i fabbricati collabenti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolazioni-ppc-anche-per-i-fabbricati-collabenti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La C.T.P. Forlì 233/01/2019 e la precedente 11/01/2018, affermano che le agevolazioni previste per la PPC possono applicarsi anche ai fabbricati collabenti (cat. F2) in quanto per i fabbricati rurali (ossia accessori al fondo) occorre rilevare che il criterio della pertinenzialità è fondato solo su di un dato fattuale della destinazione effettiva e concreta della cosa a servizio o ornamento di un’altra senza che al riguardo rilevi la qualificazione catastale (in analogia a quanto sostenuto in tema di Prima Casa salla Cass 3148/2015). Inoltre in zona agricola un fabbricato non può avere destinazione fattuale diversa da quella agricola perché in tal caso sarebbe abusivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Nov 2022 14:24:33 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Risoluzione della donazione per inadempimento all’onere solo se prevista contrattualmente</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/risoluzione-della-donazione-per-inadempimento-allonere-solo-se-prevista-contrattualmente</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 3 ottobre 2022, n. 28580, afferma che la risoluzione della donazione, per inadempimento dell’onere imposto al donatario, è consentita, ai sensi dell’art. 793, quarto comma, c.c., solo in ipotesi di espressa previsione nel relativo atto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 04 Nov 2022 08:11:05 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La prova dell’animus possidendi spetta a chi contesti l’avvenuta usucapione e non al possessore</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-prova-dellanimus-possidendi-spetta-a-chi-contesti-lavvenuta-usucapione-e-non-al-possessore</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 22 agosto 2022, n. 25095, afferma che non spetta al possessore dimostrare l'esistenza dell’animus possidendi, ma alla parte che si opponga all'avvenuta maturazione dell'usucapione dimostrarne la mancanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 04 Nov 2022 08:11:03 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vendita di quotina o quota su bene comune prima della divisione e senza consenso degli altri comproprietari per lo stralcio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/vendita-di-quotina-o-quota-su-bene-comune-prima-della-divisione-e-senza-consenso-degli-altri-comproprietari-per-lo-stralcio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 22 agosto 2022, n. 25097, ha affermato che la vendita di una parte determinata della cosa comune da parte del singolo comunista non ha immediata efficacia traslativa, ma è tuttavia fattispecie negoziale perfetta, con efficacia meramente obbligatoria, che di per sé non pregiudica la posizione degli altri comproprietari, i quali non sono litisconsorti necessari nel giudizio nel quale l'acquirente abbia invocato, sebbene in maniera infondata, l'efficacia immediata del contratto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 04 Nov 2022 08:11:02 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vi è divisione e non vendita anche quanto i beni immobili vengano assegnati ad alcuni condividenti che conguagliano gli altri in denaro</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/vi-e-divisione-e-non-vendita-anche-quanto-i-beni-immobili-vengano-assegnati-ad-alcuni-condividenti-che-conguagliano-gli-altri-in-denaro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione 7 ottobre 2022, n. 29216, in caso di scioglimento della comunione mediante assegnazione del bene in natura a un condividente e versamento agli altri di somme pari al valore delle quote, si applica l'aliquota di divisione e non quella di vendita, poiché quest'ultima, a norma del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 34, si applica solo nel caso in cui a un condividente siano stati attribuiti beni per un valore eccedente quello spettante e limitatamente alla parte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:00:40 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/vi-e-divisione-e-non-vendita-anche-quanto-i-beni-immobili-vengano-assegnati-ad-alcuni-condividenti-che-conguagliano-gli-altri-in-denaro</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Onere della prova sul creditore che agisce per la simulazione di credito a garanzia del quale sono state emesse cambiali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/onere-della-prova-sul-creditore-che-agisce-per-la-simulazione-di-credito-a-garanzia-del-quale-sono-state-emesse-cambiali</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cassazione 27 luglio 2022, n. 23502, afferma che sul terzo che proponga un'azione di simulazione assoluta dell'accordo sotteso all'emissione (o alla successiva circolazione) di un titolo cambiario grava l'onere di allegare il negozio presupposto e di dimostrarne l'insussistenza, dal momento che il carattere formale ed astratto dell'obbligazione cambiaria - per definizione assistita da una presunzione di esistenza del rapporto sottostante - sarebbe irrimediabilmente vanificato qualora l'esperimento dell'azione di simulazione importasse per il creditore cambiario l'onere di palesare la natura giuridica del contratto sotteso al rilascio dei titoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 02 Nov 2022 14:50:28 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nessuna agevolazione Prima Casa per la rinunzia al diritto di abitazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nessuna-agevolazione-prima-casa-per-la-rinunzia-al-diritto-di-abitazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n.525 del 26 ottobre 2022 (allineandosi alle circ. 3/E/2008 e 18/E/2013) afferma che non possono applicarsi le agevolazioni Prima Casa all’atto di rinunzia del diritto di abitazione in quanto non si tratta di un trasferimento tecnico ai sensi dell’art. 69 della Legge 342/2000.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 02 Nov 2022 10:45:56 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La domanda di restituzione contro le donazioni va proposta entro 20 anni dalla trascrizione anche per le donazioni indirette o simulate</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-domanda-di-restituzione-contro-le-donazioni-va-proposta-entro-20-anni-dalla-trascrizione-anche-per-le-donazioni-indirette-o-simulate</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 4523 dell’11 febbraio 2022, ha chiarito che l’azione di restituzione ex art. 563, co. 4 c.c. contro le donazioni compiute dal disponente e potenzialmente lesive è esperibile dal legittimario anche prima della successione del disponente stesso. La Corte precisava che, in ipotesi di donazione indiretta, il legittimario possa agire per ottenere l’accertamento della natura simulata del negozio dissimulante la liberalità potenzialmente lesiva delle sue aspettative. La Corte di Legittimità ribadisce inoltre il termine di prescrizione ventennale per l’esercizio dell’azione di restituzione, che decorre dal giorno di trascrizione, sia in relazione ad atti di liberalità diretti che indiretti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 18 Oct 2022 13:04:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esenzione imposte ipotecarie e catastali per i verbali di mediazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esenzione-imposte-ipotecarie-e-catastali-per-i-verbali-di-mediazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 235 del 31 Luglio 2020 si precisa che ai sensi del comma 2 dell'art. 17 del D.Lgs 28/2010 sono esenti da imposizioni ai sensi e nei limiti di tale articolo oltre che l'imposta di registro anche quelle ipotecarie e catastali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 17 Oct 2022 14:00:55 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Neò conflitto tra aventi diritto a titolo particolare e  originale (usucapione) prevale sempre quest'ultimo</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/neo-conflitto-tra-aventi-diritto-a-titolo-particolare-e-originale-usucapione-prevale-sempre-quest-ultimo</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8590/2022 si è pronunciata sul tema della risoluzione dei conflitti tra acquirente a titolo derivativo ed acquirente per usucapione, ritenendo prevalente l’acquisto di quest’ultimo a prescindere dalla trascrizione della sentenza di accertamento dell’usucapione o dalla sua anteriorità rispetto a quella dell’acquisto a titolo derivativo. La Suprema Corte precisa, infatti, che il conflitto in questione non può essere risolto ricorrendo al principio di priorità delle trascrizioni di cui all’art. 2644 c.c., dettato per la risoluzione dei conflitti tra due acquirenti a titolo derivativo dal medesimo avente causa, in quanto norma non applicabile agli acquisti a titolo originario, quale è l’usucapione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 07 Oct 2022 11:15:45 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il mutuo che eccede la finanziabilità non è nullo ma convertito in ordianrio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-mutuo-che-eccede-la-finanziabilita-non-e-nullo-ma-convertito-in-ordianrio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass. Civ., , 8 marzo 2022, n. 7509, in contrasto con precedente orientamento e in attesa di decisione delle Sezioni Unite, ritiene  che il mutuo fondiario “eccedentario” debba riqualificarsi come mutuo ordinario con conseguente automatica inapplicabilità della disciplina speciale della fondiarietà. Anche il Consiglio Nazionale del Notariato negli studi del 1992 e del 2018 ha sostenuto la tesi dell'esclusione della nullità del mutuo fondiario eccedentario, ritenendo tuttavia, quale conseguenza della violazione dei limiti, solo l'irrogazione delle sanzioni previste dall'ordinamento bancario, ovvero essere fonte di eventuale responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 05 Oct 2022 09:27:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il mutuo stipulato dall'ex coniuge in esecuzione degli accordi di separazione è esente da registro e bollo</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-mutuo-stipulato-dall-ex-coniuge-in-esecuzione-degli-accordi-di-separazione-e-esente-da-registro-e-bollo</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate, con la risposta al quesito n. 260 dell’11 maggio 2022, ha chiarito che anche il contratto di mutuo espressamente destinato agli accordi di separazione, nei limiti dell’ammontare da destinare all’ex coniuge e indicato nei predetti accordi, è soggetto all’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa o tributo prevista dall’art. 19 della L. n. 74 del 1987 per “tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.” A parere dell’Agenzia delle Entrate, dunque, anche il contratto di mutuo - nel caso di specie inscindibilmente e necessariamente collegato al trasferimento della casa familiare all’ex coniuge mutuatario - rientra tra quelle operazioni volte alla definizione non contenziosa dei rapporti patrimoniali della famiglia alla cui agevolazione mira la predetta normativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 05 Oct 2022 09:17:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Non vi è decadenza dalle agevolazioni Prima casa nel caso in cui l'acquirente non abbia la propria residenza personale nel Comune purchè abbia in tale Comune la residenza familiare</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-decadenza-dalle-agevolazioni-prima-casa-nel-caso-in-cui-l-acquirente-non-abbia-la-propria-residenza-personale-nel-comune-purche-abbia-in-tale-comune-la-residenza-familiare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione,  19 luglio 2022, n. 22557, in tema di imposta di registro e dei relativi benefici per l'acquisto della prima casa, afferma che ai fini della fruizione degli stessi, il requisito della residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile va riferito alla famiglia, con la conseguenza che, in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che l'immobile acquistato sia destinato a residenza familiare, mentre non assume rilievo in contrario la circostanza che uno dei coniugi non abbia la residenza anagrafica in tale Comune, e ciò in ogni ipotesi in cui il bene sia divenuto oggetto della comunione ai sensi dell'art. 177 c.c., quindi sia in caso di acquisto separato che in caso di acquisto congiunto del bene stesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 05 Oct 2022 09:13:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La perdità della mutualità prevalente non causa devoluzione del patrimonio ai fondi mutualistici</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-perdita-della-mutualita-prevalente-non-causa-devoluzione-del-patrimonio-ai-fondi-mutualistici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 28 luglio 2022, n. 23602, sostiene che in tema di società cooperative, la perdita dei requisiti di mutualità prevalente, conseguente alla modificazione o soppressione delle clausole antilucrative, non obbliga la società a devolvere al fondo mutualistico di appartenenza il patrimonio effettivo, dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora distribuiti, poiché l'art. 2545 undecies c.c. fa conseguire tale effetto alla delibera di trasformazione della società, mentre l'art. 2545 octies c.c. prevede che, nel diverso caso della perdita dei requisiti di mutualità prevalente, gli amministratori redigano apposito bilancio per determinare il valore effettivo dell'attivo patrimoniale da imputare alle riserve indivisibili, dovendosi pertanto ritenere implicitamente abrogato, dalla riforma societaria del 2003, l'art. 17 della l. n. 388 del 2000, nè potendo trovare applicazione l'art. 111 decies disp. att. c.c., diretto unicamente ad agevolare l'adeguamento alla nuova normativa delle clausole antilucrative già presenti nello statuto di società cooperative a mutualità prevalente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/al-bivio-di-simberg.jpg" length="100583" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 05 Oct 2022 09:03:20 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/la-perdita-della-mutualita-prevalente-non-causa-devoluzione-del-patrimonio-ai-fondi-mutualistici</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esecuzione specifica di prelimianre non possibile se l'oggetto dello stesso sia modificato per eventi sopravvenuti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esecuzione-specifica-di-prelimianre-non-possibile-se-l-oggetto-dello-stesso-sia-modificato-per-eventi-sopravvenuti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Cassazione,  12 luglio 2022, n. 22011, afferma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a pronuncia di cui all'art. 2932 c.c. non è evocabile ove il bene oggetto del contratto, per eventi sopravvenuti alla stipula dello stesso, venga modificato non essendo possibile, in sede giudiziale, costituire un rapporto giuridico diverso da quello voluto dalle parti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/le-due-vite-di-alice-la-storia-condivisa.jpg" length="58287" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 05 Oct 2022 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nullità della vendita del terreno se su di esso vi sono fabbricati</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-della-vendita-del-terreno-se-vi-sono-fabbricati-abusivi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 4 luglio 2022, n. 21083, sostiene che la nullità dell'art. 17 comma 1, della l. n. 47 del 1985, sostituito dall'art. 46 del d.P.R. n. 380 del 2001 – che colpisce gli atti tra vivi sia in forma pubblica, sia in forma privata, aventi per oggetto il trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali relativi ad edifici o loro parti, la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, ove non risultino gli estremi del permesso di costruire o del permesso in sanatoria – rileva anche in caso di di atti di trasferimento di terreni sui quali siano state realizzate opere qualificabili come edifici (o loro parti), atteso che in tal caso la compravendita del terreno comporta il trasferimento, a titolo negoziale, anche dei fabbricati, acquisiti in proprietà per accessione ex art. 934 c.c. dal venditore del terreno, indipendentemente da chi li abbia costruiti, ancorché non menzionati espressamente nell'atto, salvo che il venditore al momento della cessione conservi espressamente la proprietà a sé o ad altri di tali manufatti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/alice-nel-paese-delle-meraviglie-labirinto.jpg" length="130124" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 05 Oct 2022 08:57:10 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/nullita-della-vendita-del-terreno-se-vi-sono-fabbricati-abusivi</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nessuna decadenza in caso di vendita e riacquisto Prima Casa prima del trasferimento di residenza sul primo immobile</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/neasuna-decadenza-in-caso-di-vendita-e-riacquisto-prima-casa-prima-del-trasferimento-di-residenza-sul-primo-immobile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 6 dicembre 2021, n. 38552, ha chiarito che il contribuente che nei diciotto mesi successivi al primo acquisto, pur non avendo trasferito la residenza nel comune dell’immobile acquistato, lo abbia rivenduto e ne abbia acquistato, nei dodici mesi successivi, un secondo, stabilendo la residenza nel comune ove si colloca il secondo immobile, non decade dalle agevolazioni fiscali “prima casa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 01 Sep 2022 07:16:02 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esenzione da bollo per tutti gli atti degli E.T.S. iscritti al R.UN.T.S e delle cooperative sociali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esenzione-da-bollo-per-tutti-gli-atti-degli-e-t-s-iscritti-al-r-un-t-s-e-delle-cooperative-sociali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'art. 82 comma 5 del D.Lgs n. 117/2017 prevede l'esenzione dall’imposta di bollo degli atti posti in essere da E.T.S. iscritto nel R.U.N.T.S. o da cooperative sociali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 20 Aug 2022 12:01:34 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/esenzione-da-bollo-per-tutti-gli-atti-degli-e-t-s-iscritti-al-r-un-t-s-e-delle-cooperative-sociali</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Natura di credito e reale del diritto vantato dall'ex coniuge sui beni dell'azienda dell'altro coniuge</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nautra-di-credito-e-reale-del-diritto-vantato-dall-ex-coniuge-sui-beni-dell-azienda-dell-altro-coniuge</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SS. U.U, del 17 maggio 2022, n. 15889 hanno affermato che nel caso di impresa riconducibile ad uno solo dei coniugi costituita dopo il matrimonio, e ricadente nella cd. comunione de residuo, al momento dello scioglimento della comunione legale, all’altro coniuge spetta un diritto di credito pari al 50% del valore dell’azienda, quale complesso organizzato, determinato al momento della cessazione del regime patrimoniale legale, ed al netto delle eventuali passività esistenti alla medesima data. La natura creditizia del diritto sui beni oggetto della comunione de residuo senza vanificare in termini patrimoniali l’aspettativa vantata dal coniuge non imprenditore garantisce l’autonomia gestionale e quindi sopravvivenza dell’impresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 20 Aug 2022 12:01:33 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/nautra-di-credito-e-reale-del-diritto-vantato-dall-ex-coniuge-sui-beni-dell-azienda-dell-altro-coniuge</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La tutela degli immobili da costruire si applica anche a quelli da ricostruire</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-tutela-degli-immobili-da-costruire-si-applica-anche-a-quelli-da-ricostruire</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tribunale di Firenze con sentenza del 30 marzo 2022 in adesione a quanto stabilito da App Milano, 31 marzo 2021, n. 1025 e da Trib, Bergamo 14 gennaio 2022, considera applicabile la normativa di protezione degli acquisti di immobili da costruire di cui al D.Lgs. n. 122/2005 anche agli interventi edilizi di ristrutturazione di immobili preesistenti. Per tale pronuncia è importante il concetto di ristrutturazione cd. “maggiore”, che trova la propria disciplina edilizio-urbanistica nel combinato disposto degli artt. 3, primo comma, lettera d), e 10, primo comma, lettera c), del D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico in materia edilizia), nella formulazione vigente all’epoca del rilascio del titolo abilitativo dell’intervento edilizio considerato dalla pronuncia in esame «ossia di interventi “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere” e che “portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso da quello precedente e che comportino aumento di unità, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero se in zona A mutamento della destinazione d’uso”, e in particolare, di interventi complessi, incidenti sugli elementi tipologici, strutturali e formali, del fabbricato, tali da determinare una vera e propria “trasformazione” dell’edificio preesistente, eventualmente anche mediante demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente». La Corte fiorentina - all’evidenza - utilizza il criterio interpretativo fondato sul titolo abilitativo necessario per l’esecuzione dell’intervento edilizio, in base al quale sono riconducibili alla disciplina sugli immobili da costruire tutti gli interventi edilizi di ristrutturazione per i quali si sia reso necessario il permesso di costruire o la cd. “Super SCIA”. Tant’è che determinante ai fini della applicazione, al caso di specie, della normativa di protezione, è risultata «la circostanza per cui le opere realizzande sul complesso di proprietà del venditore avessero richiesto l’ottenimento di un permesso di costruire, connotandosi, pertanto, come opere trasformative ai sensi del citato TUED».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Aug 2022 08:27:26 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/la-tutela-degli-immobili-da-costruire-si-applica-anche-a-quelli-da-ricostruire</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'art. 2652 n. 6 non si applica ai negozi inefficaci</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/l-art-2652-n-6-non-si-applica-ai-negozi-inefficaci</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 1° dicembre 2021, n. 37722 ha chiarito che la trascrizione ex art. 2652, n. 6 c.c. non è applicabile ai negozi inefficaci ma riguarda unicamente le domande di nullità o di annullamento dei negozi con la conseguenza che la sentenza con cui viene dichiarata l’inefficacia della vendita compiuta dal “falsus procurator” è opponibile all’avente causa in buona fede da quest’ultimo, anche se la domanda è stata trascritta dopo cinque anni dalla trascrizione della vendita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Aug 2022 09:19:19 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>E' vessatoria la clausola che fa gravare pro quota le spese condominiali sui singoli acquirenti anche  per le parti non ancora vendute</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/e-vessatoria-la-clausola-che-fa-gravare-pro-quota-le-spese-condominiali-sui-singoli-acquirenti-anche-per-le-parti-non-ancora-vendute</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione 21 giugno 2022, n. 20007 afferma che la clausola relativa al pagamento delle spese condominiali inserita nel regolamento di condominio predisposto dal costruttore o originario unico proprietario dell'edificio e richiamato nel contratto di vendita dell'unità immobiliare concluso tra il venditore professionista e il consumatore acquirente, può considerarsi vessatoria, ai sensi dell'art. 33, comma 1, d.lgs. n. 206 del 2005. Quindi non ci può essere un obbligo dell’acquirente di contribuire alle spese per le parti comuni in proporzione al valore delle restanti unità immobiliari ancora invendute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 03 Aug 2022 13:56:29 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dopo aver messo residenza entro 18 messi nel Comune in cui è ubicato il bene agevolato Prima Casa il successivo spostamento  non comporta  decadenza</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/dopo-aver-messo-residenza-entro-18-messi-nel-comune-in-cui-e-ubicato-il-bene-agevolato-prima-casa-il-successivo-spostamento-non-comporta-decadenza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con la Risposta a interpello n. 399/2022 l'Agenzia delle Entrate dopo aver ribadito che le agevolazioni previste per l'acquisto della "prima casa" spettano all'acquirente, anche non residente, qualora ricorrano le condizioni stabilite dalla Nota II-bis all'articolo 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 , chiarisce, per quanto concerne la residenza, che con diversi documenti di prassi si è affermato che, ai fini dell'agevolazione "prima casa", fa fede la data della dichiarazione di trasferimento resa dall'interessato al Comune ai sensi del d.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, concernente l'approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente, sempre che risulti accolta la richiesta di iscrizione nell'anagrafe (cfr. circolari 2 marzo 1994, n. 1; 1 marzo 2001, n. 19; 12 agosto 2005, n.38/E). In tal senso, si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza 6 febbraio 2015, n. 2181 nella quale si precisa che "quanto alla determinazione della residenza, il dato anagrafico prevale sulle risultanze fattuali in base al principio della unicità del procedimento amministrativo inteso al mutamento della iscrizione anagrafica, sancito dall'art. 18, comma 2, D.P.R. n. 223 del 1989, che, nell'affermare la necessità della saldatura temporale tra cancellazione dall'anagrafe del Comune precedente e iscrizione in quella del Comune di nuova residenza, stabilisce che la decorrenza è quella della dichiarazione di trasferimento resa dall'interessato nel Comune di nuova residenza..." (cfr. anche ordinanza 31 maggio 2016, n. 11274). Ciò posto, una volta che l'acquirente abbia soddisfatto la condizione di cui alla richiamata lettera a) della Nota II-bis secondo le modalità evidenziate nei citati documenti di prassi ed entro il termine di legge, lo spostamento successivo della residenza dal Comune in cui è situato l'immobile agevolato non comporta la decadenza dall'agevolazione in argomento e non è dovuto il pagamento di ulteriore imposta (cfr. Corte di Cassazione, sentenza del 15 luglio 2016, n. 14510).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 03 Aug 2022 13:42:37 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Proroga al 15 novembre 2022 del termine per la rideterminazione del valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-al-15-novembre-2022-del-termine-per-la-rideterminazione-del-valore-di-acquisto-dei-terreni-e-delle-partecipazioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La L. n. 34 del 27 aprile 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2022, nel convertire in legge il D.L. 1° marzo 2022, n. 17, c.d. “Decreto Energia”, ha modificato il termine per la rideterminazione del valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati prorogandolo dal 15 giugno 2022 al 15 novembre 2022. Pertanto, è possibile assumere, per i terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° gennaio 2022, ai fini della determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all’art. 67, co. 1, lett. a) e b), del D.P.R. n. 917/86 (T.U.I.R.), il valore determinato a tale data sulla base di una perizia giurata di stima da effettuarsi entro il 15 novembre 2022. Il valore determinato in perizia viene assoggettato ad una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi che può essere pagata in un’unica soluzione entro il 15 novembre 2022 o rateizzata fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere da tale data; sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo. Per l’anno 2022 l’aliquota dell’imposta sostitutiva, da calcolarsi sui valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola rideterminati con la perizia giurata, è stata aumentata dall’11% al 14%, mentre nessuna modifica è stata fatta per l’unica nuova aliquota dell’imposta sostitutiva relativa alle partecipazioni, che viene confermata al 14 per cento. Si veda l’art. 29, D.L. 1° marzo 2022, n. 17, convertito con L. 27 aprile 2022, n. 34.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/uomo-in-piedi-su-un-3d-labirinto-contro-lo-sfondo-con-labirinti-jjj1w2.jpg" length="99347" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 03 Aug 2022 13:29:59 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Prezzo imposto da rispettare  per convenzioni sia PEEP che BUCALOSSI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/prezzo-imposto-da-rispettare-per-convenzioni-sia-peep-che-bucalossi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SS.UU. n. 21348 del 6 luglio 2022 afferma che, salvo l’affranco, devono essere stipulate nel rispetto del prezzo vincolato le vendite effettuate oltre che dal costruttore anche dai successivi acquirenti delle abitazioni costruite in ogni tempo in attuazione sia delle Convenzioni PEEP sia di Convenzioni Bucalossi ossia di quelle stipulate per lo scomputo degli oneri di urbanizzazione. In tal modo le nuove SS.UU. Correggono una precedente pronuncia (ossia quella n.18135/2015) equiparando le convenzioni Bucalossi a quelle PEEP. In caso di violazione del prezzo imposto vi è nullità relativa ossia l’atto resta in essere ma il compratore ha diritto ad avere indietro la differenza di prezzo corrisposta rispetto al prezzo imposto (Cass. 26680/2020).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/e636315d5e48c0844c4204796f68b31a.jpg" length="91520" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 26 Jul 2022 06:57:27 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La disciplina della sopraelevazione non si applica al supercondominio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-disciplina-della-sopraelevazione-non-si-applica-al-supercondominio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 16 febbraio 2022, n. 5023 ha affermato che la disciplina dettata dall’art. 1127 c.c. in tema di sopraelevazione non può essere applicata al supercondominio poichè presuppone l'esistenza di una costruzione realizzata almeno in parte fuori terra e sviluppata in senso verticale rispetto al piano di campagna, sulla quale venga eseguita, a cura del proprietario dell'ultimo piano o del lastrico solare di copertura, una sopraelevazione. Nell’ipotesi di supercondominio i condomini sono tra loro autonomi ed hanno in comune alcuni beni o spazi a loro volta assoggettati al regime di condominialità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 25 Jul 2022 16:14:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>REVOCA DELLA RINUNZIA ANCHE SE OTTENUTA PER MANCATA RISPOSTA AD ACTIO INTERROGATORIA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/revoca-della-rinunzia-anche-se-ottenuta-per-mancata-risposta-ad-actio-interrogatoria</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           The body content of your post goes here. To edit this text, click on it and delete this default text and start typing your own or paste your own from a different source.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 18 Jul 2022 07:37:21 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I creditori possono impugnare le rinunzie all'eredità dei propri debitori</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/i-creditori-possono-impugnare-le-rinunzie-all-eredita-dei-propri-debitori</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/document/44MA0002834071?pathId=26fb7e2ff32c4" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Cassazione dell’11 novembre 2021, n. 33479
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ha precisato che l’impugnazione della rinuncia all’eredità da parte dei creditori può essere proposta non solo in presenza della rinuncia formale da parte del chiamato, ma anche nell’ipotesi in cui il chiamato non dichiari di accettare l’eredità in seguito all’esperimento della c.d. “actio interrogatoria” ex 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/document/05AC00000437?pathId=26fb7e2ff32c4" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           art. 481
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            c.c. Tale rimedio, previsto dall’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/document/05AC00000390?pathId=26fb7e2ff32c4" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           art. 524
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            c.c., può essere utilizzabile in entrambe le ipotesi in quanto le stesse sono assimilabili dal punto di vista del pregiudizio arrecato alle ragioni dei creditori del chiamato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 07 Jul 2022 15:11:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Opponibilità dell'assegnazione dell'abitazione al coniuge separato anche se non trasritto</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/opponibilita-dell-assegnazione-dell-abitazione-al-coniuge-separato-anche-se-non-trasritto</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           The body content of your post goes here. To edit this text, click on it and delete this default text and start typing your own or paste your own from a different source.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 24 Jun 2022 14:56:45 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/opponibilita-dell-assegnazione-dell-abitazione-al-coniuge-separato-anche-se-non-trasritto</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Condominio. L'assemlea condominiale a maggioranza può solo individuare posti auto su area comune ma non anche sancire uso eslcusivo perpetuo di singoli condomini</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/condominio-l-assemlea-condominiale-a-maggioranza-puo-solo-individuare-posti-auto-su-area-comune-ma-non-anche-sancire-uso-eslcusivo-perpetuo-di-singoli-condomini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 16 maggio 2022, n. 15613, afferma che mentre è consentito che l’assemblea a maggioranza stabilita dall'art. 1136 c.c., comma 2, individui all'interno del cortile condominiale i singoli posti auto di cui possano fruire i singoli partecipanti, ovvero, allorché sia impossibile il simultaneo godimento in favore di tutti i comproprietari, prevedere il godimento turnario del bene, non è consentito, in assenza di unanimità (e quindi non delibera a maggioranza) individuare posti auto in uso esclusivo ossia senza rispettare il principio della parità di godimento tra tutti i condomini stabilito dall'art. 1102 c.c.. Pertanto la delibera non può validamente contemplare la definitiva assegnazione nominativa a favore di singoli condomini, in via esclusiva e per un tempo indefinito, di posti fissi nel cortile comune per il parcheggio delle autovetture, né trasformare l'originaria destinazione del bene comune rendendone inservibili talune parti dell'edificio all'uso o al godimento anche di un singolo condomino, né addirittura procedere alla divisione del bene comune con l'attribuzione di singole porzioni individuali, occorrendo a tal fine l'espressione di una volontà contrattuale e quindi il consenso di tutti i condomini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/ecobonus-110-i-molti-dubbi-per-sfruttare-lo-sconto-fiscale_bcb615fc-c5b4-11ea-912d-2e408b6300a6_1600_1006.jpg" length="211880" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 24 Jun 2022 14:41:19 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/condominio-l-assemlea-condominiale-a-maggioranza-puo-solo-individuare-posti-auto-su-area-comune-ma-non-anche-sancire-uso-eslcusivo-perpetuo-di-singoli-condomini</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Patto di famiglia: non sono esenti le attribuzioni connesse al trasferimento di azienda o di quote</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/patto-di-famiglia-non-sono-esenti-le-attribuzioni-connesse-al-trasferimento-di-azienda-o-di-quote</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 17 giugno 2022, n. 19561, afferma che in
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tema di disciplina fiscale del patto di famiglia, alla liquidazione operata dal beneficiario del trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni societarie in favore del legittimario non assegnatario, ai sensi dell'art. 768-quater c.c., è applicabile il disposto del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 58, comma 1, intendendosi tale liquidazione, ai soli fini impositivi, donazione del disponente in favore del legittimario non assegnatario, con conseguente attribuzione dell'aliquota e della franchigia previste con riferimento al corrispondente rapporto di parentela o di coniugio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'esenzione  prevista dal D. Lgs. n. 346 del 1990, art. 3, comma 4-ter, secondo tale pronuncia, si applica al patto di famiglia solo con riguardo al trasferimento dell'azienda e delle partecipazioni societarie in favore del discendente beneficiario, non anche alle liquidazioni operate da quest'ultimo in favore degli altri legittimari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/1111+-+Copia.jpg" length="173270" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 24 Jun 2022 14:22:52 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vincolo parcheggio della legge ponte è opponibile come diritto reale d'uso</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/vincolo-parcheggio-della-legge-ponte-e-opponibile-come-diritto-reale-d-uso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass. Civ., sez. II, 18 gennaio 2022, n. 1445 ha ribadito che il vincolo di destinazione impresso agli spazi per parcheggio dall'art. 41-sexies della L. n. 1150/1942, secondo il testo introdotto dall'art. 18 della L. n. 765/1967, si traduce (con norma imperativa che non può subire deroghe mediante atti privati di disposizione degli stessi spazi, le cui clausole difformi sono perciò sostituite di diritto dalla relativa previsione) in una limitazione legale della proprietà, che può essere fatta valere, con l'assolutezza tipica dei diritti reali, nei confronti dei terzi che ne contestino l'esistenza e l'efficacia. Conseguentemente coloro i quali abbiano acquistato le singole unità immobiliari dall'originario costruttore-venditore che, eludendo il vincolo, abbia riservato a sé la proprietà di detti spazi, ben possono agire per il riconoscimento del loro diritto reale d'uso direttamente (e soltanto) nei confronti dei terzi ai quali l'originario costruttore abbia alienato le medesime aree destinate a parcheggio (Cass. Civ., n. 5755/2004; Cass. Civ., SS.UU., n. 3363/1989).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/e636315d5e48c0844c4204796f68b31a.jpg" length="91520" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 24 Jun 2022 13:04:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Limitazioni ad uso o destinazione unità condominiali - limiti del regolamento di condominio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/limitazioni-ad-uso-o-destinazione-unita-condominiali-limiti-del-regolamento-di-condominio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cass. 26 maggio 2022, n. 17159 afferma che le restrizioni volte a vietare lo svolgimento di determinate attività all'interno delle unità immobiliari esclusive, costituiscono servitù reciproche e devono perciò essere approvate mediante espressione di una volontà contrattuale, e quindi con il consenso di tutti i condomini, mentre la loro opponibilità ai terzi, che non vi abbiano espressamente e consapevolmente aderito, rimane subordinata all'adempimento dell'onere di trascrizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notaio Giovanni Maria Plasmati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 24 Jun 2022 13:01:13 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Il diritto di sopraelevazione spetta al proprietario dell'ultimo piano</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-diritto-di-sopraelevazione-spetta-al-proprietario-dell-ultimo-piano</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione con la sentenza 11 febbraio 2022, n. 4529 torna a parlare di sopraelevazioni dopo avere trattato questo argomento con l’ordinanza n. 29854/2021 in cui ha chiarito che realizzare una sopraelevazione è un diritto del proprietario dell’immobile situato all'ultimo piano, a condizione che sia rispettato il decoro architettonico dell’edificio in cui si trova e si precisa che le clausole del regolamento condominiale di natura contrattuale possono imporre limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti di loro esclusiva proprietà purché siano enunciate in modo chiaro ed esplicito. Tali clausole sono vincolanti per gli acquirenti dei singoli appartamenti qualora, indipendentemente dalla trascrizione, nell'atto di acquisto si sia fatto riferimento al regolamento di condominio, che - seppure non allegato all'atto - deve ritenersi conosciuto o accettato in base al richiamo o alla menzione di esso nel contratto. Ciò premesso, il ricorrente ha fatto presente che l'atto di acquisto dell'immobile lo autorizzasse a realizzare le opere necessarie a rendere funzionale il bene alle sue esigenze e che il Tribunale avrebbe errato nell'ordinare la demolizione dell’intera sopraelevazione e non soltanto l’arretramento dell’opera sino al rispetto della distanza minima. Sul primo rilievo la Cassazione ha rilevato che nell’esemplificazione contenuta nella clausola del contratto di compravendita non erano comprese le modifiche effettivamente eseguite dalla ricorrente che, anche a voler ritenere l’elenco contenuto nella detta clausola come meramente indicativo e non esaustivo, poteva –al più ritenersi consentita la posa in opera dell’impianto di condizionamento e refrigerazione, ma non anche la sopraelevazione. I giudici di Cassazione hanno confermato la tesi dei precedenti Tribunali per la quale la nuova costruzione realizzata aveva comportato il posizionamento del solaio di copertura della sopraelevazione realizzata sul lastrico di copertura ad una distanza di soli 3 cm dal piano di calpestio del balcone della contro ricorrente, in violazione della norma sulle distanze. Detta disposizione, ad avviso del Tribunale, sarebbe derogabile soltanto quando il proprietario del balcone o terrazzo sottostante posizioni la veranda esattamente sotto il balcone del piano superiore, senza così ledere la veduta in appiombo esercitabile dal balcone superiore. Sul secondo rilievo, la Cassazione ha confermato che l’intervento è stato in parte ritenuto lesivo delle distanze minime in tema di vedute in appiombo e in parte idoneo ad interessare parti comuni dell’edificio: in particolare, la facciata dell’edificio, espressamente ricompresa nell’ambito delle parti comuni. L’opera eseguita di conseguenza è per la prima parte contraria alla disposizione di cui all’art. 907 c.c., mentre, per la seconda parte, contrasta con la clausola del regolamento condominiale che subordina l’esecuzione di modifiche e innovazioni al preventivo consenso della maggioranza dei due terzi dei partecipanti al condominio, già scrutinata in occasione dell’esame dei primi due motivi di ricorso, perché essa ha interessato anche parti comuni dell’edificio, senza il rispetto della richiamata autorizzazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 27 May 2022 20:26:39 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Comunione de residuo e credito sul netto dell'azienda coniugale</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo la Cassazione, SS.UU. 17 maggio 2022, n. 15889, nel caso di impresa riconducibile ad uno solo dei coniugi costituita dopo il matrimonio, e ricadente nella cd. comunione de residuo, al momento dello scioglimento della comunione legale, all'altro coniuge spetta un diritto di credito pari al 50% del valore dell’azienda, quale complesso organizzato, determinato al momento della cessazione del regime patrimoniale legale, e al netto delle eventuali passività esistenti alla medesima data.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 27 May 2022 20:21:30 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Bonus acquisti sismabonus anche per i conduttori dei leasing finanziari</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con la Risposta n. 202 del 20 aprile 2022, l’Agenzia delle Entrate sostiene che le agevolazioni previste dall’articolo 16, comma 1-septies del decreto legge n. 63 del 2013 (cd. «Sismabonus acquisti») si applica anche in favore dei fruitori con diritto di riscatto di beni acquistati con leasing finanziario in quanto vi è una piena equiparazione della situazione in esame con quella dell'acquisto in proprietà; al riguardo precisandosi che il limite massimo di spesa posto dalla disposizione qui in esame pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, dovrà essere commisurata al prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell'atto pubblico di compravendita stipulato tra il soggetto che ha realizzato gli interventi agevolabili e la società di leasing. Il tutto nel presupposto che la società che ha realizzato gli interventi agevolabili sia un'impresa «di costruzione o ristrutturazione immobiliare» (nel senso evidenziato in precedenti documenti di prassi) e che si provveda alla stipula dell'atto avente ad oggetto il leasing finanziario entro 30 mesi dalla data di conclusione dei lavori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Apr 2022 19:32:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>donazioni indirette non tassabili se collegate ad atti di trasferimento immobiliare</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cass. Civ., Sez. V, 11 aprile 2022, n. 11831afferma che quando il D. Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 si occupa (all’art. 56-bis, T.U.S.D., rubricato “Accertamento delle liberalità indirette”) della tassazione delle liberalità diverse dalla donazione “formale”, enuncia due principi: a) la facoltà del contribuente di registrare “volontariamente” le liberalità indirette (art. 56-bis, comma 3, T.U.S.D.); b) il potere dell’Amministrazione di accertare le liberalità indirettesolo al ricorrere di due presupposti(art. 56-bis, comma 1, T.U.S.D.): – “quando l’esistenza” della liberalità indiretta “risulti da dichiarazioni rese dall’interessato nell’ambito di procedimenti diretti all’accertamento di tributi”; – “quando le liberalità abbiano determinato, da sole o unitamente a quelle già effettuate nei confronti del medesimo beneficiario, un incremento patrimoniale superiore all’importo di 350 milioni di lire” (ora euro 180.760). Se, dunque, il potere dell’Amministrazione di accertare donazioni “indirette” si ha solo al ricorrere dei predetti due presupposti, pare potersi concludere che non vi sia un obbligo generalizzato di registrare tutte le donazioni “indirette” risultanti (anche per via di enunciazione) da atti soggetti a registrazione, ma si pongano solo le dette ipotesi di tassazione delle donazioni “indirette” risultanti da atti soggetti a registrazione (fermo restando l’esonero da tassazione per le donazioni “indirette” rientranti nel perimetro di quelle identificate nell’art. 1, comma 4-bis, T.U.S.D.). Per il che dalla decisione de qua se ne deve dedurre che la donazione indiretta (ex multis, il caso del bonifico del genitore a favore del figlio che compra un appartamento) va sottoposta a tassazione solo allorchè si paventi di doverla ammettere nell’ambito di una possibile futura procedura di accertamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Apr 2022 19:32:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rivalutazione-dei-terreni-e-delle-partecipazioni</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Decreto Energia proroga il termine previsto dall’art. 2, comma 2, D.L. n. 282/2002 per la rivalutazione di quote e terreni posseduti al 1° gennaio 2022, ma con un’imposta sostitutiva del 14%. In particolare, viene previsto che l’imposta sostitutiva (14%) dovuta per le partecipazioni in società non quotate e per terreni posseduti alla suddetta data del 1° gennaio 2022, può essere versata: in un’unica soluzione entro il 15 giugno 2022; oppure in forma rateale, in tre rate dello stesso ammontare entro: 1) il 15 giugno 2022; 2) il 15 giugno 2023; 3) il 15 giugno 2024. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3%. La rivalutazione, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 47/E del 2011 e confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 12 marzo 2018, n. 5981, si perfeziona con il versamento, entro il termine previsto dell’intero importo dell’imposta sostitutiva dovuta, sulla base del valore indicato nella perizia giurata, oppure - in caso di pagamento rateale - della prima rata. Inoltre, nel caso in cui i contribuenti abbiano già effettuato una precedente edizione della rivalutazione del valore dei medesimi beni, è ammessa la detrazione dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione dell’importo relativo all’imposta sostitutiva già versata. Entro il 15 giugno 2022 si deve anche redigere e asseverare la perizia di stima.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 27 Feb 2022 21:13:48 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Ulteriore proroga dei termini previsti in tema di agevolazioni Prima Casa</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’articolo 3, comma 5-septies, Dl 228/2021 (conversione del Milleproroghe del 2022) la sospensione dei termini previsti per le Agevolazioni Prima Casa che partiva dal dal 23 febbraio 2020 viene ulteriormente prorogata al 31 marzo 2022, con la conseguenza che, alla fine, la sospensione durerà in totale ben 768 giorni. Pertanto e si giunge alla seguente conclusione: a) i termini che stavano decorrendo al 23 febbraio 2020 hanno cessato il loro decorso a tale data e ricominceranno a decorrere dal 1° aprile 2022; in altre parole non ricominceranno da zero; b) i periodi che avrebbero iniziato il loro decorso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2022, inizieranno invece a doversi computare (da zero) dal 1° aprile 2022.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 27 Feb 2022 20:58:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Atto di messa in comunione tassato all'1% purchè il valore di quanto conferito equivale a quanto ricevuto</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/atto-di-messa-in-comunione-tassato-all-1-purche-il-valore-di-quanto-conferito-equivale-a-quanto-ricevuto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta ad istanza di interpello del 16 giugno 2021, n. 413, l’Agenzia delle entrate, confermando una precedente risposta (quella a interpello n. 526 del 13 dicembre 2019) ha chiarito che l’atto di messa in comunione (nel caso specifico quello con cui due coniugi intendano riunire due compendi di beni di valore economico equivalente e dal quale derivi, quindi, una comunione con quote soggettive speculari a quelle proprie dei beni pre-posseduti) ha natura di atto dichiarativo, cui si applica, ai sensi dell’art. 3 della Tariffa, Parte I, allegata al T.U.R., l’imposta di registro in misura pari all’1 percento. Tale orientamento dell’Agenzia è allineato a quello della Cassazione (n. 7606/2018) la quale asserisce che tale atto ha natura dichiarativa, purché le porzioni concretamente assegnate ai condividenti, sui beni della massa abbiano un valore equipollente ai diritti che essi vantavano precedentemente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 15 Feb 2022 09:42:39 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Imposte fisse per i trasferimenti di immobili strumentali (per natura) ceduti con aziende o rami in cui vi sia l’impegno a mantenere standard occupazionali precedenti (minimo 250 dipendenti)</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imposte-fisse-per-i-trasferimenti-di-immobili-strumentali-per-natura-ceduti-con-aziende-o-rami-in-cui-vi-sia-limpegno-a-mantenere-standard-occupazionali-precedenti-minimo-250-dipendenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Dal 1° gennaio 2022, ai sensi dell’art. 1 comma 237 della Legge 30 dicembre 2021, .234 (c.d. Legge di Bilancio per il 2022), pubblicata sulla G.U. serie generale del 31 dicembre 2021 s.o. n. 49/L, ha stabilito che in caso di cessione dell’azienda o di un suo ramo, con continuazione dell’attività e mantenimento degli assetti occupazionali da parte del cessionario, ai trasferimenti di beni immobili strumentali che, per le loro caratteristiche, non siano suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, si applichino l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, pari a 200 euro ciascuna. Al riguardo la circolare n. 3/2022 dell’Agenzia delle entrate ha precisato che il beneficio non trova applicazione a tutti i trasferimenti di immobili insiti in aziende cedute, ma solo nell'ambito dei piani volti a salvaguardare il tessuto occupazionale produttivo di cui ai commi 224 e seguenti dell'articolo 1 della stessa legge. L’accesso al regime agevolato è consentito alle aziende che: nell’anno precedente, abbiano impiegato mediamente almeno 250 dipendenti e intendano procedere alla chiusura di una sede, di uno stabilimento, di una filiale, o di un ufficio o reparto autonomo situato nel territorio nazionale, con cessazione definitiva della relativa attività e prevedano di effettuare un minimo di 50 licenziamenti. Al ricorrere di tali presupposti, il datore di lavoro è tenuto a dare comunicazione per iscritto dell’intenzione di procedere alla chiusura di una sede alle rappresentanze sindacali, alle Regioni interessate, al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al ministero dello Sviluppo economico e all’Anpal e a elaborare, nel termine di 60 giorni, un piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche derivanti, e a presentarlo ai medesimi soggetti destinatari della comunicazione, indicando le azioni programmate per la conservazione dei livelli occupazionali, le prospettive di cessione dell’azienda o di rami d’azienda con finalità di continuazione dell’attività nonché i tempi e le modalità di attuazione delle azioni previste. Sono espressamente escluse dal trattamento di favore le aziende, datrici di lavoro, che si trovano in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tale da renderne probabile la crisi o l’insolvenza, e che possono accedere alla procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa di cui al Dl n. 118/2021. La disposizione agevolativa fa riferimento alla categoria dei cosiddetti beni immobili strumentali per natura, trasferiti nell’ambito della cessione d’azienda o del ramo d’azienda, che, per le loro caratteristiche, non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni. Tali immobili, indipendentemente da quale sia il loro effettivo utilizzo, sono individuati nelle seguenti categorie catastali: gruppo A, categoria A/10 (uffici e studi privati, ma la destinazione a uso ufficio o studio privato deve essere prevista nella licenza o concessione edilizia; gruppo B (ad esempio, magazzini sotterranei); gruppo C (immobili a destinazione commerciale ordinaria e varia, quali botteghe e negozi, laboratori, magazzini e locali di deposito, eccetera); gruppo D (ad esempio, opifici, case di cura ed ospedali con fine di lucro); gruppo E (immobili a destinazione particolare, ad esempio fabbricati per speciali esigenze pubbliche). Per i beni immobili, diversi da quelli oggetto del presente beneficio fiscale, facenti parte dell’azienda, troverà, invece, applicazione l’imposta di registro ordinaria. Con riferimento ai soli beni immobili, l'imposta di registro si applica, ai sensi dell’articolo 1 Tariffa parte I allegata al Dpr n. 131/1986, con un minimo di mille euro: ai terreni agricoli e connessi fabbricati rurali con l'aliquota del 15 per cento agli altri immobili diversi dai precedenti con l'aliquota del 9 per cento. Le imposte ipotecarie e catastali, invece, sono applicate in misura fissa, ai sensi dell’articolo 10, comma 3, del Dlgs n. 23/2011, pari a 50 euro ciascuna. La circolare precisa, altresì, che l’agevolazione in argomento riguarda solo le cessioni di beni effettuate a titolo oneroso, non essendo prevista dalla norma la sua applicabilità alle cessioni a titolo gratuito. Tale circostanza si desume dal fatto che, il legislatore, nella prima parte del comma 237, fa riferimento unicamente alla cessione d’azienda o di ramo d’azienda, negozio giuridico tipicamente a titolo oneroso, contrariamente a quanto espressamente previsto nella seconda parte dello stesso comma, nell’ambito della decadenza dall’agevolazione, ove vengono nominati atti di trasferimento a titolo gratuito, distinguendoli dai trasferimenti a titolo oneroso. La norma prevede, infine, un’ipotesi di decadenza dal beneficio, che si realizza in caso di cessazione dell’attività o di trasferimento degli immobili agevolati, per atto a titolo oneroso o gratuito, prima del decorso di 5 anni dall’acquisto degli stessi. In quest’ultimo caso le imposte di registro, ipotecaria e catastale saranno dovute nella misura ordinaria. 
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 13 Feb 2022 10:46:04 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/imposte-fisse-per-i-trasferimenti-di-immobili-strumentali-per-natura-ceduti-con-aziende-o-rami-in-cui-vi-sia-limpegno-a-mantenere-standard-occupazionali-precedenti-minimo-250-dipendenti</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>L’inidoneità oggettiva o soggettiva non preclude la richiesta delle Agevolazioni Prima Casa.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/linidoneita-oggettiva-o-soggettiva-non-preclude-la-richiesta-delle-agevolazioni-prima-casa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta 956-2920/2021, l’Agenzia delle Entrate afferma che per l’agevolazione Prima Casa non è di ostacolato la circostanza che l’acquirente sia già proprietario di un appartamento, oggettivamente inidoneo all’uso abitativo. In precedenza l’Agenzia dopo aver affermato un generale chiusura (circolare 1/E/1994, risoluzioni 311657/1989 e 86/E/2010 e risposta a interpello 378/2019) ha successivamente e per casi particolari ed oggettivi imputabili ad eventi naturali (terremoti) o per inagibilità (provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate 728796/2019) manifestato una parziale apertura. La Cassazione, invece, ha intrapreso da anni un deciso orientamento (da ultimo Cass. nn. 5051 e 22560 del 2021) secondo cui la «prepossidenza» di un’abitazione inidonea conseguente sia a fattori «soggettivi» che a fattori oggettivi», di qualsiasi natura e specie non è ami di ostacolo alla richiesta delle agevolazioni Prima Casa. La Cassazione aveva precisato che: sotto il profilo oggettivo, l’inidoneità potrebbe conseguire al fatto che la casa sia (a causa della mancanza o della rottura di impianti o servizi) o diventi (ad esempio, a causa di intemperie o di disastri) inagibile o fatiscente; o al fatto che il contribuente non abbia un diritto che non ne comporti «il potere di disporne come abitazione propria» (sono le parole della Cassazione nella decisione n. 21289/2014), come accade nell’ipotesi dell’abitazione locata a terzi; sotto il profilo soggettivo, inidonea potrebbe essere una casa divenuta troppo piccola per l’aumento del numero dei familiari del contribuente o troppo grande a causa della loro diminuzione; oppure potrebbe essere inidonea una abitazione prima tranquillamente utilizzabile, ma che poi si renda inaccessibile (perché ubicata in un piano elevato non servito da ascensore) a chi resti vittima di un incidente che ne comprometta la deambulazione; inidonea potrebbe essere anche una casa che si renda inutilizzabile a causa della distanza dal luogo di studio o di lavoro del contribuente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 11 Feb 2022 16:54:53 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Vi è divisione e non massa plurima anche se sui beni gli stessi comproprietari possiedono quote differenti.</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Risposta n. 60 del 31 gennaio 2022, l’Agenzia delle Entrate precisa che può qualificarsi divisione e non massa plurima l’atto con cui si procede ad assegnare beni pervenuti “tutti ma per quote (quindi anche se non per intero)” in virtù di ultimo titolo rappresentato da successione “anche se le quote sugli stessi beni non siano identiche”. La situazione esaminate è quella derivante da acquisti effettuati da padre e figlio per quote diverse nel corso del tempo e che poi è divenuta di spettanza di detto figlio oltre degli altri eredi di quest’ultimo dopo la sua morte. L’Agenzia rifacendosi alla sua precedente circolare 10 giugno 1986, n. 37 ha chiarito che, affinché le comunioni tra più soggetti possano essere considerate fiscalmente come una sola comunione, è necessario che la successione a causa di morte dalla quale deriva l'ultimo acquisto di quote riguardi tutti i condividenti e non soltanto alcuni di essi (nel caso il figlio coacquirente è anche erede del padre defunto), in quanto lo spirito della legge, quindi, tende a favorire la definitiva attribuzione dei beni ai soggetti, di regola legati fra loro da vincoli di parentela, che hanno proprietà comuni, seppure derivanti da titoli diversi (circolare n.37/1986). Al riguardo sebbene sia stato chiarito che ogni titolo di acquisto genera una comunione (circolare 29 maggio 2013, n. 18/E), si è anche puntualizzato che non costituiscono autonomo titolo gli acquisti di “quote ideali” dei medesimi beni già compresi nella massa divisionale (cfr. anche sentenza Corte di Cassazione n. 27075 del 19 dicembre 2014). La questione esaminata pone l’ulteriore e delicato problema della divergenza di valore tra quota di diritto (nel caso diversa per i vari beni) e quota di fatto assegnata in quanto secondo circolare n. 18/E del 2013 (par. 2.2.1.), ai fini dell'imposta di registro, si ha "divisione senza conguaglio" quando con l'atto di scioglimento della comunione vengono assegnati a ciascun condividente beni per un valore complessivo corrispondente al valore della quota di diritto ad essi spettante sulla massa comune con la conseguenza che nella fattispecie in esame, se nell'assegnazione dei beni risulta un valore complessivo eccedente il 5 per cento del valore della quota di diritto spettante a ciascun condividente, troverà applicazione l'imposta di registro con l'aliquota stabilita per i trasferimenti immobiliari. E’ opportuno pertanto stare attenti al livellamento dei valori dei diritti assegnati.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Feb 2022 10:23:20 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Tassazione della cessione di azienda con passaggio di debiti all'acquirente</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, n. 539 del 11 gennaio 2022, afferma che l’accollo di debiti esistenti al momento della cessione (o affitto) di azienda aumentano la base imponibile di calcolo in quanto detto accollo deve considerarsi parte integrante del prezzo. Detto accollo comunque non va ulteriormente tassato come tale in quanto connesso alla cessione, costituendone come precisato parte di prezzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Feb 2022 10:01:21 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Datio in solutum nulla se estingue debito usuraio</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, n. 1221 del 17 gennaio 2022 afferma la nullità del trasfrimento di immobile per estinguere un debito poi accertato avere natura usuraia, tenuto conto dell'interesse generale di ordine pubblico tutelato dalla norma penale violata.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Feb 2022 09:47:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Tasse proprozionali per il mutuo dissenso di vendita anche se vi sono riserve di proprietà</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, n. 1868 del 21 gennaio 2022 afferma che è soggetto ad imposta proporzionale di registro anche la risoluzione di un contratto di vendita con riserva di proprietà, comportando la retrocessione del bene oggetto del contratto risolto che per la legge di registro si verifica anche nella ipotesi di vendita con riserva di proprietà, dato che tale normativa considera detta vendita immediatamente produttiva dell'effetto traslativo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Feb 2022 09:40:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Validità della vendita di soffitta separata dall'abitazione sottostante senza apposito titolo urbanistico</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, n. 39914, del 14 dicembre 2021, sostiene che la vendita di una soffitta scorporata dall’alloggio in assenza di titolo urbanistico che legittima la divisione non è nulla. La vendita parziale di un appartamento non è vietata né dagli artt. 17 e 40 della legge n. 47 del 1985, che comminano la nullità dei trasferimenti di immobili realizzati in assenza o in totale difformità dalla concessione o licenza edilizia, né dall’art. 222 del R.D. n. 1265 del 1934, che sanziona l’utilizzazione come alloggio di costruzioni prive di licenza di abitabilità. Infatti, il rilascio della concessione edilizia e della nuova licenza di abitabilità, ove necessarie per poter attuare lo scorporo di una parte dell’appartamento, non incide preventivamente sulla validità della vendita ma, solo successivamente, sulla sua attuazione e, pertanto, potrebbe rappresentare una ragione di risoluzione contrattuale per l’inadempimento delle obbligazioni gravanti sul venditore (trasmissione del possesso della cosa al compratore e assicurazione allo stesso della possibilità di servirsi del bene in conformità con la sua destinazione).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 23 Jan 2022 20:27:35 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Esecuzione specifica di preliminare di bene con vizi</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazionene n. 36241 del 23 novembre 2021 in materia di contratto preliminare, sostiene che il promissario acquirente non resta soggetto alla sola alternativa della risoluzione del contratto o dell'accettazione senza riserve della cosa viziata o difforme, ma può esperire l'azione di esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto definitivo e, cumulativamente, proporre un'"actio quanti minoris" per vizi della cosa, chiedendo l'eliminazione delle accertate difformità o la riduzione del prezzo; in tal caso, l'offerta del prezzo, ex art.2932, comma 2, c.c., non è necessaria, ove il pagamento non sia esigibile prima della conclusione del contratto definitivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 23 Jan 2022 20:21:37 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Mutuo dissenso di vendita tassata proporzionalmente</title>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risoluzione n. 3/E del 18 gennaio 2022 la risoluzione per mutuo consenso di una compravendita immobiliare, senza corrispettivo e senza restituzione di quanto versato, rientra nell'ambito applicativo del comma 2 dell’art. 28 d.p.r. n. 131/1986, e pertanto deve essere tassata con applicazione dell'aliquota in misura proporzionale prevista per i trasferimenti immobiliari dall'articolo 1 della tariffa parte prima allegata al tur (nello stesso senso già la risposta ad interpello n. 439 del 28 ottobre 2019. Inoltre cfr. anche la risposta a interpello n. 41 del 12 febbraio 2019, con riferimento allo scioglimento di un contratto costitutivo di usufrutto a termine) al riguardo precisandosi che per la fattispecie in esame non trovano applicazione le conclusioni contenute nella risoluzione 14 febbraio 2014, n. 20/E relativa a fattispecie (donazione) diversa da quella in oggetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/2eb261124753d06d6e56ee91eb97fa8b+-+Copia.jpg" length="34156" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Jan 2022 20:15:47 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pertinenza ai fini del prezzo valore</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/pertinenza-ai-fini-del-prezzo-valore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Risposta A.E. n. 33 del 19 gennaio 2021, richiamandosi ala precedente risoluzione del 11 aprile 2008, n. 149/E, ribadisce che affinché il meccanismo del "prezzo-valore" risulti applicabile alle pertinenze di un immobile abitativo, nell'atto di cessione deve essere evidenziato il vincolo che rende il bene servente una proiezione del bene principale (cfr. circolare 1 marzo 2007, n. 12/E). La prova dell'asservimento pertinenziale grava sul contribuente e non basta l’elemento soggettivo espresso con la conseguenza che - come emerge dalla circolare n. 38/E del 12 agosto 2005 - il bene servente non può ritenersi oggettivamente destinato in modo durevole a servizio o ornamento dell'abitazione principale qualora sia ubicato in un punto distante o addirittura si trovi in un Comune diverso da quello dove è situata la "prima casa". Con la successiva circolare n. 18/E del 29 maggio 2013, è stato ribadito che il requisito della "destinazione a servizio" è un elemento essenziale e che, per soddisfare tale requisito, è necessario che la pertinenza sia posta in "prossimità" dell'abitazione principale acquistata con l'agevolazione "prima casa" (punto 3.11.2).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/uomo-in-piedi-su-un-3d-labirinto-contro-lo-sfondo-con-labirinti-jjj1w2.jpg" length="99347" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Jan 2022 20:03:37 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Assemblee in videoconferenza prorogate sino al 31 luglio 2022</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/assemblee-in-videoconferenza-prorogate-sino-al-31-luglio-2022</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000920326SOMM?pathId=2936b6c04cfdc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           D.L. 30 dicembre 2021, n. 228
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , relativo alle disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, c.d. Milleproroghe, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 309 del 30 dicembre 2021, prevede, all'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000920326ART15?pathId=2936b6c04cfdc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           art. 3
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , un'ulteriore proroga al 31 luglio 2022 del termine di cui all'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000888943ART142?pathId=2936b6c04cfdc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           art. 106
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , co. 7, del 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000888943SOMM?pathId=2936b6c04cfdc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           D.L. 17 marzo 2020, n. 18
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , convertito con modificazioni dalla 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000891283SOMM?pathId=2936b6c04cfdc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           L. 24 aprile 2020, n. 27
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Pertanto, fino a tale data, continuano ad applicarsi le disposizioni emergenziali previste dall'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000888943ART142?pathId=2936b6c04cfdc" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           art. 106
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , tra le quali in particolare quella che riconosce la possibilità di tenere le assemblee di società ed enti esclusivamente mediante mezzi di comunicazione anche in mancanza di disposizioni statutarie che ne prevedano la facoltà e a prescindere dalla sussistenza dei presupposti per l'assemblea totalitaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/A542A057-9599-4414-964E-F08FC47E06D3.jpeg" length="168868" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Jan 2022 19:51:33 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rimborso quota e/o revoca liquidazione in caso di morte di tutti i soci di snc</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rimborso-quota-e-o-revoca-liquidazione-in-caso-di-morte-di-tutti-i-soci-di-snc</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo quanto sostenuto dalla dottrina (C.N.N., Quesito d'Impresa n. 122-2021/I che si rifà a quanto statuito nella Cass. 14449/2014) gli eredi dei soci defunti possono procedere direttamente alla nomina dei liquidatori e ne caso vi siano clausole statutarie di continuazione gli eredi possono avvalersene senza chiedere consenso ad altri soci (assenti poiché deceduti). In tal caso una volta entrati a far parte della compagine sociale, gli eredi che si siano avvalsi della clausola di continuazione (e che assumeranno solo in tale momento la responsabilità anche per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio ex art. 2269 c.c.) potranno revocare lo stato di liquidazione della società e provvedere alla liquidazione di quanto spettante a coloro che, invece, non intendono proseguire la società. L’eliminazione tardiva della causa di scioglimento, infine, non può privare il creditore particolare del potere di chiedere la liquidazione della quota.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 23 Jan 2022 19:47:18 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Agevolazioni Prima Casa in presenza di agevolazioni precedenti per donazioni</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolazioni-prima-casa-in-presenza-di-agevolazioni-precedenti-per-donazioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con la Risposta n. 551/2021 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è' possibile avvalersi dell'agevolazione prima casa per stipulare un nuovo atto di acquisto agevolato, anche se si possiede (n.d.r.: in piena proprietà da solo o con il coniuge, dal momento che la pre-possidenza di quote di diritto non sono ostative a tale richiesta come infra precisato) altro immobile nello stesso Comune acquistato con le agevolazioni ex art 69 L 342/00, purché si venda entro 1 anno l'immobile acquisito precedentemente a titolo gratuito. La richiesta delle agevolazioni Prima Casa in presenza di quote di diritto (non intera piena proprietà) nello stesso Comune è sempre possibile come tempo fa già chiarito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 7 maggio 2001 n. 44/E.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/prendere-una-decisione.webp" length="20084" type="image/webp" />
      <pubDate>Tue, 18 Jan 2022 13:00:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Agevolazioni under 36 fino al 31 dicembre 2022</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolazioni-under-36-fino-al-31-dicembre-2022</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dall'art. 1 commi da 62 a 64 della legge 234/21 (c.d. Legge di Bilancio 2022) sono stati prorogati al 31 dicembre 2022 sia i termini per le domande relative ai benefici da valere sul Fondo di garanzia che le agevolazioni richieste per acquistare la prima casa per gli under 36 con ISEE inferiore a 36.000,00 euro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/ecobonus-110-i-molti-dubbi-per-sfruttare-lo-sconto-fiscale_bcb615fc-c5b4-11ea-912d-2e408b6300a6_1600_1006.jpg" length="211880" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 18 Jan 2022 11:12:09 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La donazione con onere di mantenimento non è equivalente al contratto oneroso di mantenimento</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-donazione-con-onere-di-mantenimento-non-e-equivalente-al-contratto-oneroso-di-mantenimento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, n. 28857 del 19 ottobre 2021, ha ritenuto corretta la qualificazione, in termini di donazione modale, e non di contratto oneroso di mantenimento, dell’atto avente ad oggetto la cessione del patrimonio immobiliare dalla madre al figlio e contemplante la previsione di prestazioni di assistenza morale e materiale in favore della prima, tenuto conto del "nomen iuris" utilizzato per il contratto, dell'indeterminatezza e genericità delle prestazioni assistenziali ivi previste, nonché del comportamento successivo della disponente, che non aveva mai chiesto l'adempimento dell'obbligazione assistenziale. Lo spirito di liberalità è perfettamente compatibile con l'imposizione di un peso al beneficiato, purché tale peso, non assumendo il carattere di corrispettivo, costituisca una modalità del beneficio, senza snaturare l'essenza di atto liberalità della donazione. Inoltre stabilire se l'onere imposto al donatario sia tale da porre in essere un "modus" limitativo della liberalità ovvero, incidendo sulla causa del negozio, imprima ad esso il carattere di onerosità costituisce indagine di fatto attinente all'interpretazione del negozio di donazione che, come tale, è riservata al giudice di merito ed è incensurabile in sede di legittimità se congruamente e correttamente motivata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 18 Jan 2022 11:08:13 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IMPOSTE FISSE PER I TRASFERIMENTI DI IMMOBILI STRUMENTALI CONNESSI A CESSIONI DI AZIENDA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imposte-fisse-per-i-trasferimenti-di-immobili-strumentali-connessi-a-cessioni-di-azienda</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'art. 1 comma 237 della legge 234/2021 (c.d. Legge di Bilancio 2022) assoggetta ad imposte fisse di registro, ipotecarie e catastali i trasferimneti di immobili strumentali (cat. A/10, B, C ed E) connessi ad una cessione di azienda o ramo di azienda, a  condizione che si mantenga l'attuale assetto occupazionale e a condizione che non vi sia cessazione dell'attività aziendale ceduta nei 5 anni successivia alla cessione stessa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/alice-nel-paese-delle-meraviglie-labirinto.jpg" length="130124" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 18 Jan 2022 11:08:12 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>La cappella funeraria o sepolcro, salvo prova contraria, si presume “gentilizia” e come tale esclusa dalle disposizioni successorie</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-cappella-funeraria-o-sepolcro-salvo-prova-contraria-si-presume-gentilizia-e-come-tale-esclusa-dalle-disposizioni-successorie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Cassazione, n. 8020/2021 del 22 marzo 2021 afferma che mentre il diritto al sepolcro iure haereditario (sepolcro ereditario), che deve provarsi esistente, è acquistabile secondo le norme del diritto ereditario, il diritto al sepolcro iure sanguinis (sepolcro gentilizio), che si presume fino a prova contraria, rappresenta una prerogativa personale di carattere reale, imprescrittibile e irrinunciabile, non trasmissibile, né inter vivos, né mortis causa, che nasce per volontà dell’originario fondatore (o, in mancanza, in ragione del legame di sangue con quello) e si estingue con il decesso del titolare, salva la trasformazione del sepolcro, al momento della sopravvivenza dell’ultimo legittimato, da sepolcro gentilizio in sepolcro ereditario”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 23 Oct 2021 10:20:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Non vi è diritto di abitazione in favore del coniuge superstite in caso di comproprietà con terzi</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-vi-e-diritto-di-abitazione-in-favore-del-coniuge-superstite-in-caso-di-comproprieta-con-terzi</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 15000/2021 del 28 maggio 2021 ha affermato che il presupposto perché sorgano a favore del coniuge superstite i diritti di abitazione della casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano è che la suddetta casa e il relativo arredamento siano di proprietà del de cuius o in comunione tra lui e il coniuge, con la conseguenza che deve negarsi la configurabilità dei suddetti diritti nell'ipotesi in cui la casa familiare sia in comunione tra il coniuge defunto ed un terzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 18 Oct 2021 12:40:35 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>AGEVOLZIONI UNDER 36</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/agevolzioni-under-36</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con la circolare 12/E del 14 ottobre 2021, emanata in riferimento alle agevolazioni per gli under 36 ai sensi dell’articolo 64, commi da 6 a 10, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 (Decreto Sostegni bis), l’Agenzia delle entrate precisa: a) in riferimento ai preliminari: è possibile recuperare l’imposta proporzionale registro versata relativamente ad acconti e caparra, mediante istanza di rimborso in forza dell’articolo 77 del TUR, risultando invece non recuperabili l’imposta in misura fissa versata per la stipula del contratto preliminare e – in caso di acconto soggetto a IVA – e l’ulteriore imposta in misura fissa versata per tale pattuizione; b) in riferimento alle vendite; se soggette ad imposta di registro, vi è l’esenzione “dall’ imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale” (comma 6); laddove si tratti di acquisti soggetti ad IVA, vi è “un credito d’imposta di ammontare pari all’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione all’acquisto”, applicata con aliquota nella misura del 4 per cento (comma 7). Con riferimento a tale seconda ipotesi, si precisa che l’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, sebbene testualmente prevista soltanto nel comma 6, è riferibile anche agli atti assoggettati a IVA, in virtù dell’espresso rinvio al citato comma 6, operato dal comma 7 del medesimo articolo e in coerenza con la ratio agevolativa della norma stessa, c) in riferimento alle pertinenze: l’acquisto della pertinenza può avvenire contestualmente a quello dell’abitazione principale o con atto separato (cfr. circolare n. 18/E del 2013). In tale ultimo caso, tuttavia, anche l’atto di acquisto della pertinenza deve essere stipulato entro il termine di validità temporale dell’agevolazione in esame e nel rispetto dei requisiti soggettivi previsti, d) in riferimento al credito d’imposta nell’ipotesi di alienazione di un’abitazione acquisita precedentemente con le agevolazioni “prima casa” e successivo acquisto entro l’anno di un’altra abitazione usufruendo dell’esenzione di cui al comma 6 dell’articolo 64 del Decreto Sostegni bis, si ritiene che non spetti alcun credito d’imposta.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 14 Oct 2021 15:06:37 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>terreno pertinenziale e agevolazioni prima casa (Base imponibile e aliquota)</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/terreno-pertinenziale-e-agevolazioni-prima-casa-base-imponibile-e-aliquota</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In presenza di elementi soggettivi e oggettivi di pertinenzialità (da espicarsi in atto) è possibile beneficiare della base imponibile catastale (per i soli terreni agricoli) e dell'aliquota al 9% ma non di quella al 2% con conseguente vantaggio per i soli terreni agricoli pertinenziali, risultando possibile beneficiare delle agevolazioni per i terreni non agricoli solo ed unicamente se graffati al bene principale. Questo è quello che sembra emergere dalle varie risoluzioni e provvedimenti predisposti dall'Agenzia delle Entrate. Infatti, secondo la risoluzione n. 149 dell’11 aprile 2008 si può applicare al terreno agricolo pertinenziale il meccanismo del c.d. prezzo-valore laddove - in base alle vigenti disposizioni civilistiche (presenza di pertinenzialità soggettiva e oggetti) – lo stesso costituisca effettivamente una pertinenza del fabbricato abitativo, con la conseguente individuazione della base imponibile nel valore catastale, calcolato ai sensi dei commi 4 e 5 del richiamato articolo 52 del citato TUR e con l’applicazione dell’aliquota propria applicabile al bene principale (fabbricato) ai sensi dell’articolo 1, della Tariffa, Parte Prima, allegata al predetto TUR. Con la precedente circolare del 1 marzo 2007, n. 12/E, è stato chiarito che alle pertinenze si applica la disciplina dettata per la tipologia del fabbricato principale, purché nell’atto di cessione si dia evidenza del c.d. vincolo pertinenziale, che rende il bene servente una proiezione del bene principale, mentre con la precedente circolare n. 6 del 13 febbraio 2006 è stato chiarito che non emergono limitazioni quantitative all’acquisto di immobili con destinazione pertinenziale. Pertanto, il nuovo regime opzionale di determinazione della base imponibile, ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, potrà essere applicato a tutti gli atti di cessione di immobili pertinenziali, salvo naturalmente che tale destinazione risulti dall’atto di acquisto. La risoluzione n. 32 del 16 febbraio 2006 che richiama la precedente circolare n. 38/E del 12 agosto 2005 afferma che l'agevolazione "prima casa" si può estendere alle "aree scoperte" pertinenziali, così classificabili ai sensi dell'articolo 817 del codice civile (cfr. circolare 19/E del 2001 punto 2.2.2), a condizione che le aree anzidette siano "graffate" al bene principale, vale a dire censite al catasto urbano unitamente ad esso. In mancanza di tale requisito, le aree in questione non possono considerarsi ai fini dell'agevolazione in questione "pertinenza" di un fabbricato urbano, anche se durevolmente destinate al servizio dello stesso, non rilevando, di conseguenza, che dette aree siano iscritte autonomamente al catasto terreni ovvero censite alla "partita 1" (aree di enti urbani e promiscui). Per tali considerazioni tale con tale risoluzione del 2006 si ritiene che, in assenza del requisito della "graffatura" al bene principale agevolato, non sia possibile estendere il regime di favore c.d. "prima casa" alle aree pertinenziali (n.d.r. ossia l’aliquota al 2%). 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 13 Oct 2021 19:39:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE AGEVOLAZIONI UNDER 36 PER LA TASSAZIONE DI CAPARRE/ACCONTI DI PRELIMINARI SONO POSSIBILI SOLO COME RIMBORSO SUCCESSIVO AL DEFINITIVO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-agevolazioni-under-36-per-la-tassazione-di-caparre-acconti-di-preliminari-sono-possibili-solo-come-rimborso-successivo-al-definitivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con la risposta a interpello n. 650/2021 del 1 ottobre 2021, l'Agenzia delle Entrate, in riferimento al preliminare di vendita, non consente l’applicazione “diretta” (ossia in fase di registrazione dell’atto) del regime agevolativo previsto dall'art. 64, comma 6 del d.l. n. 73 del 2021 previsto per chi non ha ancora compiuto trentasei anni di età nell'anno in cui l'atto è rogitato e che ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui prevedendolo solo “indirettamente” ossia come possibile rimborso che ai sensi del comma 1 della citata disposizione, deve essere richiesto, a pena di decadenza dal contribuente entro tre anni dal definitivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/decisione.jpg" length="9410" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 04 Oct 2021 15:14:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Attivazione del Registro dei pegni mobiliari</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/attivazione-del-registro-dei-pegni-mobiliari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È stato istituito presso l’Agenzia delle entrate, con 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000913708SOMM?pathId=85b3997ba7ef9" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           D.M. 25 maggio 2021, n. 114
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 agosto 2021, il registro informatico per l’iscrizione dei pegni mobiliari non possessori di cui all’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000828456ART16?pathId=85b3997ba7ef9" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           art. 1
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000828456SOMM?pathId=85b3997ba7ef9" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           D.L. 3 maggio 2016, n. 59
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , convertito con modifiche in 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000831815SOMM?pathId=85b3997ba7ef9" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           L. 30 giugno 2016, n. 119
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000828456SOMM?pathId=85b3997ba7ef9" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           D.L. n. 59/2016
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ha infatti introdotto la possibilità per gli imprenditori iscritti nel registro delle imprese di costituire in pegno beni mobili non registrati (comprese le quote di s.r.l.) o crediti relativi all’impresa per garantire i crediti concessi a loro o a terzi, presenti o futuri, se determinati o determinabili e con la previsione di un importo massimo garantito, inerenti all’esercizio dell’impresa, senza spossessamento, consentendo al debitore di trasformare o disporre dei suddetti beni, trasferendo il pegno sul prodotto della trasformazione o sul corrispettivo della cessione, senza che ciò comporti la costituzione di una nuova garanzia. La disciplina sostanziale di cui al citato D.L. è rimasta, però, inattuata, stante la previsione di cui al comma 4 che presuppone la costituzione del “registro dei pegni non possessori”, introdotto solo ora con il 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/normativa/10LX0000913708SOMM?pathId=85b3997ba7ef9" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           D.M. 25 maggio 2021, n. 114
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , contenente le tipologie degli atti costituitivi, il modello di riferimento delle modalità di registrazione, le tipologie e i contenuti della domanda di iscrizione al Registro dei pegni, le modalità di consultazione e le relative tariffe. Tuttavia, il registro dei pegni mobiliari non possessori non è ancora del tutto operativo in quanto occorre aspettare l’attivazione del relativo sistema informatico che l’Agenzia delle entrate è tenuta a realizzare entro otto mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/Labirinto-normativo.jpg" length="36909" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 Oct 2021 10:14:40 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NON SONO NULLI I PRELIMINARI DI IMMOBILI ABUSIVI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-sono-nulli-i-preliminari-di-immobili-abusivi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 6191 del 5 marzo 2021, esclude la nullità prevista dall'art. 40 della l. n. 47 del 1985 per i negozi preliminari poiché detta sanzione è prevista per soli contratti con effetti traslativi e non anche a quelli con efficacia obbligatoria, e ciò non soltanto in ragione del tenore letterale della norma, ma anche perché la dichiarazione di cui al citato art. 40, comma 2, può intervenire successivamente al contratto preliminare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 28 Sep 2021 12:24:54 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Legittimati in caso di cancellazione della società</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/legittimati-in-caso-di-cancellazione-della-societa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 8521 del 25 marzo 2021, allineandosi a quanto già sostenuto dalle SS.UU. n. 6070/2013, afferma che il soggetto, già socio di una società cancellata dal registro delle imprese, che agisca a tutela di una pretesa creditoria della stessa, ha l’onere, in primo luogo, di dimostrare espressamente di essere l’avente causa della società con riguardo a quella specifica situazione giuridica (sia che ne risulti assegnatario in base al bilancio finale di liquidazione, sia che assuma verificatosi il fenomeno successorio al di fuori del procedimento di liquidazione) e, in secondo luogo, di dimostrare di essere effettivamente subentrato in quella posizione giuridica (allegando ed eventualmente dimostrando i relativi elementi della fattispecie). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 25 Sep 2021 15:24:06 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>SERVITU' OPPONIBILI ANCHE SE NON CITATE IN CASO DI FRAZIONAMENTI A FINI EDIFICATORI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/servitu-opponibili-anche-se-non-citate-in-caso-di-frazionamenti-a-fini-edificatori</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione n. 524 del 14 gennaio 2021, ha affermato che nell’ipotesi in cui il proprietario di un terreno decida di frazionarlo e, successivamente, venderlo a scopo edificatorio, le limitazioni a carico dei primi acquirenti contenute nel contratto di compravendita sono valevoli anche per i successivi aventi causa, anche nel caso in cui i rispettivi atti non ne facciano menzione. Nel caso di specie, nell'atto di compravendita erano state imposte, a carico degli acquirenti iniziali, delle limitazioni circa la destinazione del bene che, ove regolarmente trascritte, costituiscono una servitù prediale reciproca tra i fondi che vincolano anche i successivi aventi causa, avendo, gli originali proprietari, costituito un vincolo di natura reale sul bene.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 22 Sep 2021 08:06:10 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Riconosciute le agevolazioni Prima casa anche per il lastrico solare pertinenziale.</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, n. 22561 del 10 agosto 2021, riconosce le agevolazioni Prima casa anche per il lastrico solare pertinenziale, dal momento che il concetto di pertinenza è definito dalla norma civilistica ed indica quei beni che sono destinati al servizio o ornamento di una cosa principale; ciò che rileva per definire le pertinenze non è la classificazione catastale ma il rapporto di complementarità funzionale che pur lasciando inalterata l'individualità dei singoli beni, comporta l'applicazione dello stesso trattamento giuridico. Il lastrico solare ai fini dell'estensione dell'aliquota agevolata per l'acquisto della prima casa, deve intendersi compreso tra le pertinenze dell'immobile, destinate al servizio e ornamento dell'abitazione oggetto dell'acquisto, ai sensi del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, nota II-bis, art. 1 della tariffa allegata come modificata dalla L. 28 dicembre 1995, n. 549, art. 3, e sulla base della nozione dettata dall'art. 817 c.c., anche il lastrico solare di proprietà esclusiva dell'acquirente, senza che rilevi che il bene sia censito unitamente all'immobile principale, nè che l'acquisto della pertinenza sia concluso con atto separato, assumendo la norma tributaria - nel riferimento alle unità immobiliari di classificazione catastale C2, C6 eC7 mera valenza complementare rispetto alla citata mozione civilistica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 10 Sep 2021 15:38:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Start-up per atto notarile</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2643/2021ha accolto l’istanza di annullamento del D.M. 17 febbraio 2016, il quale prevedendo quale unica possibilità di redazione dell’atto costitutivo e dello statuto quella “esclusivamente informatica”, il suddetto D.M. ha escluso - “illegittimamente, in quanto in palese contrasto con la legge” - l’altra delle due modalità alternative che il Legislatore aveva previsto per la costituzione della società start-up, vale a dire quella basata sulla redazione “per atto pubblico”. Infatti, poiché il nostro ordinamento riconosce al Registro delle Imprese un controllo meramente formale, occorre far ricorso alla forma dell’atto pubblico, affidando al notaio il controllo di legalità. Infine, il Consiglio di Stato ha confermato che l’iscrizione della start-up cancellata dalla sezione speciale possa permanere nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese solo se la società sia in possesso dei requisiti di forma e sostanza propri della s.r.l. (come peraltro già statuito dal citato TAR Lazio).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 10 Sep 2021 13:02:44 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IN DEDUZIONE DA COLLAZIONE VANNO ANCHE LE SPESE PER MIGLIORAMENTI FATTE DAL NUDO PROPRIETARIO</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 29247 del 22 dicembre 2020, afferma che nella collazione ereditaria la deduzione a favore del donatario per migliorie e spese, ex art. 748 c.c., opera anche nell’ipotesi in cui il donatario nudo proprietario provi di aver migliorato il bene donatogli dal de cuius.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 08 Sep 2021 13:00:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ASSEMBLEE STRAODINARIE IN VIDEOCONFERENZA FINO A FINE ANNO</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 6 del D.L. 23 luglio 2021, n. 105, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 23 luglio 2021, prevede l’ulteriore proroga dei termini previsti dagli artt. 106, co. 7, e 73 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, dal 31 luglio 2021 (come fissato dalla L. n. 21/2021) al 31 dicembre 2021. Pertanto le società e gli altri enti possono continuare a prevedere con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e lo svolgimento dell’assemblea, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione (che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto), senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 06 Sep 2021 12:29:45 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TASSAZIONE DELLA LIQUIDAZIONE EFFETTUATA DAL BNEFICIARIO DEL PATTO DI FAMIGLIA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-della-liquidazione-effettuata-dal-bneficiario-del-patto-di-famiglia</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, n. 29506 del 24 dicembre 2020 ha affermato che alla liquidazione effettuata dal beneficiario del patto di famiglia, assegnatario del trasferimento dell’azienda o delle partecipazioni societarie si applica l’art. 58, co. 1, del D.Lgs. n. 346/1990 (TUIR) in quanto si qualifica, ai solo fini impositivi, come donazione del disponente in favore dei non assegnatari con conseguente applicazione dell’aliquota e della franchigia previste per tale rapporto di parentela o di coniugio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 02 Sep 2021 07:45:49 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Attribuzione dei beni non citati in una successione con institutio ex re certa</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/attribuzione-dei-beni-non-citati-in-una-successione-con-institutio-ex-re-certa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione n. 9487 del 9 aprile 2021, ribadisce il principio in base al quale l’institutio ex re non presuppone necessariamente l’intenzione di escludere la successione legittima con la conseguenza che se con essa non si è disposto della totalità dei beni ed emerga una “parzialità della volontà istitutiva”, per essi si aprirà necessariamente la successione legittima. In altre parole la vis expansiva nell’ambito dell’institutio ex re certa - intesa nel senso che l’acquisto ex art. 588, co. 2, c.c. non è limitato ai beni assegnati, ma si estende anche ai beni sopravvenuti o ignorati sulla base della quota determinata ex post all’apertura della successione - sussiste solo se si riscontra che con le institutiones ex certis rebus il testatore ha inteso disporre del suo intero patrimonio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 13:50:14 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SANATORIA DELLE  START-UP INNOVATIVE COSTITUITE CON ATTO SOTTOSCRITTO DIGITALMENTE MA SENZA IL NECESSARIO INTERVENTO NOTARILE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/sanatoria-delle-start-up-innovative-costituite-con-atto-sottoscritto-digitalmente-ma-senza-il-necessario-intervento-notarile</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il Consiglio Notarile di Milano, con la massima n. 197, ha affermato la legittimità delle modificazioni statutarie deliberate da società di capitali iscritte nel registro delle imprese, ma affette da una delle tassative cause di nullità di cui all’art. 2332 c.c. in quanto in tali iptesi la società esiste come soggetto di diritto e la successiva dichiarazione di nullità non è più regolata dalla disciplina propria della nullità contrattuale, bensì da quella peculiare sancita dal citato art. 2332 c.c., produttiva di effetti ex nunc assimilabili a quelli conseguenti all’accertamento di una causa di scioglimento, come si evince dalla conseguente nomina dei liquidatori (art. 2332, co. 4, c.c.). Inoltre, questo ragionamento è supportato anche dal fatto che in tale ipotesi è possibile la sanatoria delle suddette cause di nullità, con la loro eliminazione pubblicizzata nel registro delle imprese prima della sentenza dichiarativa di nullità (art. 2332, comma 5, c.c.) Nel caso particolare in cui la relativa causa sia rappresentata dalla mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico, secondo il Consiglio Notarile di Milano, ai fini della sanatoria non sarebbe necessaria la ripetizione per atto pubblico dell’atto costitutivo, ma sarebbe sufficiente una deliberazione dell’assemblea straordinaria che approvi integralmente il testo dello statuto, assoggettandolo così al controllo del notaio. Questa conclusione è rilevante per la sanatoria delle start-up innovative di cui all’art. 25, d.l. n. 179/2012, viziate dalla da nullità per essere state costituite con atto sottoscritto digitalmente come previsto dal d.m 17 febbraio 2016 e, quindi, senza atto pubblico, ritenuto invece ora imprescindibile dal consiglio di stato, con sentenza n. 2643/2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 13:44:21 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mutuo con ammortamento dalla francese sotto osservazione dei giudici</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/mutuo-con-ammortamento-dalla-francese-sotto-osservazione-dei-giudici</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tribunali Massa n. 329/21 e Brindisi n.709/21 (contrari Trib. Frosinone n.330/21 e Trapani n.373/21) censurano un mutuo a rata costante per violazione del divieto di anatocismo in quanto in un mutuo a rate constanti gli interessi insiti nelle singole rate devono sì essere valorizzati, ma dovrebbero essere pagati solo al termine della scadenza del mutuo poiché addebitandoli “mese su mese”, si procede a calcolarne il valore equivalente alla data di pagamento della rata (attualizzazione), con la conseguenza che la differenza è da imputarsi ad anatocismo. Il problema di fondo che crea pronunzie divergenti è la eventuale differenza tra i concetti di attualizzazione e anatocismo degli interessi. Per le pronunce contrarie il meccanismo dell'ammortamento alla francese non prevede capitalizzazione, ossia d'interessi maturati che si trasformano in capitale e che, quindi, sommati all'importo dovuto producono a loro volta interessi. Esso prevede il calcolo degli interessi sul capitale residuo, senza che essi siano capitalizzati alla scadenza della rata. Gli interessi vengono direttamente pagati, evitando che possa verificarsi tecnicamente il fenomeno dell'anatocismo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 21 Aug 2021 07:09:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Risoluzione della donazione modale solo per grave inadempimento</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/risoluzione-della-donazione-modale-solo-per-grave-inadempimento</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione  n. 28993 del 17 dicembre 2020, afferma che, in tema di donazione modale, la risoluzione per inadempimento, relativamente all’onere, deve avvenire valutando la gravità dell’inadempimento stesso. In altre parole, la risoluzione non potrà avvenire “ipso iure” in virtù di una clausola risolutiva espressa in quanto essa rappresenta un istituito tipico dei contratti sinallagmatici che non può estendersi alla donazione la quale, benché vi sia un “modus”, si qualifica come un negozio a titolo gratuito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 21 Aug 2021 07:09:07 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Divieto di licenziamento in caso di cessione d’azienda o di cessione in blocco di beni aziendali elusive.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/divieto-di-licenziamento-in-caso-di-cessione-dazienda-o-di-cessione-in-blocco-di-beni-aziendali-elusive</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con il decreto Sostegni bis (D.L. n. 73 del 2021) si afferma per le imprese dei servizi che usano ammortizzatori sociali “speciali” (fino al 31 ottobre) o per le imprese che usano ammortizzatori ordinari senza contributo addizionale (fino al 31 dicembre) vi è il blocco dei licenziamenti che sono consentiti solo se motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, non preceduta da una cessione di un complesso di beni o di attività che possa configurare un trasferimento di azienda o un ramo di essa in base all’articolo 2112 del Codice civile. In base all’articolo 2112 del Codice civile, in caso di cessione di un ramo d’azienda, i rapporti di lavoro in corso proseguono senza soluzione di continuità con il datore cessionario, con la conseguenza che la cessione in parola non costituisce valida causa di licenziamento. Tuttavia in caso di cessione di azienda il nuovo datore deve applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali vigenti alla data del trasferimento e sino alla loro scadenza. Se il nuovo datore di lavoro dovesse decidere di procedere con il licenziamento del personale proveniente dall’avvenuta cessione, bisogna dare prova di aver tentato ogni azione per scongiurare la conclusione del rapporto di lavoro.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 09 Aug 2021 12:52:37 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Per l’acquisto personale da parte ci un coniuge separato non occorre che si stata effettuata l’annotazione della separazione presso i registri dello stato civile</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-lacquisto-personale-da-parte-ci-un-coniuge-separato-non-occorre-che-si-stata-effettuata-lannotazione-della-separazione-presso-i-registri-dello-stato-civile</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, n. 376 del 13 gennaio 2021 afferma che l’immobile acquistato da uno solo dei coniugi non diviene di proprietà comune se la separazione personale non è annotata nei registri di stato civile in quanto la stessa costituisce causa di scioglimento della comunione legale dei beni, ai sensi dell’art. 191 c.c., ed ha effetto a decorrere dall’ordinanza che autorizza i coniugi a vivere separati o dalla data dell’omologazione del verbale di separazione consensuale. Quindi per l'apponibilità ai terzi degli effetti dello scioglimento della comunione, si ritiene a tal fine necessaria e sufficiente la trascrizione nei registri immobiliari dell’esistenza di un regime patrimoniale di separazione dei beni, indipendentemente dall'annotazione del provvedimento di separazione a margine dell'atto di matrimonio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Aug 2021 13:54:59 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Trasferimenti tra ex coniugi con il verbale di separazione o divorzio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/trasferimenti-tra-ex-coniugi-con-il-verbale-di-separazione-o-divorzio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Le SS.UU., 29 luglio 2021, n. 21761, ha affermato che le clausole dell’accordo di divorzio a domanda congiunta, o di separazione consensuale, che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili, o di altri diritti reali, ovvero ne operino il trasferimento a favore di uno di essi, o dei figli, al fine di assicurarne il mantenimento, sono valide in quanto il predetto accordo, inserito nel verbale di udienza redatto da un ausiliario del giudice e destinato a far fede di ciò che in esso è stato attestato, assume forma di atto pubblico ex art. 2699 c.c.. Con molti dubbi espressi in dottrina circa le ripercussioni che produce, le predette SS.UU. Affermano anche che non produce nullità del trasferimento il mancato compimento, da parte dell’ausiliario del Giudice, dell’ulteriore verifica soggettiva circa l’intestatario catastale dei beni e la sua conformità con le risultanze dei Registri Immobiliari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 01 Aug 2021 14:37:27 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>E’ nulla la delibera condominiale che riassegni i posti auto realizzati su area comune ma trasferiti come pertinenziali nei singoli atti di vendita degli appartamenti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/e-nulla-la-delibera-condominiale-che-riassegni-i-posti-auto-realizzati-su-area-comune-ma-trasferiti-come-pertinenziali-nei-singoli-atti-di-vendita-degli-appartamenti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tribunale di Messina con sentenza del 9 giugno 2021 sostiene che sia nulla la delibera condominiale con cui si ridetermina la posizione dei posti auto, realizzati su corte comune e assegnati in modo esclusivo e come pertinenziale degli appartamenti nei singoli atti di vendita degli stessi in quanto incide sui diritti individuali afferenti alla proprietà esclusiva di ciascun condomino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:27:15 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Superbonus anche per i fotovoltaici purché realizzati congiuntamente agli interventi trainanti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/superbonus-anche-per-i-fotovoltaici-purche-realizzati-congiuntamente-agli-interventi-trainanti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta n. 488 del 20 luglio 2021 l’agenzia delle Entrate sostiene che per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici anche se di nuova costruzione spetta il superbous al 110%, in quanto per l’installazione di questi sistemi non si applica la condizione che impone che gli interventi siano eseguiti su edifici o unità immobiliari «esistenti» (cioè iscritti al Catasto o con richiesta di accatastamento presentata, circolare n. 19/E/2020). Pertanto, sono agevolate al 110% anche le installazioni realizzate in fase di nuova costruzione, a patto che venga eseguito congiuntamente almeno uno degli interventi trainanti dell’ecobonus o del sismabonus, per i quali peraltro non spetta il 110%, perché, come si diceva, la norma impone che questi interventi trainanti, per essere agevolati, vengano effettuati su edifici esistenti. Questo chiarimento è applicabile non solo per l’installazione dell’impianto fotovoltaico, ma anche per il relativo sistema di accumulo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Jul 2021 15:07:36 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ALLUNGAMENTO DEI TERMINI PER TRASFERIRE LA RESIDNEZA IN ABITAZIONI OGGETTO DI SUPERBONUS 110%</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/allungamento-dei-termini-per-trasferire-la-residneza-in-abitazioni-oggetto-di-superbonus-110</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il nuovo articolo 119 del Dl 34/2020, convertito in legge 77/2020, così come introdotto dall'art. 33-bis della legge di conversione del Dl 77/2021 (c.d. Decreto Semplificazioni), si avrà tempo 30 mesi (decorrenti dal 1° gennaio del 2022) per trasferire la propria residenza il contribuente che compri un’abitazione con l’agevolazione “prima casa” e la sottoponga a uno degli interventi per i quali è concesso il superbonus del 110%. In sostanza, chi compra la prima casa nel 2021 e non risiede nel Comune dove è ubicata l’abitazione oggetto dell’acquisto agevolato, deve trasferire in detto Comune la propria residenza nel termine di 18 mesi, non decorrenti però dal giorno del contratto di compravendita (come disporrebbe la regola ordinariamente applicabile, recata dall’articolo 1, Tariffa Parte Prima allegata al testo unico dell’imposta di registro, il dpr 131/1986), ma, a causa appunto della normativa emergenziale, dal 1° gennaio 2022. Di questa decorrenza posticipata beneficerà, dunque, anche il contribuente che compra la prima casa nel 2021 e che la sottopone a interventi per i quali è possibile avvalersi del superbonus di cui all’articolo 119 del Dl 34/2020. Inoltre a tal fine si deve trattare, evidentemente, di lavori i quali siano commissionati, dopo l’acquisto, dall’acquirente della prima casa (la cui esecuzione intralcia il trasferimento di residenza dell’acquirente). Non dovrebbe avere rilievo che si tratti di lavori effettuati dal venditore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Jul 2021 15:00:04 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Niente Plusvalenza sui terreni con sovrastante fabbricato anche se oggetto di demolizione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/niente-plusvalenza-sui-terreni-con-sovrastante-fabbricato-anche-se-oggetto-di-demolizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 8 luglio 2021, n. 19422, afferma che non sono soggetti a plusvalenza i terreni sui quali insiste un fabbricato e ciò anche qualora l'alienante abbia presentato domanda di concessione edilizia per la demolizione e ricostruzione, in quanto la l’imposizione tende a tassare la plusvalenza che trovi origine non da un'attività produttiva del proprietario o possessore ma dall'avvenuta destinazione edificatoria del terreno in sede di pianificazione urbanistica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Jul 2021 13:12:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bene personale se il pagamento del prezzo viene effettuato come liberalità indiretta dal genitore di uno dei coniugi acquirenti anche se si trova in regime di comunione legale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/bene-personale-se-il-pagamento-del-prezzo-viene-effettuato-come-liberalita-indiretta-dal-genitore-di-uno-dei-coniugi-acquirenti-anche-se-si-trova-in-regime-di-comunione-legale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione 16 luglio 2021 n. 20336 sostiene che che se il prezzo di acquisto di un immobile è corrisposto con denaro ricevuto come liberalità indiretta dal genitore (o altro soggetto) di uno dei due coniugi acquirenti il bene stesso non entra il regime di comunione e a tal fine è irrilevante che l’altro coniuge acconsenta all’intestazione personale. N.d.r. Quindi nel caso di pagamento parziale con denaro del genitore di uno solo dei due coniugi, al fine di evitare una intestazione “ibrida” (parte in comunione e parte personale) è opportuno o precisare che il denaro vien corrisposto dal genitore non per spirito di liberalità (quindi come prestito) oppure che si inserisca che il bene, per espressa volontà delle parti, entra in comunione legale dei beni. In quest’ultimo caso però vi è il dubbio che la metà del denaro sconti l’imposta all’8% prevista per le donazioni tra estranei (suocero e genero/nuora).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 20 Jul 2021 13:54:53 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/bene-personale-se-il-pagamento-del-prezzo-viene-effettuato-come-liberalita-indiretta-dal-genitore-di-uno-dei-coniugi-acquirenti-anche-se-si-trova-in-regime-di-comunione-legale</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cancellazione dell’ipoteca automatica e senza decorso del termine di opposizione con il decreto di trasferimento conclusivo di espropriazione forzata.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/cancellazione-dellipoteca-automatica-e-senza-decorso-del-termine-di-opposizione-con-il-decreto-di-trasferimento-conclusivo-di-espropriazione-forzata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SS.UU. Della Cassazione del 14 dicembre 2020, n. 28387 ha affermato che nel procedimento di espropriazione forzata e vendita forzata immobiliare, il decreto di trasferimento del bene, recante l’ordine di cancellazione dei gravami pendenti sul bene stesso tra cui i pignoramenti e le ipoteche, determina il trasferimento del diritto oggetto della procedura espropriativa libero da pesi e vincoli. Per questo motivo, il Conservatore dei registri immobiliari, oggi l’Ufficio territorialmente competente dell’agenzia delle entrate, deve immediatamente eseguire la cancellazione dei gravami indipendentemente dal decorso del termine di cui all’art. 617 c.p.c
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/prendere-una-decisione-giusta-o-sbagliata-elinoe11.jpg" length="19429" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 20 Jul 2021 13:41:56 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/cancellazione-dellipoteca-automatica-e-senza-decorso-del-termine-di-opposizione-con-il-decreto-di-trasferimento-conclusivo-di-espropriazione-forzata</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ACCORGIMENTI PER MODIFICHE E COSTITUZIONI DI ASSOCIAZIONI/FONDAZIONI IN ATTESA DELLA PIENA OPERATIVITA’ DEL RUNTS</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/accorgimenti-per-modifiche-e-costituzioni-di-associazioni-fondazioni-in-attesa-della-piena-operativita-del-runts</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Per gli enti che intendono accedere al Terzo settore si potranno prevedere delle clausole con efficacia sospesa all’operatività del RUNTS ma con le seguenti distinzioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per le organizzazioni di volontariato (Odv) in quanto regolamentate già dal Codice del Terzo settore (Cts) queste potranno rendere immediatamente efficaci le modifiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per le associazioni di promozione sociale (Aps), salvo quando detto per le Odv, non potranno inserire clausole in contrasto con l’articolo 148 del Tuir;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per quanto riguarda, invece, associazioni e fondazioni non in possesso delle predette qualifiche, queste sono libere di scegliere se modificare lo statuto con effetto immediato o sospenderne l’efficacia al momento dell’iscrizione al Runts;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per le Onlus continueranno a essere disciplinati dal Dlgs 460/1997 sino all’abrogazione del relativo regime, con la conseguenza che non tutte le modifiche al Cts potranno essere operative immediatamente dalla data della delibera in quanto incompatibili con la disciplina Onlus e quindi per queste si potrebbe prevedere una efficacia sospesa;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per le nuove fondazione o associazione che intendono accedere al Runts, proprio perché questo ad oggi non è ancora operativo, sarà possibile avvalersi della procedura semplificata prevista dall’articolo 22 del Cts, con la conseguenza che in questo caso l’ente dovrà prima comunicare all’autorità competente di voler rinunciare all’ottenimento della personalità giuridica secondo le modalità ordinarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/le-due-vite-di-alice-la-storia-condivisa.jpg" length="58287" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Jul 2021 15:03:22 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NULLITA’ DELLA CLAUSOLA CON CUI SI ESCLUDE DAL TRASFERIMENTO LA TITOLARITA’ DI PARTI COMUNI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-della-clausola-con-cui-si-esclude-dal-trasferimento-la-titolarita-di-parti-comuni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 26 gennaio 2021, n. 1610 ha ribadito la nullità della clausola, contenuta nel contratto di vendita di un’unità immobiliare di un condominio, con la quale viene esclusa dal trasferimento la proprietà di alcune delle parti comuni poiché mediante la stessa si realizza la rinuncia di un condomino alle predette parti che è, invece, vietata dal capoverso dell’art. 1118 c.c. La Corte, tuttavia, precisa che la cessione della proprietà esclusiva non può essere separata dal diritto sui beni comuni soltanto quando le cose comuni e i piani o le porzioni di piano di proprietà esclusiva siano, per effetto di incorporazione fisica, indissolubilmente legate le une alle altre (cd. condominialità “necessaria” o “strutturale”) oppure nel caso in cui, pur essendo suscettibili di separazione senza pregiudizio reciproco, esista tra di essi un vincolo di destinazione che sia caratterizzato da indivisibilità per essere i beni condominiali essenziali per l’esistenza ed il godimento delle proprietà esclusive: solo se i primi siano semplicemente funzionali all'uso e al godimento delle singole unità, queste ultime possono essere cedute separatamente dal diritto di condominio sui beni comuni (cd. condominialità “funzionale”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/uomo-in-piedi-su-un-3d-labirinto-contro-lo-sfondo-con-labirinti-jjj1w2.jpg" length="99347" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Jul 2021 14:45:53 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il prezzo valore non si applica ai contratti costitutivi di rendita vitalizia</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-prezzo-valore-non-si-applica-ai-contratti-costitutivi-di-rendita-vitalizia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione del 10 giugno 2021, n. 16229, in tema di imposta di registro, afferma la regola del cd. prezzo valore, posta dalla L. 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 497, con riferimento agli atti di cessione di immobili ad uso abitativo e relative pertinenze, costituisce deroga al criterio legale di determinazione della base imponibile che, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 43, ha riguardo al valore venale in comune commercio del bene oggetto di cessione e non può, pertanto, trovare applicazione all'atto di costituzione di rendita vitaliziala, la cui base imponibile, ai sensi del citato D.P.R., art. 46, è determinata, in termini non omogenei, con riferimento al valore della rendita costituita, laddove quest'ultimo valore risulti superiore a quello dei beni ceduti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/alice-nel-paese-delle-meraviglie-labirinto.jpg" length="130124" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 24 Jun 2021 09:40:05 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La cessione del lastrico solare non è soggetta ad IVA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-cessione-del-lastrico-solare-non-e-soggetta-ad-iva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione nell’ordinanza n. 15192 del 1° giugno 2021, uniformandosi a quanto sostenuto dall’agenzia delle Entrate con la circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013, afferma che il lastrico solare non è mai un fabbricato strumentale con la conseguenza che la sua cessione è esente da Iva e, di conseguenza, soggetta a imposta proporzionale di registro in quanto non è utilizzato per l’attività di impresa e in quanto non è strumentale per natura perchè per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, non può ritenersi utilizzabile necessariamente per un’attività di impresa. Non rileva inoltre che sia la copertura di un immobile strumentale per natura. L’unico criterio oggettivo per individuare la strumentalità dell’immobile è rappresentato dalla categoria catastale di appartenenza al momento del trasferimento, restando viceversa irrilevante l’esistenza di un progetto di trasformazione del bene, poiché nulla garantisce che il progetto sia realizzato e che esso determini un nuovo classamento con la conseguenza che è erroneo ad esempio dare rilevanza alla destinazione del lastrico solare per l’installazione di una centrale fotovoltaica. Pertanto al cessione del lastrico è in esenzione da Iva, ai sensi del n. 8-bis Dpr 633/1972 senza possibilità di opzione per l’imponibilità e non si applica però l’imposta fissa di registro, in quanto l’articolo 40, comma 1, Dpr 131/1986 esclude l’alternatività tra Iva e registro nel caso delle cessioni di cui al predetto n. 8-bis dpr 633/1972. Scatta pertanto l’imposta proporzionale di registro con aliquota 9%, da calcolare sul valore venale del bene.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Jun 2021 19:13:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’avviamento conta per la plusvalenza nella cessione d’azienda</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/lavviamento-conta-per-la-plusvalenza-nella-cessione-dazienda</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione n. 21124 del 2 ottobre 2020 afferma che per la determinazione delle plusvalenze conseguenti alla cessione, a titolo oneroso, d’azienda ai sensi dell’art. 86 del D.P.R. n. 917 del 1986 si deve tener conto della differenza tra il corrispettivo di cessione e il costo non ancora ammortizzato, poichè l'avviamento, seppur non indica un valore stabile, potendo incrementarsi o ridursi in base all'andamento economico dell’azienda, non si può ritenersi che sia cosa estranea da quello esistente al momento della cessione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/strada-bivio.jpg" length="38965" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 22 Jun 2021 19:12:12 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La cessione di cubatura sconta l’imposta di registro al 3%</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-cessione-di-cubatura-sconta-limposta-di-registro-al-3</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Le Sezioni Unite della Cassazione 16080/2021 sostiene che il contratto che prevede la cessione di cubatura non ha natura reale ma natura obbligatoria in quanto ha unicamente il fine di creare le basi affinché la pubblica amministrazione rilasci il provvedimento edilizio per costruire con maggior volumetria sul terreno interessato. Al riguardo alcun rilievo assume in senso contrario la previsione normativa della trascrivibilità del contratto in oggetto perché esistono altri esempi di contratti a effetti obbligatori che sono trascrivibili come la locazione ultranovennale e il contratto preliminare. Quindi l’atto non va tassato come l’aliquota al 9% prevista per gli atti traslativi ma con l’aliquota al 3% prevista per gli atti residuali che non hanno tale qualifica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/1111+-+Copia.jpg" length="173270" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 10 Jun 2021 09:18:36 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BASE CATASTALE PER ACQUISTI DESTINATI A TRUST AUTO-DICHIARATO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/base-catastale-per-acquisti-destinati-a-trust-auto-dichiarato</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione n. 3073 del 9 febbraio 2021 afferma che è applicabile la tassazione su base imponibile catastale alla compravendita in favore di persona fisica che rivesta la qualifica di trustee che acquisti il bene ai fine di vincolarlo in un trust auto-dichiarato in quando il trust in quanto quest’ultimo non essendo soggetto di diritto non fa venire meno la qualifica di persona fisica dell’acquirente richiesta per l’applicazione del “prezzo-valore”.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Jun 2021 16:46:01 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BOLLATURA DEI REGISTRI ETS AI FINI DELL’ASSICURAZIONE DEI VOLONTARI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/bollatura-dei-registri-ets-ai-fini-dellassicurazione-dei-volontari</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La nota 7180/2021, del Ministero del Lavoro precisa che il registro previsto dall’articolo 17 del Dlgs 117/2017 e in cui bisogna iscrivere i soggetti che prestano attività di volontariato in via non occasionale, deve essere numerato e bollato da un Notaio o da un Segretario Comunale al fine di garantire la veridicità delle relative informazioni. Detto registro dei volontari farà fede in merito all’individuazione di coloro che beneficiano della copertura assicurativa richiesta da legge, ossia dei volontari stabili; mentre per i volontari occasionali, non coperti da detta polizza numerica, si potrà comunque stipulare una polizza nominativa, legata al singolo evento. 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Jun 2021 16:16:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tassazione doppia che trasferimenti di nuda proprietà e usufrutto sebbene contenuti nello stesso atto avente unico venditore</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-doppia-che-trasferimenti-di-nuda-proprieta-e-usufrutto-sebbene-contenuti-nello-stesso-atto-avente-unico-venditore</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 6 maggio 2021, n. 11922 sconta doppia imposta l’atto che contiene il trasferimento a soggetti diversi, della nuda proprietà, e dell'usufrutto di un unico cespite, dovendosi individuare, tra le due disposizioni, una connessione fondata sulla mera volontà delle parti, in quanto tale irrilevante ai fini della tassazione secondo il criterio della disposizione soggetta all'imposizione più onerosa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/uomo-in-piedi-su-un-3d-labirinto-contro-lo-sfondo-con-labirinti-jjj1w2.jpg" length="99347" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 May 2021 08:03:18 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PRELAZIONE AGRARIA IN CASO DI CONTESTAZIONI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/prelazione-agraria-in-caso-di-contestazioni</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione 16 marzo 2021, n. 7292, dopo aver affermato che per il riconoscimento del diritto di prelazione e riscatto del coltivatore diretto, proprietario del terreno confinante, previsto dall'art. 7 della l. n. 817 del 1971, il confine richiesto dalla legge si verifica anche se vi è contatto per un solo punto tra i fondi, sostiene che in presenza di una pluralità di coltivatori diretti proprietari di terreni diversi, tutti confinanti con il fondo rustico posto in vendita, a ciascuno dei medesimi spetta il diritto di prelazione e, ove si verifichi una situazione di conflittualità, per effetto dell'esercizio della prelazione o riscatto da parte di due o più dei predetti confinanti, la scelta del soggetto preferito è compito riservato al giudice del merito, che dovrà accordare prevalenza ad uno piuttosto che agli altri aspiranti alla prelazione, alla stregua della maggiore o minore attitudine a concretare la finalità perseguita dalla citata norma ed in applicazione, inoltre, degli specifici criteri preferenziali dettati dall'art.7 del d.lgs. n.228 del 2001.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/e636315d5e48c0844c4204796f68b31a.jpg" length="91520" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 May 2021 07:43:51 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/prelazione-agraria-in-caso-di-contestazioni</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RIDUZIONE DI PREZZO IN CASO DI LAVORI DIFFORMI RISPETTO ALLA CONCESSIONE INDICATA IN ATTO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/riduzione-di-prezzo-in-caso-di-lavori-difformi-rispetto-alla-concessione-indicata-in-atto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 28 aprile 2021, n. 11211,afferma che gli acquirenti di un bene immobile edificato in difformità dalla concessione edilizia, che abbiano chiesto (ed ottenuto) la sanatoria di cui all'art 31 della legge n. 47 del 1985 in qualità di proprietari del bene, possono agire in giudizio per la riduzione del prezzo, giusta il disposto degli artt.1490 e 1492 (e quindi nei confronti del loro diretto dante causa), ma non anche di esercitare il diritto di rivalsa di cui all'art. 6 della legge citata, qualora le lamentate difformità non risultino essenziali o totali rispetto alla rilasciata concessione.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 14 May 2021 14:19:27 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PER LA REVOCA DEL FONDO PATRIMONIALE, OLTRE LA CONSAPEVOLEZZA, E’ SUFFICIENTE LA MERA ED OGGETTIVA VARIAZIONE QUALITATIVA DEL PATRIMONIO DEBITORIO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-la-revoca-del-fondo-patrimoniale-oltre-la-consapevolezza-e-sufficiente-la-mera-ed-oggettiva-variazione-qualitativa-del-patrimonio-debitorio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione,28 aprile 2021, n. 11124, ai fini della revocatoria di un atto costitutivo di fondo patrimoniale ha ritenuto sufficiente la prova oggettiva della mera variazione qualitativa del patrimonio del debitore sottolineando che è onere del debitore, provare che il suo patrimonio residuo sia tale da soddisfare ampiamente le ragioni del creditore. Inoltre se trattasi di costituzione in fondo patrimoniale successiva all'assunzione del debito per la prova dell’elemento soggettivo è sufficiente la semplice consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio agli interessi del creditore o la previsione di un mero danno potenziale, rimanendo, invece irrilevanti tanto l'intenzione del debitore di ledere la garanzia patrimoniale generica del creditore, quanto la relativa conoscenza o partecipazione da parte del terzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 14 May 2021 13:36:15 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/per-la-revoca-del-fondo-patrimoniale-oltre-la-consapevolezza-e-sufficiente-la-mera-ed-oggettiva-variazione-qualitativa-del-patrimonio-debitorio</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE SPESE DEI LAVORI CONDOMINIALI DELIBERATI AL MOMENTO DELLA VENDITA GRAVANO SUL VENDITORE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-spese-dei-lavori-condominiali-deliberati-al-momento-della-vendita-gravano-sul-venditore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Cassazione, 28 aprile 2021, n. 11199, afferma che quando, successivamente alla delibera assembleare che abbia disposto l'esecuzione di lavori condominiali straordinari (risultante irrilevante l’approvazione di tutti gli stati di ripartizione dei lavori) sia venduta un'unità immobiliare sita nel condominio, i costi di tali lavori gravano, salvo diverso accordo, su chi era proprietario dell'immobile compravenduto al momento dell'approvazione di detta delibera, la quale ha valore costitutivo della relativa obbligazione. In caso di spese condominiali di carattere straordinario il Condominio è legittimato ad agire sia verso il condomino che era proprietario al momento della delibera assembleare che aveva deciso l’esecuzione dei lavori, sia verso il soggetto che ha acquistato l’immobile dal primo, ed è quindi responsabile per le somme dovute per l’anno in corso e per l’anno precedente. Nei rapporti interni tra i due debitori, invece, salvo patto contrario, a sostenere le spese sarà il soggetto proprietario al momento della delibera assembleare.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/solito+bivio.jpg" length="139739" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 14 May 2021 13:28:10 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA COLLAZIONE NON TROVA APPLICAZIONE NEL CALCOLO DELLA BASE IMPONIBILE DELLA DIVISIONE RILEVANDO SOLO AI FINI DELLA FRANCHIGIA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-collazione-non-trova-applicazione-nel-calcolo-della-base-imponibile-della-divisione-rilevando-solo-ai-fini-della-franchigia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione del 27 aprile 2021, n. 11040 afferma che del valore delle donazioni soggette a collazione si tenga conto soltanto ai fini della determinazione delle aliquote/franchigie con la conseguenza che l'istituto della collazione non trova applicazione nella determinazione della base imponibile, la quale è costituita esclusivamente dall'incremento patrimoniale verificatosi in favore dei successori, senza che assuma alcun rilievo il valore dei beni già appartenenti a questi ultimi, il cui assoggettamento a tassazione si tradurrebbe d'altronde in una duplicazione d'imposta, trattandosi di beni sui quali, nella normalità dei casi, è stata già pagata l'imposta sulle donazioni. Pertanto, in sede di divisione ereditaria, la differenza tra la quota determinata senza tener conto del donatum e quella risultante a seguito dell'aggiunta dei beni oggetto di collazione dal donatario deve considerarsi conguaglio.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/Articolo-Cambiamento-1.jpg" length="73293" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 10 May 2021 14:41:54 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/la-collazione-non-trova-applicazione-nel-calcolo-della-base-imponibile-della-divisione-rilevando-solo-ai-fini-della-franchigia</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LIMITI ALL’ABBATTIMENTO DELLA BASE IMPONIBILE DEI CONFERIMENTI IN NATURA: LE IPOTECHE DEVONO RIGUARDARE DEBITI CONTRATTI PER L’ACQUISTO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/limiti-allabbattimento-della-base-imponibile-dei-conferimenti-in-natura-le-ipoteche-devono-riguardare-debiti-contratti-per-lacquisto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 27 aprile 2021 n. 11094, afferma che ai fini del calcolo dalla base imponibile per il conferimento di immobili in società, non può essere depurata delle passività connesse ad ipoteche che, pur se gravanti sugli stessi beni, sono state iscritte dai conferenti per ottenere un proprio finanziamento personale, in quanto, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 50 ai fini della deducibilità, deve sussistere un collegamento fra le passività ed i beni conferiti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 10 May 2021 13:54:28 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/limiti-allabbattimento-della-base-imponibile-dei-conferimenti-in-natura-le-ipoteche-devono-riguardare-debiti-contratti-per-lacquisto</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TASSAZIONE DEI FINANZIAMENTI SOCIO CITATI NEI VERBALI NOTARILI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-dei-finanziamenti-socio-citati-nei-verbali-notarili</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 11276 del 29 aprile 2021 afferma che va assoggettato ad imposta di registro (ndr: si presume al 3%) il finanziamento soci, già inserito tra le poste passive del bilancio, enunciato in un atto di ripianamento delle perdite del capitale sociale e sua ricostituzione mediante rinuncia dei soci ai predetti finanziamenti in precedenza effettuati nei confronti della società, e ciò a prescindere dall'effettivo uso del finanziamento medesimo; ciò in virtù di quanto previsto dall'art. 22, comma 1 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, il quale stabilisce che se in un atto sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati e posti in essere fra le stesse parti intervenute nell'atto che contiene l'enunciazione, l'imposta si applica anche alle disposizioni enunciate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/soldi-contanti-investimento-risparmi-conto-corrente-banca-360x240.jpg" length="19573" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 08 May 2021 13:56:32 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>CHIARITA LA DIFFERENZA TRA AZIONE DI RIDUZIONE E DI COLLAZIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/chiarita-la-differenza-tra-azione-di-riduzione-e-di-collazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 28196 del 10 dicembre 2020 distingue l’azione di riduzione di cui agli artt. 553 ss. c.c. dalla collazione ex artt. 737 ss. c.c., affermando che la prima è volta a far dichiarare l’inefficacia delle disposizioni lesive dei diritti di legittima e precede l’azione di restituzione volta al recupero dei beni oggetto di tali disposizioni, mentre la collazione rappresenta “l’istituto preordinato dalla legge per la formazione della massa ereditaria, allo scopo di assicurare l’equilibrio e la parità di trattamento in senso relativo tra i coeredi in modo da far sì che non venga alterato il rapporto di valore tra le varie quote e sia garantita a ciascun coerede la possibilità di conseguire una quantità di beni proporzionata alla propria quota; la seconda invece è imperniata sul rapporto tra legittima e disponibile poiché sacrifica i donatari nei limiti di quanto occorra per reintegrare la legittima lesa, diversamente la collazione, nei rapporti indicati nell’art. 737 c.c. “pone il bene donato, in proporzione della quota ereditaria di ciascuno, in comunione fra i coeredi che siano il coniuge o discendenti del de cuius, donatario compreso, senza alcun riguardo alla distinzione fra legittima e disponibile”. Quando infatti una donazione soggetta a collazione sia contemporaneamente lesiva della legittima, la tutela offerta dall’azione di riduzione, vittoriosamente esperita contro il coerede donatario, non assorbe gli effetti della collazione: quest’ultima permetterà in tale caso al legittimario di concorrere pro quota sul valore della donazione ridotta che eventualmente sopravanzi l’ammontare della porzione indisponibile della massa. Inoltre, poiché solo per la collazione - ai sensi dell’art. 746 c.c. - è consentita la facoltà di procedere, invece che al conferimento in natura, all’imputazione del mero valore dell’immobile alla propria porzione divisoria, nonostante l’eliminazione di fatto di eventuali lesioni di legittima, l’esperimento dell’azione di riduzione conserva una sua utilità: “solo l’accoglimento di tale domanda, infatti, può valere ad assicurare al legittimario leso la reintegrazione della sua quota di riserva con l’assegnazione di beni in natura, privando i coeredi della facoltà di optare per la imputazione del relativo valore”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 08 May 2021 13:32:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RINUNZIA ALL’USUFRUTTO IN SOSTITUZIONE DI LEGITTIMA DOPO LA MORTE DELL’USUFRUTTUARIO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rinunzia-allusufrutto-in-sostituzione-di-legittima-dopo-la-morte-dellusufruttuario</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 27 agosto 2020, n. 17861 ha sancito che in tema di legato di usufrutto in sostituzione di legittima ai sensi dell’art. 551 c.c., il cui beneficiario muoia prima di averlo “accettato” o di avervi rinunziato, la facoltà di rinunziare al legato e, conseguentemente, di agire in riduzione si trasmette iure hereditatis agli eredi del legatario: seppur l’erede non possa subentrare nel diritto di usufrutto acquisito dal suo dante causa, essendosi già estinto, comunque subentra nell’intera posizione giuridica facente capo al medesimo. Pertanto, egli potrà scegliere se rendere definitivo l’acquisto con un atto di “accettazione”, rafforzativo di detta volontà, assumendo quindi su di sé gli obblighi e gli eventuali diritti nascenti dall’estinzione dell’usufrutto, ovvero rinunciarvi, assolvendo all’onere cui è subordinata l’azione di riduzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 26 Apr 2021 19:00:44 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ULTERIORE SOSPENSIONE DELLA DISCIPLINA RELATIVA ALLA RIDUZIONE OBBLIGATORIA DEL CAPITALE A COPERTURA DELLE PERDITE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/ulteriore-sospensione-della-disciplina-relativa-alla-riduzione-obbligatoria-del-capitale-a-copertura-delle-perdite</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            L’art. 1, co. 266, della Legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020) ha sostituito l’art. 6 del Decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020), sospendendo ulteriormente la disciplina relativa alla riduzione obbligatoria del capitale a copertura delle perdite, nel periodo dell’emergenza Covid-19, prevedendo che non si applichino le previsioni degli artt. 2446, co. 2 e 3, 2447, 2482-bis, co. 4, 5 e 6, e 2482-ter del codice civile e quindi l’operatività della causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli artt. 2484, co. 1, n. 4), e 2545-duodecies del codice civile “per le perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020”. Nell’ambito applicativo della disposizione rientrerebbero, secondo l’interpretazione data dal Consiglio Notarile di Milano nella massima n. 196 del 23 febbraio 2021 (sostitutiva della massima n. 191), tutte le perdite risultanti dal bilancio di esercizio o da una situazione patrimoniale infra-annuale riferiti a esercizi o frazioni di esercizi in corso alla data del 31 dicembre 2020, a prescindere da quale sia l’esercizio in cui le perdite si siano prodotte. Fermo restando l’obbligo di convocare senza indugio l’assemblea per gli opportuni provvedimenti, la norma in oggetto consente di posticipare, in particolare, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli artt. 2446, co. 2, e 2482-bis, co. 4, del codice civile, al quinto esercizio successivo, con l’obbligo solo per l’assemblea che approva il bilancio di tale esercizio di ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. Parimenti la nuova disciplina consente di posticipare al medesimo termine la riduzione del capitale e il contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale prescritte dagli artt. 2447 e 2482-bis, senza quindi l’operatività nelle more della causa di scioglimento di cui all’artt. 2484, co. 1, n. 4), e 2545-duodecies del codice civile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 22 Apr 2021 07:27:41 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MIGLIORIE SU BENE OGGETTO DI DIVISIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/migliorie-su-bene-oggetto-di-divisione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 31 marzo 2021, n. 8938, il coerede che sul bene comune da lui posseduto abbia eseguito delle migliorie può pretendere, in sede di divisione, non già l'applicazione dell'art. 1150 c.c., - secondo cui è dovuta un'indennità pari all'aumento di valore della cosa in conseguenza dei miglioramenti - ma, quale mandatario o utile gestore degli altri eredi partecipanti alla comunione ereditaria, il rimborso delle spese sostenute per il suddetto bene comune, esclusa la rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e non di debito di valore
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Apr 2021 08:42:35 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PROROGHE PER ASSEMBLEE A DISTANZA, APPROVAZIONE BILANCIO, ADEMPIMENTI PRIMA CASA E MODELLI NUOVE POLIZZE A GARANZIA DI IMMOBILI IN COSTRUZIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroghe-per-assemblee-a-distanza-approvazione-bilancio-adempimenti-prima-casa-e-modelli-nuove-polizze-a-garanzia-di-immobili-in-costruzione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La L. n. 21/2021, che ha convertito il D.L. n. 183/2020 (decreto “Milleproroghe”), ha ulteriormente prorogato l’ambito temporale di applicazione degli artt. 78 e 106 del D.L. n. 18/2020, prevedendo che le assemblee che si terranno entro la data del 31 luglio 2021 possano continuare a svolgersi in totale audio/video conferenza senza che sia necessaria la contestuale presenza in un determinato luogo del presidente, del segretario o del notaio, indipendentemente dalla sussistenza di una clausola statutaria che preveda tale facoltà e anche in deroga ad una eventuale clausola che la escluda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 106 del D.L. n. 18/2020 è stato modificato, al comma 1, con la previsione che in deroga al disposto degli artt. 2364 e 2478-bis c.c. l’assemblea ordinaria è convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2020 entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La L. n. 21/2021 ha modificato l’art. 24 del D.L. n. 23/2020, prevedendo che i termini di cui alla nota II-bis all’art. 1 della Tariffa parte prima, allegata al D.P.R. n. 131/1986 relativi al trasferimento della residenza a seguito dell’acquisto della prima casa, nonché il termine annuale dalla data del nuovo acquisto per procedere alla rivendita della prima casa pre-posseduta ed il termine annuale entro il quale riacquistare una nuova abitazione principale ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casa di cui all’art. 7 della L. n. 448/1998 sono sospesi fino al 31 dicembre 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ stato prorogato il termine previsto dagli artt. 3, co. 7-bis e 4, co. 1-bis, D.Lgs. n. 122/2005 per l’emanazione dei decreti attuativi sulla determinazione del contenuto e delle caratteristiche della polizza fideiussoria e della polizza assicurativa decennale postuma, nonché i relativi “modelli standard”. Il termine di 90 giorni per l’emanazione dei decreti di cui sopra decorre ora dalla data del 30 settembre 2021 e nelle more il contenuto delle fideiussioni e delle polizze dovrà quindi essere convenuto tra le parti sempre nel rispetto della normativa di cui al D.Lgs. n. 122/2005, come riformato dal D.Lgs. n. 14/2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 10 Apr 2021 17:31:34 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL COINTESTATARIO DI CONTO CORRENTE PUO’ PRELEVARE L’INTERA SOMMA ANCHE DOPO LA MORTE DELL’ALTRO CORRENTISTA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-cointestatario-di-conto-corrente-puo-prelevare-lintera-somma-anche-dopo-la-morte-dellaltro-correntista</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione 19 marzo 2021, n. 7862, afferma che nel caso in cui il deposito bancario sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere, sino alla estinzione del rapporto, operazioni, attive e passive, anche disgiuntamente, si realizza una solidarietà dal lato attivo dell'obbligazione che sopravvive alla morte di uno dei contitolari. Conseguenteente il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell'altro, l'adempimento dell'intero saldo del libretto di deposito a risparmio, e l'adempimento così conseguito libera la banca verso gli eredi dell'altro contitolare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 09 Apr 2021 14:21:40 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/il-cointestatario-di-conto-corrente-puo-prelevare-lintera-somma-anche-dopo-la-morte-dellaltro-correntista</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE RISPOSTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE A INTERPELLI DEI CONTRIBUENTI HANNO EFFETTO VERSO I SOLI PROPONENTI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-risposte-dellagenzia-delle-entrate-a-interpelli-dei-contribuenti-hanno-effetto-verso-i-soli-proponenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 30 marzo 2021, n. 8740 ha affermato che ai sensi dell'art. 11, comma 3 della L. 27 luglio 2000, n. 212, la risposta dell'Amministrazione finanziaria ad un interpello ha effetto vincolante limitatamente alla questione oggetto dell'interpello ed al contribuente istante potendo estendersi a soggetti diversi da quest'ultimo solo quando la struttura della fattispecie impositiva, o l'allocazione dei relativi obblighi, sono “indissolubilmente legati” alla questione esaminta dall'interpello.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 09 Apr 2021 14:20:14 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MUTUO DISSENSO/SCIOGLIMENTO CONSENSUALE DI TRUST SOGGETTO A IMPOSTE FISSE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/mutuo-dissenso-scioglimento-consensuale-di-trust-soggetto-a-imposte-fisse</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, 30 marzo 2021, n. 8719, afferma che la retrocessione del patrimonio in trust appare fenomeno del tutto neutrale, nel tributo successorio e donativo, anche nell'ipotesi in cui i beni che lo compongono non siano gli stessi di quelli a suo tempo segregati. Tale atto inoltre non può ritenersi soggetto all'imposta sulle donazioni, poiché di questa mancano gli elementi costitutivi rappresentati sia dalla liberalità sia dal concreto arricchimento mediante effettivo trasferimento di beni e diritti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 09 Apr 2021 14:18:33 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/mutuo-dissenso-scioglimento-consensuale-di-trust-soggetto-a-imposte-fisse</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>OBBLIGO DI ADEGUAMENTO DEGLI STATUTI DEI PARTITI POLITICI PER OTTENERE CONTRIBUTI PRIVATI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/obbligo-di-adeguamento-degli-statuti-dei-partiti-politici-per-ottenere-contributi-privati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Ai sensi dell’art. 2, d.l. 28 dicembre 2013, n. 149 (Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore), convertito dalla l. 21 febbraio 2014, n. 13, i partiti politici sono libere associazioni attraverso le quali i cittadini concorrono, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale che ove i partiti politici intendano accedere alle forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondate sulle scelte espresse dai cittadini previste dal d.l. 149/2013, essi devono possedere i requisiti di trasparenza e democraticità individuati da tale normativa e quindi vi è l’obbligo di dotarsi di uno statuto notarile da trasmettersi alla Commissione di Garanzia degli Statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici e, dopo l’approvazione di quest’ultima, deve essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Quindi è preferibile che la bozza contenente le modifiche di adeguamento alla citata legge (descrizione e originalità del simbolo, che potrà anche essere allegato in forma grafica; indicazione del funzionamento interno e ai bilanci, compresi i rendiconti, anche mediante la realizzazione di un sito internet, venga validata dalla Commissione prima di essere redatta. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 07 Apr 2021 10:04:32 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>EFFETTI PRENOTATIVI DEL PRELIMINARE TRASCRITTO ASSICURATI SOLO IN CASO DI SENTENZA O ATTO NON ANCHE DI VERBALE DI CONCILIAZIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/effetti-prenotativi-del-preliminare-trascritto-assicurati-solo-in-caso-di-sentenza-o-atto-non-anche-di-verbale-di-conciliazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione 29 settembre 2020, n. 20533 ha statuito che l'efficacia prenotativa di cui all’art. 2652, n. 2, comma 1, c.c. alla trascrizione della domanda giudiziale diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo a contrarre è subordinata all'emanazione di una sentenza che, in accoglimento dell'istanza, tenga luogo del negozio non concluso dichiarando trasferito il bene oggetto della controversia, non anche alla sottoscrizione di un accordo di un verbale di conciliazione, in quanto al riguarda manca un accertamento giudiziale sul punto. In caso, quindi, di trascrizione di due domande di esecuzione in forma specifica relative a due contratti preliminari, aventi ad oggetto lo stesso bene da parte del medesimo promittente alienante con due diversi promissari acquirenti, e di rinuncia delle parti del primo giudizio agli effetti della lite con stipulazione amichevole del contratto definitivo, sulla trascrizione di quest'ultimo prevale la trascrizione della seconda domanda, non operando l'efficacia prenotativa della prima stante la mancanza di sentenza ex art. 2932 c.c., a cui non è equiparabile il verbale di conciliazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 06 Apr 2021 15:02:00 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CAPACITA’ DI TESTARE DEL BENEFICIARIO DI AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/capacita-di-testare-del-beneficiario-di-amministrazione-di-sostegno</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 28 agosto 2020, n. 18042, ha stabilito che l’incapacità di testare dell’interdetto, affermata nell’art. 591 c.c., non può estendersi in via analogica al beneficiario dell’amministrazione di sostegno. Tuttavia, ai sensi degli artt. 405 e 407 c.c., il giudice tutelare può sia d’ufficio, sia con decreto di nomina dell’amministratore o con successive modifiche, limitare la capacità di testare e donare del beneficiario se le condizioni psico-fisiche del soggetto non gli permettono di esprimere una consapevole e libera volontà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 04 Apr 2021 18:41:38 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le Massime del Consiglio Notarile di Milano, sugli Enti del Terzo settore o E.T.S.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-massime-del-consiglio-notarile-di-milano-sugli-e-t-s</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Consiglio Notarile di Milano, con la massima n. 5 in tema di Enti del Terzo settore, indica i requisiti per l’ottenimento della personalità giuridica da parte di un’associazione non riconosciuta, che possieda o meno già la qualifica di ETS. Il Codice del Terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017) ha infatti introdotto la possibilità di acquisire la personalità giuridica mediante l’iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore (non ancora in vigore, ma il cui decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 261 del 21 ottobre 2020), quale alternativa a quella tradizionale prevista nel D.P.R. n. 361/2000. Anche dopo l’introduzione dell’art. 42-bis c.c., l’acquisizione della personalità giuridica non è da annoverare nelle ipotesi di trasformazione, la delibera dell’assemblea di una associazione non riconosciuta volta ad ottenere il riconoscimento e la qualifica di ETS soggiace ai quorum previsti per le modifiche statutarie e ai controlli di cui all’art. 22 del Codice del Terzo settore. La sussistenza delle condizioni previste dal citato Codice deve essere effettuata dal notaio che ha ricevuto la delibera, il quale procederà poi al deposito dei documenti nell’apposito registro, secondo un sistema “normativo” (e non “concessorio”, come invece previsto dal D.P.R. n. 361/2000) dopo aver verificato la presenza del patrimonio minimo richiesto, ossia 15.000 euro (per le associazioni) per cui è necessaria una relazione giurata di un revisore legale che può essere nominato dall’associazione, senza invece la necessità di produrre l’elenco dei creditori. Il Consiglio Notarile di Milano sottolinea che è altresì richiesta una delibera dell’assemblea per l’acquisto della personalità giuridica da parte di una associazione non riconosciuta ma già ETS, verificandosi comunque un mutamento delle regole dell’associazione (si pensi ad esempio alla previsione di cui all’art. 22, co. 5, CTS). Nella massima n. 6, infine, si precisa che non è possibile indicare in statuto tutte le attività di interesse generale elencate nell’art. 5 del Codice del Terzo settore, ma solo alcune di esse o anche congiuntamente più attività descritte all’interno di lettere diverse. La ratio è quella di garantire trasparenza e conoscibilità nei confronti dei terzi e dei potenziali nuovi associati sulle attività effettivamente svolte, che comunque devono essere specificamente individuate, non essendo sufficiente un generico rinvio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/911c723f/dms3rep/multi/4442422189597832+-+Copia.jpg" length="77193" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 31 Mar 2021 13:42:01 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/le-massime-del-consiglio-notarile-di-milano-sugli-e-t-s</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PRELIMINARE DI PRELIMINARE VALIDO SE VI E’ INTERESSE A FRAZIONARE LE FASI DI ACQUISTO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/preliminare-di-preliminare-valido-se-vi-e-interesse-a-frazionare-le-fasi-di-acquisto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/document/44MA0002779575?pathId=be641de762f37" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           n. 23736/2020
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , allineandosi a quanto sostenuto dalle SS.UU.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/document/44MA0002502978?pathId=be641de762f37" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           n. 4628/2015
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ammette il “preliminare di preliminare”, in quanto un interesse meritevole è presente, potendo la contrattazione essere scandita in più fasi con la previsione della stipula di un preliminare a seguito della conclusione di un primo accordo, qualificabile anch’esso come preliminare. Il negozio è da ritenersi valido “qualora emerga la configurabilità dell’interesse delle parti a una formazione progressiva del contratto basata sulla differenziazione dei contenuti negoziali e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare”. È necessario, pertanto, verificare la causa in concreto per valutare la meritevolezza di tutela, non potendosi assegnare utilità al “bis in idem” in quanto volto alla mera ripetizione del primo contratto ad identici contenuti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Mar 2021 16:04:19 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/preliminare-di-preliminare-valido-se-vi-e-interesse-a-frazionare-le-fasi-di-acquisto</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>INCORRE IN REATO PENALE IL VENDITORE CHE ATTESTA FALSAMENTE CHE L’ABITAZIONE E’ ANTE 1 SETTEMBRE 1967 PER RENDERE POSSIBILE LA VENDITA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/incorre-in-reato-penale-il-venditore-che-attesta-falsamente-che-labitazione-e-ante-1-settembre-1967-per-rendere-possibile-la-vendita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cass. Pen., 4 giugno 2020, n. 16982 afferma che la falsa dichiarazione resa al notaio dal venditore o dal donante, in merito alla conformità dell’immobile alienato alle caratteristiche previste dal titolo edilizio, integra il reato di falso ideologico, ex art. 483 c.p., commesso da un privato in atto pubblico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/logo-giustizia-riparativa-e-volontariato.jpg" length="11003" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Mar 2021 15:59:09 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/incorre-in-reato-penale-il-venditore-che-attesta-falsamente-che-labitazione-e-ante-1-settembre-1967-per-rendere-possibile-la-vendita</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TASSAZIONE DELLE DONAZIONI DI DENARO SE DI PROVENIENZA ITALIANA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-delle-donazioni-di-denaro-se-di-provenienza-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La Cassazione, n. 8175 del 24 marzo 2021, conformemente dalla risposta dell’A.E. n. 310/2019, ha ritenuto non tassabile la donazione di denaro effettuata con denaro proveniente da fuori Italia in quanto l’imposta di donazione italiana è applicabile alle donazioni poste in essere da soggetto non residente in Italia solo se hanno per oggetto beni, esistenti in Italia. A contrario si riterrebbe rilevante ai fini della tassazione il bonifico bancario che concreti una liberalità e non prestito. Le liberalità indirette, non formalizzate in atti pubblici, sono rimaste imponibili anche nell’ambito della nuova imposta» di donazione fuoriuscita dal Dl 262/06, conv. in legge 286/06, cioè la normativa che ha reintrodotto nel nostro ordinamento l’imposta di successione e donazione, che era stata soppressa dalla legge 383/01 . Circa la qualificazione del bonifico come donazione o prestito si ricordi che l’art. 1, comma 4-bis, del Dlgs 346/90, sancisce l’esonero da tassazione delle donazioni indirette poste in essere al fine di dotare il donatario delle risorse occorrenti per la stipula di un atto il cui il beneficiario del bonifico e parte acquirente dello stesso riconosca che il prezzo abbia provenienza di liberalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/il-cervello-trova-da-solo-la-soluzione.jpg" length="41695" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Mar 2021 13:00:56 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/tassazione-delle-donazioni-di-denaro-se-di-provenienza-italiana</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DETRAZIONI SUPERBONUS ANCHE IN PRESENZA DI CONDOMINIO MINIMO SENZA CODICE FISCALE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-superbonus-anche-in-presenza-di-condominio-minimo-senza-codice-fiscale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La risposta dell’Agenzia delle Entrate del 18 marzo 2021, n. 196 afferma che per le detrazioni in parola non è necessario e due comproprietari di un edificio (condomìnio minimo) richiedano un codice fiscale ad hoc per il condominio minino esistente fiscalmente tra loro esistente. In generale, se il condomìnio è sostituto d’imposta, cioè se riceve, per esempio, fatture sulle quali trattenere la ritenuta del 4%, deve dotarsi di un codice fiscale. Ciò vale anche per i cosiddetti «condomìni minimi», edifici composti da un numero non superiore a otto condòmini (circolari 11/E/2014, risposta 4.3 e 204/E/2000). Il codice fiscale del condominio, inoltre, servirebbe anche per la corretta intestazione delle fatture delle spese e delle utenze per le parti comuni, a prescindere dalla ritenuta d’acconto. Secondo la circolare 24/E/2020, in presenza di condominio minimo eccezionalmente, ai fini della fruizione del beneficio, può essere utilizzato il codice fiscale del comproprietario/condòmino che ha effettuato i connessi adempimenti, a differenza di quello che è stato sostenuto in generale dalla circolare 57/E/1998, paragrafo 6
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Mar 2021 12:12:04 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-superbonus-anche-in-presenza-di-condominio-minimo-senza-codice-fiscale</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE DETRAZIONI SUPERBONUS 110% NON GENERANO PLUSVALENZE TASSABILI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-detrazioni-superbonus-110-non-generano-plusvalenze-tassabili</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Con la risposta 204/2021, l’agenzia delle Entrate afferma che se l’immobile che ha fruito di un intervento superbonus al 110% viene ceduto entro i cinque anni dall’acquisto, determinando una plusvalenza tassata ai fini reddituali, le spese sostenute per tali interventi riducono tale reddito, anche se si è optato per lo sconto in fattura. L’Agenzia facendo propria la distinzione della Cassazione n. 16538/2018 tra spese incrementative che aumentano il valore dell’immobile e di mera gestione del bene, afferma che le spese legate ai lavori edilizi costituiscono spese incrementative e, pertanto, possono essere defalcate nel calcolo della plusvalenza imponibile, indipendentemente dal fatto che la detrazione si sia trasformata in un mancato pagamento (sconto) o in denaro (cessione del credito).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Mar 2021 12:12:02 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE DETRAZIONI SUPERBONUS 110% NON GENERANO REDDITO IMPONIBILE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-detrazioni-superbonus-110-non-generano-reddito-imponibile</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Chi realizza lavori, maturando una detrazione del 110% non deve pagare imposte sul 10% “guadagnato” rispetto alle spese sostenute, ciò anche qualora il soggetto interessato sia un’impresa che decida di effettuare la detrazione mediante ammortamento. Non vi è reddito imponibile neppure nel caso in cui si ricorra alla cessione a terzi di detto credito o allo sconto in fattura: con lo sconto in fattura, il differenziale positivo nasce direttamente in capo al fornitore mentre con la cessione si ottengono soldi in cambio di una futura detrazione fiscale, nulla che abbia rilevanza sulla situazione reddituale del primo beneficiario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 25 Mar 2021 15:05:05 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FISCO: PIU’ IMPOSTE SE SONO PIU’ GLI ACQUIRENTI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/fisco-piu-imposte-se-sono-piu-gli-acquirenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 15 marzo 2021, n. 7154, afferma che non è possibile ravvisare alcuna necessaria concatenazione di carattere obbiettivo tra la vendita del diritto di nuda proprietà e il contestuale trasferimento del diritto di usufrutto a due beneficiari diversi, con conseguente autonoma tassazione delle disposizioni costituenti il negozio risultante irrilevante una connessione derivante esclusivamente dalla volontà delle parti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 17:34:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La separazione tra coniugi opera con effetti diversi tra gli stessi e i terzi.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-cassazione-13-gennaio-2021-n-376-distingue-gli-effetti-della-separazione-tra-coniugi-nei-confronti-degli-stessi-e-nei-confronti-dei-terzi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei rapporti tra coniugi non diviene di proprietà comune l'immobile acquistato da uno solo di essi dopo la loro separazione personale dal momento che quest'ultima costituisce causa di scioglimento della comunione medesima con la decorrenza prevista dall'art. 191, comma 2, c.c. non rilevando la mancata annotazione presso lo stato civile o la mancata trascrizione. Per opporre ai terzi un acquisto personale, effettuato da un coniuge separato, invece, è necessaria la sola trascrizione nei registri immobiliari dell'esistenza di un regime patrimoniale di separazione dei beni, indipendentemente dall'annotazione del provvedimento di separazione a margine dell'atto di matrimonio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 17:28:44 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/la-cassazione-13-gennaio-2021-n-376-distingue-gli-effetti-della-separazione-tra-coniugi-nei-confronti-degli-stessi-e-nei-confronti-dei-terzi</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL COLTIVATORE DIRETTO CHE HA DIRITTO ALLA PRELAZIONE E’ SOLO QUELLO CHE HA TALE QUALIFICA PER COLTIVAZIONE FONDI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-coltivatore-diretto-che-ha-diritto-alla-prelazione-e-solo-quello-che-ha-tale-qualifica-per-coltivazione-fondi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 7 gennaio 2021, n. 42 ha sostenuto che il coltivatore diretto, avente diritto alla prelazione ed il riscatto agrari, ex artt. 8 e 31 della l. n. 590 del 1965, è solo quello che ha tale qualifica per la coltivazione della terra non anche quello che ha tale qualifica per il solo allevamento del bestiame, giacché l'intento perseguito dal legislatore è quello di favorire la coltivazione di un fondo più ampio, per una maggiore efficiente produzione, nel caso del confinante e di un fondo col quale già sussiste una relazione, nell'ipotesi del titolare di un rapporto agrario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/soldi-contanti-investimento-risparmi-conto-corrente-banca-360x240.jpg" length="19573" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 17:19:31 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/il-coltivatore-diretto-che-ha-diritto-alla-prelazione-e-solo-quello-che-ha-tale-qualifica-per-coltivazione-fondi</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ASSEGNAZIONE DEL GODIMENTO DELLA CASA ALL’EX CONIUGE OPPONIBILE AI TERZI ANCHE SE NON TRASCRITTA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/assegnazione-del-godimento-della-casa-allex-coniuge-opponibile-ai-terzi-anche-se-non-trascritta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 13 gennaio 2021, n. 377, afferma in che la declaratoria di inefficacia dell’atto traslativo della casa coniugale non travolge il diritto personale di godimento sorto in capo all’ex coniuge assegnatario, che, in quanto contenuto in un provvedimento di data certa, è suscettibile d'essere opposto, ancorché non trascritto, anche al terzo acquirente in data successiva per nove anni dalla data dell'assegnazione medesima, ovvero, qualora il titolo sia stato in precedenza trascritto, anche oltre i nove anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/solito+bivio.jpg" length="139739" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 17:15:06 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/assegnazione-del-godimento-della-casa-allex-coniuge-opponibile-ai-terzi-anche-se-non-trascritta</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VERIFICA NOTARILE DEL PATRIMONIO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE O E.T.S. AI FINI DELL’ISCRIZIONE AL R.U.N.T.S</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/verifica-notarile-del-patrimonio-degli-e-t-s-ai-fini-delliscrizione-al-r-u-n-t-s</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’introduzione del nuovo Registro Nazionale del Terzo Settore (R.U.N.T.S.) è possibile acquisire in modo agevolato la personalità giuridica da parte degli E.T.S. con i conseguenti vantaggi tra cui quello della separazione dei patrimoni del rappresentante da quello dell’Ente a condizione che si verifichino tramite notaio i requisiti patrimoniali i quali sono divenuti oggetti: 15.000,00 Euro per le associazioni e 30.000,00 per le fondazioni. Anche gli E.T.S. iscritti al R.U.N.T.S. che vogliano in un momento successivo acquisire la personalità giuridica dovranno certificare il loro patrimonio davanti ad un Notaio con apposito verbale. Per gli E.T.S. che si siano adeguati al terzo settore prima della messa in funzione del R.U.T.S. e che hanno la personalità giuridica è necessario comunque necessario ai fini dell’iscrizione redigere atto notarile di verifica dei requisiti. 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 15:40:22 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/verifica-notarile-del-patrimonio-degli-e-t-s-ai-fini-delliscrizione-al-r-u-n-t-s</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DEROGHE A DISTANZE TRA EDIFICI NON AMMISSIBILI SE MINORI A QUELLE DEI REGOLAMENTI LOCALI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/deroghe-a-distanze-tra-edifici-non-ammissibili-se-minori-a-quelle-dei-regolamenti-locali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://onelegale.wolterskluwer.it/document/44MA0002787936?pathId=d498fc67bc58a" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Cassazione del 9 novembre 2020, n. 2482
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ribadisce che le
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            distanze minime tra edifici previste dai piani regolatori e dai regolamenti edilizi non sono derogabili per effetto di pattuizioni tra privati in quanto l’interesse generale che le norme particolari tutelano, a differenza delle disposizioni generali previste dal codice civile che sono invece derogabili. È però possibile ai privati accordarsi sulla ripartizione tra i rispettivi fondi del distacco da osservare, ferma restando la distanza minima prevista dai regolamenti. Infine, il diritto alla riduzione in pristino mediante demolizione ex 872 cc consegue automaticamente all’accertamento della violazione indipendentemente dall’esistenza o dall’entità del danno.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/PROBLEM-SOLVING+%281%29.jpg" length="17372" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 17 Mar 2021 12:13:17 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/deroghe-a-distanze-tra-edifici-non-ammissibili-se-minori-a-quelle-dei-regolamenti-locali</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/PROBLEM-SOLVING+%281%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/PROBLEM-SOLVING+%281%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CLAUSOLE STATUTARIE DI ACQUISTO/VENDITA COATTIVE PER RISOLVERE UNO STALLO: C.D. CLAUSOLE DI ROULETTE RUSSA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/clausole-statutarie-di-acquisto-vendita-coattive-per-risolvere-uno-stallo-c-d-clausole-di-roulette-russa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Firenze, Pistoia e Prato, con le massime n. 72 e 73 del 2020, ha affermato la legittimità delle clausole statutarie volte a prevenire e/o risolvere situazioni di stallo decisionale (c.d. deadlock) all’interno dell’organo amministrativo o assembleare, ammettendo, in caso di società con capitale ripartito in egual misura tra due soci, il diritto di ciascuno - al verificarsi di una situazione di stallo decisionale - di formulare un’offerta di acquisto ad un determinato prezzo avente ad oggetto la partecipazione dell’altro socio, al quale spetta la scelta tra accettare l’offerta alle condizioni proposte o acquistare le partecipazioni dell’offerente alle medesime condizioni. Con riferimento al prezzo di acquisto invece ci sono delle divergenze. Detta massima del Consiglio Notarile di Firenze (conforme App. Roma n. 782 del 3 febbraio 2020) ritiene valido il meccanismo che preclude al socio offerente la determinazione di un prezzo arbitrario, avendo l'altro socio la facoltà di scegliere se vendere la propria partecipazione o acquistare quella del socio offerente alle medesime condizioni, essendo necessaria la predeterminazione dei criteri o il rispetto del valore minimo previsto in caso di recesso ex artt. 2437-ter e 2473 c.c.: il meccanismo sopra esposto, infatti, esclude ab origine la determinazione di un prezzo arbitrario o iniquo da parte del socio offerente, essendo questi soggetto al rischio di dover vendere (anziché acquistare) - al prezzo dal medesimo stabilito - le partecipazioni dell’altro socio. In senso contrario si esprime la massima del Consiglio Notarile di Milano n. 181/2019, ravvisandovi un’ipotesi di exit forzata diversa da quella di una clausola di c.d. drag along.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 15 Mar 2021 08:05:08 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/clausole-statutarie-di-acquisto-vendita-coattive-per-risolvere-uno-stallo-c-d-clausole-di-roulette-russa</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>ISCRIZIONE VELOCE AL R.U.N.T.S. PER GLI ENTI DEL TERZO SETTORE O E.T.S. DI RETI ASSOCIATIVE CHE ADOTTANO IL MODELLO STANDARD DI STATUTO: PER GLI ALTRI OCCORRE ATTENZIONE ALLE MODIFICHE STATUTARIE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/iscrizione-veloce-al-r-u-n-t-s-per-gli-e-t-s-che-adottano-il-modello-standard-di-statuto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La circolare del Min Lav. del 5 marzo 2021, n.2 precisa che gli enti del terzo aderenti a reti associative di cui all'art.4 comma 1 del d.lgs. n.117/2017 (“Codice del Terzo settore”) settore che, in fase di adeguamento statutario, “facoltativamente” adottino il modello standard hanno una riduzione dei tempi previsti per l'iscrizione al RUNTS. Per tutti gli ETS (partecipanti a reti associative e non) occorre prestare attenzione alle seguenti clausole e/o situazioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - si può costituire l’ente unicamente nella forma associativa con possibilità di applicare sia la disciplina generale prevista per tutte le associazioni del Terzo settore che quella speciale dedicata alle Odv e alle Aps (articoli dal 32 al 36 del Cts);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sia al momento della costituzione che durante tutta l’esistenza dell’ente, è necessario mantenere la presenza di almeno sette persone fisiche o tre OdV/Aps, poiché in caso di riduzione del numero di associati sarà necessario provvedere alla reintegra entro un anno, pena la cancellazione dal Runts; al riguardo precisandosi che se l’ente non rispetta i requisiti numerici relativi agli associati ai fini della qualifica di Odv o Aps, occorre distinguere se si tratta di un ente costituito prima o dopo l’entrata in vigore del Cts. In caso ETS costituiti prima del 3 agosto 2017 sarà sufficiente integrare il numero degli associati, mentre se costituiti dopo il 3 agosto 2017 (Nota Min. Lav. 4995/2019) sarà sempre necessario integrare il numero degli associati manifestando la volontà di assumere la qualifica di Odv/Aps mediante apposita delibera assembleare che dovrà essere assunta con il voto favorevole del numero minimo di associati richiesti per la costituzione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sono ammesse clausole statutarie per includere nella compagine associativa anche altri Ets purché questi non superino il 50% rispetto alle Odv/Aps associate; non si può inserire la generica indicazione della partecipazione all’associazione di persone fisiche ed enti, poiché si tratta di un rinvio eccessivamente ampio dal momento che il termine “enti” potrebbe ricomprendere anche le società che non possono fare parte della compagine associativa di Odv e Aps: bisogna indicare le categorie di soggetti che potranno essere ammessi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il numero minimo di partecipanti non dovrà essere necessariamente precisato nello statuto, trattandosi di una norma imperativa applicabile in ogni caso;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - lo statuto potrà prevedere anche una specifica clausola volta ad ammettere la partecipazione anche di altri enti non profit che non abbiano la qualifica di Odv o Aps. In quest’ultimo caso, sarà opportuno riportare la clausola relativa al numero minimo degli associati redatta tenendo conto di quanto espressamente previsto dal Cts;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la composizione del Consiglio di amministrazione nelle Odv. I componenti di tale organo potranno essere reclutati solamente tra i propri associati o quelli degli enti affiliati. Non vi sarà spazio per indicare membri da parte di soggetti terzi o altri enti non profit che non siano Ets;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -non sarà, inoltre, possibile prevedere alcuna forma di remunerazione per la partecipazione agli organi sociali fatta eccezione per il compenso all’organo di controllo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - con riferimento ai volontari, invece, gli enti che vogliano assumere la qualifica di Odv/Aps dovranno prestare attenzione alle indicazioni relative ai rimborsi. In presenza di clausole che indicano la possibilità assegnare rimborsi spese forfettari non potrà scattare il nulla osta all’scrizione al Runts.E' ammessa per tali soggetti la possibilità di ottenere rimborsi per le sole spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’ente. Tali spese potranno essere rimborsate anche a fronte di una autocertificazione del volontario, purché non superino l’importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l’organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 14 Mar 2021 15:31:37 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE AGEVOLAZIONI PPC SI APPLICANO A TUTTI I FABBRICATI AZIENDALI POSSEDUTI DA IAP O COLTIVATORI DIRETTI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/le-agevolazioni-ppc-si-applicano-a-tutti-i-fabbricati-aziendali-posseduti-da-iap-o-coltivatori-diretti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 12 febbraio 2021, n. 3597 che il fabbricato posseduto e utilizzato da chi coltiva i terreni è sempre fiscalmente strumentale all’attività e quindi sconta l’aliquota agevolata prevista per l’acquisto ppc, anche se, da un punto di vista civilistico, non dovesse costituire pertinenza del terreno. Quindi in caso di attività agrituristica non può sostenersi o argomentarsi, come invece è stato fatto con la risoluzione n. 26/E del 6 marzo 2015, che i fabbricati per detta attività sono da considerarsi “strumentali” e “non pertinenziali” perché in assenza degli stessi, sarebbe di fatto impossibile l'esercizio della stessa attività agrituristica. In realtà il rapporto di pertinenzialità si configura in funzione dell'attività di impresa svolta e quindi si può applicare l'agevolazione fiscale al trasferimento di tutti i fabbricati rurali, abitativi e strumentali all'esercizio dell'attività agricola, definiti dall'articolo 9, commi 3 e 3-bis, del Dl 557/1993 il tutto nel pieno rispetto di quanto disposto dalle agevolazioni p.p.c. previste dall'articolo 2, comma 4-bis, del Dl 194/2009, secondo cui le stesse si applicano a tutti gli atti di trasferimento a titolo oneroso, in favore di imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti iscritti nella previdenza agricola, ed aventi ad oggetto terreni agricoli e relative pertinenze (fiscali anche se non civilistiche).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 09 Mar 2021 12:30:59 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CREDITO DI IMPOSTA ANCHE PRIMA DELLA VENDITA DELLA VECCHIA PRIMA CASA CHE DOVRA’ COMUNQUE AVVENIRE ENTRO UN ANNO DAL NUOVO ACQUISTO.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/credito-di-imposta-anche-prima-della-vendita-della-vecchia-prima-casa-che-dovra-comunque-avvenire-entro-un-anno-dal-nuovo-acquisto</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Circolare 8 aprile 2016, n. 12/E precisa che anche nell’ipotesi di acquisto agevolato che precede l’alienazione, ai sensi della Nota II-bis), n. 4-bis, spetta al contribuente il credito d’imposta di cui all’art. 7, legge 23 dicembre 1998, n. 448, considerato che “una diversa interpretazione non risulterebbe, infatti, coerente con la ratio della riforma che ha inteso agevolare la sostituzione della ‘prima casa’, introducendo una maggiore flessibilità nei tempi previsti per la dismissione dell’immobile preposseduto.”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 12:12:54 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NATURA DEGLI ATTI PER GODERE DEL CREDITO DI IMPOSTA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/natura-degli-atti-per-godere-del-credito-di-imposta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per "alienazione", si intende non solo il trasferimento a titolo oneroso ma anche il trasferimento a titolo gratuito. (Cfr. Circolare 1° marzo 2001, n. 19/E, paragr.1.2.). Invece il riacquisto che deve avvenire entro un anno dalla predetta alienazione, deve essere effettuato per atto a titolo oneroso (esclusi pertanto gli acquisti per donazione o a titolo gratuito in genere) soggetto a imposta di registro o all’imposta sul valore aggiunto, attualmente rispettivamente del 2% e del 4%. Il credito compete anche nell’ipotesi in cui, in presenza di tutte le condizioni, il soggetto acquisisca un’altra abitazione mediante permuta o mediante contratto di appalto, atteso che la norma agevolativa prevede che l’acquisto dell'immobile possa avvenire a qualsiasi titolo. (Cfr. Circolare 1° marzo 2001, n. 19/E, paragr.1.2.). Il credito d'imposta è pari alla minor somma tra l'imposta "corrisposta sul precedente acquisto e imposta dovuta sul riacquisto. È necessario che il contribuente manifesti la propria volontà, specificando se intende o meno utilizzare il credito in detrazione dell’imposta di registro dovuta sull’atto che lo determina. (Cfr. Circolare 1° marzo 2001, n. 19, paragr. 1.3.; Circolare 4 aprile 2017, n. 7/E). Non è necessaria, invece, alcuna dichiarazione in atto per fruire della detrazione dall'IRPEF dovuta in base a dichiarazione successiva al nuovo acquisto (Cfr. Risoluzione 11 maggio 2004, n. 70/E; Circolare 4 aprile 2017, n. 7/E).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 12:11:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/natura-degli-atti-per-godere-del-credito-di-imposta</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>POSSIBILITA’ DI APPLICARE LA NORMA SULLE AGEVOLAZIONI PRIMA CASA CHE CONSEGNTE DI ACQUITARE IMPEGNANDOSI A VEDERE IMMOBILI PREPOSSEDUTI ANCHE SE ACQUISITI SENZA AGEVOLAZIONI IN QUANTO AL TEMPO NON ESI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/possibilita-di-applicare-la-norma-sulle-agevolazioni-prima-casa-che-consegnte-di-acquitare-impegnandosi-a-vedere-immobili-preposseduti-anche-se-acquisiti-senza-agevolazioni-in-quanto-al-tempo-non-esi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Nota II-bis) all’art. 1, n. 4-bis) tariffa parte prima del T.U.R., che consente al soggetto già proprietario di un’abitazione acquistata con i benefici “prima casa” di procedere all’acquisto di un’altra casa agevolata, a condizione di alienare la casa preposseduta entro un anno dalla data dell’atto relativo al nuovo acquisto si applica anche alle ipotesi di prepossidenza di altro immobile situato nello stesso Comune, acquistato senza fruire delle agevolazioni “prima casa”, in quanto all’epoca non ancora in vigore; (Cfr. Risposta a Interpello n. 123 del 21 dicembre 2018) e alle ipotesi di prepossidenza di altro immobile situato nello stesso Comune, acquistato senza fruire delle agevolazioni “prima casa”, in quanto pervenuto in forza di atto soggetto ad aliquota Iva al 4% da società costruttrice prima del 22 maggio 1993. In pratica (Cfr. Risposta a Interpello n. 377 del 10 settembre 2019), qualora la casa preposseduta sia stata acquistata con i benefici, deve essere alienata in ogni caso. Qualora, invece, la casa preposseduta sia stata acquistata senza fruire dei benefici, alle condizioni di cui alle risposte a interpello di cui sopra, la stessa deve essere alienata soltanto se ubicata nello stesso Comune del nuovo acquisto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 12:03:25 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PER NON DECADERE DALLA AGEVOLAZIONI PRIMA CASA IL RIACQUISTO AGEVOLATO PUO’ AVVENIRE A QUALSIASI TITOLO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-non-decadere-dalla-agevolazioni-prima-casa-il-riacquisto-agevolato-puo-avvenire-a-qualsiasi-titolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 1, comma 55, legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), modificando la Nota II-bis) all’art. 1, tariffa parte prima del T.U.R., con l’aggiunta del n. 4-bis, consente al soggetto già proprietario di un’abitazione acquistata con i benefici “prima casa” di procedere all’acquisto di un’altra casa agevolata, a condizione di alienare la casa preposseduta entro un anno dalla data dell’atto relativo al nuovo acquisto. L’acquisto agevolato può essere effettuato, sia con atto a titolo oneroso, soggetto a imposta di registro o a Iva, sia per successione a causa di morte, sia con atto a titolo gratuito. (Cfr.Circolare 8 aprile 2016, n. 12/E)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 12:02:32 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>POSSIBILITÀ DI EVITARE LA DECADENZA DELLE AGEVOLAZIONI PRIMA CASA PER MANCATO TRASFERIMENTO DELLA RESIDENZA NEL COMUNE IN CUI È UBICATA L’UNITÀ ACQUISTATA CON DETTE AGEVOLAZIONI.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/possibilita-di-evitare-la-decadenza-delle-agevolazioni-prima-casa-per-mancato-trasferimento-della-residenza-nel-comune-in-cui-e-ubicata-lunita-acquistata-con-dette-agevolazioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle entrate, in risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-11109/2017, ammette che il contribuente che abbia richiesto le agevolazioni, impegnandosi a stabilire nei diciotto mesi la residenza nel Comune di acquisto, possa modificare nel termine di cui sopra tale requisito, dichiarando di svolgere in quel Comune la propria attività, mediante la stipula di un nuovo atto notarile integrativo dell’atto di acquisto, che potrà essere stipulato anche oltre il termine di diciotto mesi dall’atto di acquisto, qualora tale termine benefici degli effetti della sospensione COVID.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 12:01:48 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NUOVA SOSPENSIONE SINO AL 31 DICEMBRE 2021 DEI TERMINI PER EVITARE LE DECADENZE PRIMA CASA E PER POTER BENEFICIARE DEL CREDITO DI IMPOSTA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nuova-sospensione-sino-al-31-dicembre-2021-dei-termini-per-evitare-le-decadenze-prima-casa-e-per-poter-beneficiare-del-credito-di-imposta</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 3, comma 11-quinquies, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 (c.d. "Decreto Milleproroghe"), convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1° marzo 2021, stabilisce che i termini per le agevolazioni e quelli per il credito d’imposta “prima casa”, previsti dalla Nota II-bis) all'art. 1 della tariffa parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, Testo Unico imposta di registro e dall'art. 7, legge 23 dicembre 1998, n. 448, sono stati ulteriormente sospesi fino al 31 dicembre 2021. Al riguardo le Circ. 13 aprile 2020, e n. 9/E/2020 affermano che detto periodo di sospensione in esame non si applica, invece, al termine quinquennale di decadenza dalle agevolazioni previsto dal n. 4 della Nota II-bis e in particolare che il termine rilevante ai fini dell’applicazione del meccanismo decadenziale di cui al citato n. 4 della Nota II-bis) rimane ancorato al quinquennio, fermo restando che per la disattivazione di tale meccanismo il contribuente potrà tuttavia avvalersi della sospensione applicabile, dalle norme in commento, al termine di un anno per il riacquisto di un’altra casa da destinare a propria abitazione principale. Tenuto presente che lo spostamento in avanti del termine per il riacquisto sposta in avanti anche il termine (ritenuto dall’AE coincidente con il termine triennale di decadenza del potere di accertamento dell'ufficio in base alla Risoluzione 6 ottobre 2003, n. 192/E) per la realizzazione del proposito abitativo. Sintetizzando le sospensioni vigenti sono le seguenti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Sospensione del termine di 18 mesi dall’acquisto della “prima casa”, termine entro il quale il contribuente deve trasferire la residenza nel Comune in cui la stessa è ubicata;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. Sospensione del termine di un anno entro il quale il contribuente che ha trasferito, per atto a titolo oneroso o gratuito, la “prima casa”, nel quinquennio dell’acquisto, deve procedere all’acquisto di un’altra casa da adibire a propria abitazione principale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Sospensione del termine di un anno entro il quale il contribuente che ha acquistato una “prima casa”, deve procedere all’alienazione della casa preposseduta;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Sospensione del termine di un anno dall’alienazione della “prima casa”, stabilito per il riacquisto di altra casa di abitazione agevolata al fine di avvalersi del credito d’imposta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 11:22:19 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PER IL PIGNORAMENTO DEI BENI COSTITUITI IN FONDO PATRIMONIALE L’ONERE DELLA PROVA A CARICO DEI CREDITORI PER PROVENTI DELL’ATTIVITA’</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-il-pignoramento-dei-beni-costituiti-fondo-patrimoniale-lonere-della-prova-a-carico-dei-creditori-per-proventi-dellattivita</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 8 febbraio 2021, n.2904, riabilita parzialmente il fondo patrimoniale, sostenendo che le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale si presumono con scopo estraneo ai bisogni della famiglia con la conseguenza che i beni vincolati in fondo patrimoniale non sono pignorabili dal creditore in modo automatico ma questi deve provare che se e in quale gli stessi sono utilizzati a fini di sostegno familiare. Importante, pertanto, è la circostanza che l’onere della prova in tale circostanza grava concretamente sul creditore. La prova dei presupposti di impignorabilità di cui all’articolo 170 del Codice civile grava sul debitore che intenda avvalersi della protezione scaturente dal vincolo del fondo patrimoniale, il quale deve dimostrare non soltanto la regolare costituzione del fondo e la sua opponibilità al creditore procedente, ma anche che il suo debito è stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia (Cassazione 5684/2006, 297/2013, 4011/2013, 5385/2013, 1652/2016); tuttavia, una volta addotta dal debitore l’estraneità dell’obbligazione assunta rispetto alla soddisfazione dei bisogni della famiglia spetta al creditore argomentare, ad esempio, che una fideiussione sia stata rilasciata dal debitore «non già quale atto di esercizio della propria attività imprenditoriale volto a garantire la banca in ordine agli affidamenti concessi funzionali allo svolgimento dell’attività della società (di cui era socio), quanto bensì per sopperire ai bisogni della famiglia».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 10:47:21 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>È REVOCABILE IL TRASFERIMENTO SORTO DOPO IL DEBITO ANCHE SE ESECUTIVO DI UN ACCORDO DI SEPARAZIONE INTERVENUTO PRIMA DEL SUO SORGERE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/e-revocabile-il-trasferimento-sorto-dopo-il-debito-anche-se-esecutivo-di-un-accordo-di-separazione-intervenuto-prima-del-suo-sorgere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 6 ottobre 2020, n. 21358 ammette la revocabilità del trasferimento immobiliare effettuato in esecuzione di un accordo di separazione, concluso prima dell’insorgenza del debito per cui si agisce, ma il cui atto traslativo ed esecutivo dello stesso è avvenuto dopo il sorgere di detto debito, poiché il trasferimento trae origine dalla libera determinazione del coniuge e diventa dovuto solo in conseguenza dell’impegno assunto in costanza dell’esposizione debitoria nei confronti del terzo creditore, sicché l’accordo separativo costituisce esso stesso parte dell’operazione revocabile e non fonte di obbligo idoneo a giustificare l’irrevocabilità ex art.2901 comma terzo. In particolare si sottolinea che, poiché la volontà, espressa nell’accordo di separazione, non integra un contratto preliminare a favore di terzi, i presupposti della revocatoria devono essere valutati rispetto all’atto stesso di disposizione del patrimonio: esso infatti ha una sua causa non in sé, ma al suo esterno, nel precedente accordo, che funge solo da causa esterna del trasferimento medesimo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 06 Mar 2021 14:52:09 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ESENZIONE ANCHE PER LE VENDITE CONNESSE ALLA SEPARAZIONE MA NON NECESSARIE PER LA STESSA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esenzione-anche-per-le-vendite-connesse-alla-separazione-ma-non-necessarie-per-la-stessa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la Cassazione 7 febbraio 2021, n.4144, l’acquisto da parte del coniuge della proprietà della casa familiare, in adempimento di una condizione della separazione consensuale, può fruire dell’esenzione di cui all’art. 19 della l. n. 74/1987 pur non essendo essenziale per addivenire alla separazione o al divorzio. Non è dunque necessario che l’accordo non abbia contenuto separativo necessario, né che la proprietà iniziale del bene non sia comune ma esclusiva di uno dei due coniugi contraenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:02:16 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RINUNZIA ESPRESSA AI CREDITI PER UNA VALIDA CANCELLAZIONE DELLA SOCIETA’</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rinunzia-espressa-ai-crediti-per-una-valida-cancellazione-della-societa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 9 febbraio 2021, n. 3136, afferma che per ritenere validamente estinta una società cancellata dal Registro Imprese in presenza di pregressi crediti di soci è necessario verificare che nell’atto di scioglimento questi ultimi abbiano “espressamente” non presuntivamente rinunziato agli stessi, risultanto irrilevante la circostanza che i crediti fossero individuati o individuabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:01:27 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GLI INTERESSI DELLA FAMIGLIA RILEVANTI AI FINI DELLA OPPONIBILITA’ DEL FONDO PATRIMONIALE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/gli-interessi-della-famiglia-rilevanti-ai-fini-della-opponibilita-del-fondo-patrimoniale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 8 febbraio 2021, n. 2904, in tema di fondo patrimoniale afferma che non sono aggredibili per debiti che i creditori conoscevano essere stati contratti per bisogni estranei alla famiglia. I "bisogni della famiglia" devono intendersi non in senso restrittivo, ma ricomprendendo anche quelle esigenze volte al pieno mantenimento ed all'armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, restando escluse solo le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:00:17 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CONTRATTO PRELIMINARE DI CESSIONE DI VARI IMMOBILI E RESPONSABILITA’ SOLIDARE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/contratto-preliminare-di-cessione-di-vari-immobili-e-responsabilita-solidare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 4 febbraio 2021, n. 2613, sostiene che quando sia stato promesso in vendita un immobile indiviso considerato nel contratto come un “unicum inscindibile”, ciascuno dei promittenti s’impegna non soltanto a prestare il consenso relativo al trasferimento della quota di comproprietà di cui è rispettivamente titolare, ma si obbliga anche a promettere il fatto altrui, cioè la prestazione del consenso da parte degli altri con la conseguenza l’obbligo del prezzo è indivisibile per volontà negoziale e ciascun venditore può esigere l’intero a titolo solidale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Mar 2021 07:58:34 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SOCIETÀ BENEFIT O S.B.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/societa-benefit-o-s-b</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 1, commi da 376 a 384 della Legge 28 dicembre 2015, n.208 (Legge di stabilità per l’anno 2016), ha introdotto il concetto di Società Benefit (S.B.), ossia la possibilità da parte per tutte le società (ad eccezione delle s.r.l.s stante la tipizzazione del loro statuto e delle cooperative sociali e delle imprese sociali, stante la specificità del loro scopo) di poter perseguire in modo congiunto finalità di lucro e di beneficio sociale i cui effetti devono prodursi in favore di comunità, territori e ambiente, beni o attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri portatori di interesse, il tutto con relativi benefici fiscali. Detto "beneficio comune” deve concretizzarsi in uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi, su una o più delle categorie sopra elencate e per ritenersi reale deve essere fortemente connesso agli scopi dell’azienda. La S.B. è una società tradizionale ma anche ente profit e come tale oltre ad avere benefici economici ha anche maggiori obblighi che impegnano il management e soci a standard più elevati, oltre che di scopo, di sostenibilità, responsabilità e trasparenza. L’acquisizione della qualifica giuridica di società benefit è vincolata dalle specifiche indicazioni statutarie e quindi per le società già esistenti, per assumere la qualifica giuridica sarà necessario modificare appositamente lo statuto con le clausole statutarie previste dalla normativa della Benefit in modo da prevedere che: nella denominazione sociale vi sia l'inserimento (non obbligatorio) delle parole “Società Benefit” o “S.B.” da utilizzare anche nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi (Comma 379); l’oggetto sociale preveda oltre all’attività propria anche le finalità di beneficio sotto forma di effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi, nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni e gruppi di soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, dall’attività delle società quali lavoratori, clienti, fornitori, finanziatori, creditori, PA e società civile (Commi 377, 378); l’individuazione dei soggetti responsabili del perseguimento delle finalità di beneficio comune; nella relazione annuale degli amministratori occorre anche indicare la descrizione degli obiettivi specifici, delle modalità e delle azioni attuate dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune e delle eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato e deve includere una sezione dedicata alla descrizione dei nuovi obiettivi che la Benefit intende perseguire nell’esercizio successivo. Uno dei punti rilevanti della L. 208/2015 che disciplina la società Benefit riguarda il trattamento fiscale, ossia la possibile deducibilità, dei costi e degli oneri afferenti alla sfera delle attività benefiche, che la società benefit si prefigge di perseguire. Manca una disposizione fiscale sul trattamento dei costi afferenti alla sfera delle attività di beneficio comune cui la SB è obbligata. In mancanza di una disposizione fiscale in tal senso, ci si chiede come si possa conciliare il principio di inerenza con l’obbligo di operare in modo sostenibile bilanciando gli interessi dei soci, quello degli altri portatori di interessi e il perseguimento delle finalità di beneficio comune. Il principio di inerenza non è mai stato esplicitamente enunciato dal legislatore. La nozione si ricava implicitamente in due norme in particolare dall’art. 109 co5 TUIR: il quale afferma che “le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi”. Ne discende, pertanto, una nozione di un principio generale di inerenza implicita nel concetto di reddito, poiché la deducibilità è condizionata da una stretta inerenza dei costi sostenuti nell’ambito dell’attività svolta dall’impresa e pertanto funzionali alla formazione del reddito. Nella prassi l’amministrazione finanziaria ha chiarito, in diverse occasioni, che l’inerenza di un costo è legata alla riferibilità dello stesso all’attività dell’impresa (risoluzione 16 maggio 2008 n. 196/E), ovvero si intende necessaria una correlazione tra costo sostenuto e reddito imponibile, il cui ambito di operatività va valutato necessariamente in relazione a tutte le attività indicate nell’oggetto sociale e in vista delle quali la società è stata costituita e al cui esercizio i soci sono tenuti a concorrere. L’Agenzia delle entrate si è pronunciata in merito con la Risoluzione n. 196/E del 16/05/2008: l’inerenza di un costo è legata alla riferibilità dello stesso all’attività dell’impresa, ovvero si intende necessaria una correlazione tra costo sostenuto e reddito imponibile, il cui ambito di operatività va valutato necessariamente in relazione a tutte le attività indicate nell’oggetto sociale e in vista delle quali la società è stata costituita e al cui esercizio i soci sono tenuti a concorrere. Vi è anche la Circolare Ministeriale 7/7/1983 n.30/9/944 e R.M. n.158/E del 28/10/1998: il concetto di inerenza non è più legato ai ricavi dell’impresa, ma all’attività della stessa, con la conseguenza che si rendono deducibili tutti i costi relativi all’attività dell’impresa e riferiti ad attività ed operazioni che concorrono a formare il reddito d’impresa. Anche la giurisprudenza si è espressa più volte in tal senso affermando il principio secondo il quale l’inerenza va intesa come “accostamento concettuale tra due entità (la spesa, o costo, e l’impresa) che determina un’imprescindibile e indissolubile correlazione fra le entità medesime”. Pertanto, il componente negativo del reddito “assume rilevanza ai fini della qualificazione della base imponibile non tanto per la sua esplicita e diretta correlazione a questa o quella specifica componente di reddito, bensì in virtù della sua correlazione con un’attività potenzialmente idonea a produrre utili per l’impresa” (Cass. n. 6502/2000; Cass. 21 gennaio 2009, n. 1465, e 24 novembre 2011, n. 24930; Cass. n.23551/2012 e n.10319/2015).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 Mar 2021 17:51:25 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>ASSEMBLEE IN VIDEOCONFERENZA SINO AL 31 LUGLIO 2021</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la legge 26 febbraio 2021, n. 21, di conversione del d.l. 31 dicembre 2020, n. 183, pubblicata nella G.U. n. 51 del 1° marzo 2021, sono stati prorogati al 31 luglio 2021 i termini, previsti dal secondo comma dell’art.106 d.l. 17 marzo 2020, n. 18, entro cui è possibile prevedere che le assemblee, ordinarie e straordinarie, delle s.p.a., s.a.p.a., s.r.l., cooperative e mutue assicuratrici, possano avvenire mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l'identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l'esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2370, quarto comma, 2479-bis, quarto comma, e 2538, sesto comma, del codice civile, senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 02 Mar 2021 20:15:09 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Lo scioglimento per mutuo consenso dell’atto compiuto entro l’anno dal nuovo acquisto prima casa non causa decadenza da tali agevolazioni.</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 77 del 2 febbraio 2021 sostiene che la risoluzione per mutuo dissenso della donazione stipulata entro un anno dal nuovo acquisto ai sensi del comma 4 bis dell’articolo 1 della nota II bis del T.U.R., al fine di evitare la decadenza dai benefici richiesti per quest’ultimo, non rientra fra le fattispecie di decadenza dall'agevolazione c.d. prima casa. Detta norma consente di fruire delle agevolazioni prima casa in relazione all'acquisto di un nuovo immobile, anche se sia già in possesso di altra abitazione acquistata con le suddette agevolazioni, a condizione che si impegni ad alienare (anche gratuitamente) l'immobile pre-posseduto entro un anno dal nuovo acquisto agevolato. La citata disposizione può considerarsi non elusa e quindi deve ritenersi rispettata anche nel caso in cui l'atto di cessione/donazione compiuto ai sensi del comma 4 bis dell’articolo 1 della nota II bis del T.U.R., venga successivamente risolto per 'mutuo consenso' in quanto la pattuizione con la quale si realizza la retrocessione del bene donato nuovamente in capo all'originario donante configura un nuovo atto di donazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Feb 2021 20:46:59 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Amministratore di sostegno non ammissibile per chi ha menomazioni solo fisiche.</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 31 gennaio 2021, n. 29981 sostiene che non può nominarsi un amministratore di sostegno in favore di chi non si trovi in uno stato di vera e propria incapacità di intendere o di volere, o di provvedere ai propri interessi. Con la conseguenza che l’amministratore di sostegno non può adottarsi per chi si trovi nella piena capacità di autodeterminarsi, pur se in condizioni di menomazione fisica, poiché adottando una soluzione differente si giungerebbe ad ammettere una ingiustificata limitazione della capacità di agire della persona pienamente lucida.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 25 Feb 2021 19:14:45 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Successione delle quote di s.n.c. da tassarsi come credito anche in caso di continuazione dell’attività</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/successione-delle-quote-di-s-n-c-da-tassarsi-come-credito-anche-in-caso-di-continuazione-dellattivita</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 1216 del 21 gennaio 2021, ha affermato che anche nel caso in cui l’erede del socio defunto di una s.n.c. decida, con il consenso dei soci superstiti, di continuare l’attività ed acquisire la partecipazione anziché il credito corrispondente ai fini del calcolo delle imposte di successioni si deve considerare il valore del credito e non la partecipazione, poiché non esiste la partecipazione del defunto non può giuridicamente considerarsi la stessa partecipazione acquisita dagli eredi: questa trattasi di una partecipazione nuova seppur di entità analoga alla precedente, che essi acquisiscono rinunciando al credito alla liquidazione della quota dello stesso socio defunto e pattuendo, quale contraccambio, il loro ingresso in società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 22 Feb 2021 10:05:51 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Nullità delle clausole di riserva di parti condominiali essenziali</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-delle-clausole-di-riserva-di-parti-condominiali-essenziali</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione del 26 gennaio 2021, n. 1610, è nulla la clausola con la quale viene esclusa dal trasferimento la proprietà di alcune delle parti comuni poiché non è possibile rinunziare a parti condominiali essenziali ai sensi dell'art. 1118 c.c.. Nel caso esaminato, il venditore, nel trasferire la proprietà di un appartamento, si era riservato ogni diritto sul cortile condominiale, rendendo impossibile l’accesso allo stesso. Pertanto la nullità non sussiste nel caso in cui venga dimostrato che la parte condominiale riservata non sia strutturalmente connessa all’unità immobiliare trasferita o che comunque non sia indispensabile per il suo utilizzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 19 Feb 2021 21:43:06 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>R.U.N.T.S. dal 1° marzo 2021 con operatività graduale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/r-u-n-t-s-dal-1-marzo-2021-con-operativita-graduale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il R.U.NT.S. previsto dal D.M. 15 settembre 2020, n.106 entra in vigore il 1° marzo p.v., prevedendo una iscrizione graduale degli Enti del Terzo Settore: a) iscrizione d’ufficio delle Associazioni di promozione sociale (A.P.S.) e delle organizzazioni di volontariato (O.D.V.) già iscritte come enti riconosciuti negli attuali registri; b) iscrizione d’ufficio, ma dopo aver ottenuto i relativi dati dall’Agenzia delle Entrate, delle attuali O.N.L.U.S.; c) iscrizione su richiesta di tutti gli altri Enti, i quali a tal fine dovranno allegare all'istanza telematica i documenti richiesti dall'articolo 8 del citato D.M. 106/2020 e in particolare: atto costitutivo, statuto, ultimi due bilanci d'esercizio, in pdf/A (firmati digitalmente dal rappresentante e autenticati in forma digitale da un Notaio); a cui seguirà la comunicazione della p.e.c. dell’ente. Solo una volta terminata tale la procedura e ottenuta la ricevuta di invio generata dal sistema si dovrà firmarla digitalmente e caricarla nuovamente sul sistema unitamente all’istanza completa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 18 Feb 2021 07:17:31 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sopraggiunto fallimento dell’acquirente e possibilità da parte dei creditori del venditore di convertire la revocatoria contro il venditore stesso in insinuazione nel fallimento dell’acquirente</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/sopraggiunto-fallimento-dellacquirente-e-possibilita-da-parte-dei-creditori-del-venditore-di-convertire-la-revocatoria-contro-il-venditore-stesso-in-insinuazione-nel-fallimento-dellacquirente</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SS.UU. della Cassazione del 24 giugno 2020, n. 12476 sostengono che nel caso in cui non sia stato possibile da parte dei creditori dell'alienante proporre domanda di revocatoria per il sopraggiunto fallimento dell'acquirente è riconosciuto agli stessi la possibilità di insinuarsi al passivo del fallimento dell'acquirente per il valore del bene oggetto dell'atto di disposizione revocabile astrattamente. Ciò in quanto l'atto revocando viene in considerazione per il suo valore e, quando l'assoggettabilità del bene all'esecuzione diviene impossibile per il principio di intangibilità del patrimonio di fallimento, il sostitutivo è dato per equivalente pecuniario mediante la predetta procedura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2021 20:38:57 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nullità dei testamenti redatti nello stesso giorno e con contenuto identico e reciproco sebbene contenuti in atti distinti</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-dei-testamenti-redatti-nello-stesso-giorno-e-con-contenuto-identico-e-reciproco-sebbene-contenuti-in-atti-distinti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 2 settembre 2020, n. 18197 sostiene che vi è nullità dei testamenti simultanei, non perché redatti in violazione del divieto dei testamenti congiuntivi o reciproci, previsto dall'art. 589 c.c., ma perché con essi (simultanei e distinti, non congiuntivi e in unico documento) si sarebbe dato esecuzione ad un impegno contrario al divieto di patti successori
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2021 20:19:25 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/nullita-dei-testamenti-redatti-nello-stesso-giorno-e-con-contenuto-identico-e-reciproco-sebbene-contenuti-in-atti-distinti</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Limiti alla proposizione della nullità per mancato rilascio alla stipula del preliminare della fideiussione a garanzia di immobili da costruire.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/limiti-alla-proposizione-della-nullita-per-mancato-rilascio-alla-stipula-del-preliminare-della-fideiussione-a-garanzia-di-immobili-da-costruire</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 18 settembre 2020, n. 19510 sostiene che non può essere accolta la domanda di nullità da parte dell’acquirente di un immobile da costruire per assenza della fideiussione di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 122/2005 quando, successivamente alla stipula del preliminare viene rilasciata (seppur tardivamente rispetto a quanto stabilito dalla norma) detta e non si sia manifestata l’insolvenza del promittente venditore e non risulti pregiudicato l’interesse del promissario acquirente. Ricorrendo tali circostanze la domanda de qua costituirebbe abuso del diritto da parte del promissario acquirente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2021 20:02:11 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dichiarazioni urbanistiche necessarie per ottenere l’esecuzione in forma specifica ex art. 2932.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/dichiarazioni-urbanistiche-necessarie-per-ottenere-lesecuzione-in-forma-specifica-ex-art-2932</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, con ordinanza 28 agosto 2020, n. 18043 afferma che non si può far luogo ad una sentenza di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. in assenza delle menzioni urbanistiche (o menzioni che non possono essere rese per assenza di regolarità urbanistica) poiché tale provvedimento ha funzione sostitutiva di un atto negoziale dovuto e non può realizzare un effetto maggiore e diverso da quello che sarebbe stato possibile alle parti a livello negoziale e a tal fine è irrilevante la possibilità di procedere ad un successiva sanatoria della nullità, prevista, per i contratti, dall’art. 40, co. 4, della L. n. 47 del 1985.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2021 19:50:33 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Momento rilevante per la tassazione del trust: l’Agenzia delle Entrate si allinea alla Cassazione</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/momento-rilevante-per-la-tassazione-del-trust-lagenzia-delle-entrate-si-allinea-alla-cassazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle con la risposta n. 106 del 15 febbraio 2021 - allineandosi a quanto sostenuto dalle recenti Cassazioni (vedasi la Cass. 29 maggio 2020 n. 10256) e sovvertendo quando sino ad ora sostenuto (circolari 48/2007 e 3/2008) – sostiene, seppur implicitamente, che il momento rilevante fiscalmente per la tassazione non è quello iniziale in cui vi è istituzione del trust ma quello finale in cui vi è la cessazione di quest’ultimo con l’attribuzione ai beneficiari del patrimonio vincolato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 16 Feb 2021 21:12:40 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Diritto di superficie per fotovoltaici  sempre al 9%</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-costituzione-del-diritto-di-superficie-destinato-a-realizzare-fotovoltaici-sconta-il-9-anche-se-riguarda-terreni-agricoli</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/psicologia-del-cambiamento-1200x742.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, n. 3461 dell’11 febbraio 2021 afferma che l’atto costitutivo del diritto di superficie su un terreno agricolo per costruire un impianto fotovoltaico, è soggetto all’imposta di registro del 9% e non del 15%. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 15:43:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rilevanza del regime di separazione dei beni in conseguenza di separazione personale dei coniugi diversificata per i coniugi stessi e per i terzi (es.: creditori o fallimento)</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rilevanza-del-regime-di-separazione-dei-beni-in-conseguenza-di-separazione-personale-dei-coniugi-diversificata-per-i-coniugi-stessi-e-per-i-terzi-es-creditori-o-fallimento</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/Labirinto-normativo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del13 gennaio 2021, n. 376, soffermandosi sul rapporto tra l’art. 2659 c.c. comma 1 (che parla di efficacia della separazione dalla trascrizione) e il nuovo art. 191 c.c., commi 2 (che parla di efficacia dalla sottoscrizione del verbale di separazione) sostiene che bisogna distinguere tra effetti della separazione dei beni nei confronti dei coniugi e nei confronti dei terzi. Tra i coniugi non si può contestate l’acquisto personale dopo la loro separazione personale, quest’ultima costituendo causa di scioglimento della comunione medesima con la decorrenza prevista dall’art. 191 c.c., comma 2, mentre per l’opponibilità ai terzi dell’acquisto come personale è necessaria e sufficiente la sola trascrizione nei registri immobiliari del regime di separazione, indipendentemente dall’annotazione del provvedimento di separazione a margine dell’atto di matrimonio. Proprio dalla modifica legislativa di cui si tratta, che si limita ad imporre l’indicazione del regime patrimoniale, risultante dalla dichiarazione dei coniugi o dal certificato dello stato civile, resta confermato che, quando lo stato di separazione legale assume un qualche rilievo, non è necessario presentare al Conservatore dei registri immobiliari l’atto di separazione, ma è sufficiente l’indicazione della circostanza che il coniuge interessato alla trascrizione è legalmente separato perché per stabilire se ed in quali limiti un determinato atto trascritto sia opponibile ai terzi deve aversi riguardo esclusivamente al contenuto della nota di trascrizione, senza necessità di esaminare anche il contenuto del titolo, che insieme con la nota, viene depositato presso la conservatoria dei registri immobiliari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 15:17:43 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tutti gli atti collegati alla separazione/divorzio dei coniugi sono esenti senza più distinzione tra atti necessari o stipulati in occasione di tale evento.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/tutti-gli-atti-collegati-alla-separazione-divorzio-dei-coniugi-sono-esenti-senza-piu-distinzione-tra-atti-necessari-o-stipulati-in-occasione-di-tale-evento</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione del 9 febbraio 2021, n. 3074 sostiene che l'agevolazione di cui alla L. n. 74 del 1987, art. 19 – alla luce della Corte Cost., sentenza n. 154 del 1999 e del D.L. n. 132 del 2014, artt. 6 e 12, conv. con modif. nella Legge n. 162/2014 - spetta per tutti gli atti esecutivi degli accordi intervenuti tra i coniugi in esito alla separazione personale o allo scioglimento del matrimonio, atteso il carattere di "negoziazione globale" attribuito alla liquidazione del rapporto coniugale. Tutti gli atti collegati alla separazione/divorzio- senza che possa darsi più rilievo alla vecchia distinzione tra atti necessari o stipulati in occasione di tale evento - rinvengono il loro fondamento nella centralità del consenso dei coniugi con la conseguenza che possono considerarsi agevolate anche la vendita a terzi di un immobile in comproprietà e la successiva divisione del ricavato o la divisione giudiziale/consensuale dei beni caduti in comunione ordinaria per via della separazione. In considerazione del carattere di negoziazione globale che la coppia in crisi attribuisce al momento della "liquidazione" del rapporto coniugale si attribuisce a detti accordi la qualificazione di contratti tipici, denominati "contratti della crisi coniugale", la cui causa è proprio quella di definire in modo non contenzioso e definitivo la crisi con la conseguenza che come tali possono usufruire dell'esenzione di cui alla L. n. 74 del 1987, art. 19, nel testo conseguente alla pronuncia n. 154/1999 della Corte costituzionale, salvo che l'Amministrazione contesti e provi, secondo l'onere probatorio cedente a suo carico, la finalità elusiva degli atti medesimi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 11 Feb 2021 19:11:56 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Imposte alte per le donazioni indirette non dichiarate ma accertate successivamente.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imposte-alte-per-le-donazioni-indirette-non-dichiarate-ma-accertate-successivamente</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione con l’ordinanza n. 28047 del 9 dicembre 2020 precisa che in assenza di un atto di donazione formale e di un’attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate circa l’esistenza di donazioni indirete sull’importo eccedente la franchigia si applica l’aliquota più alta esistente dell’8%. Al riguardo si evidenzia che l’articolo 56 bis D.Lgs. 346/1990 non può ritenersi implicitamente abrogato a seguito dell’emanazione dell’articolo 2, commi da 47 a 53, D.L. 262/2006, ed anzi la norma è diretta ad incentivare l’autodichiarazione del contribuente, anche per limitare, con costi a carico dello Stato, l’esercizio del potere di accertamento dell’Amministrazione finanziaria.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 10 Feb 2021 09:57:10 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’onere apposto ad una donazione non va tassato.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/lonere-apposto-ad-una-donazione-non-va-tassato</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/tradurre-in-pratica-quotidiana-il-bisogno-di-cambiamento-960x480.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’onere apposto ad una donazione non va tassato.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Feb 2021 14:09:15 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>Imposte indirette e dirette della clausola penale</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La clausola penale, con cui si conviene che, in caso d’inadempimento o di ritardo nell’adempimento, indipendentemente dalla prova e salvo previsioni di maggiori danni, uno dei contraenti è tenuto ad una determinata prestazione, è assoggettata alle seguenti imposte indirette e dirette. Circa le imposte indirette, l’Agenzia Entrate, Direzione Regionale del Lazio con il Documento numero 37916 dell’11/16 maggio 2016, paragrafo 4, la risoluzione ministeriale n. 310388 del 18 giugno 1990 e Comm. Trib. Prov. Milano, sez. I, 13 febbraio 2019 n. 618 affermano che la previsione di una clausola penale produce i suoi effetti solo a seguito dell’inadempimento dell’obbligazione principale con la conseguenza che la sola previsione contrattuale è soggetta sempre a imposta fissa, applicazione, per analogia, la disciplina degli atti sottoposti a condizione sospensiva di cui all’art. 27 del TUR: l’imposta di registro sarà dovuta nella misura proporzionale del 3% solo all’avverarsi della condizione stessa/evento previsto. All’avveramento è dovuta l’imposta del 3% poiché detta clausola è inserita nel contratto per volontà delle parti e non per connessione necessaria o legale. Circa le imposte dirette sui redditi, bisogna distinguere tra persone giuridiche e persone fisiche. Per le prime i redditi prodotti sono tassati indipendentemente dalla fonte da cui derivano, ai sensi dell’articoli 6, comma secondo, 81 e 88 e dell’articolo 6, comma secondo del D.P.R. 22 dicembre 1986 numero 917, con la conseguenza che assumono rilevanza reddituale le indennità risarcitorie sostitutive, in tutto o in parte, dei mancati guadagni del percipiente (c.d. lucro cessante), non anche quelle erogate al fine di reintegrare il suo patrimonio (c.d. danno emergente). La conseguenza, quanto al presupposto impositivo, è la necessaria individuazione della funzione di qualsiasi attribuzione, al fine di stabilire se è correlata o meno al risarcimento del danno, nella consapevolezza che spetta al contribuente l’onere di fornire la “prova negativa” in ordine alla natura reddituale (cfr., per tutte, Cass. 20 agosto 2007 n. 17710). Per le persone fisiche la quantificazione pattizia preventiva del risarcimento derivante dall’inadempimento o dal ritardo nell’adempimento rimane naturalmente fuori dall’orbita della tassazione ai fini IRPEF. Circa il regime IVA si ricorda che sono esclude dal computo della base imponibile le somme dovute a titolo di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o del committente ai sensi dell'articolo 15, comma I, n. 1, D.P.R. 26 ottobre 1972 numero 633 e della risoluzione A.E. del 6 dicembre 1989 n. 550293.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 07 Feb 2021 15:43:13 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Associazioni Sportive e adeguamento al Terzo Settore (E.T.S.)</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il C.O.N.I. e l’Agenzia delle Entrate hanno confermato la possibilità per tutte le A.S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche), iscritte o meno come A.P.S. (Associazioni di Promozione Sociale) di iscriversi nell’apposita sezione A.P.S. del nuovo R.U.N.T.S. (Registro Unico del Terzo Settore) anche tenendo conto della loro natura mutualistica piuttosto che solidaristica. Occorre ricordare che le A.S.D. che oggi risultano iscritte solo al C.O.N.I. ma non come A.P.S. e che intendono che intendono iscriversi al R.U.N.T.S., a differenza di quelle già in possesso di tale qualifica A.P.S., dovranno procedere all’adeguamento statutario con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria (e non quelle ordinarie anche se fino al 31 marzo 2021 riservata alle A.S.D. e A.P.S.) e dovranno fare espressa richiesta di iscrizione al R.U.N.T.S. non potendo godere come le altre di un’iscrizione automatica. Inoltre, tutti gli statuti delle A.S.D. e A.P.S. dovranno avere clausole statutarie compatibili con l’articolo 90, commi 17 e 18, legge 289/02, con la normativa C.O.N.I. a cui l’ente aderisce quindi in sintesi: la clausola sull’assenza di scopo di lucro, prevista da entrambe le normative; la clausola relativa all’oggetto sociale, che dovrà riportare l’indicazione dell’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, ai sensi sia di quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera t) C.T.S., sia all’articolo 90, comma 18, lettera b) legge 289/02; la clausola in materia di devoluzione del patrimonio dovrà prevedere che, in caso di scioglimento o estinzione dell’ente, il patrimonio sarà devoluto ad altre associazioni del Terzo settore purché aventi analoghe finalità sportive/mutualistiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Feb 2021 11:06:22 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Divieto di alienazione per i terreni gravati da usi civici legittimati ma non ancora affrancati?</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/divieto-di-alienazione-per-i-terreni-gravati-da-usi-civici-legittimati-ma-non-ancora-affrancati</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Legge 20 novembre 2017, n. 168, definisce i domini collettivi come situazione giuridica in cui una determinata estensione di terreno di proprietà pubblica o privata, è oggetto di godimento da parte di una collettività determinata, abitualmente per uso agro-silvo-pastorale e per essi prevede una serie di norme per la loro valorizzazione e tutela. Tra queste ultime si evidenzia quella dell’art. 3 che sancisce l’inalienabilità, indivisibilità e inusucapibilità e perpetua destinazione agro-silvo-pastorale per detti domini collettivi. Tale norma in realtà, avendo un fine meramente riorganizzativo delle varie e disordinate norme di settore, non dovrebbe aver modificato quanto sostenuto con la vecchia normativa (da Dottrina, C.N.N., Circolare Agenzia del Territorio del 26 febbraio 2004 N 2//T e dalle Cass. SS.UU. 8 agosto 95, n8673). Tenendo conto di ciò, seppur non senza dubbi, si deve sostenere che il divieto di alienazione non valga per i terreni in cui gli usi civici siano stati legittimati seppur non ancora affrancati in quanto tali diritti permangono con obblighi a carico dei successivi proprietari e comunque non può tale divieto ritenersi esistente per quelle terre in cui l’uso civico non possa neppure astrattamente esercitarsi per trasformazione dei luoghi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Feb 2021 07:41:12 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Revocabilità dei trasferimenti tra gli ex coniugi</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/revocabilita-dei-trasferimenti-tra-gli-ex-coniugi</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione 11 gennaio 2021, n. 161, sostiene che il trasferimento eseguito in attuazione delle disposizioni convenute dai coniugi in sede di separazione consensuale è assoggettabile a revocatoria quanto vi sono eventus damni (nel caso in esame: ragione di credito è anteriore all’atto dispositivo) e scientia damni (convivenza o rapporto familiare del terzo acquirente).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Feb 2021 07:10:29 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Detrazioni per demo-ricostruzioni con diversa ripartizione degli spazi interni, asseverazione non contestuale e subentro nel permesso edilizio</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-per-demo-ricostruzioni-con-diversa-ripartizione-degli-spazi-interni-asseverazione-non-contestuale-e-subentro-nel-permesso-edilizio</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta a interpello n. 82/2021 del 3 febbraio 2021 l'Agenzia delle Entrate ritiene che in tali circostanze si abbia comunque diritto alle detrazioni per i motivi di seguito esplicitati:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) nel caso l'iter autorizzativo sia stato avviato dal precedente proprietario e l'impresa di costruzione o ristrutturazione acquirente subentri provvedendo a realizzare la demolizione e ricostruzione dell'edificio vi è il diritto alla detrazione in quanto l'avvio dell'iter autorizzativo da parte dell'originario proprietario non è ostativo alla fruizione della detrazione prevista dall'articolo 16, comma 1-septies del d.l. 63/2016, in quanto la norma prevede che gli interventi siano eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, senza alcun condizionamento in merito al soggetto che ha avviato l'iter burocratico;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) nel caso in cui il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e la relativa asseverazione non siano stati presentati dall'originario proprietario, ma vengano prodotti dall'impresa di costruzione acquirente, subentrata nel titolo abilitativo, prima dell'inizio dei lavori vi è diritto alla detrazione in quanto con riferimento al momento della presentazione del progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e della relativa asseverazione, alla luce della nuova formulazione dell'articolo 3, comma 3, del D.M. 58/2017, modificato dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 9 gennaio 2020, n. 24 che ha inserito anche il riferimento al permesso di costruire, possa ritenersi tempestivo il deposito prima dell'inizio dei lavori. Inoltre in conformità al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 5 giugno 2020 trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, con nota del 24 giugno 2020, le imprese che effettuano gli interventi su immobili ubicati in zone 2 e 3 in base a procedure autorizzatorie iniziate successivamente al 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019 - data di entrata in vigore della disposizione che ha esteso l'agevolazione anche agli immobili ubicati nelle predette zone 2 e 3 - e che non hanno presentato l'asseverazione in parola, in quanto non rientranti nell'ambito applicativo dell'agevolazione in base alle disposizioni pro tempore vigenti, possono integrare i titoli abilitativi con la predetta asseverazione, al fine di consentire la fruizione della detrazione ai soggetti acquirenti. Tale integrazione, deve essere effettuata entro la data di stipula del rogito dell'immobile oggetto degli interventi di riduzione del rischio sismico;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            3) nel caso, in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla norma, l'intervento preveda la demolizione di un fabbricato esistente in comproprietà tra due imprese di costruzione immobiliare che, successivamente, provvedono a frazionare in due parti l'area su cui il fabbricato insisteva, ad acquisire la proprietà esclusiva di un'area ciascuna e a realizzare separatamente due nuovi fabbricati (con un aumento volumetrico autorizzato) vi è diritto alla detrazione poichè con riferimento alle diverse fasi e alla suddivisione dell'intervento prospettato, la norma non pone condizionamenti in merito all'esclusività della proprietà del fabbricato da parte di un unico soggetto o all'indivisibilità dell'area nel caso, ad esempio di più edifici rispetto alla situazione preesistente, qualora le norme lo consentano. Al riguardo viene evidenziato che tale separazione consente una migliore gestione dei rapporti con i clienti e i fornitori e non può rappresentare una condizione ostativa al riconoscimento della detrazione in esame agli acquirenti delle unità immobiliari realizzate in entrambi i nuovi edifici, che acquistino entro i 18 mesi dalla fine dei lavori. La qualificazione di un'opera edilizia (quale risultante dal futuro titolo amministrativo di autorizzazione dei lavori) spetta, in ultima analisi, al Comune o ad altro ente territoriale, in qualità di organo competente in tema di classificazioni urbanistiche e presuppone valutazioni di natura tecnica che esulano dalle competenze dell'Agenzia delle entrate. La disposizione normativa di cui all'articolo 16, comma 1-septies del citato decreto legge n. 63 del 2013, prevede per gli acquirenti la possibilità di fruire della detrazione anche per gli interventi realizzati dall'impresa di costruzione "mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine si ricordi che la normativa di riferimento è quella del comma 1-septies dell'articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, inserito dall'articolo 46-quater del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successivamente, così modificato dall'articolo 8, comma 1, decreto legge 30 aprile 2019, n, 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58 prevede che «qualora gli interventi di cui al comma 1-quater [del medesimo articolo 16] siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (...) mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell'immobile, le detrazioni dall'imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma 1-quater spettano all'acquirente delle unità immobiliari, rispettivamente nella misura del 75 per cento e dell'85 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell'atto pubblico di compravendita e comunque, entro un ammontare massimo dispesa pari a 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare (...)».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2021 15:52:23 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Nessuna decadenza dalle agevolazioni Prima Casa per chi cede l’unità agevolata ma se ne riappropri stipulando uno scioglimento consensuale</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nessuna-decadenza-dalle-agevolazioni-prima-casa-per-chi-cede-lunita-agevolata-ma-se-ne-riappropri-stipulando-uno-scioglimento-consensuale</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta a interpello n.77 del 2 febbraio 2021 l’Agenzia delle Entrate afferma che non vi è decadenza dalle agevolazioni Prima Casa se l'acquirente di un’abitazione, per cui ha chiesto (per la seconda volta) le già menzionate agevolazioni, dona la casa già posseduta (acquistata anch’essa con le agevolazioni Prima Casa) se decida consensualmente al donatario di sciogliere tale donazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 03 Feb 2021 08:40:07 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Precisazioni dell’A.E. in merito alla rivalutazione dei terreni.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/precisazioni-della-e-in-merito-alla-rivalutazione-dei-terreni</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1 del 22 gennaio 2021in tema di rideterminazione delle partecipazioni e dei terreni precisa che con l’art. 1 commi 693 e 694 della legge 160/2019 modificato da ultimo con la legge di bilancio 2021 (L. 178/2020 art. 1, commi 1122-1123) per i terreni e le partecipazioni detenuti alla data del 1 gennaio 2021 vi è la possibilità di redazione della perizia e il pagamento dell’imposta sostitutiva entro il 30 giugno 2021, e che, al riguardo, non assumono rilevanza, ai fini dell’abbattimento di valore, gli oneri inerenti, compresa l’imposta di successione e donazione, ad eccezione delle spese sostenute per la redazione della perizia; infine si precisa che tra i soggetti abilitati alla redazione delle perizie oltre alle cancellerie dei tribunali, possono annoverarsi anche gli uffici dei giudici di pace e i notai. In meccanismo della rideterminazione è perfezionato con il pagamento dell’intera imposta sostitutiva dovuta o della prima rata e che tale perfezionamento, anche laddove il valore rivalutato non sia utilizzato ai fini della determinazione della plusvalenza, da un lato precluderà l’esercizio del diritto al rimborso, dall’altro lato darà causa al pagamento delle rate successive in caso di opzione per versamento frazionato. Il diritto al rimborso potrà invece sorgere sia nel caso in cui il meccanismo della rivalutazione non si sia perfezionato a causa del tardivo versamento dell’imposta sostitutiva o della prima rata che nel caso di nuova rideterminazione. Circa la rivalutazione dei terreni, recepisce l’orientamento, recentemente espresso dalla Cassazione a Sezioni Unite nelle pronunce 2321 e 2322 del 31 gennaio 2020, sulla valenza dell’indicazione in atto del valore periziato precisando che l’indicazione in atto di un valore inferiore a quello di perizia non comporta la decadenza dalla rivalutazione già operata, né la possibilità di accertare la plusvalenza secondo il valore storico del bene, salvo comunque il potere di compiere le opportune circa la base imponibile con riguardo alle imposte sui trasferimenti.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 02 Feb 2021 15:34:52 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esenzione IMU per immobili intestanti singolarmente ai coniugi e fusi solo “ di fatto” ma non ancora “catastalmente”.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/esenzione-imu-per-immobili-intestanti-singolarmente-ai-coniugi-e-fusi-solo-di-fatto-ma-non-ancora-catastalmente</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Mef, nelle risposte al Telefisco 2021 - richiamando la circolare 27/E/2016, con cui l’agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti su “accatastamento unico” e “unione di fatto ai fini fiscali” (ma si veda anche la nota 15232/2002 dell’Agenzia del Territorio – riconosce l’esenzione IMU nel caso in cui le due distinte abitazione dei coniugi costituiscono, dopo i necessari lavori di adeguamento, di fatto una nuova ed unica unità immobiliare sebbene non possa ancora avvenire una fusione catastale per disomogeneità soggettiva (ossia unità intestate a soggetti differenti).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2021 12:48:55 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IMU al 50% per non residenti (italiani anche non iscritti all’AIRE e non) purché pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia; residente in uno Stato di assicurazione diverso</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imu-al-50-per-non-residenti-italiani-anche-non-iscritti-allaire-e-non-purche-pensione-maturata-in-regime-di-convenzione-internazionale-con-litalia-residente-in-uno-stato-di-assicurazione-diverso</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020) prevede una riduzione del 50% dell’IMU dovuta per una sola abitazione posseduta in Italia da soggetti non residenti nel territorio dello Stato, che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia. La nuova agevolazione risulta diversa da quella soppressa e prevista per gli iscritti Aire (anagrafe italiani residenti all’estero), prevista dall’articolo 9-bis del Dl 47/2014, in vigore fino al 2019. La normativa non distingue più a tal fine tra cittadini italiani (residenti e non) e non italiani ma «a soggetti non residenti nel territorio dello Stato», anche perché verso detta vecchia normativa la Commissione Ue aveva avviato contro l’Italia la procedura di infrazione n. 2018/4141, ritenendo l’aiuto discriminatorio in favore dei pensionati italiani. Pertanto, lo sconto Imu può trovare applicazione, ad esempio, anche nel caso di immobile posseduto da un cittadino tedesco – quindi non residente nel territorio italiano – che sia titolare di una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residente in uno Stato di erogazione diverso dall’Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2021 11:59:26 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La fusione atipica tra enti non lucrativi sconta l’imposta al 3%</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-fusione-atipica-tra-enti-non-lucrativi-sconta-limposta-al-3</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 227 del 12 gennaio 2021 sostiene che l'imposta di registro relativa a fusione o incorporazione di enti, si applica in misura fissa, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, tariffa allegata, art. 4, lett. b), solo nei casi in cui la fusione riguardi enti e società svolgenti attività commerciale o agricola, mentre si applica l'imposta proporzionale del 3 per cento, prevista dall'art. 9 medesima tariffa qualora l'operazione riguardi enti svolgenti attività diverse da quelle commerciali o agricole (es.: associazioni o fondazioni).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2021 17:13:11 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il trasferimento di beni al trustee non sconta le imposte proporzionali di successione e donazione.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-trasferimento-di-beni-al-trustee-non-sconta-le-imposte-proporzionali-di-successione-e-donazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 729 del 19 gennaio 2021, allineandosi a recenti pronunzie, non sconta l'imposta di donazione, così come di quella proporzionale di registro ed ipocatastale in quanto non si realizza un trasferimento effettivo di ricchezza: un tale trasferimento non è riscontrabile nell'atto istitutivo di trust né nell'atto di dotazione patrimoniale tra disponente e trustee poiché essi sono solo strumentali ed attuativi degli scopi di segregazione e di apposizione del vincolo di destinazione. L’imposizione proporzionale, pertanto, vi sarà e attribuzione finale del bene al beneficiario a compimento e realizzazione del trust medesimo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2021 16:06:18 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’edificio composto da due unità immobiliari di cui uno stesso soggetto è, rispettivamente, proprietario e nudo proprietario può accedere al superbonus.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/ledificio-composto-da-due-unita-immobiliari-di-cui-uno-stesso-soggetto-e-rispettivamente-proprietario-e-nudo-proprietario-puo-accedere-al-superbonus</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta n.58 del 27 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate, alla luce del nuovo comma 9, lettera a), dell’articolo 119 del D.L. N.34/2020 CHE include tra i soggetti ammessi al superbonus anche le persone fisiche che non svolgano attività di impresa, arte o professione, afferma che le detrazioni in oggetto spettano anche con riferimento ad interventi effettuati su edifici composti da due a quattro unità immobiliari, distintamente accatastate, anche se possedute da un unico proprietario. Nel caso esaminato il contribuente risultava essere proprietario di una delle due unità immobiliari facenti parti di un edificio e nudo proprietario dell’altra; titolare del diritto di usufrutto era suo padre. La risposta in oggetto comunque conferma che il diritto di usufrutto non è sufficiente per avere una un condominio con la conseguenza che ad esempio, per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione, il limite massimo di spesa sarà pari a 20mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 Jan 2021 15:51:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PASSAGGIO DAL NOTAIO PER LE ONLUS AI FINI DELL'ISCRIZIONE NEL NUOVO RUNTS</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/passaggio-dal-notaio-per-le-onlus-ai-fini-dell-iscrizione-nel-nuovo-runts</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A partire dal 1° aprile 2021, giorno previsto per la piena operatività del nuovo RUNTS (Registro Unico Nazione Terzo Settore) spetterà al notaio che ha verbalizzato la delibera di adeguamento dello statuto delle ONLUS con personalità giuridica il compito di verificare la sussistenza delle condizioni richieste per l’iscrizione in tale registro - che dovrà avvenire entro 20 giorni dall'adeguamento - e quindi tra l'altro la verifica dello svolgimento delle attività di interesse generale, la presenza di clausole di divieto di distribuzioni di utili e la verifica della sussistenza del patrimonio minimo indicato dall’articolo 22 del Codice del Terzo Settore, pari a 15.000,00 euro per le associazioni e 30.000,00 per le fondazioni. Inoltre le ONLUS con personalità giuridica, che abbiano provveduto all’adeguamento statutario prima dell’avvio dell’operatività del Runts sono tenute a un secondo passaggio dal notaio, per attivare tale iscrizione. Al riguardo il Consiglio notarile di Milano con la Massima n. 4 del 27 ottobre 2020 precisa che a tal fine gli organi competenti della ONLUS potranno da subito delegare il Presidente o altri membri dell’organo amministrativo a depositare al notaio, dopo l’operatività del Registro, lo statuto adeguato alle disposizioni del CTS, nonché la documentazione patrimoniale, con decorrenza solo da tale momento del termine di 20 giorni per l’iscrizione. Così, il notaio potrà svolgere le opportune verifiche di legittimità e richiedere l’iscrizione evitando un ulteriore passaggio assembleare. La descritta procedura potrà essere adottata anche dalla ONLUS che, con l’iscrizione nel RUNTS, intenda ottenere la personalità giuridica. Così, l’organo collegiale competente può delegare sin dalla delibera di adeguamento dello statuto, contenente la scelta di conseguire la personalità giuridica, un membro dell’organo amministrativo a depositare al notaio, dopo l’avvio dell’operatività del RUNTS o dopo il termine dell’articolo 104, comma 2, del CTS lo statuto adeguato e la necessaria documentazione contabile. A valle di ciò, il notaio provvederà a verificare la sussistenza delle condizioni previste dal CTS, compreso il patrimonio, richiedendo entro 20 giorni al deposito degli atti e della ulteriore documentazione presso il RUNTS. Quanto al patrimonio minimo richiesto per l’ottenimento della personalità giuridica, la verifica della sua sussistenza da parte del notaio va effettuata in base a documenti contabili/patrimoniali aggiornati a data non anteriore a 120 giorni rispetto a quella della delibera portante la decisione di iscriversi al Registro o, nei casi sopra indicati, rispetto al momento del deposito della documentazione al notaio per ottenere l’iscrizione come sostenuto dalla Massima n. 3 del 27 ottobre 2020 del Consiglio notarile di Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 Jan 2021 15:41:29 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>PER LE ONLUS CONVIENE l'ADEGUAMENTO AL NUOVO REGIME DEL TERZO SETTORE (E.T.S.) CON EFFETTO IMMEDIATO O DIFFERITO?</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-le-onlus-conviene-adeguamento-con-effetto-immediato-o-differito-al-nuovo-regime-del-terzo-settore</link>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l'operativa del Runts, attesa per il 1° aprile 2021, le Onlus potranno scegliere di rimanere ancora iscritti all’Anagrafe unica istituita presso l’agenzia delle Entrate o accedere immediatamente al Registro assumendo la qualifica di ente del Terzo settore (Ets). Fino al 31 marzo 2021 le Onlus potranno adeguare gli statuti al Codice del Terzo settore (Dlgs 117/2017 o Cts) beneficiando delle maggioranze e delle modalità previste per l’assemblea ordinaria, mentre alla scadenza di tale termine l'adeguamento sarà possibile solo con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria. L'adeguamento comporta: l'individuazione di una o più attività di interesse generale tra i settori di cui all’articolo 5 del Cts o all’articolo 2 del Dlgs 112/2017, con possibilità di prevedere lo svolgimento di attività diverse di cui all’articolo 6 del Cts, nei limiti di secondarietà e strumentalità; la previsione di clausole che prevedano assenza di scopo di lucro, divieto di distribuzione di utili e devoluzione del patrimonio. Per i particolari enti che rivestano la qualifica di ONLUS non tutte le modifiche possono avere efficacia immediata perchè alcune delle nuove disposizioni contengono regole incompatibili con la disciplina Onlus, con la conseguenza che di dovrà subordinare l’efficacia di tali modifiche (o dell'intero deliberato) alla definitiva abrogazione del regime Onlus. Sempre per gli enti con qualifica di Onlus si deve ricordare che essi potranno accedere al Registro dal momento in cui questo sarà operativo e fino al 31 marzo dell’anno successivo all’abrogazione dell’Anagrafe delle Onlus, poiché oltre tale termine, gli stessi saranno obbligati a devolvere il proprio patrimonio incrementale acquisito nel periodo in cui sono state iscritte nell’Anagrafe delle Onlus. La scelta se adeguarsi alla nuova normativa con delibere aventi effetti immediati o differiti all'abrogazione del vecchio regime ONLUS, dipende da aspetti pratici, poiché con l'iscrizione al nuovo Runts, all’ente continuerà ad applicare i benefici legati alle agevolazioni previste in tema di erogazioni liberali (articolo 83 del Cts), ma sarà sottoposto, ai fini della determinazione del reddito, alle regole ordinarie del Tuir. In termini operativi l'iscrizione immediata al Runts potrebbe convenire alle Onlus che non svolgono attività commerciale in quanto potranno continuare ad applicare il regime della “Mini Ires” (articolo 6 del Dpr 601/1973) ai proventi derivanti dall’attività di gestione del patrimonio applicando l’aliquota Ires dimezzata, sino al periodo di imposta successivo all’autorizzazione Ue, mentre tale scelta potrebbe non convenire alle Onlus che svolgono attività commerciale, a cui converrà mantenere la qualifica sino all’abrogazione del relativo regime beneficiando della tassazione agevolata prevista dal Dlgs n. 460/1997 e quindi subordinare l’efficacia delle modifiche statutarie di adeguamento al termine di cui all’articolo 104, comma 2, del Cts.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 Jan 2021 15:24:18 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/per-le-onlus-conviene-adeguamento-con-effetto-immediato-o-differito-al-nuovo-regime-del-terzo-settore</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>CONTRATTO DI CONVIVENZA NOTARILE PER CONSENTIRE ALLO STRANIERO DI OTTENERE LA RESIDENZA IN ITALIA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/contratto-di-convivenza-notarile-per-consentire-allo-straniero-di-ottenere-la-residenza-in-italia</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tribunale di Bologna (ord. 3 febbraio 2020, n. 21280) e il Tribunale di Modena (ord. 7 febbraio 2020, n. 3703) hanno esteso l’applicabilità del regime di convivenza di fatto anche alle coppie formate da un cittadino italiano ed un cittadino straniero, non ancora titolare di un permesso di soggiorno e quindi non ancora residente in Italia affermando che “lo straniero ha diritto all’ingresso in Italia e al ricongiungimento con il partner italiano, se intrattiene con questi una stabile relazione, non registrata, ma debitamente attestata da documentazione ufficiale.” Pertanto con la sottoscrizione di un contratto di convivenza notarile vi è da parte dello straniero, privo di autonomo titolo di soggiorno duraturo, il diritto ad ottenere la residenza in Italia ai fini dell’unità familiare. In passato si riteneva che per sottoscrivere un contratto di convivenza, fosse necessaria l’attualità della residenza in Italia del cittadino straniero e quindi che lo stesso fosse già in possesso di un idoneo permesso di soggiorno (diverso da quello per vacanze o studio) ciò anche ai sensi dell’art. 6, comma 7 del d.lgs. 286/1998, (ed ex circolare ministeriale n. 9/2012 Min. Int.) che impone allo straniero che voglia iscriversi all’anagrafe l’obbligo di esibire regolare titolo di soggiorno. Secondo tale nuova interpretazione - basata su quanto prevede l’art. 3 D.Lgs. 30/2007, che recepiva i dettami della direttiva  2004/38/CE, e che riconosceva, l’esistenza di un “diritto all’agevolazione dell’ingresso e del soggiorno anche al partner con cui il cittadino dell'Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata con documentazione ufficiale” - ai fini dell’ottenimento della residenza si può produrre ai Comuni ed ai fini dell’ottenimento della residenza alternativamente o un soggiorno certificato da regolare permesso oppure, in maniera del tutto nuova, che sussiste una stabile relazione attestata da un apposito contratto di convivenza autenticato da un notaio. Detta nuova interpretazione è conforme anche a quanto sostenuto dalla Cassazione (ordinanza 13 aprile 2018, n. 9178), la quale ha affermato che “Si ha convivenza more uxorio … qualora due persone siano legate da un legame affettivo stabile e duraturo, in virtù del quale abbiano spontaneamente e volontariamente assunto reciproci impegni di assistenza morale e materiale: ai fini dell'accertamento della configurabilità della convivenza more uxorio, i requisiti della gravità, della precisione e della concordanza degli elementi presuntivi, richiesti dalla legge, devono essere ricavati in relazione al complesso degli indizi (quali, a titolo meramente esemplificativo, un progetto di vita comune, l'esistenza di un conto corrente comune, la compartecipazione di ciascuno dei conviventi alle spese familiari, la prestazione di reciproca assistenza, la coabitazione), i quali devono essere valutati non atomisticamente ma nel loro insieme e l'uno per mezzo degli altri”. Per la stipula di un contratto di convivenza ai fini dell’iscrizione dello straniero come soggetto residente in Italia, anche se privo di permesso di soggiorno stabile (ossia diverso da vacanza o studio), è necessario verificare oltre che il regolare ingresso in Italia anche che sia rispettato il “principio di reciprocità” (ossia che anche ad un italiano sia consentito nel Pese dello straniero convivente stipulare analogo contratto) e il citato contratto di convivenza abbia un contenuto minimo (esempio: residenza e conto corrente comune; compartecipazione dei conviventi alle spese familiari, la prestazione di reciproca assistenza) in modo da attestare l’impegno reciproco come indicato dalla precitata Cassazione e che allo stesso siano allegati (o perlomeno verificati) documenti che escludano l’esistenza di situazioni di incompatibilità (stato di famiglia per escludere parentele o affinità e certificati di assenza di matrimoni in essere).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 24 Jan 2021 11:56:29 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>NESSUN ACCERTAMENTO IN CASO DI CESSIONE A VALORE INFERIORE A QUELLO INDICATO NELLA PERIZIA DI RIVALUTAZIONE PER L’ABBATTIMENTO DELLA PLUSVALENZA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nessun-accertamento-in-caso-di-cessione-a-valore-inferiore-a-quello-indicato-nella-perizia-di-rivalutazione-per-labbattimento-della-plusvalenza</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1/E del 22 gennaio 2021 (uniformandosi alle SS.UU. nn.2321 e 2322 del 31 gennaio 2020) sostiene che il valore indicato nella perizia asseverata e redatta per la rivalutazione dei terreni edificabili (attualmente la rivalutazione è consentita dai commi 1122 e 1123 dell’articolo 1 della legge 178/20) non determina alcun vincolo nella successiva vendita con la conseguenza che è esclusa la possibilità dell’Amministrazione finanziaria di accertare una plusvalenza basandosi sul costo storico di acquisto del bene. Detta decisione è basata sulla circostanza per cui negli ultimi dieci anni vi è stato un calo delle quotazioni di mercato, che ha fatto diventare i valori delle perizie precedenti eccessivi rispetto ai prezzi realizzabili. In passato l’Agenzia sosteneva che nel caso fosse stata ceduta l’area a un valore inferiore a quello di perizia, si ipotizzava una sorta di “rinuncia” al valore asseverato, quantificando la plusvalenza come differenza tra il corrispettivo percepito e il valore di carico “storico. L’Agenzia inoltre pretendeva dall’acquirente le imposte di registro e ipocatastali sul valore minimo di perizia o anche superiore e questo è in linea con l’articolo 7, della legge 448/2001.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 23 Jan 2021 10:21:31 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>LA DETRAZIONE SUPERBONUS PER EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DI UN EDIFICIO AMPLIATO SENZA DEMOLIZIONE SPETTA SOLO PER I LAVORI RIFERITI ALLA PARTE PREESISTENTE, SALVO CHE PER I FOTOVOLTAICI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-detrazione-superbonus-per-efficientamento-energetico-di-un-edificio-ampliato-senza-demolizione-spetta-solo-per-i-lavori-riferiti-alla-parte-preesistente-salvo-che-per-i-fotovoltaici</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 24 dell’8 gennaio 2021 ha affermato che il proprietario di un'abitazione unifamiliare indipendente che intende effettuare un intervento di ristrutturazione senza demolizione, con ampliamento del volume riscaldato e contestualmente interventi di efficientamento energetico consistenti nella realizzazione di cappotto esterno, pompa di calore e fotovoltaico, sulla porzione di abitazione esistente che porteranno ad un miglioramento di due classi energetiche dell'immobile, possa fruire, con riferimento agli interventi riconducibili all'efficientamento energetico, delle maggiori agevolazioni previste dal Superbonus per le spese sostenute relative alla parte esistente con esclusione, quindi, delle spese riferite all'ampliamento. Con riferimento, invece, all'installazione dell'impianto fotovoltaico il Superbonus spetta sull'intera spesa sostenuta, nei limiti previsti dalla norma, a nulla rilevando che il predetto impianto sia a servizio anche della parte ampliata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 Jan 2021 13:26:32 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>NON SI CONSIDERANO NEL COARCERVO LE VECCHIE DONAZIONI ESENTI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/non-si-considerano-nel-coarcervo-le-vecchie-donazioni-esenti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Buone notizie in tema di imposte di successione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/lettera4_jpg140520141223458155.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione n. 727 del 19 gennaio 2021 sostiene che non sono oggetto di coacervo le donazioni esenti da imposta. Quindi devono considerarsi irrilevanti ai fini del calcolo del coarcervo e sforamento delle attuali franchigie le donazioni poste in essere tra il 25 ottobre 2001 e il 28 novembre 2006, ossia quelle stipulate prima della reintroduzione dell’imposta di donazione ad opera del D.L. n. 262/2006 poiché secondo erano e devono continuare a considerarsi irrilevanti ai fini delle imposte. Secondo questo ragionamento devo considerarsi irrilevanti ai fini delle franchigie anche le donazioni di veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico (esenti ex art. 59bis d.lgs 346/1990) i trasferimenti di aziende familiari, effettuati tramite i patti di famiglia di cui agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile a favore dei discendenti (esenti ex art. 3 del d.lgs 346/1990). In termini più ampi detta Cassazione detta tre principi: a) Il coacervo come concetto generale si applica a donazioni attuali e pregresse; b) le donazioni pregresse sono da calcolarsi ai fini del coarcervo solo se non rientrano nel periodo compreso tra il 25 ottobre 2001 e il 28 novembre 2006 nel quale vi era esenzione delle stesse (ribaltando quanto precedentemente sostenuto dalla Cassazione n. 11677/2017); c) l’esenzione rilevante a tale riguardo è sia quella che la legge disponesse al momento della stipula della donazione sia quella che la legge preveda al momento in cui si calcola il coacervo.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 Jan 2021 10:15:03 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SUPERBONUS ANCHE IN PRESENZA DI UNITA’ COLLABENTI O NON ABITATIVE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/superbonus-anche-in-presenza-di-unita-collabenti-o-non-abitative</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 17 del 7 gennaio 2021, sostiene che, ai sensi dell’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto rilancio), si può usufruire delle detrazioni del Superbonus anche nel caso in cui l'intervento di demolizione e ricostruzione sia realizzato su immobili originariamente non accatastati come abitazioni (es.: C/2 e F2) ma che solo al termine dei lavori diverrà tale e ciò anche se, al termine dei lavori le unità saranno meno o se vi sarà una variazione volumetrica, in aumento o riduzione con la precisazione che circa i limiti di spesa, occorre considerare il numero delle unità immobiliari censite nel Catasto Fabbricati all'inizio dei lavori e quindi la spesa ammissibile è di euro 96.000 per ciascuna delle unità immobiliari censite nel Catasto Fabbricati all'inizio dei lavori. Potranno fruire delle detrazioni anche le unità collabenti a condizione che nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti chiaramente il cambio di destinazione d'uso del fabbricato in origine non abitativo e che sussistano tutte le altre condizioni e siano effettuati tutti gli adempimenti previsti dalla norma agevolativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 21:32:15 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VALIDITÀ DEI LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI SOCIALI CONTENUTI IN UN PATTO PARASOCIALE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/validita-dei-limiti-alla-circolazione-delle-partecipazioni-sociali-contenuti-in-un-patto-parasociale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la massima n. 194 del Consiglio Notarile di Milano, “É legittima la clausola statutaria che limiti la circolazione delle azioni di s.p.a. o delle quote di s.r.l. nel senso di subordinare l'efficacia del loro trasferimento, nei confronti della società, alla preventiva adesione della parte acquirente a un patto parasociale, noto alla società stessa, dovendosi in tal caso intendere che l'organo amministrativo è tenuto a rendere disponibile il contenuto del patto parasociale nei confronti dei soci e degli aspiranti acquirenti indicati da ciascuno dei soci. In ogni caso, il patto parasociale alla cui adesione è subordinata l'efficacia del trasferimento delle partecipazioni sociali nei confronti della società è comunque soggetto ai limiti e ai termini derivanti dalla disciplina applicabile caso per caso”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 16:27:42 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CARATTERISTICHE DEL MUTUO FONDIARIO RISPETTO A QUELLO ORDINARIO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/caratteristiche-del-mutuo-fondiario-rispetto-a-quello-ordinario</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I principali vantaggi per le parti in presenza di un mutuo fondiario, rispetto ad un mutuo ordinario sono i seguenti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A) Per il creditore:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ai fini dell'iscrizione ipotecaria le banche possono eleggere domicilio presso la propria sede (art. 39 TULB, primo comma);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - nel caso di stipulazione del contratto e l'erogazione del denaro formano oggetto di atti separati, l'annotazione dell'avvenuto pagamento e dell'eventuale variazione degli interessi convenuta dalle parti; in tal caso l'ipoteca iscritta fa collocare nello stesso grado gli interessi nella misura risultante dall'annotazione stessa (art. 39 TULB, secondo comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è il consolidamento dell’ipoteca dopo dieci giorni dall’iscrizione (art. 39 TULB, quarto comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è l’esenzione dall’azione revocatoria fallimentare per i pagamenti eseguiti (art. 39 TULB, quarto comma);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è l’esenzione dalla notifica del titolo esecutivo per l’avvio di una procedura esecutiva (art.41 TULB, primo comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è la possibilità di procedere esecutivamente in costanza di fallimento (art. 41 TULB, secondo comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è il diritto ad incassare le rendite dei beni immobili sottoposti ad esecuzione, sequestro e procedura fallimentare (art. 41 TULB, terzo comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - possibilità di ottenere l’assegnazione diretta del ricavato della vendita forzata (art. 41 TULB, quarto comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           B) Per il debitore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C- Vi è la certificazione della banca sul valore dell’immobile (art.38 TULB, secondo comma);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è il diritto alla riduzione proporzionale dell’ipoteca in caso di pagamento della quinta parte del debito originario (art.39 TULB, quinto comma);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è il diritto alla liberazione parziale dei beni ipotecati quando, dai documenti prodotti o da perizie, risulti che per le somme ancora dovute i rimanenti beni vincolati costituiscono una garanzia sufficiente (art.39 TULB, quinto comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è il diritto al frazionamento dell’ipoteca in caso di edificio o complesso condominiale per il quale può ottenersi l'accatastamento delle singole porzioni che lo costituiscono (art.39 TULB, sesto comma);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è la riduzione dell’onorario dovuto al Notaio per la stipula del contratto (art.39 TULB, settimo comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è un procedimento semplificato per la cancellazione dell’ipoteca (art.40-bis TULB).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - vi è la possibilità di rimanere moroso per 7 rate anche non consecutive (art.40 TULB, secondo comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C) Per il terzo aggiudicatario:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Vi è la facoltà dell’aggiudicatario in un procedimento espropriativo di subentrare, senza autorizzazione del giudice dell'esecuzione e senza il consenso del creditore fondiario, nel contratto di finanziamento pagando alla banca le rate scadute, gli accessori e le spese entro 15 giorni dalla data dell'aggiudicazione (art. 41 TULB, quinto comma).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 13:43:31 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NULLITÀ DEL MUTUO FONDIARIO IN CASO DI SUPERO DEL LIMITE DI FINANZIABILITÀ</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/nullita-del-mutuo-fondiario-in-caso-di-supero-del-limite-di-finanziabilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione civile con l’ordinanza n. 1193/2020 – conformemente alle precedenti Cass. 13 luglio 2017, n. 17352; Cass. 16 marzo 2018, n. 6586; Cass. 12 aprile 2018, n. 9079; Cass. 9 maggio 2018, n. 11201; Cass. 11 maggio 2018, n. 11543; Cass. 28 maggio 2018, n. 13285; Cass. 28 maggio 2018, n. 13286; Cass. 3 ottobre 2018, n. 24138; Cass. 24 settembre 2018, n. 22459; Cass. 19 novembre 2018, n. 29745; Cass. 28 giugno 2019, n. 17439 e Cass. 27 novembre 2019, n. 31057 - sostiene che il mancato rispetto del limite di finanziabilità previsto per il mutuo fondiario comporta la nullità del relativo contratto in quanto detto limite ex art. 38, secondo comma TULB, è elemento essenziale del contenuto del contratto stesso, costituendo un limite inderogabile all'autonomia privata in ragione della natura pubblica dell'interesse tutelato, volto a favorire finalità sociali non disponibili e quindi non derogabili dalla autonomia della parti, al fine di giungere alla realizzazione di molteplici interessi pubblici: l'esigenza di recuperare le somme erogate nel più breve tempo possibile; consentire il rispetto integrale del contratto anche dopo la risoluzione dello stesso, riconoscendo il diritto potestativo al terzo che partecipa alla vendita forzata di subentrare nel contratto risolto senza l’autorizzazione del Giudice ed il consenso del creditore (cfr art.41 V comma TUB); tutela del debitore da eventuali rischi espoliativi. Circa i limiti di finanziabilità da rispettarsi si deve ricordare che l’art. 38 (TULB) e la delibera CICR di attuazione del 22.04.1995 consentono una finanziabilità fino all’80% del valore dei beni ipotecati o del costo delle opere da eseguire sugli stessi; oppure fino al 100%, qualora vengano prestate garanzie integrative. Sempre ai fini della determinazione del limite di finanziabilità per tutti i crediti ipotecari e quindi ai fini delle valutazioni prudenziali, sono state emesse le direttive n.2000/12/CE del 20 marzo 2000, n.2006/48/CE del 14 giugno 2006; e il  regolamento (UE) N. 575/2013 del 26 giugno 2013, i quali pongono come elemento fondante ai fini del superamento del limite di finanziabilità il Mortgage Lending Value (MLV) che deve essere individuato nel valore cauzionale effettivo dell’immobile, inteso, nella prospettiva futura dell’eventuale inadempimento del cliente in caso di mancata restituzione del prestito e della conseguente necessità di realizzo forzoso, come netto realizzo in sede di vendita giudiziale, e non già nel prezzo pattuito tra le parti, secondo il prudente apprezzamento della futura negoziabilità, tenuto conto degli aspetti durevoli a lungo termine e delle condizioni del mercato, dell’uso corrente e dei suoi appropriati usi alternativi, senza riferimento né al valore di mercato in un determinato momento, né a considerazioni speculative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 13:31:49 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CREDITO DI IMPOSTA RESIDUO UTILIZZABILE PER ACQUISTO SUCCESSIVO DI PERTINENZE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/credito-di-imposta-residuo-utilizzabile-per-acquisto-successivo-di-pertinenze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 44 del 18 gennaio 2021, basandosi sul quanto disposto dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998, n. 448- il quale prevede che “ai contribuenti che provvedono ad acquisire, a qualsiasi titolo, entro un anno dall'alienazione dell'immobile per il quale si è fruito dell'aliquota agevolata prevista ai fini dell'imposta di registro e dell'imposta sul valore aggiunto per la prima casa, un'altra casa di abitazione non di lusso, in presenza delle condizioni di cui alla nota II-bis all'articolo 1 della tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, è attribuito un credito d'imposta fino a concorrenza dell'imposta di registro o dell'imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato. L'ammontare del credito non può essere superiore, in ogni caso, all'imposta di registro o all'imposta sul valore aggiunto dovuta per l'acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso” – conformemente alla circolare 24 aprile 2015, n. 17 (par. 4.9), sostiene che nel caso in cui il credito di imposta sia stato utilizzato solo parzialmente per il pagamento dell'imposta di registro dovuta per l'atto in cui il credito stesso è maturato, l'importo residuo potrà essere utilizzato dal contribuente in diminuzione dalle imposte sui redditi delle persone fisiche ovvero in compensazione delle somme dovute ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Detto importo residuo non potrà, invece, essere utilizzato in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, e dell'imposta sulle successioni e donazioni per gli atti presentati successivamente alla data di acquisizione del credito. In aggiunta sostiene che nel caso in cui il titolare del credito di imposta lo utilizzi parzialmente per un riacquisto di nuova casa può ottenere ancora beneficiare del residuo credito – ovviamente solo in diminuzione delle imposte sui redditi successiva al riacquisto, ovvero in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza diritto a rimborsi – se acquista successivamente un pertinenza dell’abitazione acquistata con detto credito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 08:06:53 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SECONDO IL CTR VENETO 800/04/2020 DEL 22 DICEMBRE 2020 IL “CONFERIMENTO DI AZIENDA” SEGUITO DALLA “CESSIONE DI QUOTE” NON PUÒ RIQUALIFICARSI IN “CESSIONE DI AZIENDA”</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/secondo-il-ctr-veneto-800-04-2020-del-22-dicembre-2020-il-conferimento-di-azienda-seguito-dalla-cessione-di-quote-non-puo-riqualificarsi-in-cessione-di-azienda</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 20 T.U.R., a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge finanziaria per l’anno 2018 (art. 1, co. 87, lett. a), L. 205/2017), stabilisce che nell’interpretazione di ciascun atto da assoggettare ad imposta di registro l’amministrazione finanziaria debba prendere in considerazione unicamente gli “elementi desumibili dall'atto medesimo, prescindendo da quelli extra-testuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto disposto dagli articoli successivi” e tale nuova previsione per la Corte costituzionale 158/2020, non risulta essere in contrasto con il principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 Cost. e con quello di uguaglianza espresso dall’art. 3 Cost. in quanto la nuova disciplina non fa che “ricondurre il citato art. 20 all’interno del suo alveo originario”. Al tempo stesso ritiene che non vi sia ipso iure (ossia senza appositi atti civilistici) una capacità di stare in giudizio per la società conferente ormai cancellata nonostante le previsioni di cui al d.lgs 175/14.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 18 Jan 2021 11:41:38 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LIMITE ALLE DETRAZIONI DEL SUPERBONUS AL 110% IN CASO DI DEMO-RICOSTRUZIONI CON AMPLIAMENTO DI VOLUME</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/limite-alle-detrazioni-del-superbonus-al-110-in-caso-di-demo-ricostruzioni-con-ampliamento-di-volume</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate con la risposta da interpello n.523 del 4 novembre 2020 precisa, con riferimento alle detrazioni spettanti per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per interventi finalizzati al risparmio energetico, che nel caso in cui i predetti interventi comportino l'accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un'unica unità abitativa, per l'individuazione del limite di spesa detraibili, vanno considerate le unità immobiliari censite in Catasto all'inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori. Quindi, ad esempio, in caso di aumento volumetrico pari al 10% rispetto al fabbricato preesistente la detrazione massima di 96.000,00 per unità va ridotta proporzionalmente del 10% (quindi di Euro 9.600,00) per ciascuna delle nuove e maggiori unità immobiliari.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 17 Jan 2021 16:15:31 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>AZZERAMENTO DELLA PLUSVALENZA IN CASO DI CONFERIMENTO DI PARTECIPAZIONI CON IL CRITERIO DEL “REALIZZO CONTROLLATO” EX COMMA 2 E NUOVO COMMA 2-BIS DELL'ARTICOLO 177 TUIR</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/azzeramento-della-plusvalenza-in-caso-di-conferimento-di-partecipazioni-con-il-criterio-del-realizzo-controllato-ex-comma-2-e-nuovo-comma-2-bis-dell-articolo-177-tuir</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il regime a realizzo controllato - anche secondo quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate con le risposte a interpello nn. 314 e 315 del 7 settembre 2020 - definisce un criterio non di neutralità fiscale ma di valutazione delle partecipazioni ricevute a seguito del conferimento ai fini della determinazione del reddito del soggetto conferente. Con un conferimento effettuato "a realizzo controllato" non vi è plusvalenza quando ad esempio nella perizia di stima richiesta per un aumento di capitale sociale o per la costituzione di una società, mediante conferimento di partecipazioni emerga la volontà il “realizzo controllato” ossia la volontà che la quota da conferirsi pur avendo un valore di mercato alto verrà appostata a patrimonio della conferitaria per un valore nominale. In questa ipotesi il conferente perderà la plusvalenza insita nella sua quota non beneficio indiretto per gli altri soci che non effettuano detto conferimento ma che hanno comunque quote di capitale e quindi di patrimonio in cui confluisce la quota di maggior valore. Ragionevolmente non può ritenersi elusione la previsione di una successiva cessione tra soci volta a ristabilire i rapporti di valore precedenti detto conferimento. La fruizione del regime fiscale agevolato ricorre sia nell’ipotesi di cui al comma 2 dell’art. 177 del TUIR in cui è richiesta l’acquisizione del controllo della società le cui quote sono conferite da parte della conferitaria stessa che nell’ipotesi di cui al nuovo comma 2-bis dell’art.177 TUIR, introdotto dal Decreto Rilancio, in cui è richiesto solo che le partecipazioni siano conferite in società, esistenti o di nuova costituzione, interamente partecipate dal conferente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 17:57:09 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>PER IL RECUPERO DI TASSAZIONE PER LA COSTITUZIONE DI UN TRUST NON VI E’ OBBLIGO SOLIDARE DEL NOTAIO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-il-recupero-di-tassazione-per-la-costituzione-di-un-trust-non-vi-e-obbligo-solidare-del-notaio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Cassazione n. 15450/19, sancisce che il notaio non è responsabile per la maggiore imposta proporzionale richiesta a seguito di registrazione di un atto costitutivo di trust con imposta fissa in quanto non si tratta di imposta principale (nemmeno postuma), ma di imposta complementare e ciò ai sensi dell'art. 57 comma 2 del TUR che sancisce che “la responsabilità dei pubblici ufficiali non si estende al pagamento delle imposte complementari e suppletive". I giudici affermano in primo luogo come il DLgs. 463/1997, sulla registrazione telematica degli atti mediante MUI non abbia mutato i termini della questione”. A tale fine, si considera principale solo l’imposta risultante dal controllo della autoliquidazione ovvero da elementi desumibili dall’atto con immediatezza e senza necessità di accertamenti fattuali o extratestuali, né di valutazioni giuridico interpretative. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 17:24:58 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>IMPOSTA DI REGISTRO FISSA PER IL TRASFERIMENTO IMMOBILIARE IN ESECUZIONE DI UN MANDATO SENZA RAPPRESENTANZA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imposta-di-registro-fissa-per-il-trasferimento-immobiliare-in-esecuzione-di-un-mandato-senza-rappresentanza</link>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, 30 aprile 2019, n.11401, ha affermato che nel mandato senza rappresentanza per la vendita di un immobile, il trasferimento a titolo gratuito, dal mandante al mandatario, dell'immobile oggetto di futura cessione sconta l'imposta di registro in misura fissa, in quanto non integra il presupposto impositivo per all'applicazione dell'imposta sulle donazioni e successioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 17:01:14 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    <item>
      <title>DETRAZIONI AMPLIATE A LAVORI PRECEDENTI L’ENTRATA IN VIGORE DEL SUPERBONUS</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-ampliate-a-lavori-precedenti-lentrata-in-vigore-del-superbonus-che-prevedano-ampliamenti-realizzazione-di-nuovi-box-auto-o-con-asseverazioni-tardive-antisisma-solo-se-relativi-a-demo-ri</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sinteticamente, con la Risposta n. 12 Roma, 7 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate precisa che, nonostante l'entrata in vigore del decreto legge n. 76 del 2020 che ha modificato, ampliando, la definizione degli interventi di ristrutturazione edilizia, non possano beneficiare delle nuove ed ampliate detrazioni SUPERBONUS, i lavori di riqualificazione energetica, realizzati nel vigore della vecchia normativa dell'articolo 16-bis, comma 1, lettera b) TUIR (con detrazioni sino ad Euro 48.000,00 poi estese ad Euro 96.000,00 per unità) che presentino miglioramento sismico con ampliamenti e le nuove costruzioni oppure  quelli per la parte relativa a "nuove costruzione" (es.: garage non presenti originariamente) oppure quelli per i quali non si sia ottemperato alla presentazione dell’asseverazione delle classi di rischio sismico, se non di tratti di “demo-ricostruzione” ma di semplice “ristrutturazione”. Ripercorrendo l’evoluzione normativa si ricorda che l'articolo 16-bis, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1986, n. 917 prevede la possibilità di detrarre dall'IRPEF un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lettere b), c) e d) dell'articolo 3 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia edilizia). Per effetto delle modifiche apportate, da ultimo, dall'articolo 1, comma 175, lettera b), n. 1), della legge 27 dicembre 2019, n. 160, all'articolo 16, comma 1, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, l'agevolazione spetta nella maggiore misura del 50 per cento e con il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare per le spese sostenute tra il 26 giugno 2012 ed il 31 dicembre 2020. Con la circolare 8 luglio 2020 n. 19/E in merito agli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui al predetto articolo 16-bis del TUIR, è stato ribadito che tale detrazione spetta per interventi eseguiti su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, accatastate o in via di accatastamento. Gli interventi devono essere eseguiti su edifici esistenti e non devono realizzare una nuova costruzione. Unica eccezione è rappresentata dalla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali. Fermo restando che la qualificazione delle opere edilizie spetta al Comune, o altro ente territoriale competente in tema di classificazioni urbanistiche, ai fini della detrazione in commento dal titolo amministrativo rilasciato che autorizza i lavori deve risultare che non si tratta di un intervento di nuova costruzione. La medesima circolare n. 19/E ha precisato che qualora la ristrutturazione avvenga senza demolizione dell'edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione compete solo per le spese riferibili alla parte esistente in quanto l'ampliamento configura, comunque, una "nuova costruzione". In tale caso il contribuente ha l'onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento) o, in alternativa, essere in possesso di un'apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall'impresa di costruzione o ristrutturazione ovvero dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi. In caso di ristrutturazione con ampliamento di un box pertinenziale la detrazione spetta anche per le spese relative all'ampliamento a condizione che lo stesso sia funzionale alla creazione di un nuovo posto auto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 16:56:56 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>DETRAZIONI SUPERBONUS AL 110% ANCHE IN PRESENZA DI AMPLIAMENTO VOLUMETRICO GIUSTIFICATO.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-superbonus-al-110-anche-in-presenza-di-ampliamento-volumetrico-giustificato</link>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sinteticamente, con la Risposta n. 11 Roma, 7 gennaio 2021 l’Agenzia delle Entrate precisa che, ai sensi dell’ex art. 119, comma 4, e art. 121 del d.l. 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) come modificato dal decreto legge n. 76 del 2020 , i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, per taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio (compresi quelli antisismici) di cui ai citati articoli 14 e 16 del decreto legge n. 63 del 2013 (ivi inclusi quelli che accedono al Superbonus ai sensi del predetto articolo 119 del decreto Rilancio), nonché per gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici e di installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli posso beneficiare del SUPERBONUS del 110% anche qualora detti interventi prevedano incrementi volumetrici purchè questi ultimi siano giustificati alternativamente dall'adeguamento alla normativa antisismica, dall'applicazione della normativa sull'accessibilità, dall'istallazione di impianti tecnologici, dall'efficientamento energetico, dalla promozione di interventi di rigenerazione urbana (ove i singoli Comuni lo prevedano). Esplicitando si sostiene che l'articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio), convertito, con modificazione, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, ha introdotto nuove disposizioni che disciplinano la detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, spettante nella misura del 110 per cento delle spese stesse a fronte di specifici interventi finalizzati alla efficienza energetica (ivi inclusa l'installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici) nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici (CD. SUPERBONUS). Le nuove disposizioni si affiancano a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (CD. ECOBONUS) nonché per quelli di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (CD. SISMABONUS) attualmente disciplinate, rispettivamente, dagli articoli 14 e 16, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito dalla legge 3 agosto 2013, n. 90. Le tipologie e i requisiti tecnici degli interventi oggetto del Superbonus sono indicati nei commi da 1 a 8 del citato articolo 119 del decreto Rilancio, mentre l'ambito soggettivo di applicazione del beneficio fiscale è delineato nei successivi commi 9 e 10. L'articolo 121 del medesimo decreto Rilancio, inoltre, stabilisce che i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, per taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio (compresi quelli antisismici) di cui ai citati articoli 14 e 16 del decreto legge n. 63 del 2013, ivi inclusi quelli che accedono al Superbonus ai sensi del predetto articolo 119 del decreto Rilancio, nonché per gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici e di installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari (cd. sconto in fattura). In alternativa, i contribuenti possono, altresì, optare per la cessione di un credito d'imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà di successiva cessione. Le modalità attuative delle disposizioni da ultimo citate, comprese quelle relative all'esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica anche avvalendosi dei soggetti indicati al comma 3 dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono state definite con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate 8 agosto 2020, prot. n. 283847/2020. Con riferimento alla applicazione delle agevolazioni in commento, sono stati forniti chiarimenti con la circolare 8 agosto 2020, n. 24/E cui si rinvia per ulteriori approfondimenti. In particolare, relativamente agli interventi prospettati nell'istanza di interpello, nella predetta circolare n. 24/E del 2020 è stato precisato che l'agevolazione spetta anche a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della "ristrutturazione edilizia" ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lett. d) del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia". Al riguardo si precisa che a seguito delle modifiche apportate dall'articolo 10, comma 1, lettera b, n. 2 del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 (cd. decreto "Semplificazione") rientrano tra gli interventi di ristrutturazione edilizia «gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica, per l'applicazione della normativa sull'accessibilità, per l'istallazione di impianti tecnologici e per l'efficientamento energetico. L'intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana (...)». Sul punto, la relazione illustrativa al decreto evidenzia che «gli interventi di ristrutturazione ricostruttiva possono prevedere che l'edificio da riedificare presenti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche differenti rispetto a quello originario. Inoltre, allo scopo di coordinare l'attuale definizione della ristrutturazione ricostruttiva con le norme già presenti in altre discipline incidenti sull'attività edilizia, si precisa che il medesimo edificio può presentare quegli incrementi volumetrici necessari, oltre che per l'adeguamento alla normativa antisismica (già previsto dall'art. 3, comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001), anche per l'applicazione della normativa sull'accessibilità, per l'istallazione di impianti tecnologici e per l'efficientamento energetico. L'intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana. È evidente l'obiettivo della norma di evitare che la previsione nei piani di rigenerazione urbana di incentivi volumetrici in caso di interventi di demolizione e ricostruzione porti, in realtà, a qualificare l'intervento come una nuova costruzione soggetta ad un differente regime giuridico (in termini di titolo edilizio richiesto, onerosità dello stesso, disposizioni generali applicabili, ecc.)». Al riguardo, si ricorda che detta qualificazione inerente le opere edilizie spetta al Comune, o altro ente territoriale competente in materia di classificazioni urbanistiche, e deve risultare dal titolo amministrativo che autorizza i lavori per i quali il contribuente intende beneficiare di agevolazioni fiscali. Nel caso di specie, il titolo abilitativo non è stato ancora richiesto e, pertanto, non risulta dimostrato se l'intervento di demolizione e ricostruzione che l'Istante intende effettuare rientri tra le opere di ristrutturazione edilizia definite dall'articolo 3, comma 1, lettera d) del d.P.R. n. 380 del 2001 (come modificato dal decreto legge n. 76 del 2020). Ne consegue che laddove l'intervento di demolizione e ricostruzione in oggetto rientri tra quelli di ristrutturazione edilizia di cui al citato articolo 3, comma 1, lettera d), del d.P.R. n. 380 del 2001, come risultante dal titolo amministrativo, e vengano effettuati interventi rientranti nel Superbonus o di recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis del TUIR, l'Istante potrà fruire delle citate agevolazioni, nel rispetto di ogni altra condizione richiesta dalla normativa e fermo restando l'effettuazione di ogni adempimento richiesto (aspetti non oggetto della presente istanza di interpello).Per i requisiti di accesso al Superbonus, che non sono oggetto della presente istanza di interpello, si rimanda alla citata circolare n. 24/E del 2020 dove sono illustrati i necessari chiarimenti volti a definire in dettaglio l'ambito dei soggetti beneficiari, la natura degli immobili interessati e degli interventi agevolati e, in generale, gli adempimenti a carico degli operatori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 16:12:53 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>LA COSTITUZIONE DI SERVITÙ SU TERRENI AGRICOLI NON È “TRASFERIMENTO” E SCONTA L’IMPOSTA DI REGISTRO NELLA MISURA DEL 9%.</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-costituzione-di-servitu-su-terreni-agricoli-non-e-trasferimento-e-sconta-limposta-di-registro-nella-misura-del-9</link>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia delle Entrate con la Nota a Risoluzione 4/E del 15 gennaio 2021, recepisce l’orientamento della giurisprudenza (Cass. n. 16495 del 4 novembre 2003 e successive Cass. nn. 221982, 22199, 22200 e 222013 depositate il 5 settembre 2019, ordinanze nn. 6671-6677 depositate il 9 marzo 2020 e n. 22118 depositata il 13 ottobre 2020), sostenendo che alla costituzione di servitù su terreni agricoli va applicata l’aliquota del 9%, ai sensi, rispettivamente, degli attuali terzo o primo periodo dell’art.1 tariffa, parte I, allegata al DPR 131/1986, in tal modo ribaltando quanto precedentemente sostenuto con la risoluzione n. 92/E del 2000 (ripresa anche nella circ. 18/E 2013) che facendo leva sulla natura di previsione generale della norma contenuta nel primo periodo dell’art. 1 tariffa riteneva "trasferimento"» anche la "costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento". La nuova risoluzione, recepisce il ragionamento della citata Cassazione, la quale afferma che «Nella disciplina fiscale del primo periodo della Tariffa vi è … una distinzione solo per tipi di atti e non più, come nel sistema precedente con l'aggiunta dell'art. 1-bis, per tipi di beni che ne formino oggetto. In particolare, la distinzione ora corre tra atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili (terreni, fabbricati) e atti traslativi di diritti reali di godimento (superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione), da una parte, e atti costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, dall'altra…. Se tale è l'architettura della normativa - che, ripetesi, contrappone gli atti traslativi a quelli costitutivi dì diritti reali di godimento, quali le servitù prediali, e fa ricadere tra i primi i "trasferimenti coattivi" di immobili o di diritti reali di godimento - sembra indiscutibile che il termine "trasferimento" sia stato usato dal legislatore per indicare tutti quegli atti che prevedono il passaggio da un soggetto ad un altro della proprietà di beni immobili o della titolarità di diritti reali immobiliari di godimento. Inoltre il termine in questione non può essere riferito agli atti che costituiscono diritti reali di godimento come la servitù, la quale non comporta trasferimento di diritti o facoltà del proprietario del fondo servente ma compressione del diritto di proprietà di questi a vantaggio di un determinato fondo (dominante)». 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 10:31:14 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IMPORTANZA DELLA PROVA CIRCA LA DATA DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI PER LA SANATORIA</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 5 gennaio 2021 n. 150 sostiene che l’onere della prova circa la data di ultimazione dei lavori abusivi ai fini dell’ottenimento della sanatoria grava su chi li ha realizzati. Per completezza di seguito si indicato i riferimenti normativi. L’Art. 32 del d.l. n. 269/2003, convertito nella l. n. 326/2003 e poi modificata con d.l. n. 168/2004, convertito nella Legge n. 191/2004 (c.d. terzo condono che segue ai primi due previsti rispettivamente dall’art. 40 della Legge 28 febbraio 1985, n. 47, e dall’art. 39 della Legge n. 724/1994. Il comma 25 del predetto ultimo articolo prevede che il nuovo condono si applica alle opere abusive che risultino ultimate entro il 31 marzo 2003 e che non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria o, in alternativa, un ampliamento superiore a 750 metri cubi. Le suddette disposizioni trovano altresì applicazione alle opere abusive realizzate nel termine di cui sopra relative a nuove costruzioni residenziali non superiori a 750 metri cubi per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria, a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3.000 metri cubi. Al riguardo si precisa che per opere ultimate devono intendersi gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, oppure, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza, quando esse siano state completate funzionalmente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 10:11:46 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>TASSAZIONE DELLE LIQUIDAZIONI AI FAMILIARI NON ASSEGNATARI NEL PATTO DI FAMIGLIA</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La recente Cassazione (29506 del 24 dicembre 2020) sostiene che il patto di famiglia sia assimilabile quanto ad effetti ad una donazione modale, e che fiscalmente, da un lato, l’attribuzione al beneficiario deve essere considerata al netto di legati od oneri che su di essa gravano ai sensi dell’art. 8 comma 3 d.lgs. 346/1990, e dall’altro che la prestazione derivante dall’attuazione dell’onere deve considerarsi come legato o donazione a favore del beneficiario ai sensi degli articoli 46, comma 3 e 58, comma 1 d.lgs. 346/1990. In altri termini gli oneri posti a carico del beneficiario dell'attribuzione e a favore di altri soggetti individualmente determinati, ai fini fiscali, rilevano come attribuzioni provenienti, rispettivamente, da disponente e ciò avviene anche se l'adempimento dell'onere spetta all’assegnatario con beni provenienti dal suo personale patrimonio (contrariamente a quanto era stato detto con la Cass, ord. 32823 del 19 dicembre 2018). Circa la rinunzia alla liquidazione da parte dei legittimari non assegnatari si è osservato che essa non è suscettibile di incidere sull’assimilazione, anche ai fini fiscali, del negozio quale liberalità cum onere in quanto non è il beneficiario ad essersi sottratto agli obblighi che gli facevano carico. Al riguardo l’amministrazione finanziaria, ha sostenuto l'applicazione dell'imposta fissa (presumibilmente di registro) alle “rinunzie” peraltro esprimendosi in contrasto con il suo precedente orientamento che le considera quali atti “gratuiti”, e perciò soggetti all'imposta sulle donazioni. Circa l’adempimento dell’obbligo di liquidazione (che per legge spetterebbe al familiare assegnatario) da parte del disponente si potrebbe qualificare come adempimento da parte di terzo ai sensi dell’art. 1180 cod. civ, con effetti liberali indiretti nei confronti di quest’ultimo con consequenziale applicazione del relativo regime impositivo con la necessità di distinguere tra liberalità di cui direttamente o indirettamente beneficerebbe il discendente e liberalità da intendersi effettuata direttamente a favore di tali ultimi legittimari per l’esubero rispetto alla liquidazione stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 09 Jan 2021 12:18:58 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>VALIDITÀ ED EFFETTI DEL PRE-PRELIMINARE O PRELIMINARE DI PRELIMINARE</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando la contrattazione preliminare relativa alla compravendita immobiliare sia scandita in due fasi, con la previsione della stipula di un contratto preliminare successiva alla conclusione di un primo accordo, il giudice deve verificare se tale accordo costituisca già un preliminare valido e suscettibile di conseguire effetti ex artt. 1351 e 2932 c.c., oppure se abbia soltanto effetti obbligatori con esclusione dell'esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento (ndr.: oppure nullo e quindi senza alcun effetto se non presenta alcun interesse meritevole). La giurisprudenza (SS.UU. 6 marzo 2015, Cass n. 4628, Cass. 28 novembre 2019, n. 31188; Cass. n. 26484 del 17 ottobre 2019; da ultimo Trib. Bari del 17 luglio 2020, n. 2252) ha osservato che è valida e produttiva di effetti la stipulazione di contratto preliminare di preliminare, ossia di un accordo che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con esclusione dell’esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento), se sia configurabile un interesse delle parti ad una formazione progressiva del contratto fondata su una differenziazione di contenuti negoziali. La validità del preliminare del preliminare secondo le SS.UU. sussiste solo se vi è un concreto interesse delle parti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 09 Jan 2021 09:35:18 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>TRUST: L’IMPOSTA IPOTECARIA È IN MISURA FISSA E VA ESCLUSA QUELLA DI SUCCESSIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/trust-limposta-ipotecaria-e-in-misura-fissa-e-va-esclusa-quella-di-successione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione (Cass., ordinanza 4 gennaio 2021, n. 13) l’affidamento di beni al trust non comporta l’applicazione di imposte proporzionali ipotecarie e catastali (dovute in misura fissa) e non composta l’applicazione di alcuna imposta successoria poiché l’attribuzione non è definitiva ma comporta solo una disponibilità transitoria in attesa del ritrasferimento dei beni agli effettivi beneficiari. Il trasferimento del bene dal “settlor” al “trustee” avviene a titolo gratuito e non determina effetti traslativi, poiché non ne comporta l'attribuzione definitiva allo stesso, che è tenuto solo ad amministrarlo ed a custodirlo, in regime di segregazione patrimoniale, in vista del suo ritrasferimento ai beneficiari del “trust”. Inoltre l'imposta sulle successione e donazioni, prevista dall'art. 2, comma 47, del d.l. n. 262 del 2006 (conv. con modif. dalla l. n. 286 del 2006) anche per i vincoli di destinazione, è dovuta non al momento della costituzione dell'atto istitutivo o di dotazione patrimoniale, fiscalmente neutri in quanto meramente attuativi degli scopi di segregazione ed apposizione del vincolo, bensì in seguito all'eventuale trasferimento finale del bene al beneficiario, in quanto solo quest'ultimo costituisce un effettivo indice di ricchezza ai sensi dell'art. 53 Cost.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 09 Jan 2021 09:12:11 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>IL PATTO DI RITRASFERIMENTO È VALIDO ANCHE SE ORALE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-patto-di-ritrasferimento-e-valido-anche-se-orale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La giurisprudenza ormai consolidata (Cass. 26 novembre 2020, n. 26988; SS.UU. 6 marzo 2020, n. 6459) dopo aver passato in rassegna le posizioni giurisprudenziali e dottrinarie, hanno inquadrato il patto fiduciario nella figura del mandato senza rappresentanza, secondo cui l'accordo fiduciario, anche quando ha ad oggetto beni immobili, non necessita della forma scritta a fini della validità del patto. È l'accordo concluso verbalmente la fonte dell'obbligo del fiduciario di procedere al successivo trasferimento al fiduciante anche quando il diritto acquistato dal fiduciario per conto del fiduciante abbia natura immobiliare. Se le parti non hanno formalizzato il loro accordo fiduciario in una scrittura, ma lo hanno concluso verbalmente, potrà porsi un problema di prova, non di validità del pactum. La dichiarazione unilaterale scritta dal fiduciario, ricognitiva dell'intestazione fiduciaria dell'immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante - non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma promessa di pagamento ex art.1888 e ha soltanto effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario con conseguente esonero a favore del fiduciante dell'onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 09 Jan 2021 08:53:59 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>DETRAZIONI PER LA REALIZZAZIONE DI ASCENSORI CONDOMINIALI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-per-irealizzazione-di-ascensori-condominiali</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2021, gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, compresa l’installazione di ascensori e montacarichi, il richiamo alla lettera e) del comma 1 dell’articolo 16-bis Tuir (che prevede la detrazione del 50% sino a 96mila per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi ma anche ascensori) viene inserito nell’ambito del comma 2 dell’articolo 119 (ossia tra gli interventi di efficienza energetica trainati, per i quali vale il miglioramento a livello complessivo di due classi energetiche). Quindi per le spese sostenute sino al 30 giugno 2022, in presenza di un intervento ecobonus trainante, questi lavori guadagnano, quindi, il 110% anche laddove effettuati, per espressa previsione del comma 66 della legge di Bilancio, in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni. Il periodo agevolato potrà estendersi sino al 31 dicembre 2022 se i lavori realizzati ai condomini o agli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, rappresentino, alla predetta data del 30 giugno 2022, almeno il 60% dell’intervento complessivo. Per le spese, nel limite complessivo di 96mila euro e sostenute nel 2022, la ripartizione della detrazione avverrà in quattro anni.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 19:31:24 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>SOSPENSIONE DEI PROTESTI SINO AL 31 GENNAIO 2021</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/sospensione-dei-protesti-sino-al-31-gennaio-2021</link>
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 1 comma 207 della L. n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) contiene l’ennesima sospensione dei termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito, prevedendo che i termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito e ogni altro atto avente efficacia esecutiva, che ricadono o decorrono nel periodo dal 1° settembre 2020 al 31 gennaio 2021, sono sospesi fino al 31 gennaio 2021 ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40. I protesti o le constatazioni equivalenti già levati nel predetto periodo sono cancellati d’ufficio. Non si fa luogo al rimborso di quanto già riscosso. La nuova sospensione dei termini, pertanto, è regolata da una combinazione di norme: dall’art. 1 comma 207 della L. n. 178/2020, che contiene il nuovo periodo di sospensione, e dall’art. 11 del D.L. 8 aprile 2020, n. 23 che, adattato al nuovo periodo di sospensione, regolerà ogni altro aspetto. Quanto agli assegni (parificati alle cambiali quanto alla sospensione dei termini) sebbene non menzionati espressamente dalla disposizione in esame, vale la disciplina speciale contenuta nel comma 2 dell’art. 11 del D.L. n. 23/2020, dettata proprio per regolamentare il funzionamento della sospensione applicata agli assegni bancari e postali che pur essendo titoli di credito, non hanno un termine di scadenza ma di pagamento. Pertanto: a) dopo l’entrata in vigore dell’art. 1 comma 207 della L. n. 178/2020 (1° gennaio 2021), i titoli cambiari con data di scadenza “ricadente” o “decorrente” [1] nel periodo 1° settembre 2020 - 31 gennaio 2021, e gli assegni bancari e postali portati all’incasso nello stesso periodo, non dovranno essere protestati; b) i titoli cambiari con data di scadenza “ricadente” o “decorrente” nel periodo 1° settembre 2020 - 31 gennaio 2021, e gli assegni bancari e postali portati all’incasso nello stesso periodo, già protestati prima dell’entrata in vigore dell’art. 1 comma 207 della L. n. 178/2020, “non dovranno essere trasmessi dai pubblici ufficiali alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura” (art. 11, comma 3, D.L. n. 23/2020) e, ove già trasmessi, dovranno essere “cancellati d’ufficio” (art. 1, comma 207, L. 178/2020); c) con riferimento allo stesso periodo, sono sospese le informative al prefetto di cui all'articolo 8-bis, commi 1 e 2, della legge 15 dicembre 1990, n. 386, e le iscrizioni nell'archivio informatizzato di cui all'articolo 10-bis della medesima legge n. 386 del 1990, che, ove già effettuate, sono cancellate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 17:33:03 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PER IL 2021 CON SI VERSANO I 200 EURO DI REGISTRO PER ACQUISTI PPC</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-il-2021-con-si-versano-i-200-euro-di-registro-per-acquisti-ppc</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il comma 41 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di bilancio 2021), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30 dicembre 2020, dispone che per l’anno 2021 non è dovuta l’imposta fissa di registro di cui all’art. 2, comma 4-bis, d.l. n. 194/2009, conv. dalla l. n. 25/2010 in caso di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, di valore economico inferiore o uguale a 5.000 euro, qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti, posti in essere a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale, non si applichi l’imposta di registro fissa, di cui all’articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25. Restano dovute l’imposta ipotecaria in misura fissa e l’imposta catastale proporzionale nella misura dell’1 per cento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 16:52:33 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>PLUSVALENZA: RIDETERMINAZIONE DEI VALORI DI PARTECIPAZIONI SOCIALI E TERRENI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/plusvalenza-rideterminazione-valori-partecipazioni-e-terreni</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il comma 1122 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di bilancio 2021), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30 dicembre 2020, dispone una nuova “proroga” del termine di cui all’art. 2, comma 2, del d.l. n.282/2002 per la rideterminazione del valore di acquisto di partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e di terreni edificabili e con destinazione agricola di cui agli artt. 5 e 7 l. n.448/2001, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva da applicare al valore risultante dalla perizia di stima. La disposizione consente di rideterminare il costo di acquisto dei suddetti terreni e partecipazioni posseduti al 1° gennaio 2021, prevedendo che la redazione ed il giuramento della perizia, nonché il pagamento dell’imposta sostitutiva (o della prima rata) siano effettuati entro il 30 giugno 2021. Il comma 1123 dispone che le aliquote delle imposte sostitutive di cui agli artt. 5 e 7 l. n. 448/2001 cit. siano fissate nella misura dell’11 per cento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 16:45:04 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ASSEMBLEE IN VIDEOCONFERENZA SINO AL 31 MARZO 2021</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/assemblee-in-viedoconferenza-sino-al-31-marzo-2021</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 3, comma 6, del D.L. 31 dicembre 2020 n.183 (c.d. Decreto Milleproroghe per il 2021) proroga alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica e comunque non oltre il 31 marzo 2021 il termine previsto dall’art. 106, comma 7, D.L. 17 marzo 2020 n. 18 (convertito con la Legge 24 aprile 2020 n. 27), in base al quale era stata originariamente fissata al 31 luglio 2020 la vigenza delle norme che consentono lo svolgimento in forma semplificata delle assemblee societarie, termine da ultimo prorogato sino al 31 dicembre 2020 dall’art. 1, comma 3, lett. b), D.L. 7 ottobre 2020 n. 125. Conseguentemente sino al 31 marzo 2021 troveranno quindi ancora applicazione le previsioni di cui al citato art. 106: con l'avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le s.p.a., s.r.l., s.a.p.a, le mutue assicuratricei e le cooperative possono quindi prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l'espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l'intervento all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione: tali società possono altresì prevedere che l'assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l'identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l'esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2370, comma 4, c.c. senza la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio. Allo stesso modo, le società a responsabilità limitata potranno ancora consentire, anche in deroga a quanto previsto dall'art. 2479, comma 4, c.c. ed alle diverse disposizioni statutarie, che l'espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 04 Jan 2021 19:24:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL DIRITTO DI USO ESCLUSIVO SU UN BENE CONDOMINIALE NON PRECLUDE L'USO DA PARTE DEGLI ALTRI CONDOMINI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-diritto-di-uso-esclusivo-su-un-bene-condominiale-non-e-un-diritto-reale-duso-per-le-ss-uu-17-dicembre-2020-n-28972</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le SS.UU. della Cassazione con Provvedimento del 17 dicembre 2020 n.28972 affermano che la pattuizione avente ad oggetto la creazione di un “diritto reale d’uso esclusivo” su una porzione di cortile condominiale in modo da precludere qualsiasi utilizzo agli altri condomini sarebbe nulla in quanto diretta alla creazione di un diritto reale atipico non ammissibile nel nostro Ordinamento per il principio del numerus clausus che regola gli stessi (in virtù del quale solo il Legislatore può creare nuovi diritti reali) e per il principio di tipicità degli stessi (in virtù del quale all’autonomia privata non è consentito creare nuovi diritti al di fuori di quelli tipici e come tali opponibili per mera volontà privata). Una clausola negoziale che privi il diritto di comproprietà degli altri condomini (ossia dei comproprietari diversi dall’utilizzatore) di qualsiasi contenuto o facoltà di utilizzo è sicuramente nulla e al massimo si può parlare di eventuale conversione ex lege in una clausola valida ex art. 1424. A seconda di come è stata scritta la predetta clausola nulla potrebbe ritenersi convertita in diritto di proprietà esclusiva (che ovviamente imporrebbe un frazionamento e intestazione in proprietà esclusiva) oppure in un diritto di uso ex art. 1021 con i limiti di tale diritto oppure in un accordo obbligatorio con effetto limitato alle parti contraenti e non opponibile a terzi (in tale concetto rientrando anche gli altri condomini non firmatari della “delibera”). Non potrebbe esserci conversione in servitù in quando anche in tal caso il proprietario del fondo servente non può essere privato di qualsiasi facoltà di utilizzo del bene. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 30 Dec 2020 17:36:36 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA CANCELLAZIONE DEL PIGNORAMENTO PUO' AVVENIRE SENZA ATTENDERE I TEMPI PER L'OPPOSIZIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/per-le-ss-uu-la-cancellazione-delle-formalita-puo-avvenire-senza-attendere-i-tempi-di-opposizione-al-decreto-di-assegnazione-dopo-il-pignoramento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Sezioni Unite della Cassazione con Provvedimento n. 28387 del 14 dicembre 2020, affermano che nel procedimento di espropriazione e vendita forzata immobiliare il decreto di trasferimento del bene, recante l'ordine di cancellazione dei gravami sul medesimo (tra cui i pignoramenti e le ipoteche), determina la contestuale e immediata estinzione dei medesimi vincoli, dei quali il Conservatore dei registri immobiliari è tenuto ad eseguire la cancellazione immediatamente, in ogni caso indipendentemente dal decorso del termine di proponibilità delle opposizioni esecutive a norma dell'art. 617 c.p.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Dec 2020 13:48:02 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA RINUNZIA AL CONGUAGLIO NELLA DIVISIONE E' COMUNQUE TASSATA COME VENDITA, ANCHE SE VI E' SPIRITO DI LIBERALITA'</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/la-rinunzia-al-conguaglio-nella-divisione-e-comunque-tassata-come-vendita-anche-se-vi-s-spirito-di-liberalita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NELLA DIVISIONE IL COGUAGLIO E’ TASSATO COME VENDITA ANCHE SE VI E’ RINUNZIA COME LIBERALITA’. Secondo la Cassazione (ordinanza 1 dicembre 2020, n. 27409, sez. V) l'eccedenza di valore dei beni assegnati rispetto alla quota sulla massa comune (c.d. conguaglio) è invariabilmente sottoposta al trattamento tributario della compravendita, non rilevando che i condividenti che ricevono di più rinunzino, per spirito di liberalità, verso un corrispettivo o a scopo di adempimento, a ricevere una prestazione pecuniaria in quanto l’art.34 del T.U.R., pone una presunzione assoluta (iuris et de iure), in forza della quale l’eccedenza "è considerata vendita limitatamente alla parte eccedente".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 14 Dec 2020 13:58:34 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IMPOSTE FISSE PER IL TRUST TRASLATIVO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/imposte-fisse-per-il-trust-traslativo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione (ordinanza 2 dicembre 2020, n. 27500, sez. V) Il trust “traslativo” è soggetto ad imposte di registro, ipotecarie e catastali fisse in quanto il trasferimento del bene dal settlor al trustee non determina effetti traslativi, poiché non comporta l'attribuzione definitiva allo stesso, che è tenuto solo ad amministrarlo ed a custodirlo, in regime di segregazione patrimoniale, in vista del suo ritrasferimento ai beneficiari del trust. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 14 Dec 2020 13:49:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL PAGAMENTO DI DEBITI DEL DE CUIUS NON  GENERA ACCETTAZIONE TACITA</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/il-pagamento-di-debiti-del-de-cuius-non-genera-accettazione-tacita</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo la Cassazione (ordinanza 30 settembre 2020, n. 20878) per aversi accettazione tacita di eredità è necessario, oltre che la volontà di compiere l’atto, anche che si tratti di atto che egli non avrebbe diritto di porre in essere, se non nella qualità di erede. Con la conseguenza che non può costituire accettazione il pagamento di un debito del "de cuius", che il chiamato all’eredità effettui con danaro proprio in quanto non si tratta di atto dispositivo o comunque suscettibile di menomare la consistenza dell'asse ereditario
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 14 Dec 2020 13:42:32 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/il-pagamento-di-debiti-del-de-cuius-non-genera-accettazione-tacita</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ALIQUOTA AL 9% IN CASO DI DECADENZA AGEVOLAZIONI PPC</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/aliquota-al-9-in-caso-di-decadenza-agevolazioni-ppc</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Risposta A.E. all’interpello, n. 551 del 18 novembre 2020, in caso di vendita prima del decorso dei 5 anni di terreni da parte I.A.P ad un acquirente “anch’esso I.A.P” in luogo dell'imposta di registro con aliquota all'1 per cento, si applica l'imposta di registro nella misura del 9 per cento e non quella del 15% in base ad una lettura a contrario dell'articolo 1, comma 3, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 che prevede che “Se il trasferimento ha per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale», l'imposta di registro è applicabile nella misura del 15 per cento”. Al riguardo, con la risposta all'istanza di consulenza giuridica, n. 7 del 24 giugno 2020, è stato precisato che dalla lettura, a contrario, di tale ultima disposizione emerge che il trasferimento di terreni agricoli e delle relative pertinenze effettuato a favore di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, in assenza della richiesta di fruire delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, è soggetto all'imposta di registro nella misura del 9 per cento prevista per gli «atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           beni immobili in genere», ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della Tariffa, parte prima, allegata al TUR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 18 Nov 2020 20:59:50 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/aliquota-al-9-in-caso-di-decadenza-agevolazioni-ppc</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BASE IMPONIBILE DELLA DIVISIONE: NUOVI DUBBI INTERPRETATIVI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/base-imponibile-della-divisione-nuovi-dubbi-interpretativi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo una recente e criticata risposta ad interpello AE, n.534 del 6 novembre 2000 il valore da tener conto per il calcolo delle imposte di una divisione è dato dal valore di mercato e non da quello catastale in virtù del seguente ragionamento. Ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346 «Il valore globale netto dell'asse ereditario è costituito dalla differenza tra il valore complessivo, alla data dell'apertura della successione, dei beni e dei diritti che compongono l'attivo ereditario, determinato secondo le disposizioni degli artt. da 14 a 19, e l'ammontare complessivo delle passività deducibili e degli oneri diversi da quelli indicati nell'art. 46, comma 3». L'articolo 14 del citato decreto legislativo stabilisce, tra l'altro, che «La base imponibile, relativamente ai beni immobili compresi nell'attivo ereditario, è determinata assumendo: a) per la piena proprietà, il valore venale in comune commercio alla data di apertura della successione». Pertanto, per la valutazione dei beni immobili compresi nella massa comune, Pagina 5 di 7 occorre far riferimento al valore venale in comune commercio dei suddetti beni alla data della divisione e non al valore catastale. Tuttavia, come correttamente è stato detto da Pischetola nello studio del Consiglio Nazionale del Notariato del 19 novembre 2020 il principio, ormai consolidato e pacificamente condiviso dall’Amministrazione stessa nella pratica applicazione dei criteri che presidiano alla corretta liquidazione delle imposte dovute su tale genere di atti, per il quale il limite al potere di rettifica da parte dell’Amministrazione dei valori esposti negli atti soggetti a registrazione (avuto appunto riguardo al valore o al corrispettivo 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           degli immobili)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , è disciplinato a regime e di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           default
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            dai commi 4 e 5 dell’art. 52 del DPR n. 131/86 (TUR), riferibile senza ombra di dubbio anche a tutti gli atti portanti scioglimento di comunioni (ereditaria o ordinaria): l’unica eccezione infatti è costituita, come è noto, solo dalla previsione di cui al comma 5-bis del citato art. 52, e cioè per i soli atti di cessione ‘diversi’ da quelli disciplinati dall'articolo 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni (per i quali ultimi, cioè, la base imponibile può essere forfettizzata, ricorrendo le condizioni soggettive ed oggettive ivi previste, grazie al meccanismo del ‘prezzo-valore’). Del resto la stessa A.E. nella circolare n. 6/E del 6 febbraio 2007 al § 1.2 precisa che “la preclusione alla rettifica del valore prevista dai commi 4 e 5 dell'art. 52 del Tur continua a trovare applicazione con riferimento agli atti che non costituiscono cessione di immobili, sempre che risultino valori dichiarati o corrispettivi pattuiti in misura non inferiore ai valori catastali rivalutati. È il caso, ad esempio, degli atti aventi natura dichiarativa, come 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           le divisioni senza conguaglio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://webrun.notariato.it/CNNNotizie/webcnn/contenuti/settoreStudi/segnalazioniNovita/prassiInterpretative/SNPra_pischetola_interpello_534_20E.html?anno=2020&amp;amp;numero=206&amp;amp;data=9%20novembre%202020&amp;amp;m=Settore%20Studi&amp;amp;s=Segnalazioni%20novita&amp;amp;ss=Prassi%20Interpretative#_ftn1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/SIGILLO+ULTIMO.jpg" length="25963" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 15 Nov 2020 15:22:12 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
      <guid>https://www.notaioplasmati.it/base-imponibile-della-divisione-nuovi-dubbi-interpretativi</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DETRAZIONI SISMABONUS ANCHE IN CASO DI CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-sismabonus-anche-in-caso-di-cambio-di-destinazione-d-uso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la risposta AE ad interpell
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           n. 538 del  9 novembre 2020, p
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           er effetto d
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           el rinvio, contenuto nel citato articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, all'articolo 16-
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           bis
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , comma 1, lettera i), del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, gli interventi ammessi al 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sismabonus 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sono quelli indicati nel medesimo articolo 16-
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           bis
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , del TUIR che deve intendersi quale norma di riferimento generale. Relativamente a tale ultima disposizione - che riguarda la detrazione spettante a fronte di interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su immobili residenziali e relative pertinenze - nella circolare 8 luglio 2020, n. 19/E è stato, da ultimo, ribadito che è possibile "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fruire della detrazione d'imposta, in caso di lavori in un fienile che risulterà con destinazione d'uso abitativo solo a seguito dei lavori di ristrutturazione che il contribuente intende realizzare purché nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d'uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ". Il medesimo principio risulta applicabile anche agli interventi antisismici ammessi al 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Superbonus
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ; pertanto, è possibile fruire della detrazione nella misura del 110 per cento delle spese sostenute per gli interventi di riduzione del rischio sismico, oggetto dell'istanza di interpello, anche nell'ipotesi prospettata di cambio di destinazione d'uso in abitativo dell'immobile oggetto dei lavori, purché nel provvedimento amministrativo che assente questi ultimi risulti chiaramente tale cambio e semprechè l'immobile rientri in una delle categorie catastali ammesse al beneficio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 15 Nov 2020 14:48:13 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RIMOZIONE VINCOLI PEEP ANCHE DA PARTE DEI VECCHI PROPRIETARI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rimozione-vincoli-peep-anche-da-parte-dei-vecchi-proprietari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per effetto del nuovo D.M. 28 settembre 2020, n. 151 e a far data dal 25 novembre 2020 relativo alla rimozione dai vincoli di prezzo gravanti sugli immobili costruiti in regime di edilizia convenzionata, ha avuto finalmente piena attuazione il comma 49 bis (nella nuova formulazione introdotta dall’art. 25 undecies della legge 17 dicembre 2018, n. 136, di conversione del Decreto Legge 23 ottobre 2018 n. 119), la cui disciplina prevede che l’emanazione del decreto attuativo sarebbe dovuto avvenire entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge 136/2018 (entrata in vigore il 19 dicembre 2018). Ciò dà finalmente risposta ad conflitto tra acquirenti e venditori creatosi dopo la sentenza della Cassazione a SS.UU. del 16 settembre 2015 n. 18135 che aveva ritenuto applicabile anche agli immobili oggetto dei contratti stipulati prima della data di entrata in vigore della legge n. 136/2018 (art. 25 undecies comma 2) la necessità di procedere ad una rimozione di vincoli di prezzo. La legittimazione attiva a richiedere la rimozione dei vincoli spetta alle persone fisiche, titolari o non più titolari di diritti sui beni e che abbiano un interesse.  La ratio che ha ispirato il nuovo comma 49 bis, va rinvenuta nella volontà del legislatore di prevenire le pretese restitutorie degli acquirenti nei confronti dei venditori, a cui è stato corrisposto un prezzo superiore a quello vincolato, che è quello che invece avrebbe dovuto essere richiesto a fronte dell’alienazione di un bene di edilizia convenzionata. In ossequio a tale finalità l’”interesse” alla stipulazione si rinviene certamente in capo alla persona fisica chiamata in giudizio dall’acquirente che vanti la pretesa sopra richiamata. Secondo l'articolo 2 vi è la possibilità di dilazionare – su richiesta di parte - il corrispettivo dovuto al Comune a fronte della rimozione dei vincoli sul prezzo, presentando una “garanzia apposita fideiussoria assicurativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 15 Nov 2020 14:48:11 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NECESSITA' DEGLI ESTREMI URBANISTICI AI FINI DELLA DOMANDA EX 2932</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/necessita-degli-estremi-urbanistici-ai-fini-della-domanda-ex-2932</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione, ordinanza 28 agosto 2020, n. 18043, sez. II civile ha affermato che la dic
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           hiarazione degli estremi della concessione edilizia relativa agli edifici e del certificato di destinazione urbanistica relativo ai terreni, sono condizioni dell'azione di esecuzione in forma specifica ex art 2932 con la conseguenza che la loro mancanza è rilevabile d'ufficio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/911c723f/dms3rep/multi/SIGILLO+ULTIMO.jpg" length="25963" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 15 Nov 2020 14:18:10 GMT</pubDate>
      <author>gmplasmati@gmail.com (Giovanni Maria Plasmati)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ASSEVERAZIONE TARDIVA E DETRAZIONE DA PARTE DI ACQUIRENTI DI CASE ANTISISMICHE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/asseverazione-tardiva-e-detrazione-da-parte-di-acquirenti-di-case-antisismiche</link>
      <description>asseverazione tardica e detrazioni antisisma</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    
          Nuovo titolo
         &#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Risposta a quesito n. 423 del 1° ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se l'intervento di demolizione e ricostruzione è iniziato dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019, l'ottenimento dei benefici fiscali di cui all'articolo 16, comma 1-septies del D.L. 63/2013 (detrazione della quota di prezzo di acquisto dalla dichiarazione dei redditi), spetta agli acquirenti delle unità immobiliari ubicate nelle zone sismiche 2 e 3 oggetto di interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019, data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, anche se:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           - l'agevolazione in esame inizialmente si applicava ai soli immobili situati in zona sismica 1, mentre dal 1° maggio 2019 è stata estesa anche a quelli situati nelle zone sismiche 2 e 3;
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           - l'asseverazione di cui all'articolo 3 del D.M. n. 58 del 2017 non è stata presentata contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:57:03 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">asseverazione tardiva</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>DETRAZIONI EX ART.14, D.L. n. 63/2013 IN PRESENZA DI PIU' FORNITORI DI CUI SOLO ALCUNI HANNO UTILIZZATO IL CREDITO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/detrazioni-ex-art-14-d-l-n-63-2013-in-presenza-di-piu-fornitori-di-cui-solo-alcuni-hanno-utilizzato-il-credito</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la risposta a interpello n. 425/2020 del 1° ottobre 2020, l'Agenzia delle Entrate, in riferimento alla detrazione di cui all’art. 14 del D.L. n. 63/2013 ha chiarito che il contribuente può acquisire a titolo di cessione l'intero ammontare delle detrazioni cd. Ecobonus maturate, a nulla rilevando la circostanza che parte del credito acquisito è relativo ad interventi effettuati da altri fornitori che hanno rinunciato al credito. Ciò in base anche al provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate prot. n. RU 100372 del 18 aprile 2019, che al punto 3.3 ha stabilito che «in presenza di diversi fornitori, la detrazione cedibile è commisurata all'importo complessivo delle spese sostenute nel periodo di imposta nei confronti di ciascun fornitore». Con quanto appena rappresentato, è stata disciplinata l'ipotesi in cui la cessione fosse disposta in favore di più fornitori precisando che la stessa deve essere, in ogni caso, nel suo ammontare massimo commisurata alle spese sostenute nel periodo per evitare duplicazioni e senza in alcun modo limitare la facoltà di cessione ai singoli fornitori (potenziali cessionari) sulla base del valore dei beni e servizi forniti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:57:01 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">detrazioni 110</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>PROROGA DELLA RIVALUTAZIONE DEI TERRENI E QUOTE SOCIETARIE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/proroga-della-rivalutazione-dei-terreni-e-quote-societarie</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .L’art.137 del D.L. n. 34/2020 (c.d. “Rilancio”), convertito dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020, estende fino al 15 novembre 2020 la possibilità di rideterminare il valore di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola. Resta preclusa l’accesso a tale forma di rivalutazione ai soggetti detentori di reddito d’impresa. I requisiti per poter accedere a tale norma di favore possono essere sintetizzati come segue: le partecipazioni ed i terreni devono essere detenuti dalla data del 1° luglio 2020; la perizia di stima asseverata deve essere redatta entro e non oltre il 15 novembre 2020; il versamento dell’imposta sostitutiva è pari all’11%. può essere versata in un’unica soluzione entro il 15 novembre 2020 o in tre rate annuali - di cui la prima entro il 15 novembre 2020; la seconda entro il 15 novembre 2021 e la terza entro il 15 novembre 2022 - ma il tal caso vi sarà una maggiorazione del 3% annua.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:59 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">rivalutazione terreni</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CDU CON SCADENZA TRA IL 31 GENNAIO 2020 E IL 31 LUGLIO 2020 SONO VALIDI FINO AL 29 OTTOBRE 2020</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/cdu-con-scadenza-tra-il-31-gennaio-2020-e-il-31-luglio-2020-sono-validi-fino-al-29-ottobre-2020</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 103 co. 2 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 - come modificato dalla legge di conversione 24 aprile 2020 n. 27, nonché dall’art. 81, comma 1, D.L. 19 maggio 2020, n. 34 - dispone che: «Tutti i certificati, attestati, permessi … (omissis) in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:58 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">proroga scadenza cdu</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>ACQUIRENTE CONIUGATO CON IL REGIME DELLA COMUNIONE LEGALE DEI BENI E ACQUISTO PERONALE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/acquirente-coniugato-con-il-regime-della-comunione-legale-dei-beni-e-acquisto-peronale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo l’ordinanza della Cassazione del 14 agosto 2020 n.17175, i coniugi in regime di comunione legale che intendo acquistare un bene come personale sono tenuti a stipulare previamente una convenzione di separazione dei beni, non essendo sufficiente al tal fine una esplicita indicazione contenuta nell'atto di acquisto, posto che questo non viene sottoposto alla pubblicità delle convenzioni matrimoniali, unico strumento che conferisce certezza in ordine al tipo di regime patrimoniale cui sono sottoposti gli atti stipulati dai coniugi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:56 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">rinunzia coniuge</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>REVOCATORIA DELLE ASSEGNAZIONI AI FIGLI IN SEDE DI SEPARAZIONE O DIVORZIO</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/revocatoria-delle-assegnazioni-ai-figli-in-sede-di-separazione-o-divorzio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo l’ordinanza della Cassazione del 6 ottobre 2020, n. 21358, è ammissibile la revocatoria del trasferimento di immobile, effettuato da un genitore in favore della prole in ottemperanza ai patti assunti in sede di separazione consensuale omologata, poiché esso trae origine dalla libera determinazione degli ex coniugi, sicché l'accordo separativo costituisce esso stesso parte dell'operazione revocabile e non fonte di obbligo idoneo a giustificare l’esenzione dalla revocatoria ai sensi dell'art. 2901, terzo comma, c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:53 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">revocatoria assegnazioni</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>IMMOBILE AGIBILE MA PRIVO DELLA RELATIVA CERTIFICAZIONE</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/immobile-agibile-ma-privo-della-relativa-certficazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la sentenza della Cassazione del 13 agosto 2020, n. 17123, l’acquirente di un immobile agibile ma privo del certificato non può chiedere la risoluzione per consegna di aliud pro alio in quanto, pur costituendo il certificato di abitabilità un requisito giuridico essenziale ai fini del legittimo godimento e della normale commerciabilità del bene, la mancata consegna dello stesso costituisce un inadempimento del venditore che non incide necessariamente in modo dirimente sull'equilibrio delle reciproche prestazioni. Cosicché rilascio del certificato di abitabilità, successivo alla vendita, esclude la possibilità stessa di configurare l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:52 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">assenza agibilità</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RINUNZIA AD UNA EREDITA’ DANNOSA E NECESSITA’ DI FARE L’INVENTARIO DEI BENI QUANDO SI HA IL POSSESSO DEI BENI EREDITARI</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/rinunzia-ad-una-eredita-dannosa-e-necessita-di-fare-linventario-dei-beni-quando-si-ha-il-possesso-dei-beni-ereditari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo l’ordinanza della Cassazione del 23 luglio 2020, n. 15690, l'immissione in possesso dei beni ereditari non comporta accettazione tacita dell'eredità, poiché non presuppone necessariamente, in chi la compie, la volontà di accettare. Tuttavia, se il chiamato nel possesso o compossesso anche di un solo bene ereditario non forma l'inventario nel termine di tre mesi decorrenti dal momento di inizio del possesso, viene considerato erede puro e semplice; tale onere condiziona, non solo, la facoltà di accettare con beneficio d'inventario, ma anche quella di rinunciare all'eredità in maniera efficace nei confronti dei creditori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:51 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">revocatoria rinunzia eredità</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>P﻿AGAMENTO DELL’IMPOSTA PROPORZIONALE NEL TRUST</title>
      <link>https://www.notaioplasmati.it/pagamento-dellimposta-proporzionale-nel-trust</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo la Cassazione, ordinanza 14 ottobre 2020, n. 22182 l’imposta proporzionale non va anticipata all’atto istitutivo né a quello di dotazione, ma va pagata solo nel momento della sua, ossia solo al trasferimento finale al beneficiario. Tale principio trova applicazione anche nel caso del c.d. trust autodichiarato connotato dalla coincidenza di disponente e trustee.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 12:56:48 GMT</pubDate>
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